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In Cina e Asia – Capo NATO preoccupato per un conflitto nello Stretto di Taiwan

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Capo NATO preoccupato per un conflitto nello Stretto di Taiwan
  • Cina-UE, Kallas: verso Pechino serve “dose di realismo”
  • AMNC 2025: 1700 invitati alla Davos estiva
  • PM di Singapore Wong in Cina: “Pronti a rafforzare collaborazione multilaterale”
  • Cina, prodotto il primo lotto di robot umanoidi industriali
  • Continua la distensione tra Cina e India
  • Il Giappone celebra 80 anni dalla battaglia di Okinawa tra le polemiche sulle basi Usa
  • Usa: “DeepSeek aiuta l’esercito cinese”
  • Alibaba unisce Ele.me e Fliggy per battere la concorrenza
  • Iran, Pyongyang rafforza l’asse con Russia e Cina e blinda la sua strategia nucleare

Il “massiccio” rafforzamento militare di Pechino aumenta la minaccia di un conflitto nello Stretto di Taiwan, con il rischio di un coinvolgimento della Russia e conseguenze per l’Europa. A dirlo è stato ieri il segretario generale della NATO Mark Rutte, che parlando con i giornalisti in vista del vertice di questa settimana all’Aia, ha anche ricordato come l’Alleanza transatlantica gode di stretti rapporti con i partner indo-pacifici – ovvero Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Secondo Rutte, la NATO deve fare “molto di più” per difendere il territorio alleato, esortando i “nuovi attori”, come i suoi quattro partner asiatici, a mantenere il vantaggio tecnologico dell’organizzazione. I leader di Seul, Tokyo e Canberra però all’Aia non ci saranno.

Cina-UE, Kallas: “ogni relazione richiede una dose di realismo”

Durante una riunione dei ministri degli Esteri dell’UE, tenutasi lunedì a Bruxelles, il capo della politica estera dell’UE Kaja Kallas ha usato toni duri verso la Cina. “È chiaro che la Cina è uno dei maggiori partner commerciali, e abbiamo alcune questioni come il cambiamento climatico su cui cooperiamo, ma ogni relazione richiede una dose di realismo. La Cina permette la guerra della Russia”, ha dichiarato Kallas, aggiungendo che la Cina “compie attacchi informatici. Interferisce nelle nostre democrazie. Utilizza pratiche commerciali coercitive”. Le dichiarazioni precedono due appuntamenti importanti per le relazioni UE-Cina: l’incontro del 2 luglio tra Kallas e il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il vertice dei leader UE-Cina che si terrà il 24-25 luglio nella provincia dello Anhui.

AMNC 2025: 1700 invitati alla Davos estiva

È iniziato oggi a Tianjin il 16° “Annual Meeting of the New Champions” (AMNC), l’evento noto come “Davos estivaorganizzato ogni anno in Cina dal World Economic ForumIntitolata “Imprenditorialità per una nuova era”, l’edizione di quest’anno si focalizza su cinque aree chiave:  prospettive economiche globali, crescita tecnologica della Cina, trasformazione dell’industria, sostenibilità e nuove energie. Presenti più di 1.700 leader politici e commerciali provenienti da oltre 90 Paesi, tra cui anche il primo ministro di Singapore Lawrence Wong, già in Cina anche per una visita diplomatica di cinque giorni.

PM Wong a Pechino: “Singapore pronta a rafforzare la collaborazione multilaterale” 

Lunedì il primo ministro di Singapore Lawrence Wong ha incontrato il premier cinese Li Qiang, nell’ambito della sua prima visita ufficiale in Cina. Li, che ha definito Cina e Singapore “vicini amichevoli e partner importanti”, ha segnalato la volontà cinese di approfondire la cooperazione bilaterale, soprattutto nell’ottica di stabilizzare le catene di approvvigionamento globali, minacciate dalla nuova guerra dei dazi. In risposta, Wong ha dichiarato che Singapore ha “piena fiducia nell’economia cinese” e intende “rafforzare la collaborazione multilaterale con la Cina per salvaguardare il libero scambio”,  ribadendo l’importanza dell’ordine globale basato sulle regole. 

Secondo gli analisti, la retorica di Wong segnala la crescente frustrazione di Singapore verso l’amministrazione Trump, che potrebbe portare la città-stato, tradizionalmente attenta a schivare le tensioni USA-Cina, ad allinearsi più chiaramente a Pechino.

Cina, prodotto il primo lotto di robot umanoidi industriali per l’industria automobilistica

La Cina ha rilasciato le prime venti unità di “Walker S1”, un robot umanoide industriale progettato per assistere nella produzione automobilistica. Il lotto è stato prodotto da UBTECH a Liuzhou, nel Guangxi, e addestrato nelle fabbriche di diverse aziende note, tra cui BYD, Foxconn, Xiangjie e Audi FAW. Il robot, 76 kg per 172 cm di altezza, può trasportare fino a 15 kg e adattarsi a vari compiti di fabbrica, assistendo la produzione flessibile non presidiata.

Continua la distensione tra Cina e India

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha incontrato a Pechino il consigliere per la sicurezza nazionale indiano Ajit Doval, che è anche rappresentante speciale per la questione del confine sino-indiano. Durante l’incontro con il consigliere indiano, Wang Yi ha ricordato il vertice tra Xi Jinping e il premier indiano Narendra Modi, tenutosi lo scorso ottobre a Kazan, durante il quale i due leader hanno concordato di rafforzare le relazioni bilaterali. Cina e India, ha affermato Wang, dovrebbero attenersi al proposito di considerarsi reciprocamente opportunità di sviluppo e non minacce, affrontare con cautela le questioni sensibili e mantenere la stabilità lungo il confine condiviso. Doval ha confermato che il consenso raggiunto tra i due leader ha indicato la direzione per il futuro dei rapporti bilaterali. (via Nova Agenzia)

Il Giappone celebra 80 anni dalla battaglia di Okinawa tra le polemiche sulle basi Usa

Okinawa ha celebrato ieri l’80° anniversario della fine della Battaglia di Okinawa con una cerimonia al Peace Memorial Park di Itoman. Il premier Shigeru Ishiba ha ricordato le 200 mila vittime del conflitto, ma ha anche ribadito l’impegno a ridurre le basi militari statunitensi sull’isola per promuovere un futuro pacifico. Anche il governatore Denny Tamaki ha denunciato la “persistente” concentrazione delle installazioni americane a Okinawa, che ospita oltre il 70% delle aree riservate alle forze Usa in Giappone. Restano tensioni sul trasferimento della base di Futenma, i cui lavori non hanno ancora una data di conclusione certa. Il funzionario ha inoltre invitato a preservare le testimonianze dei sopravvissuti e ha espresso preoccupazione per l’attuale crisi mediorientale.

Usa: “DeepSeek aiuta l’esercito cinese”

La cinese DeepSeek supporta le operazioni militari e d’intelligence di Pechino e starebbe tenando di aggirare i controlli statunitensi sull’export per ottenere semiconduttori avanzati. Ad affermarlo è un funzionario Usa sentito dall’agenzia di stampa Reuters, che ha espresso preoccupazioni per la connivenza delle aziende cinesi con il Partito comunista cinese. L’azienda avrebbe usato società di comodo nel Sud-Est asiatico per accedere ai chip Nvidia vietati alla Cina e fornito informazioni riservate a Pechino. DeepSeek figura in oltre 150 commesse legate alle aziende cinesi e avrebbe ottenuto grandi quantità di chip H100 nonostante le restrizioni Usa. Washington non ha ancora annunciato sanzioni, mentre Nvidia ha dichiarato di rispettare i limiti all’export.

Alibaba unisce Ele.me e Fliggy per battere la concorrenza

Alibaba ha annunciato la fusione tra la piattaforma di delivery Ele.me e il sito di viaggi Fliggy, accelerando sulla strategia dell’instant retail per rispondere alla concorrenza di Meituan e JD.com e ai consumi cronicamente bassi. L’amministratore delegato Eddie Wu ha parlato di “upgrade strategico” per offrire esperienze integrate e rafforzare il commercio dell’ultimo minuto, mentre l’ex Ceo di Ele.me Han Liu è al centro di un’inchiesta per corruzione. La mossa segna un ulteriore passo indietro rispetto al piano di ristrutturazione del 2023 e punta a creare sinergie interne per affrontare un mercato sempre più competitivo.

L’attacco contro l’Iran e gli effetti sulla Corea del Nord

L’attacco Usa contro le strutture nucleari iraniane ha rafforzato in Corea del Nord la convinzione che l’arsenale atomico sia l’unica garanzia di sopravvivenza per il regime di Kim Jong-un. A sostenerlo sono diversi analisti intervistati dal Korea Herald, secondo i quali tuttavia, a differenza dell’Iran, Pyongyang dispone già di testate e missili capaci di colpire il territorio statunitense e ha basi sotterranee difficilmente attaccabili. Un’azione militare contro il nord avrebbe quindi conseguenze devastanti per Seul e la regione. Inoltre la Corea del Nord può contare sul trattato di difesa firmato con Mosca e sul sostegno strategico di Pechino. Il raid contro Teheran, secondo gli esperti, spingerà Pyongyang a rafforzare ulteriormente la cooperazione militare con Russia e Cina e a irrigidire la postura nucleare e le politiche anti-occidentali.