Le notizie di oggi:
- Dalai Lama: “Avrò un successore dopo la mia morte”
- Cina, verso accordo storico con Airbus in vista del summit con l’Ue
- Cina, nominato nuovo capo del PCC nello Xinjiang
- Hong Kong, boom di quotazioni in borsa
- Usa-Giappone: stallo sui colloqui commerciali
- Singapore, in vigore nuova controversa legge anti-truffe
- Cina, la Gen Z riscopre la divinazione
Dalai Lama: “Avrò un successore dopo la mia morte”
“Affermo che l’istituzione del Dalai Lama continuerà”. Nell’atteso discorso in vista del suo 90esimo compleanno (in agenda domenica 6 luglio), Tenzin Gyatso ha confermato che sarà individuato un suo successore. Nel video messaggio trasmesso in apertura di un incontro con i massimi leader religiosi tibetani, il Dalai Lama ha precisato che la responsabilità dell’identificazione del XV Dalai Lama “sarà di esclusiva competenza” del Gaden Phodrang Trust, l’ufficio del Dalai Lama, con sede in India.
L’individuazione avverrà dunque dopo la sua morte, non invece per emanazione con un adulto già esistente. Un dettaglio che concede più tempo per dirimere una questione che resta assai controversa e che è destinata a creare numerose tensioni. La Cina ritiene infatti di avere diritto di scelta, o quantomeno di conferma, del successore.
Un articolo pubblicato da Xinhua chiarisce la posizione del governo cinese e critica il Dalai Lama per voler “manipolare il processo di reincarnazione per i propri scopi”. Pechino sostiene infatti che da secoli il sistema di reincarnazione del Dalai Lama segue una serie di fasi (tra cui la divinazione e la consultazione dell’oracolo, la meditazione e, in caso di più candidati, l’estrazione a sorte), culminanti nell’approvazione da parte del governo centrale. L’ipotesi di un doppio Dalai Lama è assai concreta. Qui un approfondimento.
Cina, verso accordo storico con Airbus in vista del summit con l’Ue
Nelle prossime settimane la Cina potrebbe siglare un accordo storico con il gigante aerospaziale francese Airbus per l’acquisizione di circa 100-200 velivoli, in una mossa che potrebbe dare il colpo di grazia alla presenza della statunitense Boeing sul mercato cinese, un tempo fornitore importante che ha poi subito una serie di battute di arresto, non solo in Cina. La firma del maxi accordo potrebbe avvenire in occasione del summit Cina-Ue previsto a Pechino nella seconda metà di luglio. Il vertice, cruciale per la Repubblica popolare per provare a migliorare i rapporti con Bruxelles, segue il tour del ministro degli Esteri cinese Wang Yi, in Europa fino al 6 luglio per una serie di visite e colloqui di alto livello. Secondo quanto dichiarato dal portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, “è necessario” che Cina e Ue “rafforzino la comunicazione strategica, si coordinino e cooperino, salvaguardino congiuntamente la pace e la stabilità mondiale”.
Come segnali concreti di distensione, nelle scorse ore Pechino ha annunciato nuove agevolazioni fiscali nell’ottica di incoraggiare le imprese straniere a investire a livello locale. Si è tornato a parlare anche dei dazi antidumping che la Cina ha imposto lo scorso ottobre su brandy e cognac importati dall’Ue, in risposta a quelli europei sui veicoli elettrici cinesi: Pechino ha promesso un rimborso fiscale “significativo” ai grandi marchi francesi come Hennessy, Martell e Rémy Martin, se disposti a collaborare all’indagine antidumping in corso che dovrebbe concludersi il prossimo 5 luglio.
Cina, nominato nuovo capo del PCC nello Xinjiang
Chen Xiaojiang, alto funzionario cinese con una lunga esperienza negli affari etnici, è stato nominato segretario del Partito comunista dello Xinjiang, la regione autonoma cinese a maggioranza uigura. Lo ha annunciato la Xinhua martedì, facendo riferimento alla decisione presa dal Comitato Centrale del Partito, di cui Chen è membro. Secondo quanto sostiene il South China Morning Post, la nomina potrebbe preludere a una promozione nel Politburo del Pcc, dove già siede il predecessore di Chen, Ma Xingrui, che sarà ora nominato “a un altro incarico”. A fine 2020 Chen è diventato il primo funzionario di etnia Han a diventare direttore della Commissione Nazionale per gli Affari Etnici, rompendo una tradizione lunga decenni di nominare un funzionario appartenente a una minoranza etnica.
Hong Kong, boom di quotazioni in borsa
Dopo l’attività debole degli ultimi anni, Hong Kong sta registrando un forte aumento delle offerte pubbliche iniziali (IPO). Dall’inizio del 2025 già 41 aziende si sono quotate sul mercato, per un valore complessivo di circa 14 miliardi di dollari. La ripresa è trainata soprattutto dalle aziende cinesi, incentivate da politiche favorevoli come maggiori finanziamenti e tagli ai tassi di interesse. Nel 2023 la città ha registrato solo 73 quotazioni, complice la cautela imprenditoriale post-pandemia. Ma ora, sullo sfondo delle tensioni tra Pechino e Washington, Hong Kong sta diventando una delle destinazioni preferite per le IPO delle società cinesi, preoccupate dell’eventualità che l’amministrazione Trump possa decidere di rimuoverle dalla borsa americana.
Usa-Giappone: stallo sui colloqui commerciali
Il 1° luglio il capo di gabinetto giapponese Yoshimasa Hayashi ha dichiarato che il governo non intende sacrificare gli interessi degli agricoltori per ottenere esenzioni tariffarie dagli Stati Uniti, affievolendo le speranze di un imminente accordo commerciale bilaterale. I colloqui tra Tokyo e Washington, che si sono intensificati dopo l’incontro tra Trump e il primo ministro Shigeru Ishiba a margine del vertice G7 di Kananaskis, a metà giugno, hanno prodotto una serie di proposte, come maggiori importazioni giapponesi di energia e prodotti agricoli Usa e nuovi strumenti di finanziamento per sostenere l’industria manifatturiera statunitense. Ma Trump continua a insistere sulla volontà di ridurre il deficit commerciale con il Giappone, che nel precedente anno fiscale si attestava a 63 miliardi di dollari.
Secondo il presidente Usa, uno dei punti dolenti è il riso: anche a fronte di carenza di produzione interna Tokyo si rifiuta di aumentare le quota di importazione dagli Stati Uniti. Anche le auto americane fanno fatica a penetrare il mercato nipponico, che al momento soffre l’imposizione di dazi Usa del 25% su auto e componenti e che potrebbe risentire di un ulteriore dazio “reciproco” del 24% che Trump ha minacciato di imporre dal 9 luglio in mancanza di un accordo commerciale. In occasione di un’intervista al Nikkei del 30 giugno, il premier Ishiba ha confermato di stare valutando la proposta di Washington per l’acquisto di petrolio statunitense, in un contesto attuale critico poichè il 90% del greggio giapponese proviene dal Medio Oriente.
Singapore, in vigore nuova controversa legge anti-truffe
Il 1 luglio è entrata in vigore a Singapore la Legge sulla protezione delle truffe, approvata a inizio anno, che consente alla polizia di bloccare trasferimenti in denaro e congelare conti bancari di persone sospettate di essere vittima di truffe, anche contro la volontà del titolare. La misura risponde al forte aumento di truffe nel paese, salite a 50 mila casi nel 2024 (rispetto ai 15.600 del 2020), per un valore di oltre 1,1 miliardi di dollari di Singapore, pari a circa 860 milioni di dollari: le più comuni riguardano lavoro, investimenti, e-commerce e rapporti sentimentali. Secondo i sostenitori, la nuova legge punta a proteggere le vittime e prevenire ingenti perdite, affrontando un fenomeno diffuso che vede le persone truffate rifiutare spesso di ammettere di essere state raggirate. Malgrado sia comunque consentito ai titolari dei conti di accedere ai propri fondi per le spese essenziali, i critici hanno esposto preoccupazioni per l’invasività delle misure e il rischio di abuso di potere.
Cina, la Gen Z riscopre la divinazione
In Cina le pratiche mistiche e divinatorie stanno godendo di rinnovata popolarità tra i giovani. Un articolo del Guardian racconta dei numerosi bar di cartomanzia che negli ultimi anni sono stati aperti nelle maggiori città della Repubblica popolare, dove tra drink il cui prezzo riporta i numeri considerati di buon auspicio (come l’8), i clienti possono consultare i qiuqian, i bastoncini divinatori diffusi nei templi taoisti. Secondo gli analisti, questa tendenza, che rientra nella cosiddetta “economia spirituale”, riflette non solo la crescente fiducia dei giovani cinesi nella cultura e nelle tradizioni locali, ma soprattutto l’impatto della crisi economica e delle incertezze sul futuro e sul mondo del lavoro. Un fenomeno che trova riscontro anche nel boom di download dell’app di astrologia Cece, prodotta da Tencent.
