cina over 65

In Cina e Asia – Cina, gli over 65 superano i bambini

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi: 

  • Cina, gli over 65 superano i bambini
  • Cambogia, liberato il leader dell’opposizione Kem Sokha
  • Wang Yi alle Nazioni  Unite chiede riforma delle istituzioni
  • Bloomberg: Pechino restringe i viaggi all’estero dei dipendenti di aziende private IA
  • Singapore, ministro degli Esteri in visita a Pyongyang
  • Seul punta al primo sottomarino nucleare domestico
  • Dissidente cinese raggiunge la Corea del Sud via mare: è la prima volta in 3 anni
  • Delegazione Usa a Taipei per rafforzare la modernizzazione militare
Cina, gli over 65 superano i bambini

Per la prima volta dal 1949, in Cina gli over 65 hanno superato numericamente i bambini sotto i 14 anni: gli anziani sono il 15,87% della popolazione contro il 15,25% dei minori. Il dato, riportato dall’Istituito nazionale di statistica sulla base di un mini censimento effettuato a novembre, evidenzia l’aggravarsi della crisi demografica nell’ormai secondo paese più popoloso del mondo, con meno lavoratori attivi, famiglie più piccole e crescente pressione sul sistema pensionistico e sul tradizionale modello familiare di assistenza agli anziani. Pechino cerca di reagire puntando sia sul cosiddetto “dividendo delle risorse umane” — valorizzando anziani ancora attivi e forza lavoro qualificata — sia su politiche pro-natalità, con incentivi economici e misure per ridurre i costi di figli ed educazione.

Cambogia, Hun Sen concede la grazia a leader dell’opposizione Kem Sokha

Hun Sen, ex primo ministro della Cambogia che rimane di fatto il leader del paese, ha firmato la grazia (formalmente concessa dal re Norodom Sihamoni) al principale esponente dell’opposizione, Kem Sokha, liberandolo dagli arresti domiciliari dopo tre anni di detenzione. La mossa è stata interpretata come un tentativo di rafforzare la legittimità del governo guidato dal figlio, Hun Manet, e di migliorare le relazioni con i Paesi occidentali. Kem Sokha, 72 anni, fondatore del disciolto Cambodia National Rescue Party, era stato accusato di aver cospirato con gli Stati Uniti per prendere il controllo del paese, e stava scontando una condanna a 27 anni di arresti domiciliari per alto tradimento. Per ora l’uomo rimane escluso dalla vita politica e non può lasciare il paese, ma il suo avvocato spera che la situazione potrebbe cambiare dopo ulteriori colloqui con Hun Sen. 

Wang Yi alle Nazioni  Unite chiede riforma delle istituzioni

Martedì, durante una conferenza stampa alle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha criticato gli Stati Uniti, sottolineando la necessità di salvaguardare il multilateralismo e la Carta delle Nazioni Unite in tempi di grande instabilità. “Come abbiamo visto negli ultimi tempi, gli scopi della Carta delle Nazioni Unite sono stati ignorati, le norme fondamentali delle relazioni internazionali sono state minate e la pace e la sicurezza mondiali sono in grave pericolo“, ha affermato Wang aggiungendo che “il Consiglio di Sicurezza dovrebbe farsi avanti e assumersi le proprie responsabilità” per evitare un ritorno alla “legge della giungla”. Il massimo diplomatico cinese ha presentato cinque punti a sostegno del suo appello affinché i membri “si uniscano e agiscano per difendere l’ONU, rivitalizzarla e rafforzarla“. Molti dei passaggi includono critiche esplicite a Washington, che però non viene mai nominata esplicitamente, come il fatto che “qualsiasi azione militare unilaterale che aggiri l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza è inaccettabile, e qualsiasi sanzione unilaterale che vada oltre la portata delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza è priva di legittimità”. Wang anche espresso la speranza che Stati Uniti e Iran possano “venirsi incontro” per riportare la pace in Asia occidentale.

La Cina ha assunto la presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a maggio con in cima l’agenda riformare l’organizzazione, dare maggiore voce al Sud globale e favorire la fine del conflitto in Iran. Wang farà tappa a Ottawa prima di rientrare in patria; si tratterà della prima visita in Canada di un ministro degli Esteri cinese in un decennio, a seguito del recente disgelo diplomatico tra i due Paesi.

Singapore, ministro degli Esteri in visita a Pyongyang

Il ministro degli Esteri singaporiano Vivian Balakrishnan, impegnato in un tour diplomatico di cinque giorni (24-28 maggio) con tappe in Cina, Corea del Nord e Corea del Sud, ha effettuato la prima visita a Pyongyang dal 2018, anno in cui Singapore aveva ospitato il vertice Trump-Kim. Nonostante le sanzioni internazionali abbiano quasi azzerato gli scambi commerciali bilaterali, i due paesi hanno mantenuto rapporti amichevoli. L’inusuale visita ravvicinata a entrambe le Coree potrebbe rappresentare un’opportunità per la città-stato di fungere da tramite, rafforzando la sua rilevanza diplomatica in un periodo di generale riscrittura degli equilibri geopolitici, scrive Bloomberg

La visita a Pyongyang segue quella a Pechino, dove lunedì Balakrishnan ha incontrato l’omologo Wang Yi. Secondo il resoconto ufficiale cinese, i due hanno invocato un cessate il fuoco in Asia Occidentale e ribadito l’impegno comune a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Malacca e nelle acque internazionali, ha riportato il SCMP.

Bloomberg: Pechino restringe i viaggi all’estero dei dipendenti di aziende private IA

La Cina impone restrizioni ai viaggi all’estero dei suoi maggiori esperti di intelligenza artificiale, inclusi dipendenti di aziende private come Alibaba e DeepSeek, ha rivelato Bloomberg. I professionisti considerati strategicamente importanti dovranno chiedere l’approvazione del governo per lasciare la Cina: una pratica già consolidata per gli alti dipendenti statali e quadri di partito, ma rara nel settore privato. Finalizzata a proteggere il patrimonio tecnologico nazionale e accelerare il recupero del divario con gli Stati Uniti nell’IA, la mossa rischia tuttavia di ostacolare il reclutamento di talenti e di spingere i professionisti più promettenti a lasciare il paese a inizio carriera, sottolinea l’articolo di Bloomberg.

Dissidente cinese raggiunge la Corea del Sud via mare: è la prima volta in 3 anni

L’attivista per i diritti umani cinese Dong Guangping, 68 anni, ha raggiunto lunedì 25 maggio le coste della Corea del Sud a bordo di un piccolo gommone ed è stato fermato dalla Guardia Costiera di Taean con l’accusa di violazione delle leggi sull’immigrazione. È uno dei rarissimi casi di fuga dalla Cina via mare: l’ultimo episodio noto risale a tre anni fa, quando un altro dissidente raggiunse la Corea del Sud in moto d’acqua. La storia di Dong è una sequenza di tentativi di fuga e rimpatri forzati: ex poliziotto e soldato diventato attivista, fu licenziato nel 1999 dopo aver firmato una lettera sul massacro di Tiananmen. Nel 2015 fuggì in Thailandia con la famiglia, dove ottenne lo status di rifugiato Onu in attesa del reinsediamento in Canada, ma fu rimandato in Cina dalle autorità thailandesi su pressione di Pechino. Nel 2019 tentò di raggiungere a nuoto l’isola taiwanese di Kinmen, restando in mare per circa otto ore prima di essere recuperato da pescatori cinesi. Nel 2020 fuggì in Vietnam, dove fu arrestato nel 2022 e riconsegnato alla Cina.

Seul punta al primo sottomarino nucleare domestico

La Corea del Sud ha presentato la sua prima road map ufficiale per costruire un sottomarino nucleare interamente prodotto nel paese entro la metà degli anni ’30, un progetto che il presidente Lee Jae Myung ha definito un passo decisivo verso una difesa realmente autonoma. L’annuncio è arrivato durante la riunione inaugurale del Comitato per la Strategia di Difesa Futura, tenuta alla base navale di Jinhae, dove Seul ha ribadito che il programma si svilupperà nel pieno rispetto degli obblighi di non proliferazione. Nella stessa riunione, il governo ha discusso anche l’accelerazione del trasferimento dell’OPCON (l’autorità che decide come, quando e dove impiegare le forze militari durante un conflitto) dagli Stati Uniti alla Corea del Sud. Lee ha definito la difesa autonoma “la base stessa dell’esistenza di una nazione”, criticando la persistente “mentalità dipendente” nel settore militare.

Delegazione Usa a Taipei per rafforzare la modernizzazione militare

Una delegazione statunitense di alto livello guidata dall’ex comandante dell’US Army Pacific Charles Flynn è arrivata a Taipei per una visita di quattro giorni dedicata a espandere il ruolo americano nella modernizzazione delle forze armate taiwanesi. Parallelamente, Taiwan sta tentando di ritagliarsi uno spazio nel mercato globale dei droni, spinta dalla domanda esplosa con la guerra in Ucraina. Le aziende locali puntano a diventare un hub asiatico per componenti “red”, privi cioè di materiali cinesi, un posizionamento che rende i prodotti fino a tre volte più costosi rispetto ai concorrenti guidati dal colosso DJI ma che risponde alle esigenze di governi sempre più attenti alla sicurezza delle catene di fornitura. Le esportazioni taiwanesi sono comunque decollate: nei primi quattro mesi del 2026 hanno raggiunto 181.159 unità, quasi venti volte il dato dell’anno precedente, con Repubblica Ceca e Polonia come principali destinazioni e molte forniture destinate, tramite donazioni, all’Ucraina.