In Cina e Asia – La Cina critica le nuove restrizioni americane sui visti

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • La Cina critica le nuove restrizioni americane sui visti
  • Gli Stati Uniti non hanno rinnovato lo stato di emergenza su Hong Kong, ma restano le restrizioni
  • La Cina si oppone fermamente alla nazionalizzazione di British Steel nel Regno Unito
  • Ue, Francia e Germania chiedono misure commerciali più dure contro la Cina
  • Putin incontra la ministra degli Esteri nordcoreana: “Grazie per il supporto nella guerra”
  • Myanmar, oltre 500 migranti rohingya dispersi in mare da settimane
  • L’Onu critica il Giappone per la revisione della legge imperiale che non include le donne
  • Le Filippine presentano protesta formale alla Cina per video “razzista”

Venerdì 17 luglio il ministero degli Esteri cinese ha criticato le nuove norme statunitensi sui visti, annunciate giovedì, definendole “discriminatorie”. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna americano ha infatti ridotto la durata dei visti per studenti, partecipanti a programmi di scambio culturale e giornalisti stranieri, con una specifica ulteriore limitazione per i giornalisti cinesi, che potranno ottenere dei permessi della durata di 90 giorni invece che di 240. Un provvedimento che “viola gravemente il consenso sui media raggiunto tra Cina e Stati Uniti del 2021”, ha dichiarato il ministero cinese.

Se la misura verrà confermata dal Congresso, la durata massima di un visto studentesco sarà di 4 anni, un periodo che sulla carta non è sufficiente a completare diversi percorsi di studio: fino ad oggi era invece possibile restare per tutto il tempo necessario al completamento degli studi, senza una data di fine prestabilita. Sono inoltre previste delle nuove limitazioni per chi vorrà cambiare corso, mentre i laureati saranno costretti a lasciare gli Stati Uniti entro 30 giorni (e non più 60) dal conseguimento del titolo accademico se non troveranno un datore di lavoro disposto ad assumerli. Anche se sarà possibile fare richiesta per prolungare il soggiorno negli Stati Uniti, le nuove norme complicheranno gli scambi culturali tra Washington e gli altri paesi, Cina in primis.

Gli Stati Uniti non hanno rinnovato lo stato di emergenza su Hong Kong, ma restano le restrizioni

Il 17 luglio gli Stati Uniti hanno lasciato scadere la dichiarazione di emergenza nazionale relativa a Hong Kong, promulgata il 14 luglio 2020 – dopo la legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino, che ha ristretto l’autonomia della regione amministrativa speciale – e prorogata annualmente fino a quest’anno. Anche se la decisione è stata accolta con favore da Pechino e dal governo di Hong Kong, questo non significa che il territorio tornerà a godere dello status commerciale ed economico speciale che gli era garantito prima del 2020. Lo ha puntualizzato Washington, ricordando che resteranno in vigore sanzioni e restrizioni commerciali: “Hong Kong non gode più di un’autonomia sufficiente a giustificare un trattamento differenziato rispetto alla Repubblica popolare cinese”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato americano.

Hong Kong ha infatti beneficiato per anni di uno status economico e commerciale speciale con gli Stati Uniti, basato sul fatto che la regione amministrativa speciale cinese rimanesse un territorio doganale separato e con alto grado di autonomia rispetto alla Repubblica popolare. Dal 2020, con la dichiarazione di emergenza, gli Stati Uniti hanno cominciato a trattare Hong Kong allo stesso modo della Cina in materia di dazi e controlli sulle esportazioni. Nonostante il segnale politico sulla rimozione dello stato di emergenza, per ora questo non cambierà.

Ue, Francia e Germania chiedono misure commerciali più dure contro la Cina

Nel corso di una conferenza stampa congiunta, il 17 luglio, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno dichiarato che il crescente surplus commerciale della Cina con l’Unione Europea rappresenta una minaccia esistenziale per il settore manifatturiero europeo. Visti i suoi profondi legami con il mercato cinese, storicamente la Germania è sempre stata molto più cauta nelle critiche a Pechino. Ora però Parigi e Berlino “non sono mai state così allineate sulla questione cinese”, ha dichiarato Macron, che ha chiesto all’Ue “misure di emergenza e procedure di allerta precoce per proteggere la nostra base industriale”. Nonostante entrambi i leader abbiano respinto l’idea di un disaccoppiamento dall’economia cinese, e abbiano auspicato a un “dialogo franco e aperto” con Pechino, la convergenza tra Francia e Germania su questo punto potrebbe spingere l’Ue ad agire concretamente nei prossimi mesi per affrontare il crescente flusso di prodotti cinesi in Europa.

La Cina si oppone fermamente alla nazionalizzazione di British Steel nel Regno Unito

La Cina ha condannato la decisione del Regno Unito di nazionalizzare British Steel, affermando di “opporsi fermamente ed essere profondamente insoddisfatta della decisione del governo britannico” e avvertendo che la mossa ha minato la fiducia delle aziende cinesi a investire nel Paese, ha dichiarato venerdì il ministero cinese del Commercio. Giovedì il governo britannico ha annunciato che avrebbe rilevato l’azienda in perdita, portandola sotto controllo pubblico, per proteggere i posti di lavoro e tutelare una “capacità nazionale vitale”. Nel 2025 il governo britannico ha assunto il controllo operativo degli impianti di British Steel a Scunthorpe, dopo che Jingye aveva preso in considerazione la chiusura degli altiforni dello stabilimento. Il gruppo cinese ha però mantenuto la proprietà dell’azienda, limitando la possibilità del governo di determinarne il futuro. Ora Jingye chiede a Londra un risarcimento per coprire le perdite economiche degli investimenti fatti.

Putin incontra la ministra degli Esteri nordcoreana: “Grazie per il supporto nella guerra”

Il 19 luglio, il presidente russo Vladimir Putin ha ringraziato la Corea del Nord per il sostegno fornito alla guerra di Mosca contro l’Ucraina.  “Desidero esprimere ancora una volta la mia gratitudine per il sostegno fornito all’operazione militare speciale che stiamo conducendo”, ha dichiarato Putin durante l’incontro con la ministra degli Esteri nordcoreana Choe Son Hui, in visita in Russia. Secondo il capo del Cremlino, Mosca non dimenticherà mai le “gesta eroiche” dei soldati nordcoreani, che saranno “onorati allo stesso modo dei nostri compatrioti”, ha aggiunto, lodando anche la reciproca intesa instaurata con il leader nordcoreano Kim Jong Un.

Myanmar, oltre 500 migranti rohingya dispersi in mare da settimane

Da settimane non si hanno notizie sulla sorte di circa 530 migranti rohingya partiti lo scorso 29 giugno dallo Stato Rakhine, in Myanmar, a bordo di due imbarcazioni. In questi casi i viaggi – solitamente diretti verso Malaysia, Indonesia, Thailandia o verso le coste meridionali del Myanmar – possono durare anche più di una settimana, ma dopo oltre venti giorni senza aggiornamenti si teme che entrambe le navi si siano capovolte a causa dei monsoni e che non ci siano sopravvissuti. Nei giorni scorsi il corpo di una donna è stato rinvenuto su una spiaggia in Bangladesh, mentre altri cadaveri sono stati avvistati a largo delle coste del Myanmar. Secondo gli esperti, solo nell’ultimo anno almeno 10.000 rohingya avrebbero lasciato il Myanmar e il Bangladesh (dove sono rifugiate oltre un milione di persone dopo il genocidio del 2017) via mare, attraverso rotte pericolose e costose, controllate dai trafficanti.

L’Onu critica il Giappone per la revisione della legge imperiale che non include le donne

La scorsa settimana il parlamento giapponese ha approvato un disegno di legge volto a modificare la Legge sulla casa imperiale, così da garantire che ci sia sempre un numero sufficiente di membri della famiglia reale. Le nuove norme andranno a rilassare diverse delle regole sulla successione e sulle questioni di parentela, ma non cambieranno il fatto che saranno solo gli uomini ad avere diritto di salire al trono. La decisione di escludere nuovamente le donne dalla successione ha generato le critiche delle Nazioni Unite: “[L’Onu] incoraggia tutti i paesi ad adottare politiche inclusive che consentano alle donne di affermarsi in ogni ambito della vita e in ogni forma di occupazione”, ha dichiarato Farhan Haq, vice portavoce del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Le Filippine presentano protesta formale alla Cina per video “razzista”

Venerdì 17 luglio il ministero degli Esteri filippino ha presentato una protesta formale a Pechino a causa di un video, pubblicato dal quotidiano statale cinese China Daily, che raffigura le Filippine come una scimmia intenta a cantare al karaoke al servizio di Stati Uniti e Giappone. Nel video (creato con l’intelligenza artificiale) si fa riferimento alle contese territoriali sul mar Cinese meridionale, con la scimmia che viene prima sfruttata da Washington e Tokyo e poi gettata in mare, dove finisce per essere colpita dal getto di un cannone ad acqua, presumibilmente lanciato da una nave cinese. Lo scopo del filmato era screditare la sentenza arbitrale internazionale che nel 2016 diede ragione alle Filippine in merito alle rivendicazioni di Pechino su parte del mar Cinese meridionale. Per Manila si è trattato però di un atto che va “oltre il legittimo dibattito politico, ricorrendo a rappresentazioni umilianti, disumanizzanti e razziste dei filippini“.