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In Cina e Asia – Huawei a processo negli Usa

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Huawei, processo negli Usa e nuova offensiva tecnologica
  • Cina e Messico insieme contro le ingerenze esterne
  • Cina e Russia diversificano il mercato del petrolio
  • La Corea del Nord vara nave da guerra in meno di tre mesi
  • Caixin: “l’IA non può sostituire l’immobiliare”
  • Tokyo, governatrice prova a invertire il declino demografico con sussidi e IA
  • Cina, in vigore la nuova legge sugli avvocati
Huawei, processo negli Usa e nuova offensiva tecnologica

A cinque anni dal rilascio di Meng Wanzhou, direttrice finanziaria di Huawei arrestata nel 2018 in Canada, il colosso tecnologico cinese è al centro di un procedimento penale che inizia oggi negli Stati Uniti ed è destinato a durare mesi. Secondo l’accusa, il “gruppo di gestione della concorrenza” di Huawei elargiva bonus mensili ai dipendenti che sottraevano le informazioni più preziose ai concorrenti. Il personale poteva inviare il materiale tramite e-mail crittografata a una casella di posta elettronica dedicata. Washington sostiene che l’azienda cinese avrebbe operato come un’organizzazione criminale, ingannando i banchieri sulle proprie attività in Iran e arrivando anche a sottrarre a T-Mobile il braccio di un robot, che sarebbe stato nascosto all’interno di una borsa per laptop. Huawei ha respinto le accuse, sostenendo che Washington la considera “un bersaglio giudiziario”. Il processo si terrà nel Distretto Orientale di New York, giurisdizione che negli anni ha gestito importanti casi internazionali, come il caso di frode contro il miliardario indiano Gautam Adani. In caso di condanna, Huawei potrebbe affrontare alcune delle più ingenti sanzioni penali aziendali mai inflitte negli Stati Uniti, poiché le leggi sul racket prevedono una multa pari al doppio dell’importo generato dal reato. Una condanna potrebbe inoltre rendere le banche ancora più riluttanti a fare affari con il gruppo cinesi, su cui pesano già restrizioni negli Stati Uniti. Il processo, che potrebbe durare mesi, potrebbe sovrapporsi alla visita a Washington di Xi Jinping prevista per questo mese.

Parallelamente, Huawei continua a rafforzarsi sul fronte tecnologico. Il 7 settembre ha presentato una nuova versione dello smartphone pieghevole Mate X72, con chip Kirin 9050 Pro e prestazioni dichiarate superiori del 42% rispetto al precedente modello, nel tentativo di difendere la leadership cinese nel segmento premium. Huawei detiene il 22,6% del mercato smartphone cinese e il 68% di quello dei pieghevoli, davanti ad Apple e Xiaomi.

Secondo Bloomberg, inoltre, DeepSeek intende acquistare almeno 160mila acceleratori AI Ascend 950DT di Huawei per un nuovo grande data center nella Mongolia Interna. L’operazione potrebbe creare uno dei maggiori cluster di chip Huawei mai realizzati e rafforzare il tentativo cinese di ridurre la dipendenza da Nvidia. Ma, secondo le fonti, il colosso cinese dei semiconduttori al momento non dispone della capacità produttiva necessaria, né i suoi microprocessori sono sufficientemente avanzati per sostituire quelli americani nell’inferenza, il processo pratico in cui un modello già addestrato analizza dati nuovi e mai visti prima per prendere decisioni, fare previsioni o generare risposte. Vanno inoltre considerati gli ostacoli logistici: la carenza di componenti come le memorie di fascia alta limiterà la produzione di Huawei del 950DT a poche centinaia di migliaia di unità, rendendo forse necessario oltre un anno per soddisfare l’ordine.

Cina e Messico insieme contro le ingerenze esterne

Le relazioni tra Cina e Messico “non sono dirette contro terze parti né dovrebbero risentire di influenze esterne”. Si è espresso così il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, nel colloquio avuto con l’omologo messicano, Roberto Velasco, il 7 settembre, a Pechino. Secondo il capo della diplomazia cinese, Pechino “ha sempre considerato e promosso le relazioni bilaterali nella prospettiva strategica della solidarietà e della cooperazione nel Sud globale”. I due paesi “sono diventati partner per il reciproco vantaggio e forze positive per il mantenimento della pace, dell’equità e della giustizia internazionali”, ha aggiunto. I commenti di Wang e Velasco acquistano sostanza alla luce delle reciproche tensioni con Washington. Proprio ieri il presidente americano ha pubblicato su Truth un’immagine nella quale la bandiera a stelle e strisce copre non soltanto il territorio statunitense, ma anche Canada, Messico, Groenlandia e Islanda.

Cina e Russia diversificano il mercato del petrolio

Le principali compagnie petrolifere statali cinesi stanno diversificando le fonti di approvvigionamento e aumentando la produzione nazionale ed estera per rafforzare la sicurezza energetica. In una conferenza del 24 agosto, il presidente di Sinopec, Hou Qijun, ha dichiarato che se “il Medio Oriente rappresentava in passato la metà delle nostre importazioni di petrolio greggio”, ora sta intensificando gli acquisti da Sud America e Africa, pur non specificando i paesi fornitori. Secondo i media cinesi, tuttavia, il Brasile ha rappresentato il 14% delle importazioni cinesi di petrolio greggio a luglio, in aumento rispetto all’8% previsto per l’intero 2025. La spinta verso il greggio brasiliano appare sostenuta da Pechino. Dopo l’incontro tra il ministro degli Esteri Wang Yi e il suo omologo brasiliano Mauro Vieira a giugno, a luglio la banca statale China Construction Bank ha annunciato un prestito di 2,7 miliardi di yuan (402 milioni di dollari) alla compagnia petrolifera statale brasiliana Petrobras. La Cina importa circa il 70% del petrolio che consuma e in passato oltre il 40% delle importazioni proveniva dall’Asia occidentale. Con la crisi di Hormuz, la quota è scesa a circa il 30% nel primo semestre del 2026. Anche PetroChina e CNOOC, colossi cinesi del petrolio, stanno aumentando la produzione, con PetroChina che nei primi sei mesi del 2026 ha registrato una crescita dell’1% della produzione nazionale di petrolio e gas.

Proprio la questione energetica è stata tra i temi discussi dal premier cinese Li Qiang che ieri, accogliendo l’omologo del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, si è impegnato ad approfondire la cooperazione con Doha nei settori degli investimenti e dell’intelligenza artificiale, promettendo altresì maggiori sforzi diplomatici per allentare le tensioni in Medio Oriente.

Intanto, sul fronte russo, Mosca continua a difendere il proprio ruolo di fornitore dell’India. L’ambasciatore russo a Nuova Delhi, Denis Alipov, ha assicurato che la Russia è pronta a fornire all’India tutto il petrolio necessario per soddisfare il suo fabbisogno energetico. Alipov ha criticato come “tattiche di pressione” i nuovi piani statunitensi sulle sanzioni energetiche. Secondo un disegno di legge redatto dal defunto senatore Lindsey Graham, Donald Trump avrebbe l’autorità di imporre dazi fino al 100% ai cinque principali acquirenti di petrolio e gas russi e ai principali paesi che aiutano Mosca a eludere le sanzioni. Cina, India e Turchia sono i maggiori acquirenti di greggio russo.

La Corea del Nord vara nave da guerra in meno di tre mesi

Il leader Kim Jong Un ha promesso di trasformare la marina nordcoreana in una forza dotata di armi nucleari. L’annuncio ha coinciso con il varo del secondo cacciatorpediniere in meno di tre mesi. La cerimonia si è tenuta domenica nella città portuale di Wonsan, due anni dopo che la Kang Kon si era parzialmente capovolta durante un primo tentativo di messa in acqua nel maggio 2025. Nonostante l’approccio più conciliante di Donald Trump, negli ultimi tempi Pyongyang ha intensificato gli sforzi per rafforzare la potenza di fuoco navale nel Mar Giallo a ovest e nelle acque verso il Giappone a est. Secondo quanto affermato da Kim, la Corea del Nord sta attuando un “piano importante” per rafforzare la propria marina, che sarà presentato al mondo “entro otto mesi”. Forse un’allusione al lancio di un nuovo sottomarino in grado di trasportare missili balistici (SLBM).

Caixin: “l’IA non può sostituire l’immobiliare”

Un commento di Caixin mette in guardia dalla corsa delle amministrazioni locali a investire nell’intelligenza artificiale, vista come possibile sostituto nel settore immobiliare in crisi. Province e città stanno utilizzando sussidi e obbligazioni per finanziare la costruzione di nuovi centri di calcolo intelligenti: alla fine del 2024, erano operativi quasi 150 centri di calcolo, con altri 400 in programma, e circa il 35% degli investimenti proveniva da enti governativi e strumenti di finanziamento locali. Ma secondo gli autori dell’approfondimento, il circolo virtuoso tra investimenti, crescita e maggiori entrate fiscali rischia di essere un miraggio. Ad oggi la media di utilizzo si aggira infatti solo intorno al 30% e le autorità locali costruiscono le infrastrutture prima ancora di assicurarsi i clienti. Inoltre, al suo apice il settore immobiliare impiegava decine di milioni di lavoratori, mentre un centro di calcolo per l’IA richiede solo poche decine di addetti alla manutenzione e non genera una lunga catena di consumi legata a case, mobili, elettrodomestici e ristrutturazioni. Sul piano fiscale, il boom immobiliare sosteneva le amministrazioni locali attraverso la vendita di terreni e le tasse, mentre gli investimenti IA dipendono fortemente da sussidi e debito pubblico, ma la loro redditività spesso è insufficiente. Inoltre, i chip IA diventano rapidamente obsoleti. La vita utile realistica delle infrastrutture è stimata in appena tre-cinque anni. Secondo l’autorevole rivista finanziaria, Pechino dovrebbe focalizzarsi sull’effettivo utilizzo delle infrastrutture: un tasso regionale inferiore al 30% dovrebbe far scattare un “allarme rosso”, bloccando nuovi progetti e riducendo le future quote di obbligazioni speciali.

Tokyo, governatrice prova a invertire il declino demografico con sussidi e IA

Yuriko Koike, governatrice settantaquattrenne di Tokyo, sta promuovendo una serie di politiche che sembrano aver invertito il declino demografico. La governatrice ha trasformato la capitale in un laboratorio per famiglie, puntando su generosi sussidi, sostegno alla maternità e persino sull’intelligenza artificiale per favorire gli incontri tra potenziali coppie (si tratta di un’app ufficiale del Comune di Tokyo, Tokyo Enmusubi). Nel 2025, la capitale ha registrato 85.064 nascite, in aumento dell’1,02% rispetto all’anno precedente. Un aumento di 857 bambini, che sembra modesto ma rappresenta il primo in dieci anni. Nello stesso anno 79.481 coppie hanno registrato il proprio matrimonio a Tokyo, 3.040 in più rispetto al 2024. Poiché in Giappone le nascite fuori dal matrimonio sono poche, l’aumento dei matrimoni rappresenta un importante indicatore delle possibili nascite future. Lo slancio sembra proseguire anche nel 2026: nella prima metà dell’anno, Tokyo ha registrato 2.278 nascite in più rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati preliminari del Ministero della Salute pubblicati il ​​28 agosto.

Cina, in vigore la nuova legge sugli avvocati

Il 28 agosto la Cina ha approvato la revisione della legge sugli avvocati, adottata durante la 24esima sessione del Comitato permanente del XIV Congresso nazionale del popolo dopo due letture. La legge è entrata in vigore il 1° settembre 2026. Un funzionario dell’Ufficio di diritto civile della Commissione per gli affari legislativi del parlamento ha descritto le modifiche come una revisione minore ma significativa, che modifica dieci articoli. La nuova legge rafforza innanzitutto la leadership del Partito comunista sulla professione legale, richiedendo esplicitamente agli avvocati di sostenere il Partito e lo stato di diritto socialista e, inoltre, obbligando gli studi gli studi legali a istituire organizzazioni di partito, svolgere attività politiche e garantirne le condizioni operative. A tribunali, procure e forze di polizia viene chiesto di rafforzare i sistemi di tutela del diritto degli avvocati all’esercizio della professione, con l’obiettivo dichiarato di creare un ambiente più favorevole al settore. Un’altra modifica promuove la piena copertura della difesa legale nei procedimenti penali. La legge punta anche a potenziare i servizi legali internazionali, oltre che istituzionalizzare i programmi pilota che consentono ai professionisti legali di Hong Kong e Macao di esercitare nella Greater Bay Area Guangdong-Hong Kong-Macao.