I titoli di oggi:
- IA, agenzie Usa accusano la Cina di distillazione su vasta scala
- Cina, lanciato piano quinquennale per quadruplicare la capacità di calcolo IA
- Ricercatori americani hackerano WeChat con l’IA
- Primo scambio tra Xi e il premier britannico Andy Burnham
- Il Giappone chiede alla Russia di rimuovere statua della Seconda Guerra Mondiale
- Pechino introduce misure antidumping sull’import di diclorosilano giapponese
- Filippine, cugino di Marcos incriminato per appropriazione indebita
- Cina, noto insegnante critica la venerazione dei cinesi per l’inglese
Le agenzie statunitensi hanno accusato le big tech con sede in Cina di utilizzare “un mercato grigio di intermediari noti come ‘stazioni di trasferimento‘” per aggirare le restrizioni geografiche, le misure di sicurezza e i termini di utilizzo imposti alle aziende di intelligenza artificiale statunitensi. L’avviso, diramato congiuntamente da FBI, National Security Agency e Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, cita esplicitamente DeepSeek e Alibaba Group, come responsabili di “campagne di distillazione di conoscenza su larga scala” contro i competitor americani. Le accuse non giungono nuove: Anthropic aveva precedentemente identificato tre entità cinesi dietro una “campagna su scala industriale” per estrarre funzionalità dal modello Claude. Ma stavolta ad alzare i toni è l’amministrazione Trump, e per giunta a pochi giorni dalla visita di Xi Jinping a Washington. Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha minacciato sanzioni contro le aziende cinesi scoperte a fare uso della distillazione, una tecnica lecita e diffusa che la Cina starebbe sfruttando oltre i limiti generalmente consentiti.
Cina, lanciato piano quinquennale per quadruplicare la capacità di calcolo IA
La Cina prevede di costruire nei prossimi cinque anni cluster di calcolo per l’intelligenza artificiale contenenti 100.000 schede acceleratrici e di espandere notevolmente la capacità di calcolo intelligente del paese. E’ quanto ha stabilito il Ministero dell’Industria e dell‘Informatica (MIIT), in un piano industriale pubblicato lunedì. Secondo la roadmap, entro il 2030 la Repubblica popolare dovrà raggiungere i 9.800 eflops di capacità di calcolo intelligente, mentre verranno realizzati investimenti cumulativi in infrastrutture informatiche per un valore di 3.800 miliardi di yuan (532 miliardi di dollari USA) nel periodo 2026-2030. Alla fine di giugno la capacità di calcolo intelligente del paese aveva raggiunto i 2.185 eflops, pari a un aumento del 177% rispetto all’anno precedente, con 52 centri di calcolo intelligente costruiti su scala nazionale, ciascuno dotato di oltre 10.000 schede acceleratrici. Ciò significa che la Cina dovrebbe più che quadruplicare il livello di giugno per raggiungere l’obiettivo del 2030.
Ricercatori americani hackerano WeChat con l’IA
Grazie a modelli avanzati di intelligenza artificiale, un piccolo team di ricercatori di Calif, un’azienda di sicurezza con sede a Palo Alto, in California, ha recentemente creato in poco più di una settimana uno strumento di hacking in grado di violare WeChat, la piattaforma di social media e messaggistica più utilizzata in Cina. Calif ha affermato che l’attacco, denominato WeWorm, è stato il primo worm informatico conosciuto – un tipo di software dannoso in grado di diffondersi autonomamente da un computer all’altro senza l’intervento umano – capace di propagarsi tra i sistemi operativi iOS di Apple e Android di Google senza che la vittima dovesse cliccare o toccare nulla.Una portavoce di Tencent, la società tecnologica cinese proprietaria di WeChat, ha confermato la vulnerabilità e ha affermato di aver risolto il problema dopo essere stata contattata dalla California.
Primo scambio tra Xi e il premier britannico Andy Burnham
Cina e Regno Unito devono “superare le differenze, cercare un terreno comune ed espandere la cooperazione reciprocamente vantaggiosa”. Lo ha dichiarato martedì Xi Jinping durante la sua prima conversazione con il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham, citando nello specifico i settori tecnologico, educativo, sanitario e finanziario. Entrate in una fase distensiva grazie all’apertura del’ex premier Keir Starmer, le relazioni tra i due paesi non sono prive di criticità tanto che nel comunicato di Downing Street viene auspicato “un dialogo franco e costruttivo” su varie questioni, incluse “la sicurezza interna, la guerra della Russia in Ucraina, Hong Kong, i diritti umani e le questioni consolari”.
Filippine, cugino di Marcos incriminato per appropriazione indebita
Lunedì, un tribunale filippino ha ordinato l’arresto di un ex presidente della Camera dei Rappresentanti nonché cugino del presidente Ferdinand Marcos Jr. con l’accusa di appropriazione indebita, in seguito alle accuse di aver ricevuto circa 118 milioni di dollari in tangenti da progetti governativi di controllo delle inondazioni, tra commissioni, compensi, tangenti e altri pagamenti illeciti accumulati tra il 2022 e il 2025. Martin Romualdez, che è stato presidente della Camera dei Rappresentanti dal 2022 al 2025 ed è considerato uno stretto alleato di Marcos, ha negato le imputazioni. Il caso si verifica in un momento in cui varie zone del paese stanno affrontando forti piogge monsoniche, fattore che ha reso gli sforzi del governo nel controllo delle inondazioni uno degli argomenti più discussi sui social media.
Pechino introduce misure antidumping sull’import di diclorosilano giapponese
La Cina ha disposto misure antidumping preliminarisulle importazioni dal Giappone di diclorosilano, una sostanza chimica utilizzata nella produzione di semiconduttori. A partire da martedì, le aziende che importano dal paese asiatico sono tenute a versare depositi in contanti fino al 99,2% dell’importo previsto. L’annuncio è l’esito di un’indagine antidumping, avviata da Pechino a gennaio, che ha rilevato “danni sostanziali all’industria nazionale cinese”. Nell’ultimo anno il Giappone è stato uno dei paesi più colpiti dalle restrizioni sui materiali critici. La Cina attribuisce le misure soprattutto a esigenze securitarie ed economiche ma ha anche lasciato intendere vadano interpretate in risposta alla postura nazionalista della premier nipponica Sanae Takaichi.
Il Giappone chiede alla Russia di rimuovere statua della Seconda Guerra Mondiale
La Russia non asseconderà la richiesta del Giappone affinché venga smantellato un monumento commemorativo della Seconda Guerra Mondiale costruito recentemente nella città di Khabarovsk. La statua in bronzo, raffigurante un soldato sovietico nell’atto di distruggere lo stemma del crisantemo, simbolo della famiglia imperiale e dello Stato giapponese, è stata eretta il 4 settembre nella città dell’estremo oriente russo. Nella giornata di sabato il Ministero degli Esteri giapponese ne ha “richiesto con forza” la rimozione. Le relazioni tra Giappone e Russia sono tese da alcuni mesi, dopo la visita del presidente russo, Vladimir Putin, il mese scorso alle isole Curili meridionali, che Tokyo rivendica come Territori del Nord, al largo di Hokkaido.
