Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni ad altri quattro funzionari cinesi appartenenti all’establishment di sicurezza di Hong Kong. L’accusa è quella di repressione del dissenso nell’ex colonia britannica e le sanzioni prevedono il fermo degli asset negli USA e il divieto a entrare nel paese. La mossa arriva in un contesto di crescenti tensioni legate alla nuova legge di sicurezza nazionale a Hong Kong e sono le prime emanate dal governo americano dopo la vittoria di Joe Biden alle presidenziali. Nel frattempo, la situazione a Hong Kong continua a deteriorarsi e i legislatori dell’opposizione hanno minacciato le proprie dimissioni nella giornata di ieri, in segno di protesta contro le accuse di ostruzionismo del processo elettorale che minacciano di allontanare quattro colleghi. Questi ultimi avrebbero infatti contestato le oramai inviate parlamentari, e rischiano oggi di venir ufficialmente squalificati dalle prossime candidature per il Consiglio Legislativo della città a seguito di un incontro di due giorni che si sta svolgendo a Pechino. Il governo centrale sembra intenzionato a lasciare la questione nelle mani del governo dell’ex colonia, ma solo prossimamente si conoscerà il risultato di questa negoziazione, che include il già esteso dibattito su quali atteggiamenti siano da considerare o meno come violazioni della nuova legge di sicurezza nazionale. [Fonte: SCMP]

I Marines americani addestrano la marina taiwanese

Il comando navale di Taiwan ha confermato nella giornata di ieri, lunedì 9 novembre, l’arrivo di un contingente di Marines americani sull’isola: è la prima volta negli ultimi 40 anni, o quantomeno che l’operazione viene resa pubblica. L’esercito americano, invitato dalla controparte taiwanese, ha il compito di addestrare le forze armate locali per quattro settimane. Secondo l’annuncio ufficiale gli americani giunti sull’isola hanno rispettato due settimane di isolamento nel rispetto delle normative anti-covid e dovranno ora procedere con la pratica per le operazioni di infiltrazione di imbarcazioni d’assalto e motoscafi presso la base navale di Tsoying a Kaohsiung.  L’iniziativa è stata definita come “uno scambio militare di routine e addestramento alla cooperazione tra Taiwan e Stati Uniti”, sebbene ciò non avvenisse dal 1979, anno in cui sono cessate le relazioni diplomatiche tra i due paesi. In realtà, gli USA inviano annualmente delle piccole unità di truppe d’élite per missioni di addestramento congiunte, ma non era mai avvenuto prima che Taipei riconoscesse in maniera ufficiale tali missioni. Quest’anno Taiwan ha stanziato circa 28,8 milioni di dollari per rafforzare la marina, in particolare per migliorare le forze speciali e le tattiche antiterrorismo attraverso esercitazioni e l’acquisto di attrezzature all’avanguardia. Secondo il comando della marina taiwanese l’arrivo dei militari americani è previsto “al fine di mantenere la pace e la stabilità regionale, la cooperazione e gli scambi militari e di sicurezza tra Taiwan e gli Stati Uniti”. [Fonte: Taiwan News]

Nuova bozza per i microprestatori: si salvano solo quattro società cinesi su duecento

Solo quattro delle centinaia di agenzie per il microcredito soddisfano i nuovi requisiti imposti dall’autorità finanziaria di Pechino: è quanto emerge dall’ultimo approfondimento di Caixin sullo stato del settore in Cina, dopo che la mega Ipo di Ant è stata sospesa dopo settimane di entusiasmo. Il blocco che coinvolge oltre duecento attori del settore creditizio è dovuto ai nuovi criteri emessi dalle autorità di regolazione finanziaria il 2 novembre scorso che impongono maggiori restrizioni a questi ultimi, soprattutto per i microprestiti online. Anche i servizi di questo tipo forniti da altri giganti dell’innovazione sono coinvolti, come la società proprietaria di WeChat, Tencent, l’app per taxi e mobilità in condivisione Didi Chuxing, il “Google cinese” Baidu e il produttore di smartphone Xiaomi. Le uniche eccezioni sono state invece Chongqing Ant Small e Micro Loan Co.Ltd. appartenenti sempre al gruppo Ant di Alibaba e a Baidu. Gli altri due sono Chongqing Suning Small Loan Co. Ltd. e Zhongxin (Heilongjiang) Internet Microfinance Co. Ltd, che possiedono oltre 5 miliardi di yuan di capitale sociale ciascuno. Inaspettatamente, gli altri grandi player del settore hanno un capitale sociale minore e non potrebbero quindi contribuire ai cosiddetti “prestiti congiunti”, dove l’attività di prestito dei microcreditori dovrebbe raggiungere il 30% contro l’attuale 1% a cui contribuiscono le società “bocciate”. La risposta del comitato per la stabilità finanziaria è stata interpretata da molti come una velata risposta nei confronti delle accuse di Jack Ma che criticava l’eccesso di precauzione delle autorità contro l’innovazione. I funzionari hanno infatti ribadito che è necessario bilanciare sviluppo finanziario, stabilità e sicurezza, alludendo che a tutte le società finanziarie spetta lo stesso tipo di trattamento. [Fonte: Caixin]

La povertà mestruale in Cina si combatte a scuola

Nelle scuole cinesi sta spopolando un’iniziativa contro la povertà mestruale e lo stigma associato alle mestruazioni: scatole e sacchetti contenenti assorbenti gratuiti per chiunque ne abbia bisogno sono stati individuati in almeno 338 istituti e il fenomeno è in crescita. L’iniziativa ha origine nella campagna lanciata dall’associazione “stand by her”, fondata da Jiang Jinjing per i diritti delle donne. La fondatrice racconta di come l’associazione sia diventata famosa durante la pandemia, quando i volontari si sono impegnati per consegnare gli assorbenti alle persone in difficoltà durante il lockdown a Wuhan. Successivamente, l’associazione ha iniziato a lavorare sulla situazione nelle aree rurali, ma ci si è presto resi conto che la povertà mestruale – l’inaccessibilità economica ai prodotti per il ciclo femminile – era un fenomeno molto più diffuso di quanto si credesse. In ottobre Stand by Her ha raccolto 126 mila dollari in donazioni, cifra che ha permesso all’associazione di fornire assorbenti a 2000 adolescenti e ad avviare una serie di campagne di informazione nelle zone più emarginate del paese. L’iniziativa che ha preso piede nelle scuole cinesi è figlia di questo fenomeno, grazie al passaparola sulla piattaforma social Weibo che ha ispirato insegnanti e studenti a mettere le cosiddette “scatole del mutuo soccorso” nelle proprie aule o accanto ai bagni. Il tema della povertà mestruale sta prendendo piede in fretta in Cina, dopo che diverse ricerche hanno dimostrato come esso sia ancora un tabù per la stragrande maggioranza della popolazione. [Fonte: NYT]

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