I titoli di oggi:
- Colloquio Iran-Cina: Pechino “promuove attivamente la pace”
- Ue e Australia siglano un nuovo accordo commerciale
- Irruzione di un cittadino giapponese all’Ambasciata cinese a Tokyo
- Indagato per corruzione alto funzionario del settore finanziario
- Vendita di libri di Jimmy Lai, arrestato librario di Hong Kong
- Usa, divieto import nuovi router per rischi per la sicurezza
In occasione del colloquio telefonico tenutosi ieri tra il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e l’omologo iraniano Abbas Araghchi, la Cina ha esortato Teheran al dialogo. Secondo il comunicato di Pechino, Wang ha ribadito la posizione di principio della Repubblica popolare, “sottolineando che tutte le questioni critiche dovrebbero essere risolte attraverso il dialogo e il negoziato, non con la forza”, perché “parlare è sempre meglio che combattere”. La Cina ha quindi ribadito la propria posizione definita “obiettiva e imparziale”, volta a “promuovere attivamente la pace”, e nel comunicato cinese si menzionano anche i ringraziamenti di Araghchi per l’assistenza umanitaria di emergenza offerta da Pechino. Intanto l’inviato speciale cinese per il Medio Oriente, Zhai Jun, ha spiegato al Global Times i vantaggi specifici di una mediazione gestita dalla Repubblica popolare e non da Stati Uniti o Europa: “Non abbiamo mai interferito negli affari interni dei paesi di questa regione”, ha dichiarato, “né abbiamo mai cercato di trarre dei vantaggi egoistici […] Come diciamo sempre, agiamo da costruttori di pace e promotori di sviluppo”.
Ue e Australia siglano un nuovo accordo commerciale
Ieri Australia e Unione europea hanno firmato un accordo di libero scambio atteso dopo otto anni di negoziati, sullo sfondo dell’aumento delle tariffe statunitensi e viste le crescenti preoccupazioni per la posizione dominante della Cina nel settore delle terre rare e di altri minerali critici. La mossa prevede di eliminare oltre il 99% delle tariffe sulle esportazioni di merci dell’Ue verso l’Australia, con la previsione di un aumento dell’export di circa il 33% in dieci anni. Secondo quanto affermato dal primo ministro australiano Anthony Albanese, l’accordo contribuirà a stabilizzare le catene di approvvigionamento globali e avrà un valore di 10 miliardi di dollari australiani per l’economia del paese.
I dazi saranno azzerati per i principali prodotti di esportazione dall’Ue, come vino e spumante. Bruxelles eliminerà i dazi sulla maggior parte dei prodotti agricoli australiani, ma manterrà o amplierà le quote per altre prodotti, tra cui la carne bovina, punto critico che ha fatto deragliare i negoziati nel 2023 e focus delle manifestazioni degli agricoltori contro l’accordo Ue e il blocco sudamericano Mercosur. L’accordo è inoltre concepito per creare condizioni di parità in termini di accesso alle risorse australiane, come alluminio, litio e manganese. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha condiviso i rischi di dipendere eccessivamente da un solo fornitore per materiali così cruciali, malgrado gestire correttamente i rapporti con Pechino sia un “imperativo strategico”.
Irruzione di un cittadino giapponese all’Ambasciata cinese a Tokyo
Secondo quanto riferito dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, nella mattina di ieri un cittadino giapponese che si è presentato come un membro delle Forze di autodifesa giapponese ha fatto irruzione all’ambasciata cinese a Tokyo. L’uomo – che è stato arrestato – avrebbe scavalcato il muro per poi entrare con la forza nell’edificio. Ammettendo l’illegalità delle proprie azioni, ha minacciato di uccidere il personale diplomatico cinese in nome di Dio. Le autorità non hanno rivelato l’identità della persona. Un coltello è stato rinvenuto sul luogo dell’incidente, ma nessun membro del personale dell’ambasciata è rimasto ferito. L’episodio si è verificato in un periodo di crescenti tensioni tra Cina e Giappone, cominciate dopo le affermazioni della premier giapponese Sanae Takaichi su Taiwan.
Indagato per corruzione alto funzionario del settore finanziario
Zhou Liang, vicepresidente dell’Amministrazione nazionale per la regolamentazione finanziaria (NFRA), è sotto inchiesta per “gravi violazioni della disciplina e della legge”, un eufemismo utilizzato per i reati di corruzione, concussione e abuso di potere. Lo hanno reso noto ieri la Commissione centrale per l’ispezione disciplinare (CCDI) e la Commissione nazionale di supervisione, i principali organi di controllo anticorruzione del paese. La carriera di Zhou, 54 anni, si è sovrapposta per decenni a quella di Wang Qishan, ex vicepresidente e promotore della campagna anticorruzione di Xi Jinping. Prima di entrare a far parte dell’organismo di regolamentazione finanziaria, Zhou era a capo del dipartimento organizzativo della CCDI, un ruolo che gli ha conferito una notevole influenza sulla nomina e la formazione degli agenti anticorruzione del paese.
Vendita di libri di Jimmy Lai, arrestato librario di Hong Kong
Il proprietario della libreria indipendente Book Punch di Hong Kong è stato arrestato con l’accusa di aver venduto titoli sovversivi, tra cui la biografia del magnate dei media pro-democrazia Jimmy Lai, attualmente in carcere. Lo ha riportato Hong Kong Free Press (HKFP) in un thread X, citando media locali. Nella giornata di ieri, giornalisti dell’HKFP hanno trovato il cancello della libreria chiuso con un avviso che spiegava che la chiusura improvvisa era dovuta a un “incidente imprevisto”. Secondo quanto riportato dall’emittente TVB, il proprietario della libreria, Pong Yat-ming, e tre dipendenti sono stati accusati di aver venduto “una pubblicazione con intenti sovversivi”, in riferimento a The Troublemaker, una biografia di Lai scritta da uno dei suoi ex direttori commerciali, Mark Clifford.
Usa, divieto import nuovi router per rischi per la sicurezza
Lunedì la Federal Communications Commission (FCC), l’autorità di regolamentazione statunitense, ha annunciato il divieto di importazione di nuovi router per uso domestico di produzione straniera. Secondo le stime, il 60% del mercato Usa dei router domestici, che collegano computer, telefono e dispositivi intelligenti a Internet, è controllato dalla Cina. L’ordinanza della FCC non avrà un impatto sull’importazione dei modelli esistenti, ma ne vieterà l’acquisto di nuovi. La motivazione alla base della misura è che i nuovi prodotti rappresenterebbero “un grave rischio per la sicurezza informatica” che potrebbe essere utilizzato per interrompere le “infrastrutture critiche statunitensi”. Inoltre, i nuovi router potrebbero sfruttare le falle di sicurezza per interrompere le reti delle abitazioni, consentire lo spionaggio e il furto di proprietà intellettuale. Joh Moolenaar, repubblicano e presidente della commissione speciale della Camera sulla Cina, ha elogiato l’ordinanza per proteggere il paese dagli “incessanti attacchi informatici” operati da Pechino.
