In Cina e Asia – Brics: riforma FMI e condanne su dazi e Iran

In Notizie Brevi by Redazione

Le notizie di oggi:

  • Summit Brics, riforma FMI e condanne su dazi e attacco all’Iran
  • Giappone, crisi del riso e stallo con Usa verso le elezioni
  • Cina, dazi sul brandy Ue ma esenzione per i colossi francesi
  • Pcc, nuovi regolamenti per i processi decisionali
  • Dalai Lama, prime scintille Cina-India sulla successione
  • Lego inaugura il primo resort in Cina
  • Corea del Sud, il parlamento approva revisione della legge marziale
Summit Brics, riforma FMI e condanne su dazi e attacco all’Iran

Domenica, prima giornata del summit Brics (alla nascita e agli obiettivi del gruppo abbiamo dedicato la newsletter di ieri, che si può richiedere andando qui), il gruppo ha sollevato “serie preoccupazioni” riguardo l’aumento dei dazi e ha condannato gli attacchi all’Iran, pur non menzionando direttamente Donald Trump. Condanna anche alle azioni militari di Israele in Medio Oriente, mentre l’Ucraina è stata menzionata una sola volta risparmiando critiche contro la Russia, membro fondatore dei Brics. Fonti diplomatiche di Reuters hanno confermato il raggiungimento di un accordo sulla dichiarazione congiunta finale già alla vigilia del vertice, quando sarebbero stati risolti i contrasti emersi ad aprile in occasione di un incontro dei ministri degli Esteri, in particolare sul linguaggio da usare in merito alla crisi di Gaza, sul conflitto Israele-Iran e sulla rappresentanza dell’Africa in una proposta di riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Riguardo l’ultimo punto, il gruppo ha approvato l’inclusione di Brasile e India, lasciando aperta la scelta del rappresentante africano. L’allargamento del gruppo ha rafforzato il peso diplomatico, al contempo aumentando la difficoltà sul fronte diplomatico. 

Sempre nella giornata di sabato, i ministri delle Finanze del paesi del gruppo hanno rilasciato una dichiarazione congiunta chiedendo una riforma del Fondo Monetario Internazionale. Si tratta della prima volta che i Brics adottato una posizione unitaria sulle riforme del sistema finanziario globale. Il documento, che verrà condiviso in occasione di una riunione del FMI prevista per dicembre, propone una nuova formula per le quote che tiene conto del potere d’acquisto e alla produzione economica dei paesi membri e che dovrebbe rappresentare meglio i paesi a basso reddito.

Giappone, crisi del riso e stallo con Usa verso le elezioni

Nel 2025, il prezzo del riso in Giappone ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 30 anni a causa della scarsità di prodotto innescata dall’ondata di calore record del 2023. La carenza è stata aggravata da altri fattori, come il calo di produzione di riso degli ultimi decenni, in linea con un costante calo del consumo di riso come alimento base, che ha visto un numero crescente di agricoltori ritenere più redditizio iniziare a coltivare riso per l’alimentazione animale e per l’esportazione. Ma ha anche contribuito l’aumento repentino del consumo nello scorso anno legato al boom di turisti stranieri. Il risultato è stato lo stravolgimento tra domanda e offerta. Il tema caratterizza da mesi il dibattito pubblico in Giappone, canalizzando l’attenzione mediatica e finendo al centro di accesi dibattiti nelle campagne per le elezioni alla Camera Alta del Parlamento, previste per il 20 luglio. Il primo ministro Shigeru Ishiba guida il suo Partito Liberal Democratico (LDP) verso le elezioni, con indici di gradimento che secondo i sondaggi si aggirano intorno al 30% e l’inflazione che emerge come la principale preoccupazione tra gli intervistati. Un risultato elettorale deludente potrebbe minare la credibilità del premier. 

Sul fronte internazionale, il Giappone è in stallo nei negoziati commerciali con gli Usa. Anche Trump è intervenuto sulla questione, criticando Tokyo per non intendere aumentare le quote di importazioni di riso negli Stati Uniti anche a fronte della carenza interna. La scadenza della tregua tariffaria di 90 giorni è fissata al 9 luglio e molto dipenderà dalla capacità di Ryosei Akazawa, ministro per la Rivitalizzazione economica del Giappone e negoziatore sui dazi, di convincere Washington a ritirare o ridurre l’imposta del 25% sulle auto giapponesi. A rischio anche altri prodotti giapponesi, che potrebbero essere colpiti da dazi al 24% dall’attuale base del 10%.

Cina, dazi sul brandy Ue ma esenzione per i colossi francesi

Il 5 luglio la Cina ha ufficialmente imposto dazi fino al 34,9% sull’importazione di brandy dall’Unione europea, con durata prevista di cinque anni. La decisione, che conclude un’indagine antidumping avviata lo scorso anno, è stata interpretata come una ritorsione per i dazi Ue contro l’import di veicoli elettrici prodotti in Cina. Nel mirino soprattutto i grandi produttori di cognac e armagnac. La Repubblica popolare è il più grande mercato mondiale per il cognac in termini di valore, ma negli ultimi mesi le esportazioni verso la Cina sono crollate del 70% a causa dell’incertezza sulle regole doganali. Pechino, tuttavia, ha esentato dai dazi i produttori che rispettano i prezzi minimi stabiliti dal ministero del Commercio, una clausola che salva la maggior parte dell’industria francese del cognac, compresi i tre colossi Hennessy (LVMH), Rémy Martin (Rémy Cointreau) e Martell (Pernod Ricard). Oltre all’esenzione, Pechino ha promesso che i dazi non saranno riscossi retroattivamente e che provvederà a rimborsare i dazi provvisori pagati da ottobre. Ma le piccole e medie imprese subiranno forti perdite e si teme che l’Italia, con grappa e brandy, sia tra i paesi più colpiti.

Pcc, nuovi regolamenti per i processi decisionali

Come riportato da Xinhua, nei giorni scorsi i 24 membri del Politburo del Comitato Centrale del Partito comunista cinese si sono riuniti sotto la guida di Xi Jinping per esaminare una serie di nuovi regolamenti riguardanti le “istituzioni decisionali, deliberative e di coordinamento” del Partito. Le nuove norme interessano i cosiddetti “gruppi dirigenti del Partito”, molti dei quali sono stati elevati a “commissioni centrali”. Questo processo, che si è intensificato sotto la leadership di Xi, mira a rafforzare il controllo del Partito sulle aree chiave: ne sono esempio la Commissione centrale per la Finanza e la Commissione centrale per la Scienza e la Tecnologia, guidate rispettivamente dal Premier Li Qiang e dal Vice Premier Ding Xuexiang, istituite a marzo 2023. Secondo analisti citati dal South China Morning Post, la mossa riflette gli sforzi di Xi di formalizzare e istituzionalizzare le procedure di governance. Alcuni osservatori hanno avanzato speculazioni sull’intenzione del leader di gettare le basi per una transizione di potere.

Dalai Lama, prime scintille Cina-India sulla successione

La Cina ha lanciato un avvertimento all’India dopo che un ministro ha affermato che solo il Dalai Lama e la tradizione tibetana possono determinare la scelta del prossimo leader buddista tibetano, una posizione che va contro gli sforzi di Pechino di esercitare un maggiore controllo su una figura che considera pericolosa. Lo scambio, avvenuto dopo che il Dalai Lama ha chiarito i suoi piani per il futuro dell’istituzione, ha evidenziato come il processo di identificazione del prossimo Dalai Lama potrebbe aggiungere nuove tensioni alle relazioni tra India e Cina. I due paesi stanno cercando di migliorare i rapporti, che hanno subito un forte deterioramento a seguito di uno scontro mortale sul confine himalayano conteso nel 2020. Sul tema della successione del Dalai Lama, un approfondimento qui.

Lego inaugura il primo resort in Cina

Sabato 5 luglio migliaia di turisti e cittadini di Shanghai hanno partecipato all’inaugurazione ufficiale del primo resort Legoland cinese, sfidando un’ondata di calore record che ha fatto scattare l’allerta arancione (il secondo più alto nel sistema di allerta meteorologica del paese). Il parco, progettato per famiglie con bambini dai due ai dodici anni, si estende su oltre 300 mila quadrati e ospita più di 75 attrazioni, compresi modelli di repliche tra cui lo skyline di Shanghai e la Grande Muraglia. L’elevata affluenza dimostra come la domanda per esperienze familiari rimanga forte nelle città con alto potere d’acquisto, nonostante la generale diminuzione della domanda da parte dei consumatori. Nella Repubblica popolare, che si posiziona al secondo posto al mondo dopo gli Stati Uniti con oltre 200 parchi a tema in tutto il paese, i parchi stranieri devono affrontare la sfida crescete di concorrenti nazionali più radicati nella cultura locale.

Corea del Sud, il parlamento approva revisione della legge marziale

Giovedì 3 luglio l’Assemblea Nazionale della Corea del Sud ha approvato una revisione delle norme che disciplinano la legge marziale, vietando qualsiasi tentativo di ostacolare l’ingresso dei parlamentari. La scelta arriva in risposta alla crisi dello scorso dicembre, quando l’ex presidente Yoon Suk-yeol ha tentato di imporre la legge marziale e ha radunato le forze militari di fronte all’Assemblea. Il recente emendamento vieta a militari e forze di polizia di entrare all’interno del parlamento monocamerale senza l’approvazione del Presidente dell’Assemblea.

Nelle scorse ore i procuratori hanno richiesto un nuovo mandato d’arresto per Yoon, come riferito dai media locali. L’ex presidente è già stato interrogato due volte ma il mese scorso non si è presentato a nessuna delle tre convocazioni per un ulteriore interrogatorio, per poi presentarsi il 28 giugno alla Procura speciale di Seoul rifiutandosi di sottoporsi alle domande.