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In Cina e Asia – Cina–Golfo, Pechino accelera su accordo di libero scambio

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Cina–Golfo, Pechino accelera su accordo di libero scambio e rafforza coordinamento con Riyadh
  • Xi frena la corsa al pil e rilancia la domanda interna come priorità
  • Vietnam, nuova legge sulle terre rare vieta export di minerali grezzi
  • Ministro degli Esteri giapponese chiarisce posizione su Taiwan
  • Inchiesta BBC svela abusi nelle scuole cinesi per adolescenti “ribelli”
  • Reuters: Meta tollera pubblicità fraudolente cinesi per tutelare le sue entrate
  • Corea del Sud, verso l’introduzione di restrizioni ai social media per i minori
Cina–Golfo, Pechino accelera su accordo di libero scambio e rafforza coordinamento con Riyadh

La Cina ha sollecitato i paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) a concludere i decennali negoziati sull’accordo di libero scambio con Pechino. Durante un incontro a Riyadh con il segretario generale del GCC, Jasem Mohamed Albudaiwi, il ministro degli Esteri Wang Yi ha affermato che le condizioni sono ormai mature e che un’intesa invierebbe un segnale a favore del multilateralismo, in un contesto segnato dall’aumento di protezionismo e unilateralismo. Nel quadro della stessa visita, Wang ha incontrato anche il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il ministro degli Esteri Faisal bin Farhan. Le parti hanno concordato di intensificare il coordinamento su dossier regionali e internazionali, inclusi i temi della sicurezza mediorientale e della questione palestinese, oltre a sostenere il miglioramento delle relazioni tra Arabia Saudita e Iran.

La visita del diplomatico a Riyadh si inserisce on una più ampia trasferta regionale che ha toccato anche Emirati Arabi Uniti e Giordania. Iniziata venerdì della scorsa settimana la missione – che si conclude martedì – riveste un significato pragmatico non solo consolidano la tradizionale amicizia della Cina con i tre Paesi, ma dando anche nuovo impulso ai loro legami strategici e alla cooperazione sino-araba in generale”, scrive il China Daily.

Xi frena la corsa al pil e rilancia la domanda interna come priorità 

Il presidente cinese Xi Jinping ha criticato duramente la ricerca di una crescita economica “avventata” e basata su numeri gonfiati, chiedendo ai funzionari locali di puntare su uno sviluppo solido e sostenibile. Intervenendo alla Central Economic Work Conference, Xi ha messo in guardia contro progetti privi di utilità reale e ha chiesto maggiore responsabilità per chi spreca risorse pubbliche. La valutazione dei quadri, ha sottolineato, non dovrebbe basarsi solo sull’aumento del pil, ma anche su benessere sociale e stabilità, in un contesto segnato da debito locale elevato e da un calo degli investimenti fissi.

Il messaggio è stato rafforzato da un nuovo articolo pubblicato sulla rivista teorica di Partito Qiushi, in cui Xi definisce l’espansione della domanda interna una “scelta strategica” cruciale per la stabilità e la sicurezza economica. La debolezza dei consumi viene indicata come il problema più urgente dell’economia cinese, da affrontare accelerando il riequilibrio verso i consumi interni come principale motore della crescita. 

Vietnam, nuova legge sulle terre rare vieta export di minerali grezzi e rafforza i controlli

Il Parlamento del Vietnam ha emendato la legge nazionale sulla geologia e sui minerali, vietando l’esportazione di minerali grezzi di terre rare e rafforzando i controlli sui giacimenti nazionali. La nuova versione della legge, che entrerà in vigore a gennaio, prevede che le aziende coinvolte nell’industria delle terre rare debbano essere autorizzate dal governo, dando la precedenza all’industria locale, per favorire l’autosufficienza nazionale nel settore. Secondo le ultime stime dell’agenzia statunitense Geological Survey, le riserve del Vietnam contengono circa 3,5 milioni di tonnellate di terre rare, il sesto giacimento più grande al mondo. 

Ministro degli Esteri giapponese: su Taiwan allineati con comunicato del 1972

Lunedì 15 dicembre il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi ha ribadito la posizione di Tokyo su Taiwan, nel tentativo di calmare le tensioni diplomatiche con Pechino. Durante una sessione parlamentare, in risposta alla richiesta di chiarimenti di un deputato, Motegi ha dichiarato: “Per quanto riguarda Taiwan, la politica fondamentale del Giappone è, come ha chiaramente affermato il primo ministro, in linea con il comunicato congiunto Giappone-Cina del 1972. Il documento afferma che il governo giapponese comprende e rispetta pienamente questa posizione del governo della Repubblica popolare cinese e mantiene fermamente la propria posizione ai sensi dell’articolo 8 della Dichiarazione di Potsdam”. Nonostante le pressioni cinesi, il ministro non ha letto ad alta voce la parte del comunicato secondo cui “il governo della Repubblica popolare cinese ribadisce che Taiwan è parte inalienabile del territorio della Repubblica popolare cinese”. Ma il riferimento alla Dichiarazione di Potsdam rappresenta già un passo avanti che asseconda le richieste di Pechino, secondo il quale quanto stabilito dalla più tarda Conferenza di San Francisco – che lascia lo status di Taiwan indefinito – è da ritenersi invalido dal momento che la Cina non  vi partecipò.

Inchiesta BBC svela abusi nelle scuole cinesi per adolescenti “ribelli”

Botte, abusi sessuali, rapimenti, suicidi: un’inchiesta della BBC ha svelato una rete di gravi abusi in almeno 10 scuole per “adolescenti ribelli” sparse in quattro province cinesi. Dietro alle scuole ci sarebbe Li Zheng, un ex militare che risulta essere stato arrestato a inizio anno per attività legate alla criminalità organizzata. La maggior parte delle scuole continua però a operare, con grande profitto, dato che le rette possono costare anche 25.000 dollari all’anno. L’inchiesta integrale si legge qui.  

Reuters: Meta tollera pubblicità fraudolente cinesi per tutelare le sue entrate

Secondo un’inchiesta di Reuters, Meta avrebbe deciso di non intervenire in modo risolutivo per arginare le pubblicità fraudolente provenienti da inserzionisti cinesi per tutelare i propri guadagni. I documenti utilizzati nell’inchiesta mostrano che nel 2024, durante un’indagine interna, Meta aveva scoperto che circa il 19% delle sue entrate dalla Cina, più di 3 miliardi di dollari, proveniva da annunci pubblicitari illegali legati a truffe, gioco d’azzardo illegale e pornografia. In meno di un anno, grazie ad un team antifrode apposito, la compagnia era riuscita ad abbassare questa percentuale al 9%. Dopo un intervento dell’AM Mark Zuckerberg, tuttavia, il team è stato sciolto, e gli annunci pubblicitari vietati sono risaliti a circa il 16% delle entrate di Meta in Cina. Il resto dell’indagine è consultabile a questo link.

Corea del Sud, verso l’introduzione di restrizioni ai social media per i minori

Il candidato alla presidenza della Commissione sudcoreana per le telecomunicazioni e i media, Kim Jong-cheol, ha detto di voler promuovere restrizioni all’uso delle piattaforme sociali da parte degli adolescenti. Prendendo la parola oggi in Parlamento durante l’audizione sulla sua nomina, Kim ha affermato che la tutela dei giovani rappresenta una priorità e rientra nella missione dell’autorità, chiamata a garantire che il pubblico possa “comunicare in un ambiente sicuro e libero e in modo ordinato”. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di introdurre misure analoghe a quelle adottate in Australia, dove l’utilizzo delle piattaforme sociali è stato vietato ai minori di 16 anni, Kim ha affermato che il governo “deve farlo”, sottolineando che la protezione dei giovani sotto questo profilo è “un obiettivo importante e centrale” della sua azione. (via Nova Agenzia)