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In Cina e Asia – Dialogo “franco” tra Cina e Usa, ma manca l’accordo

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Dialogo “franco” tra Cina e Usa, ma manca l’accordo
  • Cina, almeno 30 morti a Pechino per le inondazioni e allerta tsunami dopo il terremoto in Kamchatka 
  • Cina, scaduti i termini per la permanenza di Evergrande alla borsa di Hong Kong
  • L’India supera la Cina per smartphone venduti negli Stati Uniti
  • Sempre più in bilico il cessate il fuoco tra Thailandia e Cambogia
  • Kashmir, l’India rivendica uccisione di tre terroristi 

Cina e Stati Uniti hanno concordato che “continueranno a spingere per la proroga della sospensione del 24 per cento dei dazi reciproci da parte degli Stati Uniti, nonché delle contromisure da parte cinese”. Lo ha affermato Li Chenggang, viceministro del Commercio cinese, dopo la conclusione dei negoziati avvenuti martedì a Stoccolma. Entrambi i Paesi sono soddisfatti dell’attuazione del consenso raggiunto durante i precedenti round di colloqui a Ginevra e Londra, ha aggiunto il funzionario secondo il quale entrambe le parti hanno avuto uno scambio “completo e approfondito” sulla rispettiva situazione macroeconomica e hanno tenuto discussioni “franche” sulle reciproche preoccupazioni. Più cauto il bilancio americano. Pur definendo i colloqui “molto positivi”, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha specificato che l’ultima parola spetta a Donald Trump. E ha aggiunto di aver avvertito la controparte sul rischio di tariffe fino al 100% se proseguirà l’acquisto di petrolio russo. La Cina da parte sua ha avanzato richieste in merito a un allentamento delle vendite sull’alta tecnologia.

Intanto, mentre la diplomazia è al lavoro, il mondo del business continua a fungere da ponte. Sempre ieri il ministro cinese dell’Industria e dell’Informazione, Li Lecheng, ha incontrato a Pechino una delegazione guidata da Rajesh Subramaniam, presidente dell’US-China Business Council (USCBC), no profit che riunisce oltre 270 società americane con attività in Cina. Augurando l’arrivo di un numero sempre maggiore di aziende, Li ha promesso condizioni favorevoli sul mercato interno ma ha anche invitato la controparte americana a partecipare attivamente al nuovo processo di industrializzazione cinese e a fornire prodotti e servizi più competitivi.

Cina, scaduti i termini per la permanenza di Evergrande alla borsa di Hong Kong

Il 28 luglio è scaduto il termine entro il quale Evergrande, colosso decaduto dell’immobiliare cinese, avrebbe dovuto soddisfare i requisiti per restare quotata alla borsa di Hong Kong. La compravendita delle quote di Evergrande nel mercato azionario hongkonghese è bloccata dal 29 gennaio 2024 come conseguenza della decisione dell’Alta Corte di Hong Kong di mettere in liquidazione la società, che avrebbe dovuto ottenere la revoca del provvedimento entro questo lunedì. Come riportato dal Nikkei, la sentenza di liquidazione resta tuttora in vigore e quindi Evergrande potrebbe rischiare seriamente il delisting. Al momento non sono giunti commenti ufficiali sulla questione né dalla società, né dai portavoce della borsa di Hong Kong. Il mercato immobiliare cinese versa ancora in gravi difficoltà, ma il potenziale delisting di Evergrande potrebbe significare che Pechino non ha intenzione di salvare le aziende del settore in crisi, sostengono gli esperti.

Cina, almeno 30 morti a Pechino per le inondazioni

Le piogge torrenziali che il 28 luglio si sono abbattute sulla Cina orientale hanno causato almeno 30 morti a Pechino, secondo i media statali cinesi. Particolarmente colpito è stato il distretto di Miyun, alla periferia della capitale, dove oltre 80 mila persone sono state costrette a lasciare momentaneamente la propria casa. Le piogge hanno causato inondazioni, frane e smottamenti anche nell’Hebei e nello Shandong, mentre a Pechino resta in vigore il livello massimo di allerta: ci si aspettano nuove importanti precipitazioni almeno fino al 30 luglio. Il governo ha chiesto il massimo sforzo nelle operazioni di ricerca e salvataggio e nella gestione degli sfollati.

Intanto il 30 luglio le autorità di Shanghai hanno deciso di evacuare 280 mila persone e di fermare centinaia di aerei e traghetti. Oltre al rischio di inondazioni dovuto alle piogge, c’è la possibilità che parte della costa orientale della Cina venga bersagliata da uno tsunami dovuto al terremoto di magnitudo 8.8 che nella notte italiana di mercoledì ha colpito la Kamchatka, penisola dell’estremo oriente russo. Grande allerta anche in Giappone, soprattutto a Hokkaido.

L’India supera la Cina per smartphone venduti negli Stati Uniti

Secondo una ricerca di Canalys, l’India ha superato la Cina diventando il principale paese nel quale vengono prodotti gli smartphone acquistati nel mercato statunitense. Nel secondo trimestre del 2025 Nuova Delhi ha triplicato il dato dello stesso periodo dello scorso anno, assemblando il 44% degli smartphone venduti negli Stati Uniti, mentre la Cina (25%) è scesa al terzo posto dopo essere stata scavalcata anche dal Vietnam (30%): lo scorso anno la Repubblica popolare copriva da sola il 60% delle spedizioni. Molto lo si deve alla decisione di Apple di spostare fuori dalla Cina gran parte dei suoi impianti di assemblaggio degli iPhone, per ragioni legate ai dazi e ai rapporti sempre più altalenanti tra Washington e Pechino. Come riportato da Bloomberg, Apple ha inoltre chiuso per la prima volta uno dei suoi negozi al dettaglio in Cina, a Dalian. Nel prossimo futuro l’azienda americana ha comunque intenzione di aprire nuovi punti vendita nella Repubblica popolare.

Sempre più in bilico il cessate il fuoco tra Thailandia e Cambogia

Thailandia e Cambogia si sono accusate reciprocamente di aver violato il cessate il fuoco concordato lunedì. Bangkok sostiene che le sue truppe, di stanza nella provincia di Sisaket, “sono state attaccate da colpi di armi leggere e granate lanciati dalle forze cambogiane”. Phnom Penh, che ha negato le accuse, dice invece che martedì l’esercito thai avrebbe invaso due volte il territorio cambogiano e catturato 20 soldati khmer. Martedì i comandanti dei due eserciti si erano incontrati al confine tra i due paesi come parte della tregua in vigore dalla mezzanotte tra il 28 e 29 luglio. Già prima dei colloqui di ieri Bangkok aveva accusato Phnom Penh di aver violato il cessate il fuoco, ma la crisi sembrava rientrata in mattinata. Ora, viste le nuove accuse reciproche, non è chiaro se la tregua reggerà.

Come parte dell’accordo è previsto che le delegazioni thai e cambogiana si incontreranno il 4 agosto in Cambogia per un nuovo round di colloqui, formalmente inseriti nel meccanismo bilaterale creato in passato dai due paesi per la risoluzione delle controversie territoriali. La Malaysia, che ha mediato il cessate il fuoco di lunedì, si è proposta di continuare a supervisionare sul processo di pace insieme agli altri Stati ASEAN, ma non è detto che ciò avverrà (soprattutto Bangkok vorrebbe mantenere il dialogo su canali bilaterali). Al momento gli scontri al confine tra i due paesi hanno portato alla morte di 30 thailandesi (15 soldati) e 13 cambogiani, a cui si aggiungono decine di feriti e oltre 270 mila sfollati.

Kashmir, l’India rivendica uccisione di tre terroristi

Le forze di sicurezza indiane hanno ucciso tre cittadini pakistani che Nuova Delhi sostiene siano stati coinvolti nell’attentato dello scorso 22 aprile a Pahalgam, nel Kashmir indiano. Lo ha dichiarato martedì 29 luglio il ministro degli Interni indiano, Amit Shah. Secondo Shah ci sarebbero “molte prove” che le tre persone, uccise a seguito di una sparatoria in una foresta kashmira, fossero pakistane e connesse all’attacco terroristico di aprile: i test forensi avrebbero infatti mostrato che i fucili rinvenuti sui cadaveri coinciderebbero con quelli utilizzati nell’attentato. L’attacco a Pahalgam, in cui erano state uccise 26 persone, aveva poi portato a quattro giorni di scontri armati tra India e Pakistan al confine, prima del cessate il fuoco firmato il 10 maggio.