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In Cina e Asia – Pechino definisce gli standard del “Made in China”

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Pechino definisce gli standard del “Made in China”
  • Cina, stretta su Nokia ed Ericsson nelle reti tlc
  • Regno Unito, alto dirigente Pcc accusato di spionaggio
  • Voli diretti tra Cina e India entro ottobre
  • Corea del Sud, stretta contro raduni anti-cinesi
  • Taipei nel mirino tra solidarietà a Kyiv e dipendenza energetica da Mosca
Pechino definisce gli standard del “Made in China”

Dal 1° gennaio entreranno in vigore nuove regole per gli appalti pubblici: i prodotti “Made in China” avranno un vantaggio di prezzo del 20% rispetto a quelli esteri, ma la definizione di “prodotto nazionale” sarà resa più chiara e trasparente. Per qualificarsi, i beni dovranno rispettare una soglia minima di componenti prodotti in Cina e, in alcuni casi, includere fasi critiche di lavorazione svolte nel paese. La misura si applicherà in modo uguale a imprese statali, private e straniere, con l’obiettivo di evitare favoritismi o discriminazioni. Previsti criteri specifici per settore e un periodo di transizione di 3-5 anni. Secondo analisti, l’iniziativa punta a rassicurare le aziende straniere, allineandosi a pratiche già presenti in Usa ed Europa.

Cina, stretta su Nokia ed Ericsson nelle reti tlc

Pechino sta riducendo l’uso delle apparecchiature europee di Nokia ed Ericsson, chiedendo alle aziende di sottoporsi a lunghi controlli di sicurezza da parte della Cyberspace Administration of China. Le verifiche, che possono durare oltre tre mesi, starebbero penalizzando significativamente i gruppi europei rispetto ai concorrenti cinesi, già favoriti dai requisiti di localizzazione introdotti con la legge sulla cybersicurezza del 2022. La quota mercato dei due fornitori è crollata al 4% nel 2024 dal 12% del 2020, con forte calo dei ricavi. La Camera di Commercio Ue in Cina parla di “minaccia esistenziale” per le aziende europee, mentre a Bruxelles i governi restano divisi su restrizioni ai colossi cinesi Huawei e ZTE, che conservano il 30-35% del mercato europeo e dominano ancora in Germania.

Regno Unito, alto dirigente Pcc accusato di spionaggio

Il Crown Prosecution Service ha identificato Cai Qi, uno dei vertici del Partito comunista cinese e tra i favoriti del presidente Xi Jinping, come destinatario di informazioni sensibili trasmesse da due ricercatori britannici accusati di spionaggio. L’indagine, durata oltre due anni, si è conclusa a settembre con l’abbandono delle accuse per mancanza di prove. Cai, quinto membro per rango del Comitato permanente del Politburo, è direttore dell’Ufficio generale del Pcc, che lo rende di fatto capo di gabinetto del presidente cinese. La sua identificazione nel caso ha alimentato le preoccupazioni sul peso delle operazioni di intelligence cinesi in parlamento, ma diversi esperti hanno espresso scetticismo, sottolineando che un dirigente del suo livello difficilmente avrebbe avuto contatti diretti con giovani ricercatori senza accesso a informazioni riservate.

Voli diretti tra Cina e India entro ottobre

India e Cina riprenderanno i voli diretti tra i due paesi entro questo mese, ponendo fine a una sospensione durata oltre cinque anni, ovvero dagli scontri di confine del 2020. La principale compagnia aerea indiana, IndiGo, ha annunciato che inizierà tratte giornalieri dirette tra Calcutta e Guangzhou il 26 ottobre. Una nuova rotta collegherà successivamente anche Nuova Delhi con la città cinese.

Corea del Sud, stretta contro raduni anti-stranieri

Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha ordinato il contenimento delle manifestazioni anti-cinesi e anti-stranieri, definendole dannose per l’immagine e l’economia del paese. I cortei, organizzati da gruppi di estrema destra e diretti contro Pechino, si sono intensificati dopo l’avvio del programma di ingresso senza visto per i turisti cinesi. Seul punta ad aumentare i flussi turistici fino a giugno 2026, con grandi catene commerciali già pronte ad accogliere i visitatori. Lee ha parlato di “comportamenti autodistruttivi e inutili” che minacciano la sicurezza e gli interessi nazionali.

Taipei nel mirino tra solidarietà a Kyiv e dipendenza energetica da Mosca

Durante una rara visita in Europa, il generale Hsieh Jih-sheng, vicecapo dell’intelligence militare di Taiwan, ha avvertito che una sconfitta dell’Ucraina rafforzerebbe le mire di Pechino su Taipei. Intervenuto al Warsaw Security Forum, il militare ha invitato i paesi europei a considerare la propria sicurezza legata all’esito del conflitto e a collaborare con Taiwan contro la pressione militare e le operazioni “ibridi” cinesi, come attacchi cyber e sabotaggi alle infrastrutture. Pechino ha reagito duramente, accusando Taipei di sfruttare la guerra per ottenere visibilità.

Parallelamente, stanno emergendo diverse contraddizioni nella politica energetica taiwanese. Pur avendo aderito alle sanzioni contro Mosca e sostenuto l’Ucraina con iniziative diplomatiche e umanitarie, Taipei è diventata il principale importatore mondiale di nafta russa, per un valore di 1,3 miliardi di dollari nella prima metà del 2025. Questo derivato del petrolio è cruciale per la produzione di semiconduttori, pilastro dell’economia taiwanese e settore strategico a livello globale. Gli analisti sottolineano come la dipendenza energetica – Taiwan importa il 97% del fabbisogno – metta a rischio Taipei in caso di crisi con la Cina e minacci la sua credibilità presso gli alleati democratici.

Di fronte alle critiche delle ong internazionali, il governo ha dichiarato che si adeguerà ad eventuali nuove restrizioni su energia russa decise da Stati Uniti, Ue o altri partner. Il ministero degli Esteri ha ribadito la “ferma opposizione all’aggressione” e la volontà di difendere l’ordine internazionale, mentre quello dell’Economia ha esortato le imprese a orientarsi verso fornitori conformi alle normative europee.