I titoli di oggi:
- L’Iran nomina l’uomo dei negoziati di pace inviato speciale in Cina
- Norvegia, secondo arresto di un cittadino cinese per spionaggio in un mese
- Samsung ottiene un’ingiunzione parziale contro lo sciopero del sindacato
- Cina, nuova scoperta di terre rare nel Nordest: depositi più facili da estrarre
- Pakistan, ampio dispiegamento militare con componenti cinesi in Arabia Saudita
- Cina condanna visita del ministro degli Esteri taiwanese in Svizzera a margine assemblea OMS
- Taiwan: “Cina prepara dispiegamento di 500 caccia J-6 convertiti in droni d’attacco J-6W”
- Le Filippine negano che l’hub Pax Silicia segua le leggi americane
L’Iran ha nominato Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento e uomo chiave nei colloqui di pace con gli USA, come inviato speciale a Pechino. Secondo Niu Xinchun, direttore esecutivo del China-Arab Research Institute dell’Università di Ningxia, la mossa indica un impegno iraniano “senza precedenti” verso la Cina, segnalando il tentativo di Teheran di spendere una delle sue migliori cartucce politiche per spingere la Cina verso una mediazione più attiva. Pechino continua dunque a emergere come “terzo spazio” neutrale dove parti in conflitto possono dialogare discretamente, pur mantenendo un approccio cauto al suo coinvolgimento in Asia Occidentale.
Norvegia, secondo arresto di un cittadino cinese per spionaggio in un mese
Il servizio di sicurezza interna norvegese ha arrestato venerdì un cittadino cinese con l’accusa di “tentate attività di intelligence illegali”. L’arrestato nega le accuse. È il secondo caso in poche settimane: il 7 maggio era stata arrestata una donna cinese sospettata di spionaggio su dati satellitari norvegesi, nell’ambito di un’indagine su una società registrata in Norvegia che sarebbe stata usata come copertura per installare una stazione di ricezione di dati da satelliti in orbita polare da parte di un attore statale cinese. Il PST aveva già indicato che altri individui erano sospettati nel medesimo caso.
Samsung ottiene un’ingiunzione parziale contro lo sciopero del sindacato
A tre giorni dall’avvio dello sciopero di 18 giorni annunciato dal principale sindacato di Samsung Electronics, il tribunale distrettuale di Suwon ha parzialmente accolto la richiesta di ingiunzione presentata dall’azienda. La corte ha stabilito che, anche in caso di mobilitazione, dovrà essere garantito un livello ordinario di personale per evitare danni a impianti sensibili e alla produzione, e ha vietato al sindacato di bloccare l’accesso alle strutture o di occuparle, accogliendo di fatto molte delle istanze dell’azienda. Samsung aveva presentato la richiesta il 16 aprile, sostenendo che lo sciopero avrebbe potuto causare interruzioni operative e danni economici. La decisione arriva mentre, nella stessa giornata, azienda e sindacato hanno avviato un nuovo round negoziale nel tentativo di scongiurare la protesta, che potrebbe coinvolgere circa 50 mila lavoratori. Il nodo centrale resta il sistema dei bonus legati alle performance del settore semiconduttori, che ha registrato utili record grazie alla domanda di chip per l’intelligenza artificiale. Il sindacato chiede bonus fissi pari al 15% dell’utile operativo della divisione e l’eliminazione dei tetti massimi alle erogazioni.
Cina, nuova scoperta di terre rare nel Nordest: depositi più facili da estrarre
Un team di ricercatori cinesi ha individuato nelle province nordorientali di Heilongjiang e Jilin un nuovo tipo di formazione di terre rare, potenzialmente in grado di rafforzare ulteriormente il dominio globale di Pechino nel settore. A differenza dei giacimenti argillosi del Sud, che richiedono processi di lisciviazione chimica, i depositi settentrionali sono composti da sabbia e ghiaia sciolte, modellate dai cicli naturali di gelo e disgelo. Una struttura che, secondo gli scienziati, potrebbe rendere l’estrazione più semplice, meno costosa e con un impatto ambientale ridotto. La scoperta, pubblicata sulla rivista Acta Petrologica Sinica da un gruppo della Chinese Academy of Sciences, potrebbe “riscrivere il modello ‘pesanti al Sud, leggere al Nord’” delle terre rare cinesi, ampliando la mappa delle risorse strategiche del paese.
Pakistan dispiega 8.000 soldati, 16 caccia JF-17 e sistema di difesa cinese in Arabia Saudita
Il Pakistan ha dispiegato in Arabia Saudita 8.000 soldati, una squadra di circa 16 caccia JF-17 (di produzione congiunta Pakistan-Cina), due squadre di droni e un sistema di difesa aerea cinese HQ-9. Il dispiegamento, finanziato da Riad e operato da personale pakistano, rientra nel patto di difesa reciproca firmato l’anno scorso dai due paesi, e sembra finalizzato a fornire assistenza pratica all’Arabia Saudita per prepararsi a gestire eventuali nuovi attacchi iraniani. Tutto ciò avviene nel contesto della guerra israelo-statunitense in Iran, in cui il Pakistan ha assunto il ruolo di mediatore.
Cina condanna visita del ministro degli Esteri taiwanese a margine dell’assemblea OMS in Svizzera
La Cina ha condannato la visita a Ginevra del ministro degli Esteri taiwanese Lin Chia-lung, recatosi in Svizzera a margine dell’Assemblea Mondiale della Sanità dell’OMS. La Svizzera ha precisato di non aver facilitato la visita, poiché i cittadini taiwanesi non necessitano di visto, ma ha espresso rammarico per l’erosione del compromesso che tra il 2009 e il 2017 aveva permesso a Taiwan di partecipare alle attività dell’OMS come osservatore, prima che l’opposizione di Pechino ne decretasse l’esclusione totale.
Taiwan: “Cina prepara dispiegamento di 500 caccia J-6 convertiti in droni d’attacco J-6W”
Secondo l’ultimo rapporto trimestrale del Consiglio taiwanese per gli Affari continentali, la Cina starebbe preparando il dispiegamento di oltre 500 vecchi caccia J-6 riconvertiti in droni d’attacco J-6W nei pressi dello Stretto di Taiwan. L’obiettivo sarebbe sopraffare i sistemi di difesa aerea dell’isola con attacchi simultanei su larga scala. Oltre 200 sarebbero già operativi in sei basi aeree nelle province del Fujian e del Guangdong. Secondo l’analista Michael Dahm, questi velivoli si comportano più come missili da crociera e potrebbero essere integrati con caccia J-16 per operazioni ad alta intensità.
Le Filippine negano che l’hub Pax Silicia segua le leggi americane
Il 18 maggio, funzionari filippini hanno chiarito pubblicamente la loro posizione riguardo al progetto Pax Silica in un hub industriale da 1.620 ettari sostenuto dagli Stati Uniti nell’isola di Luzon, smentendo le voci secondo le quali l’iniziativa, che ricade nell’ambito dell’iniziativa del Luzon Economic Corridor, avrebbe operato sotto leggi americane e avrebbe concesso l’immunità diplomatica al personale USA. La precisazione è arrivata durante la visita del Sottosegretario di Stato per la Crescita Economica, l’Energia e l’Ambiente, Jacob Helberg, a New Clark City, dove è stato presentato un marker commemorativo per il progetto. “È una loro richiesta, ma non l’abbiamo accettata”, ha dichiarato ai media Joshua Bingcang, presidente della Bases Conversion and Development Authority (BCDA), rispondendo a una domanda su un articolo del Wall Street Journal del 17 aprile, secondo cui l’hub avrebbe operato nel rispetto delle leggi statunitensi e goduto di protezione diplomatica.
