L’appuntamento elettorale del LegCo, il Consiglio Legislativo di Hong Kong, si avvicina e Pechino nel frattempo si impegna ad allontanare i candidati pro democratici dalla conquista dei seggi del parlamento dell’ex colonia britannica. Almeno sette partecipanti alla tornata elettorale del 6 settembre hanno ricevuto una lettera dal governo locale con cui si chiede di chiarire la posizione politica sull’indipendenza di Hong Kong; inoltre, con la missiva, si domanda ai candidati di dimostrare di non aver violato la Basic Law, la mini Costituzione della città, o la legge sulla sicurezza nazionale recentemente entrata in vigore. La loro risposta potrebbe determinare la corsa alle elezioni del LegCo. Rispondendo al questionario, quattro membri del Partito Civico smetteranno di fare pressioni sui governi stranieri per imporre sanzioni alla città, mentre il localista Ventus Lau Wing-hong ha dichiarato di aver abbandonato la sua posizione sulla richiesta di indipendenza di Hong Kong. Tra coloro che hanno ricevuto la lettera c’è anche Joshua Wong, l’ex leader dell’ormai smantellato partito Demosisto. Al giovane politico, che è in corsa per per il collegio elettorale di Kowloon East, è stato anche chiesto, con un modulo aggiuntivo, di rispondere a sette domande relative alla sua posizione politica e alle dichiarazioni fatte in precedenza sull’indipendenza della città portuale, con un chiaro riferimento ai suoi interventi sui media stranieri per chiedere agli Stati Uniti e ad altre potenze straniere di imporre sanzioni a Hong Kong. Wong ha però rifiutato di abbracciare una nuova visione politica e questa mossa potrebbe precludere la sua corsa elettorale, come già accaduto lo scorso anno per le votazioni distrettuali. [fonte Reuters SCMP]

Le città più controllate al mondo sono in Cina

18 delle 20 città più monitorate al mondo sono cinesi, con oltre la metà delle telecamere di sorveglianza in uso a livello globale. E’ la fotografia scattata dal sito britannico Comparitech, che evidenzia come in molte metropoli cinesi ci sia un uso massiccio di apparecchiatura che fa uso dell’intelligenza artificiale per controllare i cittadini. Pechino, che ha 1,15 milioni di telecamere, è in cima alla lista in termini di numero di apparecchi installati, con circa 60 telecamere per 1.000 persone; Shanghai, invece, segue la capitale cinese con una presenza di 1 milione di telecamere. Taiyuan, capitale della provincia centrale dello Shanxi e Wuxi, nella provincia del Jiangsu, sono le due città più sorvegliate al mondo su base pro capite. Taiyuan, infatti, ha circa 465.000 telecamere per quasi 4 milioni di persone, ovvero più di 110 telecamere per 1.000 abitanti. Per garantire l’efficacia del sistema di videosorveglianza a livello nazionale, sono stati installati nel Paese oltre 20 milioni di telecamere, con un aumento di un altro milione entro quest’anno. Ma la ricerca evidenzia come esista una scarsa correlazione tra l’espansione della rete di videosorveglianza e la riduzione di crimini: l’installazione delle apparecchiature può aiutare per i piccoli crimini come il furto e l’aggressione, ma non possono rilevare crimini finanziari ed evasione fiscale. [fonte SCMP]

Covid: il Vietnam vieta l’importazione di animali selvatici

Per ridurre le possibilità di trasmissione e diffusione di Covid-19, il Vietnam ha deciso di vietare tutte le importazioni di animali selvatici, vivi o morti. Una direttiva del primo ministro del Paese, Nguyen Xuan Phuc, impone l’interruzione del commercio di specie selvatiche, ma anche di prodotti di origine animale come uova e parti del corpo macellati. L’indicazione governativa prevede inoltre un’azione più dura nei confronti delle persone coinvolte nella caccia illegale, nell’uccisione e nella pubblicità di animali selvatici. L’annuncio è stato accolto con favore dai gruppi ambientalisti, che hanno accusato il governo di non aver fermato il fiorente commercio di specie destinate all’estinzione. Il Vietnam è uno dei maggiori consumatori asiatici di prodotti della fauna selvatica e il commercio del paese di animali selvatici è un mercato che vale miliardi di dollari. [fonte Guardian ]

Corea del Nord: Kaesong in lockdown. Forse primo caso ufficiale di Covid

La Corea del Nord ha chiuso Kaesong, una città vicino al confine con la Corea del Sud, e ha dichiarato una allerta massima nazionale dopo la scoperta del primo ufficiale caso sospetto di coronavirus nel Paese. Secondo l’agenzia di stampa nordocoreana, la Kcna, il contagiato è un defector nordcoreano fuggito in Corea del Sud tre anni fa, per poi tornare segretamente, circa una settimana fa, nel Paese governato da Kim Jong Un. Secondo il governo sudcoreano, si tratterebbe di un uomo indagato per stupro. Dopo aver eseguito diversi test, le autorità sanitarie hanno messo in quarantena il contagiato e le persone con cui è stato in contatto, così come quelli che sono stati nella città di Kaesong. Se confermato, sarebbe il primo caso ufficialmente riconosciuto dalle autorità nordcoreane. Il leader nordcoreano Kim ha convocato un incontro d’emergenza del Politburo per far fronte alla situazione che potrebbe mettere a rischio il debole sistema sanitario del Paese. Finora la Corea del Nord ha ripetutamente affermato di non avere mai avuto casi di Covid-19, sebbene gli analisti abbiano sempre messo in dubbio tale affermazione. [fonte NYT ]

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