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In Cina e Asia – Pechino evita il confronto al forum sulla sicurezza di Singapore

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Pechino evita il confronto allo Shangri-La mentre Xi irrigidisce il controllo sull’esercito
  • Taiwan rafforza il fronte tecnologico con gli Usa mentre Trump critica sui chip
  • L’Europa accelera sulla difesa industriale mentre crescono le frizioni con Pechino
  • Un conflitto su Taiwan rischia l’escalation nucleare: il rapporto IISS
  • Giappone e Filippine stringono partenariato strategico
  • Vietnam e Thailandia rafforzano l’asse economico nel 50° anniversario delle relazioni diplomatiche
Pechino evita il confronto allo Shangri-La mentre Xi irrigidisce il controllo sull’esercito

Per il secondo anno consecutivo il ministro della Difesa cinese Dong Jun non si presenterà allo Shangri-La Dialogue di Singapore, il principale forum di sicurezza dell’Asia-Pacifico in programma dal 29 al 31 maggio, sostituito da una delegazione di esperti e ricercatori dell’Esercito popolare di liberazione. Al forum interverrà invece il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, che lo scorso anno aveva definito la Cina una minaccia per la regione, irritando profondamente la leadership cinese. La delegazione cinese arriva a Singapore nel pieno di una nuova stretta disciplinare voluta da Xi Jinping, che ha approvato misure severe per rafforzare la supervisione sui quadri militari di alto livello. Le nuove regole, presentate dalla Commissione militare centrale come “ferree”, codificano l’esperienza accumulata nelle campagne anticorruzione degli ultimi anni, culminate nella rimozione e condanna a morte con sospensione di due ex ministri della Difesa, Wei Fenghe e Li Shangfu. Secondo il PLA Daily, le misure puntano a garantire “disciplina rigorosa, gestione rigorosa e supervisione rigorosa”, in un momento in cui la leadership vuole assicurarsi che la fedeltà politica e la stabilità interna prevalgano su ogni altra considerazione.

Taiwan rafforza il fronte tecnologico con gli Usa mentre Trump critica sui chip

Nella giornata di mercoledì 27 maggio il CEO di Nvidia Jensen Huang ha presentato un piano di investimenti da 150 miliardi di dollari l’anno sull’isola e la costruzione della nuova sede centrale, operativa nel 2030 con 4 mila dipendenti. Definendo Taiwan “l’epicentro della rivoluzione dell’AI”, Huang ha sottolineato come qui si concentrino produzione, packaging e assemblaggio dei sistemi che alimentano la crescita del colosso da 5.000 miliardi di capitalizzazione. La vicinanza a TSMC, che produce i chip più avanzati di Nvidia, e il rafforzamento delle partnership con Foxconn, Wistron e Quanta consolidano l’isola come hub globale della manifattura tecnologica, mentre anche AMD ha annunciato investimenti superiori ai 10 miliardi di dollari nel settore locale. Il ruolo di Taiwan nell’industria dei semiconduttori è anche sempre più al centro della strategia statunitense in Asia. Durante la celebrazione dell’Independence Day a Taipei, il presidente taiwanese Lai Ching‑te ha consegnato al rappresentante americano Raymond Greene i due volumi dell’autobiografia di Morris Chang, fondatore di TSMC, chiedendogli di recapitarli a Trump. Un gesto calibrato per rispondere alle accuse del presidente statunitense, che anche questo mese aveva sostenuto che Taiwan avrebbe “rubato” l’industria dei chip americana.

L’Europa accelera sulla difesa industriale mentre crescono le frizioni con Pechino

L’Unione europea entra nella fase più delicata della sua risposta allo shock cinese, con i principali stati membri che si sono detti a favore dell’Industrial Accelerator Act, il nuovo pilastro della strategia industriale comunitaria pensato per frenare la perdita di capacità produttiva e riportare investimenti nel mercato interno. Germania, Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Polonia hanno accettato l’impianto generale della proposta, che impone condizioni stringenti agli investitori extra‑Ue – in particolare cinesi – in cambio dell’accesso a sussidi, appalti pubblici e procedure accelerate. Nel frattempo, il ministero del Commercio cinese ha confermato che sono in corso negoziati con Bruxelles, nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio, sulle nuove limitazioni europee alle importazioni duty‑free di acciaio, misure che secondo Pechino danneggiano il commercio bilaterale e minano la stabilità delle catene globali. Parallelamente, la Commissione europea ha inflitto una multa da 200 milioni di euro a Temu per la vendita di giocattoli e caricabatterie pericolosi, dopo un’indagine che ha incluso acquisti anonimi sulla piattaforma. Bruxelles ha inoltre avviato un esame approfondito sulle sovvenzioni estere nell’acquisizione da 2,5 miliardi di dollari con cui JD.com punta a rilevare il rivenditore tedesco Ceconomy, un intervento che segnala l’intenzione dell’Ue di usare in modo più aggressivo gli strumenti di controllo sulle distorsioni di mercato.

Un conflitto su Taiwan rischia l’escalation nucleare: il rapporto IISS

Alla vigilia dello Shangri-La Dialogue di Singapore, un rapporto dell’International Institute for Strategic Studies avverte che un conflitto tra Stati Uniti e Cina su Taiwan potrebbe rapidamente degenerare in una dimensione nucleare, con entrambi gli eserciti pronti a colpire i centri nevralgici di comando, comunicazione e sorveglianza del rivale. L’analisi, che descrive l’Asia-Pacifico come il fulcro di una nuova corsa agli armamenti, evidenzia come gli stati della regione stiano ampliando i propri arsenali nucleari mentre quelli non dotati di armi atomiche sviluppano capacità convenzionali a lungo raggio, erodendo ulteriormente la stabilità strategica. Secondo il rapporto, mancano del tutto “guard rails” tra Washington e Pechino: non esistono canali dedicati alla gestione del rischio nucleare né regole d’ingaggio che impediscano attacchi ai nodi di comando e controllo, un vuoto che rende più probabile un’escalation incontrollata in caso di crisi nello Stretto. Pechino ha respinto le conclusioni dell’IISS definendole “incoerenti con la realtà” e ribadendo che Taiwan è una questione interna, mentre il ministero degli Esteri ha invitato gli Stati Uniti a gestire il dossier “con la massima cautela”.

Giappone e Filippine stringono partenariato strategico

La prima ministra del Giappone, Sanae Takaichi, e il presidente delle Filippine, Ferdinand Marcos, hanno tenuto un vertice a Tokyo giovedì 28 maggio, in occasione del 70° anniversario delle relazioni, e hanno deciso di elevare il partenariato strategico, istituito nel 2011, al livello di partenariato strategico onnicomprensivo. I due leader hanno adottato una dichiarazione congiunta dal titolo “Costruiamo insieme il futuro: pace, prosperità, possibilità”, incentrata sulla visione di un Indo-Pacifico libero e aperto e sui pilastri della cooperazione di sicurezza, della cooperazione economica e della cooperazione marittima. Per quanto riguarda la sicurezza, Takaichi e Marcos hanno accolto con favore l’entrata in vigore, a settembre, dell’Accordo di accesso reciproco, che ha migliorato gli scambi tra le forze armate, e la firma, a gennaio, dell’Accordo di acquisizione e servizi incrociati, auspicando una rapida entrata in vigore, e hanno concordato di avviare negoziati per un accordo sulla protezione e lo scambio delle informazioni militari classificate. Takaichi ha ribadito l’impegno del Giappone a contribuire al rafforzamento delle capacità delle Filippine, in particolare nel settore marittimo, attraverso il trasferimento di attrezzature per la difesa. È stato deciso anche di convocare al più presto il prossimo incontro Esteri-Difesa (“2+2”).

Vietnam e Thailandia rafforzano l’asse economico nel 50° anniversario delle relazioni diplomatiche

Il presidente vietnamita To Lam ha scelto Bangkok per la sua prima visita in un paese ASEAN dalla sua nomina a capo di stato, segnando un ulteriore consolidamento del rapporto strategico con la Thailandia nel cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche. Durante la visita sono stati firmati quattro accordi, tra cui un memorandum tra VietJet e l’ufficio dell’Eastern Economic Corridor per valutare la creazione di un centro di manutenzione e riparazione all’aeroporto di U‑Tapao, un progetto legato all’espansione della compagnia vietnamita nel mercato thailandese. I due paesi hanno inoltre concordato di rafforzare la cooperazione in scienza, tecnologia e innovazione, oltre che in difesa e sicurezza, con particolare attenzione al contrasto delle truffe online e della pesca illegale.