I titoli di oggi:
- Jimmy Lai riconosciuto colpevole di collusione con forze straniere
- Pechino sanziona generale giapponese per legami con Taiwan
- Cina, presentata bozza di legge per impedire la “guerra dei prezzi” delle auto elettriche
- Cina, ricercatori chiedono una “Norimberga” per i crimini dell’Unità 731 dell’esercito giapponese
- WSJ: le autorità cinesi hanno arrestato decine di manifestanti tibetani che protestavano contro l’apertura di una miniera
- WSJ: gli Usa hanno intercettato un carico di rifornimenti militari inviato dalla Cina all’Iran
- Corea del Sud, l’ex presidente Yoon incriminato per insurrezione
- Proseguono gli scontri tra Thailandia e Cambogia, mentre Bangkok va a elezioni anticipate
- Nepal, grandi manifestazioni a sostegno dell’ex partito di governo
L’Alta Corte di Hong Kong ha giudicato il magnate e attivista pro-democrazia Jimmy Lai colpevole di cospirazione per collusione con forze straniere e per aver diffuso materiale sedizioso al termine di un processo durato un anno e mezzo. L’accusa, spiccata ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale introdotta nel 2020, riguarda l’utilizzo del suo impero mediatico e dei social personali per attirare sanzioni internazionali contro le autorità della città e fomentare il malcontento della popolazione durante le proteste anti-governative, tra aprile 2019 e giugno 2021. Anche le tre società di sua proprietà, ovvero Apple Daily Limited, Apple Daily Printing Limited e AD Internet Limited, sono state condannate ai sensi della normativa. Lai, in carcere da cinque anni, rischia l’ergastolo. Il 12 gennaio è prevista un’udienza preliminare durante la quale potrà essere richiesta una riduzione della pena.
Intanto, nella giornata di domenica lo storico Partito Democratico di Hong Kong, l’ultima principale forza politica all’opposizione, ha votato per lo scioglimento. Negli ultimi tempi, diversi membri avevano denunciato di aver ricevuto minacce da parte del governo cinese, tra cui un possibile arresto. I veterani del PD, Wu Chi-wai, Albert Ho, Helena Wong e Lam Cheuk-ting, si trovano già in carcere o in stato di detenzione in base alla legge sulla sicurezza nazionale.
Pechino sanziona generale giapponese per legami con Taiwan
Cina, presentata bozza di legge per impedire la “guerra dei prezzi” delle auto elettriche
Il 12 dicembre l’autorità cinese di regolamentazione del mercato (SAMR) ha presentato una nuova bozza di legge che contiene linee guida per fermare la “guerra dei prezzi” tra i produttori di auto elettriche. Le nuove regole stabiliscono che le case non possono vendere i veicoli a un prezzo inferiore al costo di produzione, una pratica che si è diffusa da tempo in un contesto di forte concorrenza tra le aziende del settore. “Problemi quali l’esposizione irregolare dei prezzi, le frodi, la collusione e la concorrenza irrazionale hanno perturbato il mercato e danneggiato i consumatori e le imprese”, ha dichiarato il SAMR, che ha parlato di “rischi legali significativi” per chi non si adeguerà alle nuove disposizioni. La bozza di legge resterà aperta a commenti e suggerimenti di modifica fino al 22 dicembre.
Intanto l’economia cinese continua a mostrare il fiato corto. Secondo i dati rilasciati oggi dall’ufficio nazionale di statistica, nel mese di novembre le vendite al dettaglio sono aumentate dell’1,3% su base annua, ma in calo rispetto al 2,9% di ottobre. In rallentamento anche la produzione industriale, che si è espansa del 4,8% un punto percentuale in meno rispetto al mese precedente. Restano in terreno negativo gli investimenti in immobilizzazioni (-2,6% nel periodo gennaio-novembre rispetto allo stesso periodo del 2024) e gli investimenti immobiliari, a quota -15,9% rispetto al -14,7% del periodo gennaio-ottobre.
Cina, ricercatori chiedono una “Norimberga” per i crimini dell’Unità 731 dell’esercito giapponese
Secondo una nuova ricerca pubblicata da due archeologi cinesi, Wang Xiaohua e Xue Kaifan, le azioni commesse dall’Unità 731 dell’esercito giapponese in Cina durante la seconda guerra mondiale soddisfano la moderna definizione di “crimini contro l’umanità”, e andrebbero per questo perseguite legalmente. L’Unità 731, che all’epoca era un reparto segreto dell’esercito imperiale giapponese, ha condotto per anni esperimenti sugli esseri umani nei territori occupati nell’Heilongjiang, provincia nordorientale dell’attuale Repubblica popolare. Ormai da decenni si sa con certezza di dissezioni operate su persone vive, di persone infettate con la peste o esposte a gas tossici e di altri esperimenti, tra cui attacchi con armi biologiche sulla popolazione, che hanno causato oltre 200 mila morti. I vertici dell’Unità 731 non sono mai andati a processo e qualcuno di loro ha poi fatto carriera nelle istituzioni giapponesi. Per i crimini contro l’umanità non è prevista la prescrizione, e i ricercatori cinesi hanno dunque chiesto l’avvio di un procedimento penale che faccia giustizia per le vittime.
Proprio in questi giorni, il 13 dicembre, si è tenuta a Nanchino la cerimonia per ricordare il massacro perpetrato nel 1937 dalle forze imperiali giapponesi, che in poche settimane uccisero tra i 150 e i 300 mila civili e stuprarono decine di migliaia di donne cinesi. Nonostante le recenti tensioni tra Pechino e Tokyo, la cerimonia è stata di basso profilo e con toni meno accesi rispetto a quelli delle ultime settimane.
WSJ: le autorità cinesi hanno arrestato decine di manifestanti tibetani che protestavano contro l’apertura di una miniera
Secondo fonti del Wall Street Journal, che ha parlato con alcuni attivisti tibetani, a novembre le autorità cinesi avrebbero arrestato almeno 60 persone che stavano protestando contro l’apertura di una miniera d’oro nell’ovest del Sichuan, in una zona abitata da alcune comunità autonome tibetane e usata dai pastori nomadi per il pascolo di pecore e yak. Le proteste si sono concentrate a Gayixiang, un piccolo centro a quattro ore di distanza dalla valle in cui dovrebbe sorgere la miniera. Dopo le manifestazioni, secondo gli attivisti e il governo tibetano in esilio, la polizia avrebbe bloccato gli accessi alla cittadina e tagliato le comunicazioni, e almeno 11 persone sarebbero ancora in stato di fermo. Proteste di questo tipo non sono rare tra la comunità tibetana: all’inizio di quest’anno due monaci sono stati condannati per essersi opposti alla costruzione di una diga, mentre in passato il progetto della miniera d’oro in quella stessa zona era stato accantonato già due volte (negli anni ’90 e nel 2010) a seguito dell’opposizione della popolazione locale.
WSJ: gli Usa hanno intercettato un carico di rifornimenti militari inviato dalla Cina all’Iran
A novembre l’esercito americano ha abbordato una nave che viaggiava nell’Oceano Indiano con a bordo un carico di rifornimenti militari provenienti dalla Cina, e diretti verso l’Iran. Lo ha dichiarato al Wall Street Journal un anonimo funzionario americano, che ha parlato di “componenti potenzialmente utili per le armi convenzionali iraniane”, senza però specificare quale fosse il contenuto esatto del carico, che poi è stato distrutto. Da tempo vari parlamentari statunitensi e la CIA accusano la Cina di inviare in Iran tecnologie dual-use e sostanze chimiche (come il perclorato di sodio) potenzialmente utili come propellenti per i missili. Non è chiaro se Pechino sia consapevole delle spedizioni, scrive il WSJ, ma il governo cinese è comunque accusato di facilitare il riarmo dell’Iran a causa della “legislazione permissiva” prevista dalla Repubblica popolare sull’export di queste tecnologie.
Proseguono gli scontri tra Thailandia e Cambogia, mentre Bangkok va a elezioni anticipate
Tra Thailandia e Cambogia non c’è nessun cessate il fuoco. Il governo thailandese lo ha ribadito più volte negli ultimi giorni, smentendo i proclami del presidente americano Donald Trump, che il 12 dicembre aveva annunciato il “ritorno [delle parti] all’originale accordo di pace” siglato a ottobre. Invece gli scontri al confine tra i due paesi sono continuati anche nel corso del weekend, con Bangkok e Phnom Penh che si sono accusate a vicenda per i bombardamenti che hanno bersagliato le province thailandesi e cambogiane sulla frontiera. Sono almeno 800 mila gli sfollati e 25 i morti accertati: 14 soldati thailandesi e 11 civili cambogiani. La situazione non sembra ancora vicina a una de-escalation, e il 13 dicembre il governo cambogiano ha chiuso tutti i valichi di frontiera con la Thailandia.
Intanto il 12 dicembre il premier thailandese Anutin Charnvirakul ha sciolto il parlamento e indetto elezioni anticipate. Il governo conservatore, in carica da poco più di tre mesi, si reggeva sull’appoggio esterno dei progressisti del People’s Party (PP), che avevano legato il proprio sostegno a varie condizioni. Su tutte, l’esecutivo avrebbe dovuto organizzare un referendum per chiedere ai thailandesi l’autorizzazione a emendare la costituzione del 2017, redatta dall’esercito a seguito del golpe del 2014, e indire nuove elezioni entro aprile 2026. Vista la mancanza di progressi sul tema, il PP si stava muovendo per chiamare una mozione di sfiducia. Anutin ha quindi anticipato tutti e sciolto il parlamento, probabilmente anche per capitalizzare sull’ondata di nazionalismo dovuta agli scontri con la Cambogia.
Secondo le norme, il voto dovrebbe tenersi entro febbraio: il PP rimane il primo partito nei sondaggi ma, come nel 2023, un’eventuale grande alleanza tra i partiti conservatori potrebbe avere i numeri per ottenere la maggioranza alla camera dei rappresentanti e relegare nuovamente i progressisti all’opposizione.
Corea del Sud, l’ex presidente Yoon incriminato per insurrezione
L’ex presidente della Corea del Sud Yoon Suk Yeol è stato riconosciuto colpevole di aver provocato la Corea del Nord per spingerla a organizzare un’aggressione armata, al fine di giustificare l’applicazione della legge marziale nel dicembre 2024 ed eliminare gli avversari politici. Lo ha annunciato oggi il procuratore speciale, Cho Eun-seok, aggiungendo che 24 persone, tra cui Yoon e cinque membri del governo, sono stati incriminati per insurrezione, al termine di un’indagine durata sei mesi. In precedenza, il team del procuratore speciale aveva accusato l’ex presidente e i suoi comandanti militari di aver ordinato un’operazione segreta con droni nel Nord per alimentare le tensioni bilaterali. Yoon è attualmente sotto processo per insurrezione e in caso di condanna è punibile con l’ergastolo o addirittura con la pena di morte.
Nepal, grandi manifestazioni a sostegno dell’ex partito di governo
Più di 70 mila persone si sono riunite a Bhaktapur, in Nepal, per inaugurare i tre giorni di congresso del Partito Comunista del Nepal – Unificato Marxista-Leninista (CPN-UML), in programma dal 13 al 15 dicembre. Il CPN-UML è il partito dell’ex premier KP Sharma Oli, rimosso dal suo ruolo a seguito della violenta repressione delle proteste anti-corruzione in cui lo scorso settembre furono uccisi 77 manifestanti (con oltre 2 mila feriti). Durante un comizio organizzato per l’occasione, Oli – che si è candidato alla presidenza del partito – ha definito “incostituzionale” lo scioglimento del parlamento da parte del governo ad interim, contestando il fatto che il CPN-UML venga considerato un partito a tutela dell’establishment. “Siamo ancora nel cuore della gente”, ha detto Oli, “lo dimostra la presenza di tutte queste persone oggi”. Le elezioni per nominare il prossimo parlamento nepalese si terranno il 5 marzo.
