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In Cina e Asia – Dopo Trump, Xi accoglie Putin

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Dopo Trump, Xi accoglie Putin
  • Cina e Usa avviano dialogo intergovernativo sull’IA
  • Corea del Sud-Giappone, quarto incontro in sei mesi tra i leader
  • NPR intervista per la prima volta i combattenti uiguri in Siria
  • Ungheria, le aziende cinese si adeguano alla stretta di Magyar
  • Pechino rimprovera Manila per affermazioni su Taiwan

Xi Jinping ha incontrato oggi Vladimir Putin nella Grande Sala del Popolo, a Pechino, dove pochi giorni fa aveva accolto il presidente americano Donald Trump. L’arrivo del capo del Cremlino, alla sua venticinquesima visita in Cina, è stato celebrato con la consueta parata militare e il tappeto rosso. Esattamente come Trump, anche se ad aspettarlo in aeroporto c’era il ministro degli Esteri Wang Yi anziché il vicepresidente Han Zheng. Secondo l’agenzia di stampa statale Xinhua, i due leader hanno concordato di prorogare il Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione tra Cina e Russia, firmato 25 anni fa. Un’amicizia che Xi ritiene funzionale a scongiurare un ritorno alla “legge della giungla” negli affari globali. Putin ha convenuto che l’allineamento tra Pechino e Mosca risponde al “complesso processo di formazione di un mondo multipolare basato su un equilibrio di interessi tra tutti i suoi partecipanti”. Le due parti hanno discusso anche della situazione in Asia occidentale, mentre per ora non sono disponibili dichiarazioni sull’Ucraina. Proprio ieri, poco prima dell’arrivo di Putin, Reuters ha pubblicato un’inchiesta sul ruolo della Cina nell’addestramento di circa 200 militari russi impiegati nella guerra.

In tutto è attesa la firma di circa 40 accordi commerciali. L’amministratore delegato di Rosatom, Alexey Likhachev, tra i numerosi dirigenti al seguito di Putin, ha dichiarato che durante la visita la società nucleare statale russa firmerà tre memorandum d’intesa con partner cinesi. Ma la vera incognita resta la condotta Power of Siberia2 su cui Cina e Russia discutono dal 2006 senza trovare un accordo sul prezzo del gas.

Corea del Sud-Giappone, quarto incontro in sei mesi tra i leader

La premier giapponese Sanae Takaichi e il presidente sudcoreano Lee Jae Myung si sono incontrati ieri per la quarta volta in circa sei mesi, sottolineando la necessità di una maggiore cooperazione tra i due paesi in un contesto di sfide globali. Lee ha ospitato Takaichi ad Andong, sua città natale e patrimonio UNESCO per il suo famoso villaggio tradizionale. A gennaio, i due si erano incontrati a Nara, città di origine di Takaichi. “Il fatto che scambi così significativi e storici si siano svolti nell’arco di soli quattro mesi testimonia la profondità e la solidità dell’amicizia e dei legami che uniscono Corea e Giappone”, ha dichiarato Lee nella conferenza stampa congiunta al termine del vertice. Takaichi ha comunicato di aver discusso della stabilizzazione delle forniture di energia e minerali critici e della ricerca di accordi di scambio per petrolio greggio, prodotti petroliferi e gas naturale. Entrambi i paesi possiedono importanti basi manifatturiere in Asia occidentale e importano gran parte del loro petrolio dalla regione. Come sottolineano gli analisti, l’avvicinamento tra i due paesi è motivato da sfide globali come la guerra in Iran e la pressione dei dazi da parte degli Stati Uniti, a cui sia Tokyo che Seoul hanno promesso centinaia di miliardi di dollari in investimenti commerciali.

Cina e Usa avviano dialogo intergovernativo sull’IA

Un portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato ieri che Stati Uniti e Cina hanno “concordato di avviare un dialogo intergovernativo sull’IA“, senza fornire ulteriori dettagli. Si tratta della prima conferma che la questione è stata affrontata nello specifico durante il summit tra Xi Jinping e Donald Trump. “In quanto due potenze leader nel campo dell’intelligenza artificiale, Cina e Stati Uniti devono collaborare per promuovere lo sviluppo dell’IA e migliorarne la governance, affinché possa contribuire al meglio al progresso della civiltà umana e al benessere comune della comunità internazionale”, ha spiegato un portavoce del dicastero.

NPR intervista per la prima volta i combattenti uiguri in Siria

Una lunga inchieste di NPR racconta come gli uiguri, minoranza etnia turca diffusa in tutta l’Asia centrale ma concentrata nella regione cinese dello Xinjiang, siano diventati il più numeroso contingente di combattenti stranieri attivo in Siria. Secondo diversi analisti, gli uiguri hanno avuto un ruolo decisivo nelle offensive che hanno portato al crollo del regime di Bashar al-Assad e al consolidamento del potere del nuovo leader Ahmed al-Sharaa. Per la prima volta, NPR ha raccolto le testimonianze di più di 40 combattenti e le loro famiglie. Dall’inchiesta emerge che, nonostante il nuovo governo siriano abbia integrato la principale milizia uigura nell’Esercito Nazionale Siriano e assegnato incarichi ufficiali ad alcuni comandanti nel Ministero della Difesa, la loro posizione resta fragile, anche perché Pechino sta aumentando la pressione diplomatica su Damasco chiedendo l’espulsione degli uiguri, considerati dalla Cina legati al terrorismo internazionale.

I combattenti intervistati da NPR affermano di essere più moderati rispetto ad altri gruppi armati, in particolare l’ETIM (Movimento Islamico del Turkestan Orientale), che negli anni Novanta si addestrò con al-Qaeda e con i talebani tra Afghanistan e Pakistan. La maggior parte degli uiguri in Siria è affiliata al Partito Islamico del Turkestan (TIP). Secondo gli analisti che monitorano i movimenti jihadisti, se alcuni dei primi membri del TIP arrivati in Siria provenivano dai campi dell’ETIM in Afghanistan, oggi i due gruppi operano in modo sostanzialmente indipendente.

Ungheria, le aziende cinesi si adeguano alla stretta di Magyar

Le aziende cinesi presenti in Ungheria stanno accelerando l’adeguamento alle leggi locali dopo che il nuovo governo del premier ungherese Peter Magyar ha mostrato un approccio più rigoroso agli investimenti esteri. Secondo fonti del South China Morning Post, circa tre settimane fa il colosso cinese dei veicoli elettrici BYD ha imposto agli appaltatori impegnati nella costruzione della sua fabbrica ungherese la firma di una dichiarazione di conformità alle leggi sul lavoro del paese. Il documento prevede il rispetto delle norme su salari, orari, visti, assicurazione sanitaria e gestione della manodopera. Il nuovo governo promette di reprimere le pratiche illegali delle aziende straniere: il 9 maggio il primo ministro ha dichiarato davanti al Parlamento che ogni investitore dovrà rispettare “leggi, ambiente, lavoratori e sicurezza delle comunità locali”. Già a metà aprile, durante una conferenza stampa dopo la schiacciante vittoria alle elezioni, Magyar aveva invitato le aziende cinesi in Ungheria, tra cui BYD e CATL, a rispettare le norme nazionali su ambiente e lavoro

Pechino rimprovera Manila per affermazioni su Taiwan

Ieri il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato che le Filippine non dovrebbero usare la “vicinanza geografica” e una “numerosa popolazione di migranti” come pretesto per interferire negli affari interni di un altro paese. Il rimprovero segue le affermazioni rilasciate lunedì del presidente filippino Ferdinand Marcos Jr., che, in vista della visita di stato in Giappone programmata per la prossima settimana, ha dichiarato ai media giapponesi che Manila, suo malgrado, sarebbe probabilmente coinvolta in un eventuale conflitto riguardante Taiwan a causa della vicinanza geografica all’isola e alle circa 200 mila persone di nazionalità filippina coinvolte nel mercato del lavoro taiwanese. Marcos ha ribadito il sostegno alla politica di “una sola Cina”, pur confermando il sostegno a una risoluzione pacifica delle tensioni con Taiwan, definita “l’obiettivo finale di tutti”.

Xu Liping, direttore del Centro per gli Studi sul Sud-Est Asiatico dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, ha dichiarato al Global Times che tali affermazioni dimostrerebbero la dualità della posizione del leader filippino, il quale ha sottolineato di non intendere intromettersi in quella che ha considerato una questione interna della Cina, ma al contempo ha mantenuto una posizione ambigua sulla questione di Taiwan per interessi strategici. Sempre secondo Xu, Marcos starebbe cercando di allinearsi maggiormente con il Giappone nel contesto della crescente espansione militare di Tokyo, con l’obiettivo di ottenere maggiori vantaggi sul piano della difesa.