I titoli di oggi:
- HRIC denuncia l’arresto di centinaia di cristiani in Cina
- Marco Rubio: “Gli Usa possono restare alleati del Giappone mentre lavorano con la Cina”
- Cina, continua a crescere il numero di lavoratori della gig-economy
- Venezuela: gli Stati Uniti fermano petroliera di un’azienda cinese nei Caraibi
- Bangladesh, rafforzata la sicurezza a Dhaka dopo la morte di un leader del movimento giovanile
- Pakistan, l’ex premier Imran Khan condannato ad altri 17 anni di carcere
- Taiwan, 3 morti per accoltellamento alla metro di Taipei
- Giappone, Takaichi incontra i leader dell’Asia Centrale
- Corea del Sud e Russia discutono del nucleare nordcoreano
Secondo quanto riportato da Human Rights in China, nelle ultime settimane la città di Yayang, nella provincia dello Zhejiang, è stata assediata da circa mille agenti di polizia speciale nell’ambito di una stretta sulla comunità cristiana locale. Nel giro di due giorni, più di 100 persone sono state arrestate. I leader della chiesa di Yayang, Lin Enzhao e Lin Enci, sarebbero stati inseriti in una lista di ricercati. Secondo la rete di dissidenti, il conflitto è scoppiato il 24 giugno 2025 quando il sindaco della città di Yayang ha tentato di issare con la forza la bandiera nazionale della Repubblica Popolare Cinese sulla chiesa, incontrando resistenza dei fedeli. Il giro di vite nel Sud della Cina – se confermato – segue l’ondata di arresti che ha interessato la Chiesa di Sion, congregazione anglicana che dal Covid in poi era riuscita ad ampliare notevolmente la cerchia dei propri adepti utilizzando varie piattaforme digitali.
Marco Rubio: “Gli Usa possono restare alleati del Giappone mentre lavorano con la Cina”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio, nel corso di una conferenza stampa organizzata il 19 dicembre, ha detto che gli Stati Uniti possono “continuare la forte e solida alleanza con il Giappone” e allo stesso tempo “trovare dei modi produttivi per collaborare con la Cina”. Le parole di Rubio arrivano dopo settimane di tensioni tra Pechino e Tokyo per i commenti della premier giapponese Sanae Takaichi su Taiwan. “Ci saranno dei punti di tensione”, ha detto il segretario, ma “dobbiamo continuare ad avere rapporti con la Cina […] senza che questo comprometta in alcun modo il nostro fermo impegno nei confronti dei nostri partner nell’Indo-Pacifico”. Si tratta di una vera e propria inversione a U quella compiuta da Rubio, che al tempo in cui rivestì il ruolo di senatore fu tra i principali promotori della linea dura contro Pechino.
Cina, continua a crescere il numero di lavoratori della gig-economy
Sempre più giovani cinesi si danno ai lavori part-time o informali. Lo rivelano i dati di Gavekal Dragonomics, secondo cui i lavoratori autonomi cinesi rappresentano oltre il 30% della forza lavoro non agricola cinese, in crescita dal 20% del 2012. Per esempio il numero di fattorini è triplicato dal 2020 al 2024, anno in cui i rider erano almeno 7,5 milioni, nonostante il dato sulle consegne effettuate non sia cresciuto in modo proporzionale. Ciò sta portando a una grande competizione nel settore, già caratterizzato da stipendi bassi, orari stressanti, app di lavoro invasive e pericoli stradali (12.000 incidenti hanno coinvolto dei fattorini nel 2023). Secondo i ricercatori, contattati dal Wall Street Journal, la tendenza sarebbe sintomo di un’economia che non riesce a creare abbastanza posti di lavoro di qualità. Se molti giovani cinesi preferiscono il lavoro autonomo a quello dipendente, tanti altri dicono di non avere alternative.
Venezuela: gli Stati Uniti fermano petroliera di un’azienda cinese nei Caraibi
Il 20 dicembre la guardia costiera degli Stati Uniti ha intercettato e abbordato nei Caraibi una petroliera partita dal Venezuela. Lo ha dichiarato la segretaria americana alla Sicurezza interna Kristi Noem. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la nave cisterna Centuries, battente bandiera panamense, trasportava 2 milioni di barili di petrolio greggio venezuelano di proprietà di una non specificata azienda cinese. Si tratta della seconda petroliera partita dal Venezuela che gli Stati Uniti hanno fermato nel mese di dicembre. Al contrario della prima nave, accusata di far parte di “una rete illegale di trasporto di petrolio a sostegno di organizzazioni terroristiche straniere”, la Centuries non appariva però in nessuna lista nera degli Stati Uniti e non era sottoposta a sanzioni.
Bangladesh, rafforzata la sicurezza a Dhaka dopo la morte di un leader del movimento giovanile
Il governo ad interim bangladese ha proclamato il 20 dicembre come giornata di lutto nazionale per la morte di Sharif Osman Hadi, uno dei leader del movimento giovanile che nell’agosto 2024 portò al rovesciamento del regime dell’ex premier Sheikh Hasina. Hadi è morto il 18 dicembre in un ospedale di Singapore: sei giorni prima, in pieno giorno a Dhaka, era stato colpito alla testa da un colpo di pistola sparato da due uomini in motocicletta. La morte di Hadi ha riacceso le proteste, e tra il 18 e il 19 dicembre dei gruppi di manifestanti hanno assaltato e dato alle fiamme le sedi di alcune istituzioni e di due importanti quotidiani nazionali. Per questo il governo ha rafforzato le misure di sicurezza nella capitale e schierato agenti di polizia e soldati in tutta la città. Il clima in vista delle elezioni di febbraio, a cui Hadi si sarebbe candidato come indipendente, è teso da mesi: Human Rights Watch e Amnesty International si dicono preoccupate per le violenze diffuse e per le minacce alla libertà di stampa.
Pakistan, l’ex premier Imran Khan condannato ad altri 17 anni di carcere
Sabato 20 dicembre un tribunale speciale per le indagini federali ha condannato l’ex premier pakistano Imran Khan e sua moglie Bushra Bibi a 17 anni di carcere per un caso di corruzione, legato all’acquisto sottocosto di regali di stato. Khan, in carcere da agosto 2023, sta già scontando una condanna a 14 anni per un caso simile ed è accusato di decine di altri reati, tra cui incitamento al terrorismo e divulgazione di segreti di stato. L’ex primo ministro e i suoi sostenitori ritengono che sia in atto una persecuzione politica nei suoi confronti, operata dall’esercito e dai partiti di governo: “La corte ha annunciato la sentenza senza neanche ascoltare la difesa”, ha dichiarato alla Reuters l’avvocato della famiglia Khan, Rana Mudassar Umer.
Taiwan, 3 morti per accoltellamento alla metro di Taipei
Il 19 dicembre un uomo di 27 anni ha accoltellato almeno 14 persone nella principale stazione della metropolitana di Taipei, prima di togliersi la vita saltando nel vuoto da un edificio, in un apparente suicidio. Tre persone sono poi morte a seguito delle ferite riportate. La polizia ha ricostruito il profilo del sospettato, che pare fosse ricercato per aver evaso il servizio militare, e ha escluso l’ipotesi terrorismo. “Il sospettato non aveva mai rilasciato né espresso alcuna dichiarazione o opinione relativa alla politica, alla religione o a qualsiasi ideologia specifica. Gli attacchi terroristici hanno una definizione specifica e il sospettato non soddisfa la definizione [di terrorista]”, ha dichiarato un anonimo agente di polizia ad AFP. Attacchi come quello di venerdì scorso sono rari a Taiwan: l’ultimo evento simile risale al 2014, quando un uomo uccise quattro persone dopo una serie di accoltellamenti sempre alla metro di Taipei.
Giappone, Takaichi incontra i leader dell’Asia Centrale
Il 20 dicembre, a seguito di due giorni di incontri a Tokyo, la premier giapponese Sanae Takaichi e i leader di cinque stati dell’Asia Centrale (Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan e Turkmenistan) hanno firmato la “Dichiarazione di Tokyo”, un documento nel quale i sei paesi si sono impegnati ad approfondire la propria collaborazione economica e tecnologica. Il Giappone ha promesso investimenti per 3 bilioni di yen (circa 16 miliardi di euro) nei prossimi cinque anni, annunciando già oltre 150 progetti infrastrutturali e non solo. Le parti hanno lanciato una partnership per la cooperazione nell’intelligenza artificiale e per il rafforzamento delle catene di approvvigionamento dei materiali critici (in particolare il gallio, che il Giappone acquisterà dal Kazakistan in alternativa alla Cina). Si è trattato del primo vertice tra i leader dei sei paesi, e il prossimo sarà organizzato in Kazakistan.
Colloqui tra Corea del Sud e Russia sul nucleare nordcoreano
Corea del Sud e Russia avrebbero tenuto recenti colloqui a porte chiuse a Mosca sul programma nucleare della Corea del Nord e su “altre urgenti questioni legate alla sicurezza regionale”. Lo riferiscono fonti diplomatiche citate dall’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. A quanto si apprende, un funzionario del ministero degli Esteri sudcoreano con delega agli affari nucleari della Corea del Nord si sarebbe recato a Mosca per incontrare Oleg Burmistrov, ambasciatore speciale del ministero degli Esteri russo per la questione nucleare nordcoreana, e altri funzionari competenti. L’inviato di Seul avrebbe chiesto alla Russia di svolgere “un ruolo costruttivo” nel garantire la pace nella Penisola coreana, riferisce Yonhap.
