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In Cina e Asia – L’Ue esclude un’azienda cinese da una gara d’appalto in Portogallo

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • L’Ue esclude un’azienda cinese da una gara d’appalto in Portogallo, Pechino protesta
  • Trump sospetta che la Cina stia ancora aiutando l’Iran
  • Annullata visita di Lai a Eswatini a causa delle pressioni cinesi
  • Cina, boom dell’export hi-tech nonostante le tensioni globali
  • La NATO critica le politiche nucleari di Russia e Cina
  • Corea del Sud, indagine su Bang Si-hyuk, il dirigente musicale del gruppo BTS

La China Chamber of Commerce Of Eu (CCCEU ) ha espresso su X “forte opposizione” e “seria preoccupazione” per la decisione della Commissione europea di escludere un’azienda cinese da una gara d’appalto pubblica nell’ambito della revisione prevista dal Regolamento sulle Sovvenzioni Straniere (FSR), relativa al progetto della metropolitana di Lisbona. Secondo la CCCEU, la misura – che ha portato alla richiesta di sostituzione di un subappaltatore all’interno di un consorzio – si basa su una presunta sovvenzione straniera distorsiva attribuita a un’entità cinese che avrebbe avuto un ruolo marginale nel progetto, con una quota inferiore al 10% del valore complessivo del contratto. La Camera di commercio cinese contesta inoltre il fatto che non sarebbero stati chiariti in modo sufficiente i criteri che hanno portato alla qualificazione del subappaltatore come “critico” e chiede a Bruxelles a garantire maggiore trasparenza, prevedibilità e rispetto dei principi di proporzionalità e non discriminazione nell’attuazione del regolamento. 

Trump sospetta che la Cina stia ancora aiutando l’Iran

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di sospettare che la Cina stia ancora fornendo supporto all’Iran, pur ammettendo di non avere certezze sull’accuratezza delle informazioni. Intervenendo alla CNBC, Trump ha riferito che le forze statunitensi avrebbero intercettato una nave sospetta: “Ieri abbiamo fermato un’imbarcazione che trasportava cose non proprio piacevoli, forse un regalo della Cina. Non lo so, ma sono un po’ sorpreso”, ha detto, aggiungendo di ritenere di avere un buon rapporto con il presidente cinese Xi Jinping. Il presidente americano allude alla Touska, la nave cargo battente bandiera iraniana in ritorno dalla Cina che l’amministrazione Trump ritiene trasportasse materiale per missili. A chiamare in causa Pechino è anche l’ammiraglio Samuel Paparo, a capo del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, che ieri ha affermato che la “capacità e la volontà” degli Stati Uniti di rispondere a Teheran fungerà da deterrente nei confronti della Cina e della Corea del Nord.

Intanto, secondo il think tank China Finance 40 Forum, l’impatto diretto del blocco dello Stretto di Hormuz sull’approvvigionamento energetico della Repubblica popolare sarà “sostanzialmente gestibile”, mentre il conflitto potrebbe persino velocizzare l’utilizzo internazionale dello yuan.

Annullata visita di Lai a Eswatini a causa delle pressioni cinesi

Il viaggio del presidente di Taiwan Lai Ching-te in Eswatini, previsto per questa settimana, è stato cancellato dopo che tre Paesi africani hanno revocato il permesso di sorvolare i loro territori. Lo ha dichiarato ieri, 21 aprile, l’ufficio di Lai, denunciando pressioni da parte della Cina. “A quanto ci risulta, tre Paesi – le Seychelles, Mauritius e il Madagascar – hanno revocato unilateralmente i permessi di volo per l’aereo presidenziale senza preavviso. La vera ragione è da ricercarsi nelle intense pressioni esercitate dalle autorità cinesi, comprese le coercizioni economiche”, recita la nota.

Il viaggio di Lai, previsto fino al 26 aprile, avrebbe dovuto coincidere con il 40° anniversario dell’ascesa al trono e il 58mo compleanno del re di Eswatini, uno dei 12 Stati a intrattenere rapporti ufficiali con Taipei. Da quando ha assunto l’incarico, il presidente taiwanese ha effettuato una sola trasferta estera quella del 2024 nelle isole del Pacifico, facendo scalo alle Hawaii. Secondo varie indiscrezioni lo scorso anno avrebbe dovuto visitare alcuni paesi dell’America Latina ma il viaggio – che avrebbe richiesto soste tecniche negli Stati Uniti – è stato annullato su richiesta dell’amministrazione Trump.

Cina, boom dell’export hi-tech nonostante le tensioni globali

Alla Fiera di Canton (Guangzhou) del 2026 è emersa la capacità di adattamento delle imprese hi-tech di fronte alla trasformazione del commercio globale dettata dall’aumento dei costi e dalla difficoltà delle catene di approvvigionamento. La guerra in Iran e le difficoltà nello Stretto di Hormuz hanno colpito duramente le esportazioni verso Asia occidentale e Nord Africa – circa il 7% del totale cinese – con un crollo del 43% delle spedizioni a marzo. Anche i dazi imposti dall’amministrazione Donald Trump continuano a incidere, costringendo molte aziende a cercare nuovi mercati. Ciononostante, riporta Bloomberg, l’export tecnologico cinese accelera: nel primo trimestre del 2026 è cresciuto di quasi il 30% su base annua, trainato dagli investimenti globali nell’intelligenza artificiale. Già nel 2025, la Cina era il principale esportatore mondiale di tecnologie legate all’AI, con un fatturato stimato oltre i 700 miliardi di dollari. Secondo gli analisti, proprio i prodotti ad alto valore aggiunto – dall’AI ai macchinari industriali fino ai veicoli elettrici – continueranno a sostenere la crescita delle esportazioni cinesi nei prossimi mesi, anche in un contesto internazionale sempre più instabile.

Ma come riporta Caixin, una grave carenza di risorse informatiche sta mettendo sotto pressione il settore cinese dell’intelligenza artificiale, costringendo i principali sviluppatori e fornitori di servizi cloud a limitare l’accesso, razionare le risorse e aumentare i prezzi. La crisi riflette un crescente squilibrio tra la domanda – in forte espansione, soprattutto per applicazioni ad alta intensità come gli assistenti di programmazione – e un’offerta limitata di semiconduttori. 

La NATO critica le politiche nucleari di Russia e Cina

La NATO ha criticato le politiche nucleari di Russia e Cina, invitando entrambi i Paesi a collaborare con gli Stati Uniti per rafforzare stabilità e trasparenza nel controllo degli armamenti, in vista di una prossima conferenza internazionale a New York. In una dichiarazione congiunta, i 32 membri dell’Alleanza hanno ribadito il loro “forte impegno” per la piena attuazione del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), entrato in vigore nel 1970. Da parte sua, Pechino ha ribadito la propria linea. Un portavoce del ministero degli Esteri ha affermato che la Cina mantiene il proprio arsenale nucleare “al livello minimo necessario per la sicurezza nazionale” e non parteciperà a una corsa agli armamenti. Nel suo ultimo rapporto sul TNP, pubblicato dal ministero degli Esteri cinese, Pechino ha sottolineato i progressi nel disarmo e ribadito il principio del “non primo utilizzo”, attribuendo però agli Stati Uniti la responsabilità dello stallo sulla questione nucleare iraniana e criticando le loro azioni militari contro Teheran.

Corea del Sud, indagine su Bang Si-hyuk, il dirigente musicale del gruppo BTS

La polizia sudcoreana ha richiesto un mandato d’arresto per Bang Si-hyuk, presidente dell’agenzia HYBE che gestisce il gruppo K-pop BTS , con l’accusa di frode ai danni degli investitori. Bang è sotto inchiesta da novembre dal 2019, perché aveva fatto credere agli investitori che HYBE non avesse intenzione di quotarsi in borsa. Questa informazione, secondo gli inquirenti, avrebbe indotto alcuni investitori a vendere le proprie azioni a un fondo di private equity, prima che la società procedesse invece con la sua offerta pubblica iniziale. La polizia ritiene inoltre che il fondo possa aver versato a Bang circa 200 miliardi di won (circa 136 milioni di dollari) nell’ambito di un accordo collaterale che gli garantiva il 30% dei profitti derivanti dalla successiva vendita delle azioni dopo l’IPO.