I titoli di oggi:
- Il Giappone verso lo scioglimento della Camera bassa per indire elezioni anticipate
- Nexperia accusa Wingtech di aver fatto pressioni e minacce
- Zhipu lancia un modello addestrato solo con chip Huawei
- Pechino ordina alle aziende di non usare i software di cybersicurezza di Usa e Israele
- Trump preme gli alleati sulle forniture di materiali critici
- Corea del Nord, Kim Jong Un ha sostituito i tre responsabili della sicurezza personale
- Malesia e Indonesia hanno bloccato Grok: sono i primi paesi al mondo
Il Giappone verso lo scioglimento della Camera bassa per indire elezioni anticipate
La prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha annunciato ieri di voler sciogliere la Camera dei rappresentanti subito dopo la sessione parlamentare ordinaria di quest’anno, prevista per il 23 gennaio, aprendo la strada a elezioni anticipate già il mese prossimo. Se la Camera venisse sciolta poco dopo l’inizio della sessione di 150 giorni, la campagna elettorale potrebbe partire il 27 gennaio o il 3 febbraio, con le votazioni previste rispettivamente l’8 o il 15 febbraio. Stando a quanto riporta KyodoNews, l’idea è stata condivisa con i leader del Partito Liberal Democratico (PLD) e del Partito dell’Innovazione Giapponese (Nippon Ishin) durante un incontro della coalizione. Sarà la prima competizione per la Camera Bassa da quando PLD e Nippon Ishin hanno formato la coalizione lo scorso ottobre. Tuttavia, il segretario generale del PLD, Shunichi Suzuki, ha precisato che i due partiti non prevedono di coordinare i candidati nei singoli distretti, il che potrebbe portare a sfide interne in alcune circoscrizioni.
Dall’opposizione, il Partito Democratico Costituzionale e Komeito mirano a unirsi come forza centrista per sfidare il campo conservatore al potere. La mossa mira a sfruttare l’elevata popolarità del suo governo, che registra un indice di gradimento intorno al 70%. Takaichi, diventata lo scorso ottobre la prima donna a ricoprire il ruolo di premier in Giappone, guida una coalizione con una maggioranza risicata nella Camera Bassa, condizione che rende più difficile l’approvazione del suo ambizioso programma politico. C’è chi crede che la mossa serva a convincere la Cina del sostegno goduto dalla premier a rimuovere le misure ritorsive adottate in risposta ai suoi commenti su Taiwan.
Nexperia accusa Wingtech di aver fatto pressioni e minacce
Il produttore di chip olandese Nexperia ha accusato il suo azionista cinese Wingtech Technology di fare pressioni per trasferire tecnologie fuori dall’Europa e di aver minacciato alcuni dirigenti durante l’udienza di ieri davanti alla Corte d’Appello di Amsterdam, riporta Bloomberg.
Wingtech ha respinto le accuse, difeso l’operato del management precedente e sostenuto che Nexperia stesse ottenendo buoni risultati prima della disputa legale, denunciando un presunto “trattamento diseguale” nei confronti degli investitori cinesi. Il tribunale è chiamato a decidere se avviare un’indagine sulla presunta cattiva gestione della società, che coinvolge l’ex Ceo di Nexperia e fondatore di Wingtech Zhang Xuezheng, e se ripristinare il controllo cinese sull’azienda. Se il tribunale decidesse di avviare l’’indagine, verrebbe confermata la decisione di ottobre di sottrarre il controllo a Wingtech. In caso contrario, verrebbe annullata.
Taiwan, mandato d’arresto per l’ad di OnePlus
I procuratori di Taiwan hanno emesso un mandato di arresto per l’amministratore delegato dell’azienda cinese di smartphone OnePlus, intensificando gli sforzi dell’isola per impedire alle aziende tecnologiche cinesi di reclutare talenti taiwanesi. Oltre all’amministratore delegato e co-fondatore Pete Lau, sono stati incriminati due cittadini taiwanesi che lavoravano per lui. OnePlus è sospettata di aver reclutato illegalmente oltre 70 ingegneri sull’isola. Taiwan non consente alle aziende cinesi di aprire sedi operative o di assumere personale locale senza l’approvazione formale del governo. Tuttavia, si sono verificati numerosi casi di aziende tecnologiche cinesi che hanno aggirato il divieto spacciandosi per società straniere o locali. L’ufficio investigativo ha dichiarato a marzo di aver aperto oltre 100 indagini su aziende cinesi sospettate di assumere illegalmente ingegneri taiwanesi da quando ha formato una task force ad hoc nel 2020.
Malesia e Indonesia hanno bloccato Grok: sono i primi paesi al mondo
Malesia e Indonesia hanno bloccato Grok, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato da X, diventando i primi paese al mondo ad adottare un simile provvedimento. Lo strumento di IA generativa è finito al centro delle accuse di diversi governi perché permetterebbe agli utenti di generare immagini sessualmente esplicite e violente senza il consenso delle vittime. I regolatori dei due paesi del Sud-Est asiatico (entrambi a maggioranza musulmana e con leggi severe contro la pornografia) hanno affermato che i controlli esistenti e i recenti provvedimenti adottati dal proprietario di X, Elon Musk, per limitare l’uso di alcune funzioni agli utenti abbonati, non impediscono la creazione e la diffusione di contenuti pornografici falsi, in particolare quelli che coinvolgono donne e minori. Il governo indonesiano ha bloccato temporaneamente l’accesso a Grok sabato, seguito dalla Malesia domenica.
Corea del Nord, Kim Jong Un ha sostituito i tre responsabili della sicurezza personale
Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha sostituito tre dei principali alti funzionari responsabili della sua sicurezza personale. Lo ha reso noto il Ministero dell’Unificazione della Corea del Sud, precisando che il cambiamento è emerso già durante l’ultima parata militare per l’80° anniversario del Partito dei Lavoratori di Corea, lo scorso ottobre. Song Jun Sol guiderà l’Ufficio della Guardia, proteggendo il leader e la sua famiglia; Ro Kyong Chol dirigerà il Dipartimento della Guardia, supervisionando la sicurezza durante gli eventi pubblici; mentre Ra Chol Jin assumerà la guida dei guardaspalle e controllerà le misure di sicurezza delle residenze del leader. Già nel 2024, l’intelligence di Seul aveva segnalato un aumento del livello di sicurezza attorno a Kim, in risposta ai timori di possibili attentati contro il leader nordcoreano.
Zhipu lancia un modello addestrato solo con chip Huawei
L’azienda cinese di intelligenza artificiale Zhipu AI ha annunciato il rilascio di un nuovo modello open source per la generazione di immagini, addestrato interamente su chip di Huawei. Con sede a Pechino e reduce dalla sua offerta pubblica iniziale a Hong Kong, Zhipu ha presentato il modello, chiamato GLM-Image, definendolo un esempio di “state-of-the-art” realizzato senza semiconduttori statunitensi. L’azienda ha sottolineato come l’iniziativa dimostri la fattibilità dello sviluppo di modelli multimodali avanzati in Cina, in linea con gli sforzi del Paese per l’autosufficienza tecnologica nonostante le restrizioni statunitensi all’esportazione di chip all’avanguardia.
Pechino ordina alle aziende di non usare i software di cybersicurezza di Usa e Israele
Le autorità cinesi hanno ordinato alle aziende di smettere di usare i software di cybersecurity prodotti da oltre una dozzina di società statunitensi e israeliane, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Stando a quanto riporta Reuters, tra le aziende statunitensi colpite ci sono VMware (controllata da Broadcom), Palo Alto Networks e Fortinet, mentre tra quelle israeliane figurano Check Point Software Technologies, CyberArk, Orca Security e Cato Networks. Altre società incluse nel divieto comprendono Mandiant e Wiz (entrambe controllate da Alphabet), CrowdStrike, SentinelOne, Recorded Future, McAfee, Claroty, Rapid7 e Imperva, acquistata nel 2023 dal gruppo francese Thales. Secondo le fonti, le autorità cinesi temono che il software possa raccogliere e trasmettere informazioni riservate all’estero. Le aziende interessate hanno reagito sottolineando l’impatto minimo della misura.
Trump preme gli alleati sulle forniture di materiali critici
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha messo in guardia alleati e partner commerciali, annunciando l’uso dei poteri legati alla sicurezza nazionale per ridurre la dipendenza Usa dalla Cina nella fornitura di minerali critici. In una dichiarazione firmata ieri, Trump ha definito la dipendenza degli Stati Uniti da minerali critici lavorati all’estero una minaccia alla sicurezza nazionale. Il presidente ha incaricato il rappresentante per il commercio Jamieson Greer e il segretario al Commercio Howard Lutnick di negoziare accordi nuovi o ampliati per “adeguare le importazioni” di minerali critici lavorati e dei loro prodotti derivati. I negoziati dovranno concludersi entro 180 giorni, con scadenza fissata al 13 luglio 2026, e portare a intese vincolanti o comunque applicabili. La decisione di Trump segue la sigla di accordi del genere con Giappone, Australia, Vietnam e Thailandia, mentre i negoziati con l’India sembrano giunti a un punto morto.
Sanseverese, classe 1989. Giornalista e videomaker. Si è laureata in Lingua e Cultura orientale (cinese e giapponese) all’Orientale di Napoli e poi si è avvicinata al giornalismo. Attualmente collabora con diverse testate italiane.
