Un capodanno cinese anomalo, ma comunque animato. In un periodo dell’anno dedicato di norma al riposo, è insolito vedere tanti corrieri e facchini al lavoro. Ma il 2021 non è un anno come gli altri: se da un lato la ripresa dei contagi ha cancellato il tradizionale ritorno a casa dai parenti, dall’altro ha fatto crescere esponenzialmente gli acquisti online – complice anche l’annullamento dei piani per le vacanze dei lavoratori migranti. Infatti, almeno il 46% dei corrieri ha rinunciato alle ferie per continuare a lavorare nei giorni del capodanno lunare, di cui l’80% non perderà un singolo giorno dei sette di vacanza previsti per i lavoratori. La maggior parte non riceverà alcun compenso maggiorato per questi straordinari. Solo nei due giorni della vigilia e del primo giorno dell’anno del bue i corrieri cinesi hanno consegnato oltre 130 milioni di pacchi, un aumento del 223% rispetto all’anno scorso. [Fonte: Sixth Tone]

La Cina dietro alla disinformazione sul Covid-19

Un’indagine sulla disinformazione intorno al Covid-19 del Pew Research Center ha dimostrato il ruolo predominante della Cina nella diffusione di informazioni fuorvianti o errate. La ricerca, durata nove mesi, si è svolta analizzando milioni di post e articoli su social media quali Twitter, Facebook, Weibo, WeChat, YouTube, Telegram e altre piattaforme. Dai risultati è stato possibile rintracciare i post più influenti: tra questi molti sono legati a media e figure politiche cinesi, seguiti da russi e americani. L’accusa è di aver seminato dubbi infondati e aver amplificato l’impatto di alcune teorie del complotto già in circolazione. L’indagine ha anche fatto luce sul potenziale dei social media nel fare da amplificatore per discorsi di odio e fake news, e in particolare ha denotato la crescente popolarità di informazioni in arrivo dalla Cina. Negli ultimi mesi sono aumentati gli interventi dei “wolf warriors” di Pechino, i cui account su Twitter e Facebook sono triplicati dalla fine del 2019. [Fonte: SCMP]

C’è spazio per la cooperazione USA-Cina sulla cybersecurity?

Secondo l’ultimo report dello Shanghai Institute for International Studies (SIIS) l’America di Joe Biden continuerà a seguire la linea di competizione con la Cina inaugurata dalle precedenti amministrazioni, ma la sicurezza informatica potrebbe diventare un campo di collaborazione tra i due governi. Il think tank – che fornisce consulenze a Pechino – ha sollecitato il ritorno alla comunicazione di alto livello tra i paesi per cooperare su questioni informatiche come il commercio digitale, i flussi transfrontalieri di dati, la criminalità informatica e le norme sul cyberspazio. Dalle ultime dichiarazioni della Casa Bianca si evince che la leadership americana non lascerà facilmente penetrare i concorrenti storici nel discorso sulla tutela del mondo digitale: per questa ragione il SIIS suggerisce la cooperazione come strategia meno rischiosa e costosa. Tra le proposte concrete: “la Cina e gli Stati Uniti potrebbero anche negoziare un accordo bilaterale sulle regole di ingaggio tra i due eserciti nel cyberspazio per aiutare a percepire e interpretare meglio il comportamento, le capacità e le intenzioni informatiche dell’altro, al fine di evitare che gli incidenti informatici si intensifichino in più grandi- crisi di scala o conflitti.” [Fonte: SCMP]

L’ONU minaccia “gravi conseguenze” contro il golpe in Myanmar

Un portavoce delle Nazioni Unite ha avvertito l’esercito birmano di “gravi conseguenze” se le violenze contro i manifestanti non si fermeranno. Le proteste nel paese continuano nonostante il dispiegamento di forze militari in tutto il paese e l’annuncio dello stato di emergenza, oltre a continui blackout di internet. L’inviato speciale delle Nazioni Unite Christine Schraner Burgener ha parlato lunedì con il vice capo della giunta in quello che è diventato un raro canale di comunicazione tra l’esercito del Myanmar e il mondo esterno. Durante l’incontro i vertici del Tatmadaw hanno ribadito che le misure sono necessarie a mantenere la stabilità e non diffondere la paura nel paese, ma l’ONU sta iniziando a chiedere conto delle azioni degli ultimi giorni. [Fonte: Reuters]

India: arrestata l’attivista del “kit per aiutare i contadini”

Disha Ravi, attivista 22enne indiana, è finita nel mirino di Delhi dopo che le indagini l’hanno identificata come una dei creatori di un documento diventato virale sui social. Nel documento si leggono alcuni suggerimenti e informazioni per sostenere la rivolta dei contadini indiani contro le nuove leggi per l’agricoltura. Il documento includeva suggerimenti per dare supporto alle istanze dei manifestanti, ad esempio suggerendo gli hashtag da utilizzare e indicando quali petizioni firmare. La ragazza è tra i fondatori del gruppo Fridays for Future di Bangalore e il suo intervento aveva fatto il giro del mondo grazie al retweet di Greta Thunberg. La polizia di Delhi ha avviato un’indagine penale nei confronti Disha Ravi, affermando che il documento sia prova di una cospirazione “per intraprendere una guerra economica, sociale, culturale e regionale contro l’India”. Il sostegno internazionale ai contadini è stato criticato aspramente dai leader del partito di maggioranza BJP, che affermano che il “kit virtuale” sia “la dimostrazione dei piani internazionali contro l’India”. [Fonte: The Guardian]

Un passato di bullismo sta distruggendo la carriera dei VIP coreani

Due note giocatrici di pallavolo, le gemelle Lee Jae-yeong e Lee Da-yeong, sono appena state squalificate dalla Korea Volleyball Association e sospese dalla propria squadra dopo essere finite in uno scandalo sul proprio passato di bullismo nei confronti di alcuni coetanei. Il 9 febbraio un utente online che affermava di essere un’ex compagna di squadra le ha accusate di violenze fisiche e verbali risalenti ai tempi della scuola. Il giorno successivo le due professioniste hanno confermato la veridicità delle accuse, scusandosi con le vittime. Ma una petizione che chiedeva provvedimenti disciplinari nei loro confronti ha raggiunto le 98 mila firme in poche ore, spingendo gli organi competenti a rispondere e indire una riunione d’emergenza per la giornata di oggi. Lo scandalo delle sorelle Lee non è l’unico caso nel paese, dove i social media sono diventati uno strumento che permette alle vittime di bullismo di uscire dall’anonimato e chiedere aiuto. Negli ultimi mesi queste rivelazioni online hanno riacceso il dibattito sulla violenza tra giovani nelle scuole, e hanno già messo fine alla carriera di diversi personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. [Fonte: Korea Times]

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