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In Cina e Asia – Avvelenamento in un asilo, Pechino allarga l’inchiesta

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Avvelenamento in un asilo, Pechino allarga l’inchiesta
  • Ministeriale SCO, Wang Yi riceve Lavrov
  • Usa, pressioni per impegno degli alleati in caso di guerra a Taiwan
  • Usa-Cina: colloquio “costruttivo” al vertice ASEAN
  • Premier australiano in visita in Cina 
  • Cina-Giappone, tensioni per sorvoli di aerei militari e nuovi accordi 
  • Cina, provincia autorizza i dipendenti pubblici a secondi lavori
  • Cambogia, tre siti dei Khmer Rossi diventano patrimonio dell’UNESCO
Si allarga l’inchiesta sull’avvelenamento da piombo che vede coinvolto un asilo nido di Tianshui, città della Cina nord-occidentale. Secondo quanto annunciato sabato sera, l’indagine sarà condotta dai leader provinciali, in collaborazione con una task force del Consiglio di Stato, l’esecutivo cinese. La scorsa settimana, i media locali hanno riportato che 233 dei 251 bambini dell’istituto presentavano livelli molto elevati di piombo nel sangue, sebbene i primi test condotti sul posto non avevano evidenziato anomalie; il problema è emerso solo quando gli esami sono stati ripetuti in un’altra provincia inducendo l’opinione pubblica a temere un tentato insabbiamento del caso. Secondo la polizia locale, l’asilo è sospettato di aver utilizzato vernice non commestibile per colorare il cibo e otto persone sono già agli arresti, tra cui il preside. Sebbene meno frequenti rispetto a una ventina di anni fa, gli scandali alimentari restano una questione sensibile in Cina, dove la censura e il controllo dell’informazione aumentano la frustrazione dei cittadini.
Ministeriale SCO, Wang Yi riceve Lavrov

Mentre la città di Tianjin si appresta a ospitare il vertice dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), domenica il titolare della diplomazia cinese Wang Yi ha accolto l’omologo Sergei Lavrov. Durante l’incontro i due hanno convenuto sul fatto che “le relazioni tra Cina e Russia sono tra le più stabili, mature e strategicamente preziose tra le grandi potenze del mondo odierno” e vanno considerate e promosse da “una prospettiva storica, strategica e a lungo termine”. Secondo le autorità di Mosca, “le parti hanno anche discusso delle relazioni con gli Stati Uniti e le prospettive di risoluzione della crisi ucraina“. Wang ha inoltre ribadito che “la Cina apprezza l’impegno dell’Iran a non cercare armi nucleari e rispetta anche il suo diritto, in quanto firmatario del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), di utilizzare pacificamente l’energia nucleare”. Prima di arrivare in Cina Lavrov aveva fatto tappa in Corea del Nord, dove è stato ricevuto da Kim Jong-un. Il leader nordcoreano, che ha mandato in guerra almeno 10.000 soldati, ha dichiarato di sostenere Mosca “incondizionatamente”.

Usa, pressioni per impegno degli alleati in caso di guerra per Taiwan

Il Pentagono sta facendo pressione su Giappone e Australia affinché chiariscano quale ruolo ricoprirebbero nel caso di una guerra tra Cina e Stati Uniti per Taiwan. Secondo fonti del Financial Times a conoscenza delle discussioni, negli ultimi mesi il sottosegretario alla Difesa per la politica, Elbridge Coldy, avrebbe insistito sulla questione negli incontri con funzionari giapponesi e australiani, con forte reticenza da parte loro di rispondere a quanto richiesto.

In un post su X del 12 luglio, Coldy ha ribadito che il Dipartimento si concentra sul ripristino della deterrenza e del raggiungimento della “pace attraverso la forza”, in un programma che prevede di fare pressione agli alleati affinché aumentino la spesa per la difesa. Un funzionario che ha parlato con il FT in anonimato ha chiarito che Washington non intende cercare la guerra né dominare la Cina, ma garantire che “gli Stati Uniti e i loro alleati abbiano la forza militare per sostenere la diplomazia e garantire la pace”. Ma secondo gli analisti lo sforzo di convincere gli alleati a garantire impegni chiari, che ha riguardato in particolar modo i funzionari della Difesa e non ha coinvolto livelli superiori, è irrealistico se gli stessi Stati Uniti perseguono da tempo la strategia di “ambiguità strategica”, in base alla quale non specificano se difenderanno Taiwan. 

L’iniziativa di Colby non è la prima ad aver destato preoccupazione: sempre il FT ha riportato che di recente era intenzionato a esaminare l’accordo di sicurezza Aukus, che consentirebbe a Canberra di acquistare sottomarini a propulsione nucleare, mentre nei giorni scorsi il Pentagono ha preso le sue difese dopo il suo tentativo di bloccare le armi per l’Ucraina.

Usa-Cina: colloquio “costruttivo” al vertice ASEAN

Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio ha definito “costruttivo e positivo” il colloquio con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che si è tenuto l’11 luglio a margine del summit dei ministri degli Esteri ASEAN a Kuala Lumpur. Si tratta del primo faccia a faccia tra i due alti diplomati da quando Rubio – sottoposto da Pechino a sanzioni – ha assunto l’incarico a gennaio. Anche il resoconto cinese ha riferito di colloqui “positivi, pragmatici e costruttivi”. Ai media cinesi Wang ha dichiarato che l’incontro, della durata di circa un’ora, ha contribuito a gestire le divergenze tra Pechino e Washington e ha preparato il terreno per scambi più approfonditi. Secondo Rubio le probabilità di un incontro tra Donald Trump e Xi Jinping nel 2025 “sono alte”, ma è necessario per le due parti “costruire la giusta atmosfera e raggiungere i giusti obiettivi”.

Il primo viaggio di Rubio nella regione in qualità di Segretario di Stato è iniziato in ritardo per permettergli di partecipare all’incontro alla Casa Bianca con il premier israeliano Benjamin Netanyahu del 7 luglio, con la cancellazione delle visite ufficiali previste in Giappone e Corea del Sud. In occasione del vertice di Kuala Lumpur Rubio ha ribadito di non essere responsabile della politica commerciale Usa e ha tentato di rassicurare gli alleati sull’impatto delle tariffe (al tema abbiamo dedicato la newsletter inviata ieri ai nostri sottoscrittori. Vai qui per sapere come leggerla)

Premier australiano in visita in Cina 

Il 12 luglio il primo ministro australiano Anthony Albanese è arrivato a Shanghai per la sua seconda visita ufficiale in Cina da quando è in carica, che si concluderà il 18 luglio e che include anche una delegazione imprenditoriale. Il viaggio mira a rafforzare i rapporti commerciali tra Pechino e Canberra, che di recente si sono stabilizzati dopo anni di divergenze sul tema della sicurezza nazionale e degli interessi nell’Asia-Pacifico. I colloqui si concentreranno anche su sport e turismo. “Cooperiamo dove possiamo, siamo in disaccordo dove dobbiamo e siamo in grado di affrontare onestamente alcune delle divergenze esistenti“, ha affermato Albanese nelle ore precedenti il viaggio, quando portavoce di entrambe le parti hanno riconosciuto i progressi sullo stato delle relazioni bilaterali. I rapporti si sono distesi lo scorso dicembre, quando Pechino ha revocato il divieto di importazione dell’aragosta australiana, per poi soffrire nuove tensioni a febbraio, con il divieto di Camberra di utilizzare il chatbot cinese DeepSeek su tutti i dispositivi governativi, citando rischi per la privacy e malware. Il viaggio di Albanese, secondo gli analisti, è finalizzato a “trovare un equilibrio” in un momento in cui l’Australia deve gestire l’alleanza con gli Stati Uniti di Trump in un contesto di divergenze commerciali.

Restano tuttavia le tensioni militari nel Pacifico. Domenica Canberra ha dato il via alle esercitazioni Talisman Sabre. Della durata di tre settimane, le operazioni coinvolgeranno 19 nazioni, tra cui Stati Uniti e Giappone, per un totale di oltre 30.000 partecipanti. 

Cina-Giappone, tensioni per sorvoli di aerei militari e nuovi accordi 

Il Giappone ha protestato per i voli ravvicinati dei caccia militari cinesi ai danni di aerei di ricognizione giapponesi. È quanto riporta la nota diffusa lo scorso giovedì, con cui il viceministro degli Esteri giapponese Takehiro Funakoshi ha manifestato “seria preoccupazione” all’ambasciatore cinese Wu Jianghao, chiedendo a Pechino di interrompere attività pericolose che potrebbero causare “collisioni accidentali”. Secondo Tokyo, in due episodi distinti tra mercoledì e giovedì, un cacciabombardiere cinese JH-7 avrebbe sorvolato a una distanza di appena 30 metri da un aereo di intelligence giapponese YS-11EB, al di fuori dello spazio aereo giapponese sopra il Mar cinese orientale. Nella giornata di sabato il Global Times ha accusato Tokyo di “ricognizioni e intimidazioni” continue da parte di navi e aerei giapponesi.

Almeno per ora, le frizioni militari non sembrano inficiare la progressiva distensione in ambito economico. Venerdì Tokyo ha annunciato l’entrata in vigore del nuovo accordo con la Cina in materia di salute e quarantena degli animali, che apre la strada al ripristino delle esportazioni di carne bovina giapponese verso la Cina – vietate nel 2001 a causa dell’epidemia di “mucca pazza”. Un accordo che giugno a meno di due settimane dalla revoca parziale del divieto cinese sulle importazioni di prodotti ittici giapponesi.

Cina, provincia autorizza i dipendenti pubblici a secondi lavori

La provincia cinese dello Hunan ha autorizzato i funzionari pubblici a svolgere lavori secondari a patto che non ci siano conflitti di interesse, che i supervisori ne siano a conoscenza e che tali attività non interferiscano con l’orario lavorativo. Via libera quindi a impieghi paralleli da rider, autista, scrittore, personal trainer o venditore di prodotti agricoli, come riportato dallo Hunan Daily. Come denunciato dagli utenti sui social media, la notizia riflette le crescenti difficoltà economiche anche tra chi è impiegato come dipendente pubblico, lavoro tradizionalmente considerato da “ciotola di riso di ferro”, vale a dire un posto sicuro e stabile. Di recente in alcune parti del paese i funzionari hanno lamentato il ritardo nei pagamenti e il taglio di bonus e stipendi. Nei giorni scorsi Pechino ha annunciato un nuovo pacchetto di misure per sostenere l’occupazione, in particolare quella giovanile, che includono sussidi più generosi per la previdenza sociale, prestiti agevolati e incentivi mirati per le imprese che assumono giovani disoccupati.

Cambogia, tre siti dei Khmer Rossi diventano patrimonio dell’UNESCO

La Cambogia ha tenuto domenica celebrazioni su scala nazionale in occasione del riconoscimento da parte dell’UNESCO di tre ex siti dei Khmer Rossi come Patrimonio dell’Umanità. Il carcere di Tuol Sleng, i campi di sterminio di Choeung Ek a Phnom Penh, nonché la prigione M-13 nella provincia di Kampong Chhnang, sono stati iscritti come “Siti commemorativi cambogiani: da centri di repressione a luoghi di pace e riflessione” durante un incontro dell‘UNESCO a avvenuto a Parigi l’11 luglio. Per il paese asiatico, si tratta della prima candidatura del genere in epoca moderna e tra le prime a livello globale legate a un conflitto recente.