I titoli di oggi
- Cina, avvio progetto mega-diga in Tibet
- Giappone, LDP di Ishiba perde la maggioranza in entrambe le Camere
- Scandalo 1MDB, il ricercato Jho Low si troverebbe a Shanghai sotto protezione cinese
- Dipendente del governo Usa trattenuto in Cina per motivi di sicurezza nazionale
- Cina: avvelenamento asilo, arrestati dieci funzionari
- Bloomberg: “Industria cinese a rischio per dazi Usa”
- Corea del Sud, nuove incriminazioni per Yoon per abuso di potere
Cina, avvio progetto mega-diga in Tibet
Sabato 19 luglio il premier cinese Li Qiang ha annunciato l’avvio ufficiale del progetto di una mega-diga sul corso inferiore del fiume Yarlung Tsangpo, sull’altopiano tibetano. Con un investimento totale di 1,2 trilioni di yuan (167 miliardi di dollari) e una capacità prevista di 300 miliardi di kWh all’anno (pari a tre volte quella della Diga delle Tre Gole), l’opera si propone come il più grande impianto idroelettrico al mondo e sarà composto da cinque centrali idroelettriche a cascata. Nella stessa giornata è stata anche presentata la nuova società statale che sarà responsabile del progetto, la China Yajiang Group. L’incontro ha posto l’accento sull’innovazione tecnologia e la tutela ambientale: Pechino, che ha annunciato il piano della diga per la prima volta nel 2020, afferma che il progetto è stato sottoposto a rigorosa valutazione scientifica e che potrebbe perfino contribuire agli sforzi di prevenzione e mitigazione dei disastri climatici. Le preoccupazioni in tema di impatto ambientale e di approvvigionamento idrico sono già emerse in Bangladesh e in India, dove lo Yarlung Tsangpo attraversa territori contesi per poi cambiare nome in Brahmaputra.
Giappone, LDP di Ishiba perde la maggioranza in entrambe le Camere
La coalizione di governo, guidata dal Partito liberal democratico (LDP) del premier Shigeru Ishiba, non è riuscita a ottenere i 50 seggi necessari per mantenere la maggioranza nella Camera alta alle elezioni di domenica. Ishiba, che aveva già perso il controllo della più influente Camera bassa a ottobre, ha lasciato intendere che non si dimetterà, ma la sua posizione risulta notevolmente indebolita. Soprattutto considerato il crescente livello di disapprovazione popolare a causa dell’inflazione e del calo dei salari. Temi che hanno inciso sull’ascesa della formazione populista di estrema destra: il Sanseito di Sohei Kamiya, fautore di un taglio delle tasse e un approccio duro in materia di immigrazione, è passato da uno a 15 seggi.
Meno performante del previsto il principale partito di opposizione, il Partito democratico costituzionale, che si è classificato al secondo posto con 22 seggi dietro ai 47 mantenuti dall’LDP insieme al Komeito. Il risultato delle urne lascia presagire un periodo complicato per il Giappone, già alle prese con difficili negoziati commerciali per ottenere da Donald Trump una riduzione delle minacciate tariffe del 25%.
Bloomberg: “Industria cinese a rischio per dazi Usa”
Secondo una nuova analisi di Bloomberg Economics, la maggior parte delle industrie cinesi non riuscirebbe a reggere dazi statunitensi al loro livello attuale del 40%. A fronte dei margini medi di profitto industriali che nel 2024 si sono attestati al 14,8%, aziende in settori vulnerabili, come tessile, apparecchiature per l’informatica e le comunicazioni (ICT) e produzione di arredamenti potrebbero non sopravvivere. Solo cinque dei 33 settori presi in esame presentano margini superiori alle aliquote tariffarie, tra cui il settore farmaceutico, del tabacco e petrolifero.
Come evidenziato dagli autori dell’analisi, quasi la metà dei settori industriali fa affidamento sui mercati esteri per assorbire il 10% o più della propria produzione, con gli Stati Uniti che restano il principale partner commerciale della Repubblica popolare. Il rischio è che le aziende rispondano con tagli dei prezzi, licenziamenti e sforbiciate ai salari.
Malgrado nel secondo trimestre del 2025 il PIL sia cresciuto del 5,2%, i consumi interni sono stagnanti. Di recente il vice ministro delle Finanze, Liao Min, ha tuttavia difeso il modello di crescita cinese, ribadendo di voler procedere verso un paradigma economico guidato dai consumi dove il commercio estero resta entro “limiti ragionevoli”, in quanto Pechino non ha intenzione di “dominare i mercati globali”.
Scandalo 1MDB, il ricercato Jho Low si troverebbe a Shanghai sotto protezione cinese
Secondo quanto sostengono i giornalisti investigativi Bradley Hope e Tom Wright in una recente diretta streaming, il latitante uomo d’affari malese Low Taek Jho, noto come Jho Low, si troverebbe attualmente a Shanghai sotto falsa identità. Low è ricercato dall’Interpol dal 2018 per aver ricoperto un ruolo chiave in uno dei più gravi scandali finanziari della storia recente: il “1 Malaysia Development Berhad” (1MDB), fondo sovrano malese co-fondato nel 2009 dall’ex premier Najib Razak, è finito al centro di indagini per corruzione in almeno sei paesi, a causa della presunta appropriazione indebita di oltre 4,5 miliardi di dollari da parte di funzionari di alto livello.
Lo stesso ex primo ministro è stato condannato a 12 anni di carcere. Hope e Wright, già noti per aver portato alla luce lo scandalo 1MDB, ora sostengono di essere in possesso di prove che dimostrerebbero che Low abiterebbe nel quartiere quartiere esclusivo di Green Hills, con un passaporto australiano contraffatto intestato a un presunto cittadino greco, Constantinos Achilles Veis.
Dipendente del governo Usa trattenuto in Cina per motivi di sicurezza nazionale
Un cittadino naturalizzato americano, che lavora per il governo degli Stati Uniti risulta trattenuto in Cina da mesi, probabilmente per motivi di sicurezza nazionale. Lo riportano Washington Post e South China Morning Post, secondo i quali l’uomo, di origini cinesi e impiegato presso l’Ufficio Brevetti e Marchi del Dipartimento del Commercio, sarebbe stato fermato a Chengdu – dove si era recato con la famiglia – e poi accompagnato da funzionari americani a Pechino. Secondo fonti informate, domanda di visto di lavorare per il governo degli Stati Uniti. Negli ultimi anni Pechino ha imposto restrizioni di viaggio a diversi cinesi e stranieri, sfruttando un inasprimento delle leggi in materia di sicurezza nazionale e controspionaggio. Sarebbero una trentina gli americani impossibilitati a lasciare il paese per motivi di vario genere, soprattutto di natura economica. Questo è il primo caso a coinvolgere un funzionario del governo statunitense.
Cina: avvelenamento asilo, arrestati dieci funzionari
Dieci funzionari della provincia nord-occidentale del Gansu sono stati messi sotto inchiesta, dopo che è risultato che l’agenzia provinciale per il controllo delle malattie e un ospedale hanno falsificato i risultati dei test clinici effettuati nell’ambito dello scandalo sull’avvelenamento da piombo in un asilo locale.
Corea del Sud, nuove incriminazioni per Yoon per abuso di potere
Sabato 19 luglio l’ex presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol, è stato formalmente incriminato con accuse che includono abuso di potere e ostruzione dell’esercizio dei diritti a seguito del suo continuo rifiuto, durante la custodia, di collaborare con le indagini in relazione all’imposizione temporanea della legge marziale dello scorso 3 dicembre. Dall’ultimo arresto del 10 luglio, come si legge in un thread su X del giornalista Raphael Rashid, l’ex presidente si sarebbe rifiutato di lasciare la sua cella e, di fronte al suo rifiuto, le autorità hanno chiarito al procuratore di non poter utilizzare la “forza fisica” sull’uomo. Il procuratore speciale ha deciso di procedere con l’incriminazione senza condurre ulteriori interrogatori. I legali di Yoon sostengono che le nuove accuse si sovrappongono al processo in corso e che la salute dell’uomo sarebbe peggiorata durante la detenzione rendendogli difficili gli spostamenti.
