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In Cina e Asia – Siglato decreto di estradizione per hacker cinese fermato a Malpensa

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Firmato decreto di estradizione per hacker cinese fermato a Malpensa
  • La Cina inserisce 7 aziende europee della Difesa nella lista dei controlli sulle esportazioni
  • Stati Uniti, taglia da 4 milioni di dollari per l’arresto di un cittadino cinese evaso
  • Cina, raddoppiano i prezzi dell’energia elettrica nel Guangdong
  • Cina, accuse di razzismo contro Il diavolo veste Prada 2
  • Thailandia, nuovo processo a carico dell’opposizione progressista
  • Myanmar: imposta la legge marziale in 60 città, mentre Wang Yi incontra i vertici del regime
  • Corea del Nord e Russia annunciano piano quinquennale di cooperazione militare
Italia-Usa: legale a Nova, firmato decreto di estradizione per hacker cinese fermato a Malpensa

Il ministero della Giustizia ha firmato il decreto di estradizione nei confronti di Zewei Xu, l’ingegnere cinese arrestato il 3 luglio del 2025 a Malpensa su mandato degli Stati Uniti, con l’accusa di essere una spia. Lo ha confermato ieri a Nova l’avvocato del 33enne, Enrico Giarda, che al momento non ha ancora ricevuto la notifica dell’esecuzione del provvedimento. Lo scorso 16 aprile la Cassazione aveva rigettato il ricorso della difesa contro il provvedimento della Corte d’appello di Milano che, lo scorso 27 gennaio, aveva dichiarato accoglibile la domanda di estradizione. Le rivelazioni delle agenzia di stampa italiana seguono le indiscrezioni di Bloomberg e Reuters che per prime hanno dato la notizia domenica attribuendo a Xu vari reati, tra cui quello sospettato dalle autorità americane di aver sottratto informazioni mediche relative al COVID-19.

La Cina inserisce 7 aziende europee della Difesa nella lista dei controlli sulle esportazioni

Venerdì 24 aprile il ministero del Commercio cinese ha comunicato di aver inserito sette aziende europee nella lista dei controlli sulle esportazioni, impedendo loro di ricevere prodotti “dual use” realizzati in Cina. Tra le società colpite figurano alcune delle principali aziende europee del settore della Difesa (come la belga FN Herstal e la tedesca Hensoldt AG), accusate di essere state coinvolte nella vendita di armi a Taiwan. Il giorno precedente, giovedì 23 aprile, l’Ue aveva imposto sanzioni e analoghe misure di controllo sull’export a carico di 27 aziende con sede nella Repubblica popolare e a Hong Kong, anche in questo caso per il loro presunto coinvolgimento nella vendita di droni e altri componenti militari a Russia e Bielorussia. Potrebbe quindi trattarsi di una ritorsione da parte di Pechino, che il 7 aprile ha inoltre approvato una nuova legge sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento, con la quale le autorità cinesi possono punire tutti gli enti che minacciano l’accesso del paese alle risorse vitali e alla libera circolazione delle merci.

Il ministero del Commercio ha parlato di una misura volta a “salvaguardare la sicurezza nazionale” che “adempie agli obblighi internazionali, come la non proliferazione”. I rapporti tra Cina e Unione Europea sono tesi da tempo, anche se sempre venerdì Pechino ha revocato delle sanzioni a carico di due banche lituane a seguito di una misura analoga di Bruxelles verso due istituzioni finanziarie cinesi. Il 23 aprile, nel corso di un incontro con i CEO di Airbus e Marcedes-Benz, il ministro del Commercio cinese Wang Wentao ha chiesto alla comunità imprenditoriale europea di favorire il dialogo tra Cina e Ue.

Stati Uniti, taglia da 4 milioni di dollari per l’arresto di un cittadino cinese evaso

Gli Stati Uniti offriranno 4 milioni di dollari come ricompensa a chiunque riuscirà a fornire informazioni su Li Daren, un cittadino cinese evaso lo scorso dicembre che ha sottratto complessivamente 73 milioni di dollari ad aziende e persone americane. A novembre del 2024 Li si era dichiarato colpevole di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro generato da truffe informatiche e con criptovalute, realizzate attraverso alcuni scam center con sede nel Sud-Est asiatico. Dopo la sua fuga dagli arresti domiciliari a dicembre 2025, lo scorso febbraio Li è stato condannato in contumacia a 20 anni di carcere.

In un caso separato, ma sempre collegato alle attività dei centri per le truffe nel Sud-Est asiatico, un tribunale americano ha incriminato altri due cittadini cinesi (Huang Xingshan e Jiang Wenjie) per frode telematica. Il 23 aprile la Casa Bianca ha inoltre sanzionato 29 tra persone e aziende cambogiane coinvolte in truffe informatiche a carico di cittadini statunitensi: tra le figure sanzionate c’è anche Kok An, potente imprenditore e senatore alleato dell’ex primo ministro cambogiano Hun Sen, oggi presidente del senato.

Cina, raddoppiano i prezzi dell’energia elettrica nel Guangdong

Come riportato da Bloomberg, nelle ultime settimane i prezzi dell’elettricità nel Guangdong (uno dei centri di produzione di energia più importanti della Repubblica popolare) sono praticamente raddoppiati. La provincia ospita il maggior numero di centrali elettriche a gas del paese e risulta quindi particolarmente sensibile agli shock causati dalla guerra in Asia occidentale, che sta bloccando le forniture energetiche di mezzo mondo. Nonostante quasi l’80% del fabbisogno industriale del Guangdong sia coperto da contratti di fornitura di gas annuali, i produttori restano comunque sensibili alle fluttuazioni giornaliere: le spedizioni di GNL verso la provincia sono diminuite del 40% rispetto allo stesso periodo del 2025 e, al 14 aprile, le tariffe hanno raggiunto il prezzo di 680 yuan (100 dollari) per megawattora. A marzo la media non superava i 350 yuan.

Intanto l’economia cinese continua a presentare una crescita disomogenea. Secondo i dati pubblicati lunedì dall’Ufficio nazionale di statistica, gli utili delle imprese industriali a marzo sono aumentati del 15,8% su base annua, in miglioramento rispetto al +15,2% registrato nel periodo gennaio-febbraio. Un dato che va in controtendenza rispetto al calo delle esportazioni nonché al rallentamento delle vendite al dettaglio e della produzione industriale risortato nei giorni scorsi.

Cina, accuse di razzismo contro Il diavolo veste Prada 2

La pubblicazione di una breve clip (38 secondi) da Il diavolo veste Prada 2, sequel del famoso film del 2006, ha causato indignazione e rabbia in Cina per “palese razzismo anti-asiatico”. Nel video viene mostrata la scena di presentazione di un nuovo personaggio, Jin Chao (interpretata da Helen J Shen), che farà da assistente alla protagonista Andy Sachs (Anne Hathaway). Secondo numerosi post sui social cinesi – che hanno raccolto milioni di visualizzazioni, prima di un’apparente censura – il personaggio di Jin Chao presenterebbe però vari stereotipi razzisti, a partire dal nome, che ricorda il modo denigratorio con cui alcuni chiamano le persone asiatiche. Inoltre, al contrario di altri personaggi, la ragazza interpretata da Shen non è vestita troppo elegante, porta gli occhiali e sembra rientrare pienamente nello stereotipo della nerd “topo di biblioteca” che si misura solo in base ai propri risultati accademici. Il film verrà rilasciato nella Repubblica popolare il prossimo 30 aprile.

Thailandia, nuovo processo a carico dell’opposizione progressista

Il 24 aprile la corte suprema thailandese ha accettato di avviare un processo a carico di 44 ex deputati del Move Forward, il “vecchio” partito progressista che lo stesso tribunale ha dissolto ad agosto 2024 e che è poi risorto sotto il nome di People’s Party. Dopo anni di indagini, la commissione nazionale anti-corruzione (NACC) ha infatti decretato che i 44 deputati potrebbero aver commesso violazioni etiche e legali proponendo alla camera bassa di emendare la “legge sulla lesa maestà” a marzo del 2021. Secondo la legge thailandese, visto l’esito positivo delle indagini la NACC aveva il potere di chiedere alla corte costituzionale di processare i soggetti incriminati, ed è quello che succederà. Tra le 44 persone coinvolte figurano dieci attuali deputati del People’s Party, tra cui il leader del partito, Natthaphong Ruengpanyawut, e la sua vice Sirikanya Tankasum, che ora rischiano la squalifica a vita dalla politica.

Quando si parla di legge sulla lesa maestà si fa in realtà riferimento all’articolo 112 del codice penale thailandese, che prevede fino a 15 anni di carcere (per ogni capo d’accusa) per chi critica la famiglia reale. Proporre emendamenti a questa legge è molto pericoloso politicamente, perché espone al rischio di essere accusati di voler rovesciare la monarchia costituzionale thailandese. Il Move Forward è stato sciolto proprio per questo motivo, e ora rischia anche la leadership del People’s Party, il principale partito di opposizione in parlamento. Il processo partirà il prossimo 30 giugno.

Myanmar: imposta la legge marziale in 60 città, mentre Wang Yi incontra i vertici del regime

Il regime militare birmano ha imposto la legge marziale in 60 città e distretti situati in diverse regioni periferiche del paese, dove il controllo dell’esercito è limitato a causa delle attività della resistenza. La misura prevede l’instaurazione di uno stato d’emergenza – volto ufficialmente a “fermare il terrorismo armato” – della durata di 90 giorni, durante i quali il nuovo capo dell’esercito, Ye Win Oo, assumerà i poteri di autorità governativa e giudiziaria. Intanto le Filippine, in qualità di presidente annuale dell’ASEAN, hanno chiesto a Naypyidaw di rilasciare altri detenuti politici, compresa Aung San Suu Kyi, come segnale di apertura al dialogo. Ma il regime sembra stare trovando lo stesso legittimità esterna: in questi giorni il generale golpista Min Aung Hlaing, divenuto presidente del paese a seguito delle elezioni-farsa di dicembre e gennaio, ha incontrato i ministri degli Esteri thailandese (Sihasak Phuangketkeow) e cinese (Wang Yi).

Il viaggio di Wang nel paese, parte di un più ampio tour nel Sud-Est asiatico, aveva lo scopo di ribadire il sostegno di Pechino al regime. Negli ultimi 18 mesi la Cina ha fatto pressioni sugli eserciti etnici della resistenza e aumentato il livello del proprio supporto militare e diplomatico a Naypyidaw, consentendo all’esercito di riconquistare terreno. Pechino ritiene che il governo militare sia l’unico in grado di garantire stabilità al Myanmar, che confina con la Repubblica popolare. Nei bilaterali di questi giorni con Min Aung Hlaing e con il ministro degli Esteri birmano Tin Maung Swe, Wang ha infatti parlato di sicurezza transfrontaliera e della volontà cinese di “rafforzare” la cooperazione energetica e commerciale tra le parti.

Corea del Nord e Russia annunciano piano quinquennale di cooperazione militare

Il ministro della Difesa russo Andrei Belousov ha incontrato ieri a Pyongyang il leader supremo nordcoreano Kim Jong Un per discutere dello stato e delle prospettive della cooperazione militare tra Russia e Corea del Nord. Lo scrive l’agenzia Interfax. “Il ministero della Difesa russo e il ministero della Difesa della Rpdc hanno concordato di impostare la cooperazione militare su basi di lungo termine. Siamo pronti a firmare quest’anno un piano di interazione militare russo-coreana per il periodo 2027-2032″, ha dichiarato Belousov che durante la permanenza nel paese ha anche partecipato all’inaugurazione per del nuovo museo del memoriale fatto costruire da Kim in memoria dei soldati nordcoreani caduti in Ucraina al fianco dei russi. Secondo gli esperti, il nuovo piano risponde alla volontà di prolungare la collaborazione anche una volta finita la guerra.