In Cina e Asia – L’Italia arresta cittadino cinese accusato di spionaggio dagli USA

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Milano, udienza di estradizione per cittadino cinese accusato di spionaggio dagli USA
  • Giappone valuta export di sei cacciatorpediniere nelle Filippine
  • BRICS, nuovi accordi Cina-Brasile e dichiarazioni congiunte su IA e clima
  • Ue-Cina, tensioni su clima e ritorsioni commerciali all’incontro Xi-von der Leyen
  • Mongolia, imperatore giapponese in viaggio per commemorare le vittime della guerra
Milano, udienza di estradizione per cittadino cinese accusato di spionaggio dagli USA

È prevista per oggi l’udienza di estradizione in corte d’appello di Xu Zewei, cittadino cinese 33enne arrestato il 3 luglio all’aeroporto di Malpensa su richiesta degli Stati Uniti. Secondo l’FBI, che lo accusa di spionaggio informatico per conto del governo cinese, nel 2020 l’uomo avrebbe tentato di ottenere informazioni riservate sulla produzione di vaccini anti-Covid. Al momento Xu, rappresentato dall’avvocato Enrico Giarda, è detenuto a Busto Arsizio, dove sua moglie ha ottenuto il permesso per un colloquio. L’arresto, che precede di pochi giorni la visita in Cina di Matteo Salvini, complica gli equilibrismi diplomatici del governo italiano determinato a consolidare l’alleanza con gli Stati uniti senza compromettere i rapporti economici con Pechino.

Giappone valuta export di sei cacciatorpediniere nelle Filippine

Il Giappone sta valutando di esportare sei vecchi cacciatorpediniere di scorta di classe Abukuma alle Filippine, che stanno attuando un programma di modernizzazione della loro Marina militare. Le navi, in servizio da oltre 30 anni, saranno ispezionate quest’estate dalla Marina filippina, che potrebbe impiegarle per rafforzare la difesa marittima contro la crescente presenza della Cina nella regione. L’accordo riflette il rafforzamento dei legami strategici tra Giappone e Filippine, recentemente protagonisti di esercitazioni congiunte e un patto di accesso reciproco ai rispettivi territori. La Cina ha criticato l’iniziativa, avvertendo che potrebbe minare la stabilità regionale.

Vertice BRICS, accordi bilaterali Cina-Brasile e dichiarazioni congiunte su IA e clima

A margine del vertice BRICS tenutosi a Rio de Janeiro il 6 e 7 luglio, Cina e Brasile hanno firmato diversi accordi di cooperazione per rafforzare la loro partnership strategica in settori come intelligenza artificiale, infrastrutture, nuove fonti energetiche e farmaceutica. Tra gli accordi principali figura la creazione di un centro congiunto per l’applicazione dell’IA. Gli esperti cinesi considerano questa cooperazione un “modello per il partenariato Sud-Sud”.

Durante il vertice, il gruppo BRICS ha adottato una dichiarazione congiunta che invita le Nazioni Unite a guidare la regolamentazione globale dell’IA, promuovendo la collaborazione open-source, la sovranità digitale, l’accesso equo per i paesi in via di sviluppo e un uso esclusivamente non militare dell’IA. La dichiarazione sottolinea come l’IA, definita “un’opportunità unica per una crescita inclusiva e sostenibile”, senza una governance equa rischi tuttavia di aumentare le disuguaglianze. “Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non può diventare un privilegio di pochi Paesi o uno strumento di manipolazione nelle mani di miliardari, ma non è nemmeno possibile fare progressi senza il coinvolgimento del settore privato e delle organizzazioni della società civile”, ha dichiarato il presidente brasiliano Lula.

In un’altra dichiarazione congiunta, i BRICS hanno chiesto che i paesi più ricchi finanzino la mitigazione del cambiamento climatico nei paesi in via di sviluppo. Lula ha condannato il negazionismo climatico e l’unilateralismo, aggiungendo che “il Sud Globale è in grado di guidare un nuovo paradigma di sviluppo senza ripetere gli errori del passato”. Nonostante l’impegno verso la transizione dai combustibili fossili, i BRICS hanno ribadito che il petrolio resterà parte del loro mix energetico. La dichiarazione congiunta ha anche criticato le tasse ambientali europee e sostenuto il “Tropical Forests Forever Facility”, un nuovo fondo proposto dal Brasile per la protezione delle foreste.

Ue-Cina, tensioni su clima e ritorsioni commerciali all’incontro Xi-von der Leyen

L’Unione Europea non firmerà una dichiarazione congiunta sul clima in occasione del vertice del 24-25 luglio tra Ursula von der Leyen e Xi Jinping. Lo riporta il Financial Times, aggiungendo che l’Ue vuole impegni più concreti sulla riduzione delle emissioni da parte della Cina, ancora fortemente dipendente dal carbone. Bruxelles, che ha appena fissato un target di riduzione del 90% delle emissioni entro il 2040, teme che il documento possa risolversi in un nulla di fatto, ma riconosce l’importanza di una leadership congiunta con Pechino in vista della COP30. Intanto, però, le relazioni si inaspriscono: da domenica la Cina ha vietato alle aziende Ue di partecipare a gare pubbliche sopra i 45 milioni di yuan, in risposta ad analoghe restrizioni europee. Bruxelles aveva a sua volta escluso le aziende cinesi da appalti superiori ai 5 milioni di euro, accusando Pechino di discriminazione sistematica. Venerdì Pechino ha anche introdotto dazi antidumping sul brandy europeo.

Il viaggio di von der Leyen a Pechino arriva in occasione del 50° anniversario dei rapporti bilaterali, ma anche in un contesto di crescenti tensioni. L’ambasciatore italiano in Cina, Massimo Ambrosetti, si è detto “pessimista” sugli esiti concreti del summit, definendolo un incontro che produrrà “magnifiche dichiarazioni di principio, ma pochi progressi strategici”. Secondo il diplomatico, la preparazione del vertice è stata condizionata dai negoziati sui dazi tra Ue, Usa e Cina.

Mongolia, imperatore giapponese in visita ufficiale

L’imperatore Naruhito e l’imperatrice Masako sono arrivati in Mongolia nella giornata di domenica 6 luglio per una visita ufficiale, la prima di un sovrano giapponese nel paese. Prevista nel viaggio la visita al memoriale di Dambadarjaa, dedicato ai circa 1700 giapponesi morti in Mongolia dopo essere stati deportati dai sovietici al termine della Seconda guerra mondiale. Il viaggio, che si concluderà il 13 luglio, include anche la partecipazione all’apertura del Naadam, il festival nazionale mongolo, e la visita a una scuola finanziata da Tokyo. Secondo lo storico Hirohiko Ide, la visita è simbolicamente importante perché porta luce su una pagina dimenticata della storia: 14 mila giapponesi furono inviati nei campi di lavoro mongoli, ma finora solo 1523 vittime sono state identificate.