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In Cina e Asia – Pechino apre al dialogo sulle sovvenzioni ma respinge le accuse OCSE

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Pechino apre al dialogo sulle sovvenzioni ma respinge le accuse OCSE
  • Xi atteso in Corea del Nord dall’8 al 9 giugno
  • Afghanistan e Russia firmano accordo militare
  • Pechino vieta l’ingresso a quattro deputati neozelandesi dopo una visita a Taiwan
  • Censura in Cina per il 4 giugno mentre Pechino respinge le critiche su Tiananmen
  • Pechino vieta l’ingresso a quattro deputati neozelandesi dopo visita a Taiwan
  • Il KMT rilancia la “pace nello Stretto” negli USA 
Pechino apre al dialogo sulle sovvenzioni ma respinge le accuse OCSE

La Cina è pronta a discutere di concorrenza leale e di limiti alle sovvenzioni industriali, tema sempre più centrale nei rapporti con Stati Uniti ed Europa. Intervenendo a un incontro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio a Parigi, il vice ministro del Commercio Li Chenggang ha affermato che Pechino sostiene maggiore trasparenza e un processo decisionale più inclusivo per far avanzare iniziative plurilaterali nel quadro multilaterale dell’organizzazione. Le sue dichiarazioni arrivano mentre un rapporto dell’OCSE segnala che le sovvenzioni globali hanno raggiunto il livello più alto dalla crisi finanziaria, trainate soprattutto dalla Cina — un’analisi che Pechino ha respinto sostenendo che le proprie politiche “rispettano rigorosamente” le regole OMC.

A margine dell’evento, Li ha anche tenuto un incontro con il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, che in conferenza stampa ha dichiarato che “ci siamo concentrati sull’approfondimento del dialogo sulla riforma dell’Omc e sul riequilibrio delle nostre relazioni bilaterali in materia di commercio e investimenti”. “Il mio obiettivo” con Pechino “è un approccio concreto e orientato ai risultati per affrontare le nostre preoccupazioni, non un’escalation. Ma qualsiasi percorso da seguire deve essere significativo e sostenibile”, ha aggiunto.

Xi atteso in Corea del Nord dall’8 al 9 giugno

Xi Jinping sarà in Corea del Nord dall’8 al 9 giugno. Lo ha confermato oggi l’agenzia di stampa Xinhua. L’ultima volta il presidente cinese si era recato nel paese nel 2019, prima che il Covid inducesse il governo di Pyongyang a chiudere le frontiere. Gli scambi commerciali sono ripresi così come i collegamenti ferroviari e più di recenti quelli aerei, sebbene non sia ancora stato ripristinato l’acceso ai turisti cinesi. La precedente trasferta estera di Xi era avvenuta lo scorso novembre in Corea del Sud, segno dell’importanza che la penisola rivesta nell’agenda estera di Pechino. La questione della denuclearizzazione è comparsa anche durante i recenti colloqui con Donald Trump e Vladimir Putin, accolti da Xi in stretta successione lo scorso mese. A settembre era stato il leader nordcoreano Kim Jong-un a recarsi nella capitale cinese per assistere alla parata del 3 settembre in memoria della vittoria contro il nazifascismo.

Nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una lettera aperta al presidente russo Vladimir Putin, pubblicata sul sito della presidenza ucraina, ha dichiarato che la Russia sta subendo sempre più conseguenze della guerra anche sul proprio territorio e dipende dall’aiuto di Corea del Nord e Cina. “Sei il primo governante della Russia a rivolgersi a Pyongyang per assistenza”, ha scritto Zelensky, aggiungendo che la Russia è oggi “pienamente dipendente dalla Cina”, anche questo “per la prima volta” nella sua storia.

Afghanistan e Russia firmano accordo militare

Nella giornata del 27 maggio, Russia e Afghanistan hanno siglato a Mosca un accordo di cooperazione militare, firmato dal segretario del Consiglio di Sicurezza russo Sergei Shoigu e dal ministro della Difesa talebano Mohammad Yaqoob Mujahid, figlio del fondatore dei talebani Mullah Omar. Secondo il rappresentante speciale russo per l’Afghanistan Zamir Kabulov, l’intesa riguarda principalmente la riparazione e il ripristino di equipaggiamenti militari di fabbricazione sovietica risalenti alla guerra del 1979-1989. Il ministro Yaqoob ha dichiarato che dopo l’accordo il Pakistan “non oserà più” attaccare il territorio afghano, suggerendo l’interesse di Kabul a ottenere sistemi di difesa aerea. Funzionari pakistani e analisti indipendenti ridimensionano tuttavia la portata dell’intesa: Islamabad la considera priva di impatto significativo sugli equilibri di sicurezza regionali, mentre esperti sottolineano che la Russia – impegnata a fronteggiare attacchi di droni ucraini – non dispone di surplus di sistemi antiaerei da cedere.

Censura in Cina per il 4 giugno mentre Pechino respinge le critiche su Tiananmen

In occasione del 4 giugno, la censura cinese ha raggiunto livelli senza precedenti: su Douyin sono state vietate parole come “professore”, numeri, lettere, frasi ripetute e espressioni neutre come “mi dispiace” o “ti amo”. Decine di streamer sono stati bloccati per “violazioni delle leggi e dei regolamenti”, costringendo le dirette a trasformarsi in un gioco di allusioni per evitare il ban. Anche WeChat avrebbe attivato una “chiusura preventiva”, limitando funzioni social a utenti con precedenti “infrazioni”, nonostante non avessero pubblicato nulla in questi giorni. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha dichiarato che la Cina ha già tratto “una conclusione chiara” sugli eventi e ha denunciato l’ingerenza americana sotto la bandiera dei diritti umani. Da Taipei, il presidente Lai Ching‑te ha invitato Pechino a “riconoscere la verità e aprire la porta alla riconciliazione”, mentre la Cina continua a definirlo un “separatista”.

Pechino vieta l’ingresso a quattro deputati neozelandesi dopo visita a Taiwan

La Cina ha imposto per la prima volta un divieto d’ingresso a quattro parlamentari neozelandesi per la loro visita a Taiwan, segnando un inasprimento delle pressioni diplomatiche su Wellington. I deputati — Maureen Pugh, David Wilson, Laura McClure e Duncan Webb — hanno appreso del bando al rientro dal viaggio di maggio, durante il quale avevano incontrato il ministro degli Esteri taiwanese Lin Chia-lung. L’ambasciata cinese ha definito la missione una violazione delle “serie preoccupazioni” di Pechino e un segnale incoraggiante per le “forze indipendentiste”, aggiungendo che il divieto potrebbe essere ridotto solo dopo eventuali scuse. Wellington ha reagito con sorpresa: il ministro degli Esteri Winston Peters ha ricordato che le visite parlamentari a Taiwan avvengono da decenni e non contraddicono la politica dell’“Unica Cina”, pur mantenendo rapporti non ufficiali con Taipei. McClure ha definito il bando “interferenza straniera” e ha escluso qualsiasi scusa, rivendicando il diritto dei deputati a viaggiare liberamente.

Il KMT rilancia la “pace nello Stretto” negli USA

La leader dell’opposizione taiwanese Cheng Li‑wun ha aperto a San Francisco una visita di due settimane negli Stati Uniti, presentata come un appello a Washington e Pechino affinché perseguano “riconciliazione e cooperazione” per evitare un conflitto nello Stretto. Guidando una delegazione del Guomindang (KMT), Cheng ha parlato nella Chinatown della città di una possibile “relazione di amicizia e cooperazione” tra Cina e Stati Uniti, sostenendo che un impegno congiunto delle tre parti potrebbe trasformare la prima catena di isole da linea di frizione geopolitica a “catena di pace e prosperità”. La missione, seguita con attenzione da tutte le capitali coinvolte, include anche incontri accademici, tra cui una sessione a porte chiuse con studiosi della Hoover Institution di Stanford, e ribadisce la linea tradizionale del KMT: dialogo con Pechino, stabilità nello Stretto e rafforzamento della partnership Taipei‑Washington in difesa, sicurezza e supply chain.

Nel frattempo, il CEO di TSMC ha confermato la fiducia nella crescita trainata dall’intelligenza artificiale, spiegando all’assemblea degli azionisti che la domanda di potenza di calcolo e chip avanzati resta altissima e che l’azienda “vorrebbe” aumentare i prezzi, pur mantenendo una strategia sostenibile di lungo periodo. Wei ha ricordato che la capacità produttiva è sotto forte pressione e che servirà “molto tempo” per soddisfare pienamente le richieste dei clienti statunitensi, mentre proseguono gli investimenti da 165 miliardi di dollari negli impianti in Arizona.