I titoli di oggi:
- Pechino accusa gli Usa di militarizzare lo spazio
- Forum Xiangshan, assenti dal discorso di Dong Taiwan e mar Cinese meridionale
- Cina-Ue, Wang Yi a colloquio con l’omologo francese
- Cina, entrano in vigore restrizioni sugli espatri
- L’economia cinese continua a evidenziare persistenti squilibri
- Il Giappone registra oltre 100.000 centenari
- La Malesia sequestra spedizioni dirette a Israele
Cina, entrano in vigore restrizioni sugli espatri
Forum Xiangshan, assenti dal discorso di Dong Taiwan e mar Cinese meridionale
Cina-Ue, Wang Yi a colloquio con l’omologo francese
“Il protezionismo non aumenterà la competitività dell’Europa, ma priverà i consumatori di prodotti di alta qualità a prezzi accessibili, farà aumentare l’inflazione e ostacolerà il processo di transizione verde”. Lo ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri Wang Yi durante una telefonata con l’omologo francese Jean-Noel Barrot. Il capo della diplomazia cinese ha esortato l’Unione Europea ad evitare un’escalation delle controversie commerciali e a impegnarsi in un “dialogo costruttivo”. Riferimento non troppo velato ai controlli introdotti da Bruxelles sugli investimenti, nonché alle norme sugli appalti pubblici e le misure antisovvenzioni che il blocco dei 27 paesi giustifica accusando la Cina di concorrenza sleale. Da parte sua, Barrot, secondo quanto riportato nel comunicato stampa cinese, avrebbe affermato che la Francia è pronta a promuovere scambi costruttivi per superare le “difficoltà e le sfide” nelle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Ue. Ma ha anche auspicato che il rapporto, messo a dura prova dalla sovrapproduzione industriale cinese, diventi più equilibrato. Secondo precedenti annunci, nei prossimi giorni Pechino e Bruxelles terranno colloqui economici in vista della visita in Cina del commissario UE Maroš Šefčovič, programmata per ottobre. Prima di allora le autorità comunitarie esigono azioni concrete affinché Pechino proceda a ridimensionare il suo surplus commerciale (circa 1 miliardo di euro al giorno). Un mancato intervento – ha avvertito Šefčovič – implicherà l’utilizzo di contromisure e barriere commerciali.
L’economia cinese continua a evidenziare persistenti squilibri
L’economia cinese continua a evidenziare una crescita fortemente squilibrata, a causa della modesta spesa interna. Secondo i dati pubblicati martedì dall’Ufficio nazionale di statistica, le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,4% ad agosto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in rallentamento rispetto allo 0,6% del mese precedente e al di sotto delle previsioni degli economisti interpellati da Reuters, che si aspettavano un +0,8%. La produzione industriale invece è cresciuta del 5,2% il mese scorso, accelerando rispetto al +4,5% di luglio e superando le aspettative del 4,8%. Nei primi otto mesi dell’anno, gli investimenti in immobilizzazioni urbane, che comprendono investimenti in immobili e infrastrutture, si sono ridotti del 7,2% rispetto all’anno precedente, accentuando il calo del 6,7% registrato nel periodo gennaio-luglio, in linea con i pronostici degli analisti. Il tasso di disoccupazione urbano, rilevato tramite sondaggi, è salito ad agosto al 5,3%, rispetto al 5,2% di luglio, rimanendo invariato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “Dobbiamo essere consapevoli che l’impatto negativo del contesto esterno si è intensificato”, ha affermato l’ufficio di statistica in un comunicato in lingua inglese, riconoscendo al contempo un “acuto” squilibrio a livello nazionale tra “un’offerta forte e una domanda debole”.
Il Giappone registra oltre 100.000 centenari
La Malesia sequestra spedizioni dirette a Israele
Le autorità malesi hanno sequestrato diverse spedizioni dirette verso Israele. Secondo fonti Reuters, a metà agosto, tre container diretti al porto di Ashdod, a sud di Tel Aviv, sono stati fermati presso lo scalo malese di Tanjung Pelepas e ad oggi non sono ancora stati rilasciati, in attesa che le autorità ne accertino il contenuto. Le requisizioni seguono il fermo iniziale di un altro contenitore, avvenuto il 7 agosto, proveniente originariamente dalle Filippine e sospettato dall’Agenzia malese per il controllo e la protezione delle frontiere di contenere armi, in quanto destinate a Elbit Systems, un’azienda israeliana di tecnologia per la difesa. Il primo ministro malese Anwar Ibrahim, commentando il sequestro del 7 agosto, ha affermato che la nazione del Sud-est asiatico non sosterrà flussi commerciali che possano sostenere o contribuire alla “crudeltà del regime israeliano”. Negli ultimi anni, il conflitto israelo-palestinese ha spinto la Malesia, paese a maggioranza musulmana, a raffreddare ulteriormente i contatti con Tel Aviv, con cui non ha rapporti diplomatici ufficiali.
