Anche la Banca centrale cinese interviene sui bassi indici di natalità e la crescente crisi dell’invecchiamento della popolazione, che si sono registrati negli ultimi anni nel paese. Il principale istituto bancario della Cina ha pubblicato il documento “Comprensione e contromisure sulla transizione demografica in Cina”, secondo cui il governo non solo dovrebbe revocare completamente la politica di pianificazione familiare, ma anche incoraggiare le coppie ad avere più figli. Inoltre, la Pbc, pone l’accento sulla necessità di riformare il sistema pensionistico. La banca nazionale nel suo documento evidenzia come i paesi sviluppati abbiano gestito con difficoltà e scarso successo la transizione demografica, e invoca quindi misure immediate. Il report presenta la comparazione del divario tra Cina e Stati Uniti durante la transizione della popolazione: gli Usa infatti hanno attraversato una transizione demografica favorevole grazie all’immigrazione. La Cina, invece, ha visto la sua economia entrare “nella nuova normalità”, correlata allo spostamento della forza lavoro. L’istituto bancario, quindi, domanda quali saranno i futuri cambiamenti nei prossimi 30 anni.

Douban chiude i profili del movimento femminista “6B4T”

Non si allenta la stretta sul movimento femminista cinese. Almeno otto profili di gruppi di femministe sono stati cancellati e oscurati dal social network Douban, generando critiche da parte degli utenti. Le pagine promuovevano contenuti e idee del cosiddetto movimento “6B4T”, una variante del femminismo nata in Corea del Sud, che esorta le donne ad astenersi dalle relazioni con gli uomini, rifiutare la religione e smettere di acquistare prodotti che sono ostili per il genere femminile. Il ban non è passato inosservato grazie alla denuncia sui social dell’attivista Zhou Xiaoxuan, volto del movimento #MeToo in Cina e nota per aver portato in tribunale un famoso presentatore televisivo della televisione di Stato accusato di molestie sessuali. Secondo Zhou, che sostiene le “sorelle femministe”, Douban ha chiuso i canali femministi perché avrebbero divulgato contenuti e idee radicali ed estremiste. Ma la misura adottata dal social media ha spinto gli utenti a creare nuovi canali su Douban, nella speranza di dare vita a gruppi simili dove affrontare e trattare le stesse tematiche; l’iniziativa è stata promossa con l’hashtag “le donne si uniscono”, diventato in poco tempo virale su Weibo. [fonte SCMP, WHAT’S ON WEIBO]

La Serbia frena progetto minerario cinese per violazioni ambientali

La Serbia ha ordinato al gruppo minerario cinese Zijin di interrompere i lavori per il completamento del pozzo di ventilazione per la miniera Jama situata nella città di Bor e ha imposto, entro il 30 aprile, la conclusione dei lavori di un impianto per il trattamento delle acque reflue, riversate nel fiume Pek. La decisione arriva dopo le irregolarità dell’azienda cinese che hanno irritato i cittadini serbi, preoccupati per l’eccessivo inquinamento generato dalle operazioni per l’estrazione e la lavorazione del rame. Zijin Mining Group è partner strategico della Serbia nel complesso del rame RTB Bor, che include la miniera Jama, e si è impegnata a investire 1,26 miliardi di dollari in cambio di una quota del 63 per cento. Nel 2018, la società cinese ha preso il controllo della fonderia di rame statale in perdita nella città di Bor, registrando in poco tempo violazioni delle norme ambientali, in particolar modo nel 2019 e nel 2020. Il denaro cinese ha tenuto però a galla due delle più grandi imprese manifatturiere della Serbia, salvando più di 10mila posti di lavoro e rafforzando quella che i due paesi descrivono l’”amicizia d’acciaio”. Il gruppo cinese ha conosciuto il sostegno del presidente serbo, Aleksandar Vucic, che ha salutato gli investitori cinesi come i salvatori del suo paese. Da qualche anno Vucic è forse diventato il più grande sostenitore della Cina in Europa, elogiando l’impegno del gigante con gli investimenti infrastrutturali nel paese e con la fornitura di milioni di dosi di vaccini contro il Covid-19. [Reuters, NYT]

Cina e Corea del Nord rilanciano gli scambi commerciali

La Cina si starebbe preparando ad avviare i collegamenti commerciali con la Corea del Nord, come misura pensata per rispondere alle crescenti pressione degli Usa nella regione. Le autorità della città di Dandong, nella provincia di Liaoning, sarebbero al lavoro per aprire il ponte lungo il fiume Yalu che collega la città cinese con quella nordcoreana di Sinujiu. Una potenziale apertura potrebbe esserci venerdì 16 aprile, all’indomani del 104mo anniversario della nascita di Kim Il-sung, ricorrenza che in Corea del Nord è nota come “Giorno del Sole” e che è la principale festività nazionale celebrata nel Paese. Sulla base di un accordo firmato tra Cina e Corea del Nord nel 2009, il ponte è stato completato nel 2014 ma non è mai stato aperto al traffico a causa del ritardo nella costruzione di strade sul lato nordcoreano. Il ponte stradale è costituito da otto corsie ed è stato progettato per sostituire il ponte dell’amicizia sino-coreano, costruito dai giapponesi nel 1943 e bombardato dagli americani per ragioni strategiche durante la guerra con la Corea: la struttura che ha quasi 80 anni ha infatti una sola corsia e, pertanto, rallenterebbe il traffico e gli scambi commerciali. Per questo il ponte che collega Dandong a Sinujiu è pensato anche per incrementare lo scambio del commercio transfrontaliero, duramente colpito dalle sanzioni delle Nazioni Unite imposte a seguito dei test nucleari della Corea del Nord e quasi interrotto con la chiusura delle frontiere nordcoreane per la pandemia di coronavirus. Probabilmente il volume degli scambi sarebbe inferiore rispetto agli standard e limitati ai materiali di produzione agricola come fertilizzanti chimici, trattori e componenti di macchine agricole. La Cina infatti rappresenta oltre il 90 per cento del commercio estero della Corea del Nord. Le esportazioni e le importazioni tra i due paesi sono crollate dell’80,7% per cento nel 2020 pari a 539,05 milioni di dollari rispetto all’anno precedente, raggiungendo il livello più basso dal 2000, quando il commercio bilaterale è sceso a 488 milioni di dollari. Ma nuovi test nucleari della Corea del Nord potrebbero cambiare il quadro della sicurezza regionale, inducendo gli Stati Uniti ad avere un dialogo con Pyongyang. E’ quanto riportato in un recente report di 27 pagine redatto dall’intelligence americana, secondo cui il regime nordcoreano potrebbe tenere nuovi test entro la fine dell’anno. Gli Stati Uniti, che vogliono ottenere una denuclearizzazione della Corea del Nord, hanno appena tirato fuori dalla manica un asso che potrebbe essere vincente. Il Senato ha appena confermato Wendy R. Sherman come Vice-segretario di Stato. Sherman, nominata dal presidente Joe Biden a gennaio, è una veterana nei rapporti tra Pyongyang e Washington. [fonte SCMP, AFP, NKnews]