I titoli di oggi:
- Guerra in Iran, Cina e Pakistan lanciano iniziativa in cinque punti
- Europarlamentari in Cina per la prima volta in otto anni
- Myanmar, ex capo dei servizi segreti nominato leader delle forze armate
- Navi cinesi attraversano lo Stretto di Hormuz
- Le Filippine rinominano 100 isole nel mar Cinese meridionale
- Indonesia convoca Meta e Google per mancato rispetto dei limiti ai minori sui social
- Giappone e Indonesia rafforzano la cooperazione energetica
Cina e Pakistan hanno chiesto un cessate il fuoco immediato nel Golfo e in tutta l’Asia occidentale, sollecitando l’avvio al più presto di colloqui di pace e il ripristino della normale navigazione nello Stretto di Hormuz. L’appello è stato lanciato ieri durante l’incontro tra i rispettivi ministri degli Esteri a Pechino. “Il dialogo e la diplomazia sono le uniche vie praticabili per risolvere i conflitti”, hanno affermato i due paesi in un’iniziativa in cinque punti presentata alla fine dei colloqui. “Cina e Pakistan sostengono le parti interessate nell’avviare negoziati per risolvere le controversie con mezzi pacifici” recita il documento che afferma che la sovranità, l‘integrità territoriale, l’indipendenza nazionale e la sicurezza dell’Iran e dei Paesi del Golfo devono essere salvaguardate, così come la protezione dei civili, delle infrastrutture e degli impianti nucleari a fini pacifici.
Europarlamentari in Cina per la prima volta in otto anni
La Cina ha accolto la prima visita di parlamentari europei in otto anni, segnale che Pechino tenta di stabilizzare le relazioni con Bruxelles. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha dichiarato che una delegazione di nove membri del Parlamento europeo, guidata da Anna Cavazzini, ha iniziato ieri il suo viaggio verso la Repubblica popolare. Nei tre giorni della visita i parlamentari si dirigeranno a Pechino e Shanghai, dove incontreranno funzionari cinesi, tra cui Shen Chunyao, presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo.
Secondo la portavoce cinese, lo scambio “faciliterà la crescita sana e stabile dei legami tra Cina e Ue”. Il gruppo, tuttavia, punta a contrastare quelle che sono state definite “violazioni sistemiche” delle leggi europee a tutela dei consumatori a opera di piattaforme come Shein, Alibaba e Temu. Nello scorso anno si stima che sono entrati in Ue oltre 5,9 miliardi di articoli di basso valore, principalmente dalla Cina. La visita pone fine a una lunga pausa segnata dalla pandemia e dalle tensioni diplomatiche sulle controversie in materia di diritti umani. Un gruppo di eurodeputati è invece in queste ore a Taiwan: Il Comitato per la Sicurezza e la Difesa, guidato da Marie Agnes e Strack Zimmermann, ha incontrato ieri il presidente Lai Ching-te.
Intanto, l’Unione europea ha sollecitato a elaborare un piano d’azione nel caso in cui la tregua commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina dovesse fallire. Un nuovo documento del Consiglio europeo per le relazioni estere (ECFR) evidenza come una nuova escalation delle tensioni potrebbe esporre l’Ue ai controlli sull’export cinese, compromettendo potenzialmente il suo sostegno militare all’Ucraina, gli sforzi di riarmo e il programma di modernizzazione industriale. Il rapporto invita l’Europa a “imparare a difendersi da sola”, sfruttando le armi economiche a sua disposizione e capendo quando e come usarle.
Myanmar, ex capo dei servizi segreti nominato leader delle forze armate
Ye Win Oo, generale sessantenne ed ex capo dei servizi segreti del Myanmar, è stato nominato comandante in capo delle forze armate birmane. Si tratta del primo capo dei servizi segreti a ricoprire una delle cariche più importanti del paese, rimasta libera dopo le recenti dimissioni del generale Min Aung Hlaing, che ha lasciato il comando dell’esercito per farsi nominare “legalmente” presidente del paese dalla maggioranza parlamentare uscita dalle elezioni-farsa che si sono tenute tra dicembre e gennaio (la sua nomina alla presidenza verrà ufficializzata nei prossimi giorni). Gli analisti sostengono che il generale Ye Win Oo, fedelissimo di Min Aung Hlaing, è stato coinvolto direttamente nell’arresto di Aung San Suu Kyi. A differenza di molti altri ufficiali, Ye Win Oo ha frequentato la Scuola Ufficiali, prestando servizio nei primi anni nei battaglioni di fanteria prima di assumere posizioni di comando più elevate nelle regioni centrali del Myanmar. La forte vicinanza con il comandante uscente è dovuta anche a legami familiari.
Navi cinesi attraversano lo Stretto di Hormuz
Almeno due navi portacontainer battenti bandiera cinese e di proprietà del colosso della logistica Cosco hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz al secondo tentativo, dopo essere tornate indietro il 27 marzo. Lo si apprende dai dati della piattaforma di tracciamento navale MarineTraffic. Secondo l’analista di Kpler Rebecca Gardes, si tratta delle prime navi portacontainer a lasciare il Golfo Persico dall’inizio delle ostilità, ad eccezione di quelle battenti bandiera iraniana. Entrambe stanno procedendo a velocità sostenuta in direzione del Golfo di Oman, ha aggiunto. In una nota inviata ai clienti il 25 marzo scorso, Cosco aveva riferito di aver ripristinato le prenotazioni per container di merci generiche dall’Asia verso il Golfo, inclusi Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein, Qatar, Kuwait e Iraq. Lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio internazionale di beni ed energia, risulta di fatto paralizzato dall’attacco sferrato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio scorso.
Le Filippine rinominano 100 isole nel mar Cinese meridionale
Le Filippine cambieranno il nome a oltre 100 isole e isolotti nel tentativo di rafforzare la propria “sovranità” nel Mar Cinese Meridionale, area contesa e rivendicata anche dalla Cina. Lo ha dichiarato ieri il palazzo presidenziale aggiungendo che il decreto impone a tutte le agenzie governative e alle scuole di iniziare a utilizzare i nuovi nomi, che non sono ancora stati resi noti, e ordina inoltre all’agenzia cartografica nazionale di pubblicare carte nautiche e mappe aggiornate dell’area.
Indonesia convoca Meta e Google per mancato rispetto dei limiti ai minori sui social
Nella giornata del 30 marzo il ministero delle Comunicazioni indonesiano ha convocato i funzionari di Meta e Google per verificare la conformità alla nuova normativa che impone alle piattaforme social considerate ad alto rischio di disattivare i profili degli utenti sotto i 16 anni. La ministra Meutya Hafid ha definito le due aziende “non conformi alla legge”, approvata solo una settimana fa, avvertendo che la mancata ottemperanza potrebbe portare a sanzioni o al blocco delle piattaforme. Tra le società non ancora convocate come TikTok e Roblox rientrano nella categoria ad alto rischio, definita in base a criteri come la possibilità di interagire con sconosciuti, il potenziale di dipendenza e i rischi psicologici. Meta e Google avevano già espresso opposizione alla misura fin dall’inizio, pur dichiarando la settimana scorsa di aver adottato misure di protezione per i minori. L’Indonesia conta circa 70 milioni di bambini sotto i 16 anni e una penetrazione di internet all’80,6% della popolazione.
Giappone e Indonesia rafforzano la cooperazione energetica
La premier giapponese Sanae Takaichi e il presidente indonesiano Prabowo Subianto hanno concordato il 31 marzo a Tokyo di rafforzare la cooperazione energetica, in risposta alle distruzioni causate dal conflitto in Asia occidentale. L’Indonesia è il principale esportatore mondiale di carbone (contribuisce quasi alla metà delle esportazioni globali) e un importante fornitore di gas, con circa un quarto delle spedizioni dirette in Giappone. Tokyo ha già autorizzato un maggiore utilizzo delle centrali a carbone da aprile, aperto le riserve petrolifere strategiche e introdotto sussidi alla benzina. Prabowo ha invitato il Giappone a partecipare allo sviluppo dell’economia indonesiana in settori come minerali critici, terre rare e nucleare.
