I titoli di oggi:
- AI, Pechino stringe sull’export e punta sui chip nazionali, mentre i suoi modelli aumentano di popolarità negli USA
- Con un occhio a Cina e Russia, la NATO lancia progetto sui materiali critici
- Cina e Paesi Bassi provano a mettersi alle spalle il caso Nexperia
- Modi a Jakarta: patto di difesa con l’Indonesia mentre si teme ritiro Usa dal Pacifico
- Corea del Sud propone una “Partnership 2.0” con la Nato oltre le semplici vendite di armi
- Cina, alluvioni in Guangxi: almeno 15 morti; 900 serpenti scappano da allevamento alluvionato
- Parlamento UE approva risoluzione per rafforzare legami con partner democratici in Asia orientale
AI, Pechino stringe sull’export e punta sui chip nazionali, mentre i suoi modelli aumentano di popolarità negli USA
Nell’ultimo mese le autorità cinesi hanno incontrato le principali aziende tecnologiche del paese — tra cui Alibaba, ByteDance e la startup Z.ai — per valutare restrizioni sull’accesso dall’estero ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati, rivela Reuters. La portata dei colloqui, guidati dal Ministero del Commercio, resta comunque incerta e potrebbe riguardare solo i modelli futuri.
Il giro di vite di Pechino si inserisce in una strategia più ampia per blindare il primato tecnologico nazionale, che passa anche dal fronte dei semiconduttori. Secondo un’altra esclusiva di Reuters, DeepSeek starebbe sviluppando un proprio chip AI dedicato all’inferenza, per ridurre la dipendenza da Nvidia e Huawei. Il progetto, avviato circa un anno fa, resta tuttavia in fase iniziale e gli analisti sono scettici sulla reale capacità di Deepseek di competere a livello globale, soprattutto finché la produzione resta ostacolata dai limiti statunitensi all’accesso alle fonderie avanzate e alla memoria ad alta banda.
Nel frattempo, secondo Nikkei Asia, l’uso di modelli AI cinesi open source come GLM e DeepSeek da parte di aziende statunitensi — tra cui Coinbase e Uber — è aumentato vertiginosamente dopo le restrizioni imposte ai modelli Mythos e Fable di Anthropic.
Con un occhio a Cina e Russia, la NATO lancia progetto sui materiali critici
Intervenendo al Forum sull’industria della difesa del vertice NATO (NSDIF) ad Ankara, in Turchia, il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha annunciato nuovi progetti volti a rafforzare lo sviluppo, la produzione e le catene di approvvigionamento degli armamenti in risposta alle sfide alla sicurezza poste da Russia e Cina. Pur non entrando nei dettagli dell’iniziativa, Rutte ha affermato che la base industriale e la catena di approvvigionamento degli Stati membri devono essere “resilienti e sicure” affinché l’Alleanza rimanga pronta e forte. Quindi è necessario mantenere una fornitura stabile di materiali e componenti critici “indipendentemente da potenziali shock o interruzioni”. L’annuncio segue l’introduzione di un progetto durante l’ultimo vertice del G7. “La Cina continua a modernizzare le sue forze armate e ad espandere le sue capacità nucleari senza trasparenza. La Corea del Nord continua ad ampliare il suo programma nucleare e a rifornire la Russia”, ha dichiarato Rutte motivando l’introduzione delle nuove misure.
Corea del Sud propone una “Partnership 2.0” con la Nato oltre le semplici vendite di armi
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha tenuto martedì un discorso programmatico al NATO Defense Industry Forum di Ankara proponendo di elevare la cooperazione difensiva tra Seoul e l’alleanza atlantica a una “Korea-Nato Defense Industry Partnership 2.0”: non più solo transazioni di sistemi d’arma, ma ricerca e sviluppo congiunti, coproduzione e operazione condivisa di sistemi militari avanzati, incluse AI, droni e robotica. Lee è l’unico capo di governo tra i quattro partner indo-pacifici della Nato – insieme ad Australia, Giappone e Nuova Zelanda – presenti al vertice ha incontrato separatamente il segretario generale Nato Mark Rutte. Ha citato la Polonia, la Germania, la Francia, la Romania e la Norvegia come paesi con cui Seoul ha già espanso la cooperazione difensiva, e ha sottolineato che “la sopravvivenza di una nazione si fonda ora sulle basi della sua industria della difesa”, con le linee del fronte spostate nei laboratori e negli stabilimenti produttivi. Lee ha anche partecipato alla riunione dei quattro partner indo-pacifici della Nato a margine del summit.
Cina e Paesi Bassi provano a mettersi alle spalle il caso Nexperia
Il ministro del commercio olandese Sjoerd Sjoerdsma ha dichiarato martedì che i Paesi Bassi e la Cina stanno collaborando “estremamente bene” per risolvere una controversia che coinvolge il produttore di chip Nexperia. Sjoerdsma, il primo ministro del commercio olandese a visitare la Cina dal 2018, è partito con l’obiettivo di ristabilire i rapporti con Pechino compromessi dal caso che ha visto il produttore di chip olandese Nexperia, di proprietà della cinese Wingtech Technology, rimanere coinvolto in una disputa con la sua casa madre cinese dopo l’intervento delle autorità olandesi alla fine del 2025 per motivi di sicurezza nazionale. La visita avviene inoltre mentre il colosso olandese delle apparecchiature per chip ASML si trova ad affrontare crescenti pressioni da parte di Washington in merito alle esportazioni di semiconduttori verso la Cina.
Parlamento UE approva risoluzione per rafforzare legami con partner democratici in Asia orientale
Il Parlamento europeo ha votato con un’ampia maggioranza (542 voti a favore, 37 contrari, 79 astensioni) una risoluzione per rafforzare i legami dell’UE con l’Asia orientale per contrastare la crescente influenza di modelli di governance autoritari nella regione, perseguendo una cooperazione più stretta con i partner democratici locali. Il testo chiede di intensificare presenza e dialogo strategico nell’area, coordinare la pianificazione dei rischi di sicurezza, scoraggiare tentativi unilaterali di alterare lo status quo con la forza, e rafforzare l’autonomia economica UE diversificando gli scambi commerciali con Giappone, Corea, Taiwan e ASEAN.
Cina, alluvioni in Guangxi: almeno 15 morti; 900 serpenti scappano da allevamento alluvionato
Alluvioni, frane, forti temporali e rari tornado hanno causato almeno 15 morti in Cina. Particolarmente colpita la regione autonoma di Guangxi Zhuang, dove è scattata l’allerta rossa, il livello massimo, e in 70 stazioni di monitoraggio su 55 fiumi il livello dell’acqua ha superato la soglia d’allarme. Sempre in Guangxi, a Hengzhou, circa 900 serpenti sono fuggiti da un allevamento allagato, seminando panico tra gli abitanti locali. Il presidente Xi Jinping ha ordinato soccorsi “a tutto campo”, mentre il Paese si prepara ad affrontare quella che i meteorologi hanno definito una stagione “complessa” caratterizzata da rischi legati al riscaldamento globale e a El Niño. Intanto sale ad almeno 21 morti il bilancio di una frana nella provincia del Gansu che ha coinvolto i residenti dei villaggi vicini, assunti come lavoratori temporanei in un’azienda forestale statale.
Modi a Jakarta: patto di difesa con l’Indonesia mentre si teme ritiro Usa dal Pacifico
Il premier indiano Modi e il presidente indonesiano Prabowo hanno firmato il 7 luglio a Jakarta un pacchetto di accordi che include la fornitura del sistema missilistico da crociera supersonico BrahMos (joint venture India-Russia) e del missile aria-aria Astra all’Indonesia, per un valore stimato tra 200 e 350 milioni di dollari. L’intesa era attesa da anni: BrahMos aveva già siglato accordi analoghi con Vietnam e Filippine. Il pacchetto comprende anche accordi su minerali critici, acciaio – con una joint venture tra Steel Authority of India e Krakatau Steel per lastre di acciaio inossidabile – e agricoltura, oltre a un’intesa sul restauro del tempio indù di Prambanan.
I due leader hanno annunciato l’accelerazione dei negoziati per un accordo commerciale preferenziale e la cooperazione sulla sicurezza marittima nell’Oceano Indiano. La visita si inserisce in una più ampia offensiva diplomatica di Modi nell’Indo-Pacifico – dopo Seychelles, Mauritius e l’accoglienza della premier giapponese Takaichi a Nuova Delhi – e arriva in un momento in cui Washington invia segnali contraddittori sulla propria presenza nella regione: il Pentagono ha rinominato l’Indo-Pacific Command in US Pacific Command, mossa letta come un ridimensionamento dell’attenzione americana all’area.
