“La Cina e gli Stati Uniti dovrebbero cercare di evitare una nuova guerra fredda e trovare nuovi modi per cooperare nonostante le loro differenze”. Questa è la dichiarazione rilasciata domenica dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi, durante una delle sessioni di dibattito che si tengono ai margini della riunione annuale delle “Due Sessioni”.Il ministro cinese non ha mancato di sottolineare il cruciale ruolo giocato dalla pandemia di Covid-19 nell’intensificarsi delle tensioni tra Cina e USA, questi ultimi colpevoli, secondo Pechino, di aver esercitato un’eccessiva pressione affinché la Cina cambi il suo modo di gestire la pandemia, in particolare sul piano internazionale. Al termine del suo discorso, Wang ha dichiarato che la Cina non ha intenzione di rimpiazzare gli Stati Uniti come potenza globale, ma che al contrario eviterà ogni scontro, pur non rinunciando a proteggere la sovranità ed integrità del territorio cinese. Infatti, è stato proprio l’annuncio di Pechino riguardo all’imminente imposizione della controversa legge di sicurezza nazionale a far colare a picco le relazioni tra Pechino e Washington, portando gli USA ad annunciare una potenziale revoca dello speciale status economico e commerciale del quale Hong Kong beneficia. La legge sulla sicurezza nazionale promulgata nell’ex colonia britannica è considerata da molti politologi la più grave violazione del principio “un Paese, due Sistemi” sin dall’handover, poiché limiterà severamente la libertà d’espressione dei cittadini dell’ex-colonia britannica. Tuttavia, secondo Wang Yi la legge si limiterà a “punire atti di sovversione e di interferenza estera molto specifici, con quasi nessuna conseguenza sull’alto livello di autonomia di Hong Kong”. [fonte: SCMP;TheGuardian]

La Cina pubblica un piano per affrontare le future epidemie

Dopo che la pandemia di Covid-19 ha messo a nudo le carenze del sistema sanitario pubblico cinese, mercoledì scorso Pechino ha annunciato la creazione di un piano per affrontare più efficientemente le epidemie del futuro. Nel documento politico stilato congiuntamente dalla National Development and Reform Commission ed altri due ministeri, la Cina ha dichiarato che garantirà la presenza di un laboratorio di ricerca certificato “livello 3” in ogni provincia e un laboratorio “livello 2 “in ogni città, di modo da ampliare il numero di strutture che potranno maneggiare virus altamente patogeni come Covid-19.  Infatti, sarebbe stata proprio la mancanza di strutture di test idonee all’inizio dell’epidemia ad aver incentivato il propagarsi del contagio, in quanto molti campioni venivano maneggiati strutture ospedaliere spesso inadeguate.Per quanto riguarda invece la sanità pubblica, il documento stabilisce misure standard per facilitare la rapida conversione dei luoghi pubblici in strutture temporanee di trattamento e di quarantena in caso di epidemia – noti con il nome di ‘fangcang’ –, fissando altresì un numero minimo di letti ospedalieri da rendere disponibili per l’uso immediato in caso di un futuro focolaio.Infine, il nuovo piano menziona la necessità di includere nei provvedimenti sanitari anche nozioni relative ai cambiamenti climatici, riconosciuti come fattori chiave per il propagarsi delle epidemie. [fonte Sixthtone]

Cina: ecco i temi più scottanti delle “Due Sessioni”

In questi giorni i netizens cinesi hanno condiviso sul web le loro reazioni riguardo alle proposte portate avanti nelle “Due Sessioni” dai membri della Conferenza consultiva  (CPPCC) e dell’Assemblea nazionale del popolo, due assemblee politiche composte non solo da legislatori ma anche da esponenti del mondo civile – tra cui professori, star del cinema e miliardari tecnologici. Tra le proposte più commentate, troviamo quella promossa dal delegato Peng Jing, che ha proposto ai legislatori cinesi di riconoscere alle donne single il diritto legale di poter congelare i loro ovuli. Secondo l’avvocato, la misura contribuirebbe alla parità di genere, poiché permetterebbe a molte donne cinesi di non dover mettere da parte la loro carriera per poter diventar madri. Continuando sul tema dei diritti coniugali, altri delegati hanno proposto la rimozione della controversa clausola di “ripensamento”, introdotta nel 2019 nel codice civile cinese. La clausola, che prevede che le coppie debbano aspettare 30 giorni prima che il divorzio venga ufficializzato, aumenterebbe – secondo i promotori – il rischio del verificarsi di episodi di violenza domestica ed andrebbe quindi completamente abolita. I delegati hanno inoltre sottolineato l’importanza di una coordinazione più ampia tra il settore pubblico e privato per quanto riguarda la punizione di reati commessi sui minori, proponendo la creazione di una base di dati in libero accesso contenente le informazioni degli aggressori, affinché essi non possano più esercitare in settori sensibili quali l’educazione. Infine, l’epidemia di Covid-19 non ha mancato di porre sotto i riflettori la secolare cultura alimentare comune della Cina: He Xuebin, famoso pittore cinese tradizionale, ha infatti suggerito di rendere le misure di igiene adottate da Pechino per arginare la pandemia una nuova norma, proponendo in modo formale il divieto di servire porzioni condivise nei ristoranti. [fonte: Supchina]

La Corea del Nord annuncia nuove misure sugli armamenti nucleari

Secondo quanto riferito domenica scorsa dai media di stato nordcoreani, Kim Jong Un avrebbe firmato un decreto militare che prevede “cruciali misure” per aumentare considerevolmente la capacità di fuoco dell’artiglieria dell’esercito popolare nordcoreano, con l’obiettivo di incrementare la deterrenza nucleare del paese. Le nuove direttive promulgate da Pyongyang sono arrivate pochi giorni dopo la pubblicazione di un rapporto del Washington Post, secondo cui l’amministrazione Trump avrebbe affermato di avere in programma il primo test nucleare statunitense dal 1992. Trump ha dichiarato che il test sarà da considerarsi come un avvertimento nei confronti di Russia e Cina, accusate di effettuare test nucleari non autorizzati. Qualora gli USA procedessero con il test nucleare, molti esperti concordano sul fatto che vi sarebbe un significativo rischio di una corsa agli armamenti senza precedenti, aggravata dal recente ritiro degli Stati Uniti dal trattato ‘Open Skies’ firmato con la Russia e progettato per migliorare la trasparenza militare e la fiducia tra le due superpotenze. A contribuire alla cristallizzazione del conflitto – definito da molti come una “nuova Guerra Fredda” –  si aggiungerebbero infine anche le dichiarazioni di Trump contro la Cina, accusata ripetutamente di poca trasparenza nella gestione della pandemia di coronavirus.In un panorama di tale tensione, una ripresa dei negoziati nucleari tra Pyongyang e Washington è pressoché impensabile, ed un eventuale test nucleare statunitense potrebbe portare la Corea del Nord e le altre potenze nucleari a non sentirsi più nell’obbligo di aderire ai principi di non proliferazione vigenti. [fonte: Reuters;SCMP]

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