Ieri, giovedì 1°ottobre, la Cina ha celebrato il 71º anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Al contrario dello scorso anno i festeggiamenti sono stati più tiepidi, senza la tradizionale parata in Piazza Tian’anmen. Nella stessa giornata cadeva la Festa di Metà Autunno, un evento che accade solo quattro volte in un secolo a causa dello spostamento di data di questa festa tradizionale nel calendario lunare cinese. Nonostante le restrizioni per la prevenzione del Covid-19, almeno 600 milioni di cittadini cinesi viaggeranno all’interno del paese durante la settimana di vacanza che segue il giorno della festa nazionale. Rimane invece valido il consiglio di evitare i viaggi all’estero. Durante il ricevimento del governo centrale il premier Li Keqiang ha evidenziato i risultati ottenuti da Pechino nel contrastare la pandemia e nel guidare la ripresa. Il discorso del Premier ha toccato anche le questioni di Hong Kong, Macao e Taiwan, ricordando la centralità nella politica di Pechino dei temi di sovranità, sicurezza e sviluppo pacifico. Hong Kong durante la festa nazionale cinese è stata una città molto diversa da quella che era nel 2019, quando i manifestanti avevano invaso, numerosi, le vie della città. Le manifestazioni in programma sono state vietate e il numero di agenti in servizio per monitorare la situazione ha superato di gran lunga le aspettative con un contingente di 6000 uomini nei distretti chiave. Una parata pacifica a cura del Civil Human Rights Front – per dimostrare solidarietà verso 12  hongkonghini arrestati per aver cercato di lasciare la metropoli e raggiungere Taiwan – è stata annullata, e poche persone vestite di nero si sono radunate a Causeway Bay. Alle dieci di sera della giornata di giovedì la polizia di Hong Kong ha confermato l’arresto di 86 persone, tra loro almeno 74 con l’accusa di aver preso parte a una manifestazione non consentita. Il discorso in occasione della festa nazionale da parte del capo dell’esecutivo Carrie Lam ha destato altrettante preoccupazioni. La politica ha attaccato i governi stranieri che criticano la nuova legge di sicurezza nazionale, accusandoli di applicare uno standard fazioso nei confronti del lavoro del governo locale di Hong Kong. Carrie Lam ha inoltre aggiunto che nessuna imposizione e interferenza esterna potranno influenzare il proprio operato per la salvaguardia della sicurezza nazionale, e che i risultati del Paese nel contrastare la pandemia stanno permettendo la ripresa economica in mezzo a tante altre realtà incerte. [Fonte: Straits Times, SCMP, RTHK]

La Cina presiederà la 15° Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica

Il discorso del presidente cinese Xi Jinping al vertice ONU sulla biodiversità segue la linea d’azione lanciata la scorsa settimana con la dichiarazione del raggiungimento delle emissioni zero entro il 2060. Il presidente Xi ha riaffermato l’impegno preso con la firma dei trattati sull’ambiente e ha invitato gli altri paesi a collaborare assiduamente per il raggiungimento degli obbiettivi previsti, dicendo che “la Cina prende sul serio i suoi obblighi nei confronti dei trattati per la tutela dell’ambiente, compresi cambiamenti climatici e biodiversità”.  Il discorso di Xi Jinping arriva in occasione di un summit dove non si è presentato il presidente americano Donald Trump, né è stato inviato alcun rappresentante di Washington: gli USA hanno già annunciato l’abbandono dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, che sarà ufficializzato il giorno dopo le elezioni presidenziali statunitensi. A maggio la Cina si prepara a ospitare la quindicesima Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), un incontro biennale che quest’anno dovrà produrre un nuovo accordo internazionale per la salvaguardia della biodiversità. Questa sarà la prima volta che la Cina assumerà la presidenza della CBD, portando i propri rappresentanti a condurre la stesura degli obbiettivi per il prossimo decennio. [Fonte: SCMP]

Pechino frena l’accesso di Wikipedia all’ente internazionale della proprietà intellettuale

La scorsa settimana Pechino ha votato contro la proposta di rendere la Wikimedia Foundation lo status di osservatore presso l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO). L’azienda, casa madre di Wikipedia, è stata l’unica tra 12 altre organizzazioni civiche non governative a non ricevere lo stato di osservatore, un ruolo nemmeno troppo alto e significativo. Secondo gli analisti, sono molte le ragioni che hanno spinto la Cina – supportata da Russia, Iran e Pakistan – a spingere per il no. Primo, la Wikimedia Foundation ha una sede a Taiwan, fattore che contrasta con le preferenze di Pechino in politica estera. Potrebbe avere inoltre contribuito l’elezione del favorito americfano a capo della WIPO – il singaporiano Daren Tang – a discapito del candidato sponsorizzato dalla Cina. Per concludere, l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale rappresenta in questo momento un organo strategico nella corsa alla supremazia tecnologica tra Cina e Stati Uniti, coerente con il crescente interesse di Pechino nei confronti dell’ONU come piattaforma per la promozione strategica dei propri interessi. [Fonte: SCMP]

Il boom della sorveglianza estrema è in Asia

In un rapporto pubblicato ieri da Verisk Maplecroft, il continente asiatico sta emergendo come il leader globale della sorveglianza di Stato. L’indice elaborato dall’agenzia che valuta la tutela della privacy dei cittadini in uno stato, il Right to Privacy Index (RPI), è crollato a livelli storici per quanto riguarda gli stati asiatici. Il testo evidenzia quanto la situazione epidemica abbia accelerato il trend verso la cessione di dati alle autorità e accettazione della riduzione di alcune libertà. In questo modo, i regimi autoritari asiatici si starebbero rafforzando grazie all’introduzione di misure draconiane per contrastare la diffusione del Covid-19. Alcune tecnologie per sorvegliare la popolazione introdotti in via temporanea si stanno già cementando nell’apparato legislativo degli stati, come nel caso della app per il tracciamento e i droni. Anche Amnesty International aveva sollevato la questione ad Aprile di quest’anno, denunciando come il governo cinese stesse sfruttando la situazione d’emergenza per normalizzare le misure di sorveglianza della popolazione. [Fonte: Verisk Maplecroft, The Guardian]

Coppia di musiciste taiwanesi rischia sanzioni per essersi esibita in Cina

Ouyang Nana e Angela Chang si sono esibite mercoledì sera sulla televisione nazionale cinese CCTV in occasione della vigilia della festa nazionale. Le due cantanti e musiciste, molto famose sul continente, si sono unite all’interpretazione di un brano dai toni nazionalistici che celebra la lotta contro il Coronavirus. Nonostante la canzone non riporti un testo esplicitamente patriottico, il Ministero della Cultura taiwanese sta valutando la possibilità di chiedere alle due performer il pagamento fino a 17.000 dollari di multa. I possibili capi d’accusa sono la partecipazione stessa all’evento, nonostante il preavviso, e il contenuto della canzone incriminata: andrebbero contro l’interesse di Taiwan in un momento in cui le relazioni con la Cina si fanno sempre più difficili. [Fonte: SCMP]

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