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In Cina e Asia – Xi rilancia l’agenda della sicurezza in vista del congresso del Pcc

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Xi rilancia l’agenda della sicurezza in vista del congresso di Partito
  • Cina-Giappone, Wang Yi accoglie delegazione commerciale giapponese
  • Ucraina-Corea del Sud, tensione sui prigionieri nordcoreani
  • La Cina supera gli Usa come principale sede di lavoro per i ricercatori AI d’élite
  • Nicaragua, concessioni elargite alla Cina nel settore minerario 
  • Malaysia, al via rimpatrio rifugiati in Myanmar, ma restano i rischi
  • India, la Corte Suprema chiede responsabilità per i casi di stupro a Delhi
Cina, Xi rilancia l’agenda della sicurezza in vista del congresso di Partito

Con una direttiva pubblicata da Xinhua lunedì sera, Xi Jinping ha ordinato di portare la “Peaceful China Initiative” a un livello superiore, prevenendo e neutralizzando i rischi sociali con strumenti tecnologici e un rafforzamento della governance di base. È il primo grande atto di politica interna di Xi dopo il vertice con Trump, e precede di circa un anno dal 21° congresso nazionale del Partito che porterà a un significativo rimpasto della leadership. I quattro obiettivi dichiarati sono rendere il paese più sicuro, la società più ordinata, la governance più efficace e i cittadini più soddisfatti. Il massimo responsabile della sicurezza Chen Wenqing e il ministro della Pubblica Sicurezza Wang Xiaohong hanno immediatamente dichiarato piena adesione alle direttive. La riunione d’alto livello è stata presieduta dai vertici dell’intero apparato giudiziario e di sicurezza. A fine ottobre il Partito terrà il suo quinto plenum, durante il quale si prevede che venga adottato il “Pensiero di Xi Jinping sulla costruzione del Partito”.

Cina-Giappone, Wang Yi accoglie delegazione commerciale giapponese

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha ricevuto ieri l’ex ministro capo della diplomazia giapponese, Takeshi Iwaya, giunto a Pechino alla guida di una delegazione dell’Associazione giapponese per la promozione del commercio internazionale. Secondo i media statali, Wang ha detto all’ex ministro che le relazioni tra i due Paesi attraversano una fase problematica ed è necessario lavorare per una loro “normalizzazione”. Wang ha esortato inoltre il Giappone a “correggere al più presto le parole e le azioni errate” della prima ministra Sanae Takaichi sulla questione di Taiwan, alludendo alle dichiarazioni da lei pronunciate lo scorso novembre, quando ipotizzò un coinvolgimento militare diretto di Tokyo in un eventualità attacco cinese contro l’isola. Wang ha inoltre auspicato che Tokyo non ricada nel militarismo, ricordando come quest’anno ricorra l’80mo anniversario dell’inizio del Tribunale militare internazionale per l’Estremo Oriente, istituito dagli Alleati per giudicare i criminali di guerra giapponesi.

Dal canto suo Iwaya ha definito preoccupante lo stato attuale delle relazioni sino-giapponesi e si è impegnato a portare avanti l’eredità dell’ex ministro degli Esteri e direttore dell’organizzazione Yohei Kono, defunto quest’estate, per contribuire a riportare i rapporti sulla strada giusta. La delegazione, composta da circa 50 persone tra cui dirigenti d’impresa, resterà in Cina fino a domani, 30 settembre, e punta a incontrare esponenti di alto livello delle autorità cinesi.

Ucraina-Corea del Sud, tensione sui prigionieri nordcoreani

Lunedì la Corea del Sud ha convocato il rappresentante ucraino a Seoul per esprimere “serie preoccupazioni” dopo che il presidente Volodymyr Zelensky ha reso pubblico il trasferimento nel paese di due soldati nordcoreani catturati in Ucraina. La scorsa settimana, durante l’Assemblea generale dell’Onu, Zelensky, spiegando quanto accaduto, ha affermato che i due soldati non erano “facili da catturare vivi”. Il ministero degli Esteri sudcoreano ha accusato Kiev di aver divulgato la notizia senza consultazioni, violando un accordo sulla riservatezza, e ha parlato di grave danno alla fiducia tra i due governi. Seoul ha anche protestato contro quella che ha definito una dichiarazione falsa dell’ufficio presidenziale ucraina, che ha negato l’esistenza dell’intesa sulla riservatezza. Su X il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha espresso il proprio disappunto, spiegando che la segretezza era necessaria anche per tutelare i familiari dei prigionieri e per evitare che subiscano ripercussioni nel Nord.

La vicenda rischia di complicare i rapporti sulla cooperazione militare: finora Seoul non ha fornito armi letali a Kiev, citando il divieto interno di offrire assistenza militare a paesi in guerra, ma sta valutando richieste di forniture difensive dopo il coinvolgimento di truppe nordcoreane a sostegno della Russia. Ma quale sarà l’iter che dovranno affrontare i soldati nordcoreani? Come spiega Reuters, è previsto che i soldati vengano sottoposti a interrogatori e controlli di sicurezza prima che le autorità sudcoreane decidano se concedere loro protezione e avviare il processo di reinserimento. I loro casi, secondo quanto affermato dal ministero dell’Unificazione di Seoul,  saranno esaminati in conformità con le leggi vigenti, tra cui la Legge sulla protezione e il sostegno al reinserimento dei disertori nordcoreani.

Trump smentisce vendita di armi alla Cina

Il presidente americano Donald Trump ha smentito di aver chiesto al leader cinese Xi Jinping se volesse acquistare armi dagli Stati Uniti, contraddicendo la versione dell’ambasciatore statunitense in Cina. Lunedì Trump si è mostrato confuso quando un giornalista gli ha chiesto un commento sulle dichiarazioni rilasciate nel fine settimana da David Perdue. Intervistato dai media, l’ex tycoon ha ipotizzato che il diplomatico stesse confondendo la Cina con Taiwan, salvo poi aggiungere che “forse è una buona idea” fare una simile offerta alla Cina.

Lunedì il Dipartimento di Stato ha cercato di prendere le distanze dalle dichiarazioni dell’ambasciatore affermando che “la legge statunitense vieta la vendita di armi alla Cina e non esiste alcuna offerta o piano di vendita di armi alla Cina”. Un embargo in vigore dal massacro di piazza Tiananmen rende la fornitura di armi statunitensi a Pechino quasi impossibile a meno che non sussistano condizioni particolari.

La Cina supera gli Usa come principale sede di lavoro per i ricercatori AI d’élite

Secondo uno studio pubblicato questa settimana dal think tank Carnegie China, la Cina ha superato gli Stati Uniti come principale luogo di lavoro per i ricercatori AI di primo piano, impiegando il 41% del totale nel 2025 contro il 34% americano. Il fenomeno è guidato da fattori sia di attrazione sia di spinta, tra cui la crescita di un ecosistema AI cinese competitivo con attori come DeepSeek e Moonshot AI, retribuzioni ormai comparabili a quelle della Silicon Valley e restrizioni sempre più stringenti sui visti americani per ricercatori cinesi. La Cina rimane anche la principale fonte di talenti, con il 57% dei ricercatori AI d’élite che ha conseguito la laurea triennale nel paese, in aumento di 11 punti percentuali dal 2022, e il 69% di questi che ora sceglie di restare in Cina anziché emigrare, contro il 57% del 2022.

Nicaragua, concessioni elargite alla Cina nel settore minerario 

Negli ultimi tre anni il Nicaragua ha assegnato a società cinesi 80 concessioni minerarie, per un’area complessiva di circa 11,4 milioni di ettari, pari all’11% del territorio nazionale. Lo rileva il Financial Times sulla base dei dati governativi. Dal 2023, sedici aziende cinesi, per lo piccole o medie imprese, hanno ottenuto più nuove licenze di tutte le altre società minerarie messe insieme. Tali concessioni rafforzano il legame tra la Cina e il suo partner più stretto nella regione, in un momento in cui gli Stati Uniti stanno espandendo il proprio raggio d’azione nel settore minerario. Il governo nicaraguense di Daniel Ortega tenta di ingraziarsi Pechino tramite progetti per la realizzazione di porti sulle coste del Pacifico e dell’Atlantico e l’importante riqualificazione di un aeroporto.

I due paesi hanno ripristinato le relazioni bilaterali nel 2021, quando il Nicaragua ha interrotto i rapporti con Taiwan . Nel frattempo, il Nicaragua ha ricevuto oltre un miliardo di dollari in finanziamenti cinesi per progetti infrastrutturali, energetici e di telecomunicazione, dimostrandosi inoltre un forte sostenitore della politica estera di Pechino. L’attivismo economico della Cina ha rappresentato una boccata d’ossigeno per Ortega, al potere in Nicaragua per gli ultimi 30 anni e alle prese con un crescente isolamento internazionale. Gli Stati Uniti hanno imposto le prime sanzioni nel 2017 a causa della repressione interna attuata dal leader e hanno spinto le istituzioni globali a interrompere l’erogazione di prestiti a Managua.

Malaysia, al via rimpatrio rifugiati in Myanmar, ma restano i rischi

La Malaysia ha avviato oggi la prima fase di un programma di rimpatrio volontario dei rifugiati del Myanmar, con il previsto rientro di 1.476 persone. Il premier malese Anwar Ibrahim ha riferito che il Myanmar ha accettato di raccogliere complessivamente 5.000 persone, malgrado l’agenzia Onu per i rifugiati ha tuttavia avvertito che le condizioni nel paese restano pericolose per i rimpatri, in particolare per gli apolidi Rohingya. Anwar ha inoltre annunciato l’intenzione di invitare a Kuala Lumpur il leader della giunta birmana, Min Aung Hlaing, per discutere della questione. Intanto, il 28 settembre, almeno 33 persone sono state uccise e 36 ferite in un attacco aereo in Mynamar, vicino a un mercato a Kyauktaw, nello stato di Rakhine, secondo l’Arakan Army, gruppo ribelle che combatte contro le forze armate. Il bilancio è stato confermato dall’operatore Wai Hun Aung, citato da Reuters, che opera nella zona. Il Myanmar è in guerra civile dal colpo di stato del 2021. Secondo Wai Hun Aung, la località colpita era distante dai combattimenti e non aveva legami con il conflitto.

India, la Corte Suprema chiede responsabilità per i casi di stupro a Delhi

La Corte Suprema indiana ha spinto per l’accertamento delle responsabilità istituzionali dopo una serie di casi di violenza sessuale nella capitale e nelle aree limitrofe, definendoli “un fallimento delle forze dell’ordine”. Il tribunale ha osservato che spazi pubblici come parchi e autobus non dovrebbero diventare zone ad alto rischio per carenza di illuminazione, sorveglianza e infrastrutture, e ha disposto che la propria amministrazione presenti un ricorso di pubblico interesse per consentire alla corte di seguire la questione. Tra i casi che hanno scatenato le proteste, una minorenne che ha denunciato di essere stata stuprata da tre uomini in un parco a settembre e una diciassettenne vittima di violenza su un autobus in movimento ad agosto. Centinaia di studenti hanno manifestato a Delhi questo mese chiedendo maggiore sicurezza per le donne. La violenza sessuale rimane un problema significativo in India, con oltre 80 casi di stupro denunciati alla polizia ogni giorno secondo il National Crime Records Bureau.