auto elettriche cina

In Cina e Asia – Cina, export di auto elettriche dal 2026 solo su licenza

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Cina, export di auto elettriche dal 2026 solo su licenza
  • Documenti mostrano che la Russia starebbe addestrando le forze aeree cinesi
  • La ministra degli Esteri nordcoreana è di nuovo in Cina
  • Cina, condannato a morte con pena sospesa ex ministro dell’Agricoltura
  • India, arrestato l’attivista Sonam Wangchuk dopo le proteste in Ladakh
  • Incendio Corea del Sud, il presidente promette miglioramento della sicurezza dei dati
  • Indonesia, quasi 1.000 sospetti identificati in connessione alle proteste di agosto
  • Corea del Sud, approvata legge che ridefinisce i poteri di vari dipartimenti governativi
Cina, export di auto elettriche dal 2026 solo su licenza

Dal 1° gennaio del 2026 i produttori cinesi di auto elettriche (EV) potranno vendere i propri modelli all’estero solamente dopo aver ottenuto un permesso dalle autorità. Lo ha annunciato venerdì 26 settembre il ministero del Commercio cinese. L’obiettivo della misura, che esclude le auto ibride, è quello di “promuovere lo sviluppo sano” del settore delle EV, ha dichiarato il ministero. Le auto elettriche verranno così equiparate ai veicoli a combustione, che già da anni possono essere esportati solo su licenza. Secondo Bloomberg, la decisione sottolinea la volontà del governo cinese di rafforzare il controllo su un’industria che negli ultimi mesi è stata scossa da una “guerra dei prezzi” (enormi sconti e svendita dei modelli più vecchi) che rischia di mettere in ginocchio i produttori più piccoli.

Pechino spera così che le case di EV possano richiedere le licenze solo per i modelli sui quali hanno più ampi margini di guadagno, riducendo la quantità di auto esportate e dunque anche le tensioni commerciali con l’Unione Europea, che sta provando da tempo – senza grande successo – a limitare il flusso di EV cinesi nel continente. Non è chiaro se la misura avrà conseguenze anche sui marchi stranieri di auto elettriche che hanno impianti di produzione in Cina, come Tesla o Volkswagen, e c’è anche la possibilità che le case cinesi possano accelerare la costruzione di fabbriche fuori dalla Repubblica popolare per aggirare le restrizioni.

Documenti mostrano che la Russia starebbe addestrando le forze aeree cinesi

Secondo alcuni documenti pubblicati online dal gruppo hacker Black Moon, la Russia starebbe contribuendo all’addestramento e all’equipaggiamento delle forze aeree cinesi, organizzando esercitazioni congiunte specializzate in tattiche di assalto e guerra ibrida. Nei file, che coprono il periodo 2023-2024, si legge che Mosca avrebbe inviato a Pechino vari mezzi militari (tra cui veicoli anfibi d’assalto e cannoni semoventi anticarro) e che i due paesi avrebbero organizzato delle sessioni di addestramento per simulare delle operazioni aeree volte a mimetizzare le forze di invasione, che verrebbero paracadutate sul territorio nemico. Alcuni esperti sostengono che le esercitazioni rispecchierebbero le tecniche utilizzate dall’esercito russo per invadere la Crimea, nel 2014, e che potrebbero essere impiegate in un eventuale scenario di invasione cinese di Taiwan.

Cina, condannato a morte con pena sospesa ex ministro dell’Agricoltura

L’ex ministro dell’Agricoltura e degli affari rurali della Cina, Tang Renjian, è stato condannato a morte – con pena sospesa per due anni – per corruzione, reato che l’agenzia di stampa Xinhua attribuisce a varie posizioni ricoperte dal 2007 al 2024. Tang è stato condannato da un tribunale di Changchun, con l’accusa di aver accettato tangenti e proprietà per un valore di oltre 268 milioni di yuan (l’equivalente di circa 37 milioni di dollari). L’apertura delle indagini lo scorso anno aveva privato Tang dell’incarico di ministro e, poi a novembre, di membro del Partito. La pena, sospesa per due anni, corrisponde di fatto a un ergastolo e tiene conto del fatto che l’ex funzionario ha confessato i suoi reati.

La ministra degli Esteri nordcoreana è di nuovo in Cina
“La Cina è disposta a rafforzare il coordinamento e la cooperazione con la Repubblica Popolare Democratica di Corea negli affari internazionali e regionali” e a combattere “ogni forma di egemonia” nell’interesse comune. Lo ha detto ieri il ministro degli Esteri cinese Wang Yi accogliendo l’omologa nordcoreana Choe Son Hui, alla sua seconda visita nel paese a distanza di poche settimane dalla precedente. Choe, che aveva accompagnato Kim Jong-un in Cina per al parta del 3 settembre, ha affermato che “le relazioni bilaterali tra i due Paesi sono immutabili e dovrebbero evolversi per soddisfare le esigenze dei tempi”. Secondo diversi analisti, la nuova permanenza in Cina della ministra potrebbe preludere a una possibile visita di Xi Jinping in Corea del Nord. Senza troppi dubbi attesta quantomeno una distensione dei rapporti tra Pechino e Pyongyang che erano parsi essersi raffreddati a causa del coinvolgimento della Corea del Nord al fianco della Russia in Ucraina.
India, arrestato l’attivista Sonam Wangchuk dopo le proteste in Ladakh

Venerdì 26 settembre la polizia indiana ha arrestato Sonam Wangchuk, l’attivista che nei giorni precedenti era stato accusato dalle autorità di aver fomentato proteste a Leh, la maggiore città del Ladakh. Il 10 settembre Wangchuk, noto attivista locale per il clima e per l’autonomia del Ladakh, aveva cominciato (insieme ad altre persone) uno sciopero della fame che lo aveva infine costretto a essere ricoverato in ospedale, il 24 settembre. A seguito della suo ospedalizzazione, centinaia di manifestanti sono scesi in strada a Leh per sostenere la sua causa e chiedere l’autonomia della regione: un palazzo istituzionale è stato dato alle fiamme e ci sono stati degli scontri con le forze di polizia, che sostengono di aver sparato per legittima difesa. Il bilancio finale delle proteste è stato di almeno 5 morti e 70 feriti tra i manifestanti, con oltre 30 agenti feriti. Wongchuk, che nei giorni precedenti aveva fatto riferimento alle primavere arabe e alle recenti proteste in Nepal, è stato subito additato come responsabile delle violenze.

Il suo arresto segue giorni di coprifuoco e di limitazioni nelle comunicazioni internet, in un contesto radicato di forte repressione dei movimenti per l’autonomia. Dal 2019 il Ladakh (un tempo parte del territorio del Jammu e Kashmir) non gode più del suo storico status di autonomia speciale ed è sotto il diretto governo di Nuova Delhi, che da allora reprime regolarmente le proteste di chi chiede maggiore rappresentanza politica, opportunità di lavoro e il diritto di decidere di come sfruttare le risorse naturali locali.

Thailandia-Cambogia, primi scontri al confine dopo il cessate il fuoco di luglio

Sabato 27 settembre l’esercito thailandese e cambogiano si sono scontrati a Chong An Ma, nel nord-est della Thailandia, al confine tra i due paesi. Le ricostruzioni parlano di spari, colpi di mortaio e lanci di granate, ma non ci sarebbero state vittime. Si tratta dei primi scontri al confine tra Thailandia e Cambogia dalla firma del cessate il fuoco di fine luglio e, come già accaduto durante le precedenti schermaglie, le versioni dei due eserciti sono opposte, con entrambe le parti che sostengono di non aver aperto il fuoco per prime.

Intanto proprio in questi giorni il nuovo premier thailandese, Anutin Charnvirakul, ha detto che il governo sta pensando di indire un referendum per chiedere alla popolazione di decidere se mantenere o cancellare due accordi sulle dispute territoriali con la Cambogia, firmati tra Bangkok e Phnom Penh nel 2000 e nel 2001. I trattati stabiliscono delle linee guida per la gestione delle controversie marittime e al confine di terra: il rischio è che il loro annullamento possa generare un vuoto normativo, inasprendo le tensioni tra le parti.

Incendio Corea del Sud, il presidente promette miglioramento della sicurezza dei dati

Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha promesso un “significativo miglioramento” della sicurezza dei sistemi amministrativi dopo il grave incendio che da giorni sta paralizzando i servizi online in tutto il paese. Incontrando decine di ministri e alti funzionari governativi, Lee ha espresso preoccupazione per le interruzioni dei servizi di spedizione, postali e finanziari, nonché servizi governativi come il rilascio di nuovi passaporti e l’offerta di aiuti alle persone svantaggiate. L’incendio, divampato venerdì presso il Servizio Nazionale di Risorse Informative nella città di Daejeon, è stato spento il giorno successivo. Il presidente non ha previsto per quanto tempo si sarebbero protratte le interruzioni, aggiungendo che il Paese dovrà lanciare un cosiddetto “sistema duale” per assicurare la sicurezza dei dati in caso di emergenza.

Corea del Sud, approvata legge che ridefinisce i poteri di vari dipartimenti governativi

Il 26 settembre il parlamento sudcoreano ha approvato una legge che modifica le competenze di varie agenzie pubbliche, tenendo fede a una promessa elettorale del presidente Lee Jae Myung, che si era impegnato a ridurre il potere di alcuni dipartimenti governativi. Con le nuove norme, che entreranno in vigore da gennaio 2026, il ministero delle Finanze non avrà più il potere di redigere il bilancio nazionale, la procura non potrà più avviare nuove indagini e la gestione dell’energia passerà dal ministero dell’Industria e quello dell’Ambiente. La legge prevede infine che verranno istituiti nuovi organi per la gestione delle competenze rimosse alle agenzie oggetto del provvedimento.

Indonesia, quasi 1.000 sospetti identificati in connessione alle proteste di agosto

La polizia indonesiana ha dichiarato di aver inserito 936 persone in una lista di sospettati per le violenze che si sono verificate nelle proteste dello scorso agosto, con accuse di vandalismo, incendio doloso, furto, aggressione, incitamento all’odio e possesso di armi ed esplosivi. Tra loro ci sono anche 295 minori, riporta il Jakarta Globe. Le manifestazioni, organizzate per protestare contro i privilegi della classe politica indonesiana, sono degenerate a seguito della violenta repressione delle forze dell’ordine. Gli scontri hanno portato alla morte di 10 civili.