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In Cina e Asia – Pechino vara piano da 100mila miliardi di yuan per potenziare i servizi

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Cina, piano da 100mila miliardi di yuan per espandere il settore dei servizi
  • Wang Yi comincia visita nel Sud-Est asiatico
  • La Thailandia accelera corridoio terrestre per collegare gli Oceani
  • Tensioni Stati Uniti-Corea del Sud su condivisione di informazioni di intelligence
  • La Cina seleziona astronauti pakistani per stazione Tiangong
  • India, la repressione della rivolta maoista punta allo sfruttamento delle risorse
Cina, piano da 100 trilioni di yuan per espandere il settore dei servizi

Pechino ha presentato un piano per espandere il proprio settore dei servizi fino a raggiungere i 100mila miliardi di yuan (quasi 15mila miliardi di dollari) entro il 2030, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del settore nella creazione di posti di lavoro e nei consumi. il Consiglio di Stato ha affermato che la crescita sarà supportata da riforme, innovazione tech e una maggiore apertura, promettendo la rimozione delle barriere istituzionali e l’erogazione di sussidi specifici. L’intenzione è di promuovere marchi di “servizi cinesi” più competitivi a livello globale. Gli analisti sostengono che la volontà è anche di rafforzare al contempo la spina dorsale industriale del paese contro il rischio di una deindustrializzazione prematura. L’accento è infatti sui “servizi alle imprese”, come la logistica specializzata, le tecnologie dell’informazione e la ricerca avanzata, per garantire che la potenza manifatturiera mondiale non si svuoti con lo spostamento del mercato del lavoro verso i servizi. Secondo i dati ufficiali, il settore dei servizi cinese è cresciuto del 5,4% su base annua, raggiungendo gli 80,89 trilioni di yuan nel 2025. La spesa per i servizi è in crescita, ma ancora molto indietro rispetto alle economie sviluppate: nel 2025, il consumo pro capite di servizi rappresentava il 46,1% del consumo totale, ben al di sotto del 70% circa registrato negli Stati Uniti. 

Wang Yi comincia visita nel Sud-Est asiatico

“Cina e Cambogia hanno più che mai bisogno di rafforzare la solidarietà e la cooperazione” per far fronte a “un contesto internazionale turbolento e caotico”. Così il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, si è espresso nel colloquio avuto ieri a Phnom Penh con il premier cambogiano, Hun Manet. Wang, arrivato mercoledì nel Paese per partecipare al primo dialogo strategico di Esteri e Difesa nel formato “2+2”, ha affermato che l’amicizia tra Cina e Cambogia “si è rafforzata nel corso del tempo, dando prova di un legame indissolubile”. Pechino “farà tutto il possibile per eliminare le ingerenze esterne” nei rapporti con Phnom Penh, con cui vuole “approfondire costantemente la fiducia strategica reciproca” e “promuovere la cooperazione a tutto tondo”, ha aggiunto. Secondo i media cambogiani, le due parti hanno deciso di espandere la collaborazione alla sicurezza interna (come avvenuto recentemente con il Vietnam), lanciando la piattaforma 3+3. Phnom Penh è la prima meta di un viaggio nel Sud-Est asiatico che in questi giorni vede il ministro cinese impegnato in colloqui in Myanmar e Thailandia. Nel frattempo da oggi al 28 aprile il ministro della Difesa cinese, Dong Jun, visiterà Russia e Kirghizistan per partecipare alla ministeriale della Shanghai Cooperation Organization.

La Thailandia accelera corridoio terrestre per collegare gli Oceani

La Thailandia intende accelerare un progetto per collegare l’Oceano Indiano e l’Oceano Pacifico, consentendo alle navi di evitare l’affollato Stretto di Malacca. Il cosiddetto “ponte terrestre” punta a ridurre i tempi di navigazione tra i due oceani in media di quattro giorni, oltre che tagliare i costi di spedizione di circa il 15%. Attualmente lo Stretto di Malacca gestisce il 40% del commercio globale, inclusa la maggior parte delle spedizioni di petrolio dall’Asia occidentale verso Cina, Giappone e Corea del Sud. Phiphat Ratchakitprakarn, vice primo ministro e a capo del Ministero dei Trasporti, ha dichiarato che “il conflitto in Medio Oriente ha dimostrato il vantaggio di controllare una via di trasporto”, in riferimento alla crisi nello Stretto di Hormuz che ha aggravato la crisi energetica globale”. L’iniziativa potrebbe costare fino a 1.000 miliardi di baht (31 miliardi di dollari), e ha già attirato l’interesse di aziende come DP World e New World Development di Hong Kong. I critici sostengono che il progetto potrebbe essere economicamente insostenibile e causare danni ambientali significativi.

Tensioni Stati Uniti-Corea del Sud su condivisione di informazioni di intelligence

Gli Stati Uniti hanno avvertito gli alleati di essere cauti nella gestione delle informazioni di intelligence condivise, dopo le notizie secondo cui un funzionario sudcoreano avrebbe rivelato informazioni segrete sul programma nucleare di Pyongyang. Il mese scorso il ministro sudcoreano dell’Unificazione, Chung Dong-young, ha rivelato che la Corea del Nord gestiva un impianto di arricchimento dell’uranio a Kusong, nel nord-ovest del Paese, oltre ai siti già noti di Yongbyon e Kangson. Il dicastero ha affermato di basarsi su informazioni di pubblico dominio e rapporti di think tank, ma seconda i media sudcoreani, tra cui l’agenzia statale Yonhap, Washington ha interrotto la condivisione di alcune informazioni perché riteneva che la rivelazione si basasse su immagini satellitari condivise con Seoul. Alla richiesta di chiarimenti, un alto funzionario statunitense ha dichiarato al Financial Times che il governo Usa “si aspetta che tutti i nostri partner proteggano le informazioni sensibili statunitensi che sono state condivise attraverso canali privati”. Le relazioni tra i due paesi sono tese da mesi: Trump ha accusato Seoul di non aver aiutato nella guerra con l’Iran, a fronte dei 28 mila soldati statunitensi di stanza in Corea del Sud come deterrenza per il Nord. Il mese scorso, inoltre, Washington ha ritirato missili intercettori THAAD, elemento importante della difesa aerea sudcoreana, per dispiegarli. in Asia occidentale.

La Cina seleziona astronauti pakistani per stazione Tiangong

Due candidati provenienti dal Pakistan arriveranno in Cina per sottoporsi a un addestramento come astronauti di riserva. Lo ha annunciato ieri l’Agenzia spaziale cinese per l’equipaggio. Dopo aver completato il periodo di formazione richiesto e superato le valutazioni, il candidati prescelto parteciperà a una missione spaziale come specialista del carico utile (ovvero specialista degli esperimenti di bordo), diventando il primo astronauta straniero a entrare nella stazione spaziale cinese Tiangong entro la fine dell’anno. Secondo il comunicato si tratta di “un traguardo fondamentale nella cooperazione internazionale” del programma spaziale cinese.

India, la repressione della rivolta maoista punta allo sfruttamento delle risorse

Le forze di sicurezza indiane hanno intensificato negli ultimi mesi le operazioni contro ciò che resta della rivolta maoista, conosciuta come movimento naxalita, attivo dalla fine degli anni Sessanta nel Bengala Occidentale. A marzo, il governo di Nuova Delhi ha dichiarato di aver sostanzialmente sconfitto l’insurrezione, che nel suo periodo di massima espansione coinvolgeva oltre 20 mila combattenti, per lo più contadini poveri insorti contro sistemi di sfruttamento feudale. Nel corso degli anni, i ribelli si erano progressivamente ritirati in aree remote e difficilmente accessibili, come la regione di Abujhmand. Tuttavia, questa zona è stata recentemente inclusa nel cosiddetto “percorso dello sviluppo” promosso dal ministro degli Interni Amit Shah. Le autorità hanno avviato una serie di operazioni sul territorio, che hanno portato alla mappatura dell’area, alla costruzione di infrastrutture e alla trasformazione del paesaggio, con colline spianate e nuove strade aperte. Interventi, secondo il governo, fondamentali per garantire sicurezza e integrazione economica. Ma politici dell’opposizione e attivisti sostengono invece che l’espansione infrastrutturale servirebbe soprattutto a facilitare lo sfruttamento delle risorse naturali, in particolare minerarie. Di fatto, i registri ufficiali delle società evidenziano una crescita significativa delle attività estrattive nella regione.