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In Cina e Asia – La Cina lancia centro militare in Laos

In Notizie Brevi by Redazione

  • La Cina lancia centro militare in Laos
  • Trump: “Regolamentare l’IA con Xi darebbe vantaggio alla Cina”
  • Cina, vacanze più lunghe non vuol dire più consumi 
  • Il manifatturiero cinese torna a crescere
  • Pechino dispiega drone WZ-7 nel mar Cinese Meridionale
  • Alluvioni Thailandia, criticata la gestione del governo

La Cina ha aperto un nuovo centro di supporto e addestramento militare in Laos. Lo ha dichiarato martedì il Ministero della Difesa cinese, aggiungendo che la struttura e l’Accademia di aviazione dell’amicizia Cina-Laos sono ora operative presso l’aeroporto di Ban Keun. “Le due istituzioni, gestite e mantenute congiuntamente da entrambe le parti, mirano ad aiutare il Laos a rafforzare l’addestramento dei suoi piloti dell’aeronautica militare”, si legge nella dichiarazione. La Cina gestisce un altro centro congiunto di addestramento e supporto presso la base navale di Ream, in Cambogia, sul Golfo di Thailandia, mentre possiede un’unica vera e propria base militare a Gibuti. Il governo di Phnom Penh ha negato la presenza di truppe nel porto, sebbene gli Stati Uniti abbiano continuato a nutrire forti preoccupazioni sulle possibili implicazioni della Cina presso lo scalo. Il centro di Ban Keun rappresenta un unicom nel suo genere giacché è l’unica struttura cinese all’estero ad essere specializzata in aviazione militare.

Trump: “Regolamentare l’IA con Xi darebbe vantaggio alla Cina”

Donald Trump ha dichiarato martedì mattina di non voler collaborare con il presidente cinese Xi Jinping sulla regolamentazione dell’ IA, aggiungendo che farlo renderebbe più difficile per le aziende statunitensi sviluppare prodotti migliori rispetto alle loro controparti cinesi. “Ora siamo in vantaggio sulla Cina e su tutti gli altri, e voglio che rimanga così”, ha dichiarato Trump martedì mattina durante un evento a Washington. Trump ha anche affermato di aver discusso della tecnologia con l’omologo cinese durante la sua visita negli Stati Uniti la scorsa settimana, aggiungendo che gli Stati Uniti collaborano già con il governo cinese “in moltissimi modi”.

Intanto il CICIR, think tank collegato al ministero della sicurezza dello Stato cinese, ha consigliato di sviluppare una serie di termini relativi al rischio che possano essere compresi da governi, aziende e ricercatori di entrambe le parti, così da raggiungere una comprensione comune di cosa costituisca un’autonomia pericolosa, ad esempio quando il comportamento del modello dovrebbe essere trattato come un incidente di sicurezza e quando l’addestramento dovrebbe essere rallentato o interrotto. Nell’articolo l’IA viene definita “super intelligence” come piace a Trump.

Festa nazionale, vacanze più lunghe non vuol dire maggiori consumi

Vacanze più lunghe e mete più lontane. Sono queste le tendenze evidenziate dal settore turistico cinese per i tredici giorni di festività previsti quest’anno grazie alla cadenza ravvicinata tra la Festa di Metà Autunno (caduta quest’anno venerdì 25 settembre), e la Festa della Repubblica del 1 ottobre. Tuttavia, secondo gli analisti, il volume record di viaggi potrebbe non tradursi in maggiori ricavi a causa del persistente calo della spesa interna. Ad esempio solo il 5% degli intervistati da Reuters ha pianificato di soggiornare in hotel di lusso, mentre le opzioni di fascia media sono risultate la scelta più diffusa, con una quota del 33%. Secondo gli analisti potrebbe ripersi la dinamica dello scorso anno quando durante la “Golden Week” il volume dei viaggi aumentò, eppure la spesa media per viaggio scese al minimo degli ultimi tre anni, attestandosi a 911,04 yuan (135,70 dollari).

Intanto su Weibo, in previsione della vacanza, diversi utenti hanno sollevato un problema molto sentito in Cina: quello del weekend lavorativo. Un post diventato virale ha accusato il governo di ignorare la questione per dare priorità alla crescita economica. In segno di protesta una ragazza di 27 anni, citata da Reuters, afferma che “non viaggerò, non ordinerò cibo a domicilio né prenderò taxi. Non contribuirò in alcun modo ai consumi durante queste festività create artificialmente”.

Il manifatturiero cinese torna a crescere

Intanto il settore manifatturiero cinese è tornato a crescere a settembre, ponendo fine a una fase di contrazione durata due mesi. Secondo i dati delll’Ufficio nazionale di statistica, pubblicati oggi, l’indicatore degli ordini è salito a 50,1 dai 49,8 di agosto, in territorio espansivo, e in linea con le previsioni degli economisti. Nel frattempo, anche l’indice PMI non manifatturiero cinese, che comprende i servizi e le costruzioni, è tornato a espandersi, salendo a 50,2 a settembre da 49,0 di agosto.

Nella giornata di lunedì, durante una riunione del Consiglio di Stato, il premier Li Qiang aveva dato istruzione alle amministrazioni locali di “intensificare gli sforzi per l’aggiustamento anticiclico delle politiche macroeconomiche e promuovere uno sviluppo economico solido, di alta qualità e guidato dall’innovazione”.

Pechino dispiega drone WZ-7 nel mar Cinese Meridionale

La Cina ha dispiegato per la prima volta il drone da ricognizione ad alta quota WZ-7 in una serie di esercitazioni militari nei pressi della secca di Scarborough, atollo conteso con le Filippine nel mar Cinese meridionale. Secondo il SCMP , si tratta della prima conferma ufficiale dell’impiego del velivolo senza pilota, sviluppato dall’Aviation Industry Corporation of China. Con un’apertura alare di 22,8 metri, il dispositivo può operare a oltre 18 mila metri di quota e ha un’autonomia di missione superiore ai 4.500 chilometri il che lo rende particolarmente adatto per la raccolta di informazioni e per attività di ricognizione strategica e tattica, tra cui il monitoraggio delle acque territoriali, delle zone economiche esclusive e di aree considerate strategiche.

Alluvioni Thailandia, criticata la gestione del governo

Le intense piogge che negli ultimi giorni si sono abbattute su Bangkok e sulle province circostanti hanno iniziato ad attenuarsi, ma  la persistenza di gravi allagamenti in diverse comunità ha riacceso il dibattito sui sistemi governativi di allerta e gestione delle acque. Nuove critiche si sono riversate sull’amministrazione del Primo Ministro e Ministro degli Interni thailandese Anutin Charnvirakul, soprattutto per la lentezza con cui sono stati emessi avvisi pubblici e forniti aiuti alle comunità colpite. A far discutere in particolare sono state le parole del vice primo ministro Songsak Thongsri, che solo pochi giorni fa aveva escluso la possibilità di una “mega-inondazione”. L’attenzione si è in parte concentrata sul sistema informativo idrico e di gestione delle emergenze “One Map”, lanciato di recente nel paese e creato specificamente per affrontare i problemi di lunga data legati alla frammentazione e all’incoerenza dei dati tra le diverse agenzie governative.