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In Cina e Asia – Corea del Sud, arrestato il leader della chiesa Shincheonji

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Corea del Sud, arrestato il leader della chiesa Shincheonji
  • Pechino torna in cima alla classifica dei supercomputer, ma resta indietro nella corsa all’AI
  • Gli Stati Uniti disertano il meeting Apec di Macao 
  • Mar cinese meridionale, Pechino annuncia scoperta di un raro “blue hole” nell’atollo di Scarborough
  • L’Indonesia cerca alternative tra crisi valutaria e fuga degli investitori
Corea del Sud, arrestato il leader della chiesa Shincheonji

Un tribunale sudcoreano ha ordinato l’arresto di Lee Man-hee, 95 anni, fondatore della Shincheonji Church of Jesus, con l’accusa di aver orchestrato l’iscrizione illegale di decine di migliaia di seguaci al Partito del Potere Popolare (PPP), violando la legge sui partiti politici che vieta ai gruppi religiosi di ingerirsi nella politica. Secondo gli investigatori, oltre 50 mila membri della Shincheonji sarebbero stati mobilitati tra il 2021 e il 2024 per sostenere candidati del PPP alle presidenziali del 2022 e alle primarie parlamentari del 2024. Il tribunale ha motivato l’arresto con il rischio di distruzione delle prove. Lee non ha risposto alle domande sulle accuse e nega ogni illecito. Il leader, autoproclamato messia, aveva fondato la setta negli anni Ottanta ed era già stato assolto nel 2021 dalle accuse legate alla violazione delle norme sanitarie durante l’epidemia di Covid del 2020, quando oltre la metà dei primi casi sudcoreani fu collegata ai suoi seguaci.

Pechino torna in cima alla classifica dei supercomputer, ma resta indietro nella corsa all’AI

La Cina ha riconquistato il primo posto nella classifica TOP500 con il sistema LineShine del centro di supercalcolo di Shenzhen, basato su chip progettati internamente e presentato per la prima volta dopo tre anni di assenza dovuti ai controlli sull’export statunitensi. Ma il primato è più simbolico che tecnologico: LineShine domina il benchmark tradizionale di calcolo scientifico, mentre scende al quarto posto nel test che simula carichi più simili all’AI, segnale che il sistema non è ottimizzato per l’intelligenza artificiale avanzata. Gli esperti sottolineano che i veri colossi dell’AI non partecipano alla TOP500 e supererebbero ampiamente LineShine. Secondo analisti del settore, se big tech come Microsoft e Google presentassero i loro sistemi, “il nuovo numero uno cinese non entrerebbe nemmeno nella top five”.

Gli Stati Uniti disertano il meeting Apec di Macao

Washington ha deciso di non inviare funzionari di alto livello al vertice Apec sul turismo in corso a Macao, accusando Pechino di imporre requisiti di visto “arbitrari e mirati” ai diplomatici americani incaricati di fornire assistenza consolare d’emergenza. Gli Stati Uniti, che non dispongono di un consolato a Macao e gestiscono i servizi tramite Hong Kong, sostengono che le restrizioni impediscano al personale di operare in modo efficace e violino gli impegni assunti in ambito Apec. Secondo il Dipartimento di Stato, Washington aveva proposto a Pechino “una via d’uscita positiva” quando la Cina ha scelto Macao come sede del meeting, ma la richiesta è stata respinta. Non è chiaro se una delegazione di livello tecnico parteciperà comunque ai lavori. Pechino non ha commentato.

Mar cinese meridionale, Pechino annuncia scoperta di un raro “blue hole” nell’atollo di Scarborough

La Cina ha reso nota la scoperta di un raro “blue hole” (cavità carsica sottomarina), di origine corallina all’interno della laguna di Scarborough Shoal, una delle aree più contese del Mar Cinese Meridionale. Il sinkhole, profondo e di colore turchese, risale ad almeno 3.200 anni fa e ospita un ecosistema marino ricco, secondo un rapporto del Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente. A differenza della maggior parte dei blue hole globali, formati come grotte terrestri durante l’ultima era glaciale, quello di Scarborough è nato dalla crescita naturale della barriera corallina.

L’Indonesia cerca alternative tra crisi valutaria e fuga degli investitori

L’economia indonesiana sta affrontando una fase critica: la rupia ha toccato minimi storici oltre 18.100 per dollaro, la Borsa ha perso un terzo del suo valore dall’inizio dell’anno e gli investitori stanno abbandonando gli asset locali. L’aumento dei prezzi energetici, aggravato dalla guerra in Medio Oriente, pesa su un paese importatore di petrolio, mentre il governo mantiene sussidi costosi e programmi sociali giudicati inefficienti. A ciò si aggiungono mosse percepite come “nazionalismo delle risorse”: controlli più rigidi sulle esportazioni, interventi sul mercato e un tentativo del Parlamento di rafforzare il controllo sulla banca centrale, alimentando dubbi sulla sua indipendenza. Il quadro si complica con la reazione della Cina, principale investitore del paese che ha favorito l’ascesa indonesiana nelle catene di approvvigionamento di nickel.

Pechino ha avvertito che le nuove regole di Jakarta (tra cui taglio delle quote minerarie e un meccanismo di prezzo che ha fatto impennare i costi del minerale fino al +200%) mettono a rischio 50 miliardi di dollari di investimenti e potrebbero colpire 400 mila posti di lavoro lungo la filiera. Secondo una comunicazione dell’ambasciata cinese, le misure minacciano la “viabilità operativa” dei progetti legati al nickel per batterie EV e ridurrebbero le esportazioni annuali di prodotti ad esso legati pari a 23 miliardi.