I titoli di oggi:
- Cina, l’esercito ribadisce il sostegno alla campagna anti-corruzione
- Cina, polemiche per l’assoluzione di un uomo dall’accusa di stupro
- Telegraph: la Cina invia in Russia le componenti per il missile ipersonico Oreshnik
- Cina, esercitazioni militari a Scarborough Shoal in risposta a Stati Uniti e Filippine
- Giappone e Regno Unito si impegnano a rafforzare i legami economici e di difesa
- Taiwan, completato il primo test del primo sottomarino sviluppato internamente
- Indonesia, si dimettono i vertici delle autorità finanziarie
Attraverso una serie di editoriali pubblicati negli ultimi giorni sul PLA Daily, il quotidiano dell’Esercito popolare di liberazione (PLA), l’esercito cinese ha ribadito il proprio sostegno alla campagna anti-corruzione che nelle ultime settimane ha portato alla caduta di due generali di alto rango come Zhang Youxia e Liu Zhenli (che sono stati criticati apertamente in varie parti del testo). Negli articoli si legge che “la corruzione è la prima assassina delle capacità di combattimento” e che bisogna individuare i “topi grassi” che rubano all’esercito.
In questo senso, secondo gli editoriali, la campagna anti-corruzione non finirà per compromettere le capacità militari del PLA, ma al contrario le rafforzerà, impedendo i “cambiamenti di colore” (un modo per dire che il PCC continua ad avere il pieno controllo delle forze armate). È stato inoltre sottolineato che c’è consenso all’interno dell’esercito su come raggiungere gli obiettivi militari fissati dalla leadership, senza però specificare quali siano.
Cina, esercitazioni militari a Scarborough Shoal in risposta a Stati Uniti e Filippine
Sabato 31 gennaio la Cina ha condotto alcune esercitazioni militari (navali e aeree) attorno allo Scarborough Shoal, una delle secche contese con le Filippine nel mar Cinese meridionale. Le manovre si sono tenute a cinque giorni di distanza dalle esercitazioni congiunte che Stati Uniti e Filippine hanno organizzato il 25 e 26 gennaio nella stessa zona, definite “provocatorie” dai portavoce dell’esercito cinese. La Cina continua a rivendicare la sovranità su Scarborough nonostante una sentenza di arbitrato del 2016 abbia respinto molte delle pretese di Pechino nel mar Cinese meridionale, dove la Repubblica popolare ha delle controversie aperte anche con Vietnam, Brunei, Malaysia e Indonesia.
Telegraph: la Cina invia in Russia le componenti per il missile ipersonico Oreshnik
Secondo fonti del Telegraph, la Cina starebbe fornendo alla Russia gli strumenti per costruire i missili balistici ipersonici Oreshnik, una delle armi più letali a disposizione dell’esercito russo. Il quotidiano britannico parla di tecnologie ed equipaggiamenti avanzati dal valore di almeno 10,3 miliardi di dollari (circa 8,7 miliardi di euro) spediti dalla Repubblica popolare alla Russia per rafforzare le capacità dell’esercito russo. Tra questi, oltre ai componenti per la costruzione dell’Oreshnik, figurano anche chip da impiegare in ambito bellico e macchinari ad alta precisione per la produzione di armamenti. Il Telegraph non chiarisce quale sia il lasso di tempo preso in considerazione dai dati, ma sostiene che le cifre riportate siano una stima al ribasso, dovuta alla poca trasparenza delle operazioni e alle possibili triangolazioni. La Russia ha colpito due volte l’Ucraina con missili Oreshnik, che Mosca sostiene siano impossibili da intercettare.
Intanto nella giornata di ieri, accogliendo il capo della sicurezza russo Sergei Shoigu, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha dichiarato che Cina e Russia “dovrebbero rafforzare la comunicazione strategica, approfondire il coordinamento strategico e aprire nuovi orizzonti per le relazioni nel nuovo anno”. Secondo il titolare della diplomazia cinese i due paesi “hanno la responsabilità e l’obbligo di praticare un vero multilateralismo, salvaguardare il sistema internazionale con le Nazioni Unite al centro, promuovere un mondo multipolare equo e ordinato e una globalizzazione economica universalmente vantaggiosa e inclusiva, e lavorare per costruire un sistema di governance globale più giusto e ragionevole“. Shoigu ha convenuto sull’importanza del partenariato, ribadendo ancora una volta il “costante e incrollabile sostegno” di Mosca a Pechino sulla questione di Taiwan.
Cina, polemiche per l’assoluzione di un uomo dall’accusa di stupro
Negli ultimi giorni sta facendo discutere in Cina la sentenza con cui un tribunale della contea di Heshun, nella provincia dello Shanxi, ha assolto un uomo (identificato come Zhang) dall’accusa di stupro. Il caso ha suscitato molte polemiche anche perché si tratta di una storia che poco più di un anno fa finì sui media nazionali e internazionali, quella di Bu, una donna con gravi disturbi mentali che a dicembre del 2024 riuscì a ricongiungersi alla sua famiglia a tredici anni di distanza dalla sua scomparsa. Nel 2011 si era allontanata da casa, e da allora se ne erano perse le tracce: a seguito di alcune domande sorte tra i familiari di Zhang, si è scoperto che per tutti questi anni Bu era rimasta in casa dell’uomo, che ne aveva fatto la sua compagna. I due hanno avuto diversi figli, uno dei quali sarebbe stato dato via da Zhang, e al momento del ricongiungimento coi familiari la donna mostrava chiari segni di maltrattamenti. Per tutto questo le autorità avevano accusato Zhang di stupro e traffico di esseri umani, prima della sua recente assoluzione.
Nelle motivazioni della sentenza i giudici sostengono che, nonostante Bu “non avesse alcuna capacità di autodifesa dal punto di vista sessuale”, la condotta di Zhang vada considerata come “essenzialmente diversa da uno stupro” perché “il suo intento era quello di formare una famiglia” con lei. Secondo il tribunale Zhang si sarebbe preso “continuamente” cura di Bu, definendo quella tra i due come una “relazione di convivenza stabile”.
Mentre sui social cinesi in tanti si sono scagliati contro la decisione della corte, gli esperti ritengono che la sentenza potrebbe portare a un precedente pericoloso: allo scopo di non ostacolare la natalità, in Cina il concetto di “famiglia tradizionale” potrebbe diventare uno scudo legale in grado di proteggere gli uomini dalle condanne per stupro. Il diritto penale cinese non definisce esplicitamente il concetto di “consenso”, che si fa ancora più sfumato nei casi in cui la donna non venga ritenuta chiaramente in grado di intendere e di volere.
Giappone e Regno Unito si impegnano a rafforzare i legami economici e di difesa
Il Giappone e il Regno Unito si sono impegnati a rafforzare i propri legami economici e di difesa, “lavorando insieme sia nell’area euro-atlantica che nell’Indo-Pacifico”. Lo ha dichiarato sabato 31 gennaio il premier britannico Keir Stamer, a margine del suo incontro con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi a Tokyo. Il leader laburista si è recato in Giappone nel weekend per una visita lampo a seguito del suo tour di quattro giorni in Cina, un viaggio che il presidente americano Donald Trump aveva criticato per i suoi toni giudicati troppo morbidi.
Taiwan, completato il primo test del primo sottomarino sviluppato internamente
Giovedì 29 gennaio l’esercito taiwanese ha completato il primo test riguardante uno dei sottomarini che Taiwan sta sviluppando internamente, parte di un progetto volto a modernizzare le forze armate e ad aumentare la deterrenza nei confronti della Cina secondo il concetto di “guerra asimmetrica”. Nonostante il formale isolamento diplomatico di Taipei, il progetto per la realizzazione dei sottomarini coinvolge tecnologie e competenze tecniche straniere, soprattutto americane e britanniche. L’esercito taiwanese conta di realizzare in totale otto sottomarini, due dei quali da rendere operativi entro il 2027. Intanto, secondo l’azienda a capo del programma di costruzione, la CSBC Corporation, giovedì scorso il primo di questi sottomarini ha completato un “test di navigazione sommersa in acque poco profonde”.
Indonesia, si dimettono i vertici delle autorità finanziarie
Venerdì 30 gennaio, a seguito della perdita di 80 miliardi di dollari sul mercato azionario indonesiano, si sono dimessi tre dei vertici dell’autorità indonesiana per la regolamentazione finanziaria e della borsa. Lo scossone azionario si è verificato dopo che la scorsa settimana la società americana di servizi finanziari MSCI aveva aperto alla possibilità di declassare i titoli azionari indonesiani allo status di “frontiera”, uno step sotto quello dei “mercati emergenti”, facendo crollare la fiducia degli investitori sulla stabilità economica dell’Indonesia. Il ministro coordinatore degli Affari economici Airlangga Hartarto ha promesso nuove riforme del mercato azionario, ma i timori sulla tenuta finanziaria del paese sono legati soprattutto alle enormi spese pubbliche programmate dal governo di Prabowo Subianto, con gli economisti che da tempo si dicono scettici sulle coperture.
