I titoli di oggi:
- Cina, il numero di iscritti al gaokao diminuisce per il secondo anno consecutivo
- La Corea del Nord riafferma il proprio status nucleare alla vigilia della visita di Xi
- La Cina avvia pattuglie marittime intorno a Taiwan
- Cina, pronto divieto a contenuti online che diffondono disinformazione e bullismo
- Cina, Cai Qi nominato a capo della scuola del Pcc
- Corea del Sud, nominata la prima premier donna in 20 anni
Cina, il numero di iscritti al gaokao diminuisce per il secondo anno consecutivo
Il 7 e 8 giugno milioni di studenti cinesi hanno sostenuto il gaokao, l’annuale esame che permette di accedere all’università nell’anno accademico successivo. Gli iscritti quest’anno sono stati 12,9 milioni: 450 mila in meno rispetto al 2025, quando si era già registrato un calo dell’affluenza di 70 mila persone rispetto al 2024. In un contesto nel quale sempre più laureati faticano a trovare un lavoro stabile, e con i pochi posti disponibili riservati solo a chi termina gli studi nelle migliori università del paese, molte ragazze e ragazzi cinesi preferiscono infatti entrare fin da subito nel mondo del lavoro o iscriversi alle scuole professionali. Anche se è possibile che alla diminuzione di iscritti contribuisca anche il calo demografico.
Per chi invece tenterà la strada accademica, le regole del gaokao si fanno sempre più stringenti. Diverse province hanno annunciato controlli più severi per chi tenterà di imbrogliare usando strumenti di intelligenza artificiale (IA), come gli occhiali smart. Altre hanno introdotto a loro volta dei sistemi IA per pizzicare in tempo reale chi copia, con telecamere a riconoscimento facciale (per impedire eventuali scambi di persona) e strumenti in grado di rilevare ogni minimo comportamento sospetto, come il sussurrare o il guardarsi intorno. Chi viene sorpreso a copiare al gaokao può essere interdetto dall’esame per un periodo fino a 7 anni.
La Corea del Nord riafferma il proprio status nucleare alla vigilia della visita di Xi
“In questo nuovo momento storico… la Cina è disposta a collaborare con la Repubblica popolare democratica di Corea per portare le relazioni bilaterali a un livello strategico e promuoverne un maggiore sviluppo, in linea con i tempi”. Lo ha dichiarato Xi Jinping in un editoriale comparso oggi sul quotidiano nordcoreano Rodong Simun, prima di atterrare a Pyongyang per la sua prima visita nel paese dal 2019. Xi, che ha definito l’amicizia tra i due paesi “forgiata nel sangue”, ha promesso di intensificare la comunicazione strategica e di interagire frequentemente “come tra parenti”, anche a livello di partiti, governi e forze armate. Il leader cinese ha inoltre sottolineato la necessità di combattere “egemonismo”, “autoritarismo” e i “tentativi cospiratori di ripristinare il militarismo che minacciano la stabilità internazionale”.
Alla vigilia della visita di Xi, il leader supremo nordcoreano Kim Jong Un ha promesso di potenziare la marina militare come parte della strategia di deterrenza nucleare del paese. Sabato 6 giugno Kim ha infatti assistito insieme a sua figlia Ju Ae a una prova di navigazione di un nuovo cacciatorpediniere da 5.000 tonnellate. Secondo i media nordcoreani, Kim ha annunciato che i piani per il potenziamento della forza navale includono lo sviluppo e la produzione di “armi segrete sottomarine” e la costruzione di cacciatorpediniere da 10.000 tonnellate.
Domenica la sorella del leader, Kim Yo Jong, ha inoltre ribadito che Pyongyang non rinuncerà mai al suo status di potenza nucleare, avvertendo che il paese non tollererà eventuali minacce esterne. Kim Yo Jong ha quindi definito “false” le allusioni su un possibile accordo tra Xi e Donald Trump per la denuclearizzazione della Corea del Nord, come suggerito dal comunicato rilasciato dalla Casa Bianca: “La politica di rafforzamento costante della deterrenza nucleare a scopo di autodifesa, come dichiarato dal capo dello Stato, è una decisione irreversibile e definitiva che deve essere attuata incondizionatamente”, ha concluso.
La Cina avvia pattuglie marittime intorno a Taiwan
Il 5 giugno l’Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLA) ha annunciato il dispiegamento di aerei e navi militari per monitorare il passaggio della fregata olandese De Ruyter sullo Stretto di Taiwan. La nave olandese è impegnata in una spedizione di cinque mesi (cominciata ad aprile) nell’Asia-Pacifico, e già a fine maggio Pechino aveva accusato la De Ruyter di essere entrata illegalmente nell’arcipelago delle Paracel, controllato dalla Cina ma rivendicato anche da Vietnam e Taiwan. Il governo olandese ha dichiarato che le operazioni della fregata rispettano il diritto internazionale, mentre il colonnello Xu Chenghua, portavoce del Comando del teatro orientale del PLA, ha detto che l’esercito cinese “rimarrà in costante stato di allerta e difenderà con determinazione la sovranità e la sicurezza della Cina”.
Durante il transito della De Ruyter intorno alle Paracel, il PLA aveva inoltre fatto sapere di aver usato delle non specificate “contromisure elettroniche” per allontanare un elicottero olandese che era entrato “ripetutamente” nello spazio aereo cinese. È la prima volta che l’esercito cinese sostiene di aver usato simili contromisure contro navi o velivoli stranieri. Il 6 giugno due imbarcazioni cinesi (una della guardia costiera e una nave da ricognizione) hanno poi navigato intorno alle isole Pratas, controllate da Taiwan nel mar Cinese meridionale. Taipei ha protestato, definendola una “provocazione”. Le Pratas si trovano a circa 400 km dalla costa meridionale dell’isola principale di Taiwan e sono considerate vulnerabili a un eventuale attacco cinese. Secondo la guardia costiera taiwanese, durante il transito le navi cinesi avrebbero trasmesso un messaggio dicendo che “il futuro di Taiwan risiede nella riunificazione nazionale”.
Le schermaglie sono continuate anche domenica 7 giugno, quando Taipei ha dichiarato di aver allontanato quattro navi cinesi che si sarebbero spinte nelle acque a 30 miglia nautiche dalla costa sud-ovest dell’isola principale di Taiwan. Ma è sul versante opposto che si stanno verificando le incursioni più anomale. I media statali cinesi hanno annunciato che navi della Guardia costiera e una nave sono state inviate nelle acque a est di Taiwan per condurre una “operazione speciale di applicazione delle norme sul traffico marittimo” in risposta alla decisione di Giappone e Filippine di definire il loro confine marittimo nelle acque che si sovrappongono alla zona economica esclusiva di Taipei e su cui Pechino rivendica la propria sovranità.
Cina, pronto divieto a contenuti online che diffondono disinformazione e bullismo
L’autorità cinese di regolamentazione di internet (CAC) ha annunciato che dal 1° settembre verranno introdotti 11 nuovi divieti per i creatori di contenuti online, con lo scopo di impedire la diffusione di “voci” che potrebbero incitare l’indignazione pubblica o comportamenti discriminatori. Le nuove norme vieteranno quindi i post con informazioni false o basati su delle speculazioni non verificate che potrebbero “confondere il pubblico” e creare divisioni, mentre si rafforzeranno i controlli sulle attività dei minori (ad esempio chi ha meno di 16 anni non potrà organizzare live streaming) e sulle attività di e-commerce. Ulteriore attenzione verrà inoltre riposta nei confronti dei fenomeni di cyberbullismo. Sul tema, ha fatto notizia di recente il caso della segretaria locale del Pcc a Longchihe, Xiang Jinyuan, presa in giro sui social per gli orecchini che indossava durante un’intervista. Nel video si vedeva Xiang, in lacrime, descrivere la devastazione causata dalle alluvioni dello scorso maggio nella contea di Shimen, ma questo non era bastato a fermare i commenti denigratori nei suoi confronti.
Cina, Cai Qi nominato a capo della scuola del Pcc
Cai Qi, membro del Comitato permanente del Politburo del Pcc e quinto nella gerarchia del partito, è stato scelto per dirigere la Scuola Centrale del Pcc, il principale centro di formazione per i quadri. La notizia è stata data venerdì 5 giugno dalla CCTV. Da responsabile delle operazioni quotidiane del partito, Cai è spesso definito come “il capo di gabinetto” del segretario Xi Jinping (di cui è uno dei più stretti collaboratori da anni), e ora supervisionerà anche la formazione e la selezione dei massimi funzionari del paese. La scuola del Pcc è stata fondata nel 1933, e nel 2018 si è fusa con l’Accademia Nazionale di Amministrazione. Cai succede a Chen Xi, un altro alleato di Xi, e lo stesso Xi in passato ha diretto la scuola (così come l’ex presidente Hu Jintao).
Corea del Sud, nominata la prima premier donna in 20 anni
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha nominato Han Seongsook come prossima prima ministra della Corea del Sud. Se la decisione verrà confermata dal parlamento, Han – attuale ministra per le piccole e medie imprese – sarà la prima premier donna del paese in 20 anni, dopo Han Myeong Sook (in carica tra il 2006 e il 2007). I poteri del primo ministro in Corea del Sud sono comunque piuttosto limitati, visto che l’indirizzo di governo viene dato dal presidente.
Intanto, nel weekend, circa 30mila manifestanti si sono radunati davanti al seggio dello Stadio Olimpico di pallamano di Seul per chiedere la ripetizione delle elezioni locali che si sono tenute all’inizio della scorsa settimana. Le proteste sono cominciate dopo che si è scoperto che molte persone non hanno potuto votare a causa della carenza di schede elettorali in almeno 50 seggi del paese: lo scandalo ha già provocato le dimissioni del capo della Commissione elettorale nazionale.
