I titoli di oggi:
- Cina, Piano quinquennale cinese: male su efficienza energetica ed emissioni
- Il premier Li promette aumento del reddito per sostenere i consumi
- Cina, calo record dei matrimoni: -20% nel 2024
- Cina, veicoli e telecomunicazioni iniziano a integrare Deepseek
- Hong Kong si appellerà all’OMC per contestare i dazi di Trump
- Tribunale americano assolve presunto agente di Pechino
- Dazi sui chip di Trump tentativo di mettere pressione a Taipei: la parola degli esperti
- Bangladesh, 1300 arresti legati all’ex amministrazione Hasina
- Russia, Putin rafforza il legame con Cina e Corea del Nord
- Dazi sui chip di Trump tentativo di mettere pressione a Taipei: la parola degli esperti
Cina, piano quinquennale in scadenza: male su efficienza energetica ed emissioni
La scadenza del 14° piano quinquennale cinese si avvicina, e Pechino inizia a tirare le somme. Secondo uno studio della Tsinghua University, la Cina mancherà alcuni importanti obiettivi energetici e ambientali del suo piano 2021-2025, tra cui la riduzione del 13,5% del consumo energetico e del 18% delle emissioni di CO₂ per unità di PIL. Tra il 2020 e il 2023, lungi dal diminuire, il consumo energetico totale è aumentato del 15%. Anche il consumo di carbone è aumentato, passando da 5 a 5,72 miliardi di tonnellate, a fronte di un aumento del PIL del 17,5%. Tuttavia, secondo lo studio, il resto dei progressi sono “in linea con le aspettative,” e la Cina resta proiettata verso “la modernizzazione socialista di base entro il 2035.” I progressi maggiori riguardano la conservazione dell’acqua: grazie a un uso più efficiente in agricoltura e industria, tra il 2020 e il 2023 il consumo idrico per unità di PIL è calato del 16%. Inoltre, la quota di energia pulita nella produzione nazionale è aumentata, passando dal 25,7% del 2020 al 27,2% del 2022. Tra le fonti energetiche pulite citate ci sono anche i gas naturali, che secondo lo studio la Cina dovrebbe importare in maggiore quantità, usando il suo surplus commerciale per negoziare nuovi accordi con i maggiori produttori mondiali, migliorando la propria sicurezza energetica.
Il premier Li promette aumento del reddito per sostenere i consumi
Il governo cinese farà di tutto per consolidare i consumi interni e rilanciare gli investimenti stranieri nel paese. A sostenerlo è il premier Li Qiang, che il 10 febbraio ha presieduto una riunione del Consiglio di Stato, durante la quale è stata sottolineata la necessità di “cambiare radicalmente la nostra mentalità e porre maggiore enfasi sullo stimolo dei consumi”. Per raggiungere l’obiettivo, Pechino “sosterrà vigorosamente l’aumento dei redditi delle famiglie”, promuovendo “una crescita ragionevole dei redditi da lavoro dipendente.” Da tempo l’amministrazione Xi Jinping è impegnata a svincolare l’economia nazionale dal binomio investimenti-esportazioni. La guerra commerciale rilanciata da Trump potrebbe dare impulso alle riforme rimaste in cantiere.
Cina, nel 2024 calo record dei matrimoni: -20% in un anno
Nel 2024 in Cina i matrimoni sono diminuiti con un tasso record del 20%: si sono sposate solo 6,1 milioni di coppie, rispetto ai 7,68 milioni del 2023 e ai 13,47 milioni del 2013. Si tratta del calo più forte mai registrato in un anno, superiore anche a quello legato alla pandemia, che nel 2020 aveva contribuito a un crollo dei matrimoni del 12,2%. Secondo il demografo dell’Università del Wisconsin-Madison Yi Fuxian, se questa tendenza dovesse continuare, “le ambizioni politiche ed economiche del governo cinese saranno rovinate dal suo tallone d’Achille demografico.” I divorzi, intanto, sono aumentati dell’1,1%, ammontando a 2,6 milioni di coppie. Il 2024 è stato anche il terzo anno consecutivo in cui la popolazione cinese è diminuita. Il governo, oltre a esortare le autorità locali ad investire nella promozione della natalità, ha introdotto nelle università programmi di “educazione all’amore,” per educare i giovani ad una visione positiva del matrimonio, della fertilità e della famiglia.
Hong Kong si appellerà all’OMC per contestare i dazi di Trump
Hong Kong presenterà un reclamo all’Oeganizzazione mondiale del Commercio in risposta ai recenti dazi imposti del 10% da Donald Trump su tutti i prodotti cinesi, compresi quelli in arrivo dall’ex colonia britannica. Mossa che, secondo quanto dichiarato oggi dal segretario capo Eric Chan, ignora lo status della città come territorio doganale separato. La scorsa settimana, il servizio postale degli Stati Uniti ha sospeso tutta la posta e i pacchi in arrivo dalla Cina e da Hong Kong, per poi annullare la decisione poco dopo. La confusione sarebbe da attribuire a un provvedimento correlato – che Trump ha poi sospeso – che prevede la chiusura dell’esenzione doganale “de minimis” per i pacchi di valore inferiore a 800 dollari.
Cina, veicoli e telecomunicazioni iniziano a integrare Deepseek
L’intelligenza artificiale della società cinese Deepseek sta diventando parte integrante dei progetti di sviluppo in ambiti quali automotive e telecomunicazioni. Il primo annuncio è arrivato dalla casa automobilistica Great Wall, la prima azienda cinese del suo settore a quotarsi in borsa, che ha dichiarato a Reuters l’intenzione di inserire il modello Ia di Deepseek per la produzione di tutti i veicoli che utilizzeranno la sua “Coffee Intelligence” (nome del progetto designato dall’azienda).
Anche il ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (MIIT) cinese ha annunciato che China Mobile, China Unicom e China Telecom (le tre principali compagnie di telecomunicazioni) stanno lavorando al fine di “promuovere l’applicazione inclusiva delle più recenti tecnologie di intelligenza artificiale” grazie al modello open source che offre DeepSeek.
Tribunale americano assolve presunto agente di Pechino
Una giuria federale americana ha dichiarato un cittadino statunitense di origine cinese non colpevole di aver agito illegalmente come agente di Pechino. Litang Liang, un albergatore di Brighton, Massachusetts, era stato accusato di aver diretto una protesta contro attivisti pro-democrazia di Hong Kong e aver fornito a diplomatici cinesi informazioni sui dissidenti residenti negli Usa. L’uomo rischiava almeno 10 anni di prigione. “Tutti dovrebbero avere il diritto di esercitare la libertà di parola e il diritto di sostenere la pace tra gli Stati Uniti e un altro paese”, recita una dichiarazione rilasciata dall’Asian Pacific American Labor Alliance. Quello di Litang è l’ultimo caso a riguardare l’influenza del governo cinese in America; i precedenti si sono conclusi in buona parte con un verdetto di colpevolezza.
Dazi sui chip di Trump tentativo di mettere pressione a Taipei: la parola degli esperti
A partire da oggi, due funzionari del ministero dell’Economia taiwanese saranno negli Stati Uniti per scongiurare l’applicazione di dazi fino al 100%, che Donald Trump il 27 gennaio ha minacciato di imporre sui semiconduttori prodotti sull’isola, per spingere Taipei a ridurre il suo surplus commerciale. Secondo diversi esperti la strategia del presidente americano punta a spingere il gigante dei semiconduttori TSMC al tavolo delle trattative. Secondo Hsieh Chin-ho, presidente di Wealth Magazine, Trump spera di fare pressione su TSMC al fine di aumentare gli investimenti dell’azienda taiwanese negli Usa. Tim Culpan, ex editorialista di Bloomberg Opinion di Taipei, i risultati di tale politica potrebbero essere “disastrosi”, poiché “gli Stati Uniti non hanno la capacità di produrre neanche lontanamente un volume simile di chip”.
Bangladesh, 1300 arresti legati ad Hasina
Il 10 febbraio la polizia del Bangladesh ha annunciato di aver effettuato oltre 1300 arresti legati alle bande che hanno sostenuto l‘ex regime della premier Sheikh Hasina. L’ “Operazione Caccia al Diavolo” ha rintracciato diversi individui accusati di appartenere ai gruppi che avrebbero contribuito ai disordini avvenuti dopo che l’ex primo ministro è intervenuta pubblicamente tramite una diretta Facebook per condannare il governo di transizione guidato dal premio nobel Muhammad Yunus. Alcuni gruppi anti-Hasina hanno risposto con la distruzione di alcuni edifici legati al culto della famiglia dell’ex premier, e sarebbero poi stati colpiti gravemente dalle fazioni vicine al precedente governo. Questi ultimi sono stati rintracciati e in due giorni sono stati annunciati almeno 1308 arresti.
Russia, Putin rafforza il legame con Cina e Corea del Nord
Xi Jinping potrebbe accettare l’invito di Putin a presenziare al prossimo “Victory Day”, la parata militare con cui Mosca ogni 9 maggio commemora la fine della Seconda Guerra Mondiale e mostra i suoi muscoli bellici. Lo scrive il Kyiv Independent, citando fonti russe, tra cui l’ambasciatore in Cina Igor Morgulov. Il diplomatico sostiene anche che Xi avrebbe ricambiato l’invito, proponendo a Putin di recarsi in Cina per commemorare la resa del Giappone. Pechino non ha rilasciato alcun commento a riguardo.
Xi, tuttavia, potrebbe non essere l’unico partecipante asiatico del Victory Day 2025: secondo NHK World, per la prima volta parteciperanno anche soldati nordcoreani, in virtù del loro coinvolgimento della guerra in Ucraina. L’alleanza tra Mosca e Pyongyang, inoltre, non sta crescendo solo sul fronte militare. Secondo l’intellingence sudcoreana, nel 2024 la Corea del Nord avrebbe mandato circa 4000 lavoratori nei cantieri russi, per sopperire alla carenza di manodopera locale dovuta alla guerra. Si tratta di una cifra considerevole, soprattutto considerando che la risoluzione 2375 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU vieta esplicitamente di rilasciare permessi di lavoro ai cittadini nordcoreani.
