I titoli di oggi:
- Cina, esercitazioni nello Stretto di Taiwan e segnali contro la “sola unificazione pacifica”
- Germania deporta 21enne uiguro in Cina, mentre Regno Unito arresta ex leader del Partito Democratico di Hong Kong
- Il controllo della Cina sulla finanza marittima spinge l’Ue ad ammorbidire le sanzioni contro la Russia
- Cina-Giappone, segnale di disgelo: a Manila breve scambio tra ministri degli Esteri
- Mar cinese meridionale, terzo intervento della Cina contro le Filippine in una settimana
- Canada entra nel programma militare UK-Italia-Giappone GCAP come osservatore
- Coree, Seoul modifica la sua politica da “denuclerizzazione prima di tutto” a “pace prima di tutto”
- India, accordo commerciale con Usa sotto pressione mentre i contadini marciano su Delhi
Cina, esercitazioni nello Stretto di Taiwan e segnali contro la “sola unificazione pacifica”
La Cina giovedì ha dato il via a due giorni di esercitazioni nello Stretto di Taiwan, con manovre dalle 6 alle 18 nelle acque attorno all’isola di Dongshan (Fujian), tutte entro 12 km dalla costa continentale. Taipei ha condannato le operazioni come “provocazioni militari” e “intrusioni nella zona grigia”. Le esercitazioni coincidono con la conclusione di un’analisi sulle risorse ittiche condotto dal ministero dell’Agricoltura cinese nelle acque a est di Taiwan, area che Pechino definisce “sotto giurisdizione cinese”, e che è considerata cruciale per la riproduzione di specie commerciali come il tonno. Nel frattempo, un commento pubblicato dall’agenzia Hong Kong News Agency e firmato da Wang Jianmin, ex ricercatore dell’Istituto di Studi su Taiwan della CASS, ha attirato attenzione per la sua critica alla dottrina della “sola unificazione pacifica”. Wang sostiene che opporsi all’uso della forza equivarrebbe a “nessuna unificazione”, e che le condizioni sociali e legali a Taiwan rendono oggi impossibile un negoziato politico sul tema. Secondo l’analisi, le revisioni normative introdotte dal DPP avrebbero chiuso la finestra per trattative di unificazione, mentre rinunciare alla deterrenza militare porterebbe solo a una “separazione pacifica”.
Il controllo della Cina sulla finanza marittima spinge l’Ue ad ammorbidire le sanzioni contro la Russia
L’UE ha attenuato l’ultima serie di sanzioni contro Mosca dopo aver concluso che vietare alle compagnie greche di trasportare gas russo verso paesi terzi potrebbe consegnare alla Cina infrastrutture di trasporto marittimo strategicamente importanti. Come spiegano fonti al South China Morning Post, il ruolo di Pechino nella finanza e nel trasporto marittimo fa sì che molte delle navi impiegate nelle transazioni siano state acquistate tramite accordi finanziari con prestiti a lunghissimo termine grazie al capitale di investitori cinesi, i quali sono anche azionisti delle società e potrebbero pertanto fare valere i propri diritti sugli assets in caso di mancato pagamento. La Repubblica popolare non sfugge però completamente alle nuove misure di Bruxelles: 14 entità della Cina continentale e di Hong Kong sono state inserite nel 21° pacchetto di sanzioni per il loro presunto ruolo nell’elusione dei divieti russi sui beni a duplice uso originari dell’Europa o per aver contribuito allo sforzo bellico di Mosca. L’Ue considera Pechino un “fattore chiave” nella guerra in Ucraina e nonostante la ripresa del dialogo commerciale a vari livelli le relazioni restano tese un po’ su tutta la linea.
Cina-Giappone, segnale di disgelo: a Manila breve scambio tra ministri degli Esteri
Mercoledì 22 luglio il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi e l’omologo cinese Wang Yi si sono parlati per la prima volta dallo scoppio della crisi diplomatica tra Tokyo e Pechino di novembre 2025. “Abbiamo avuto una breve occasione per scambiarci i saluti e discutere delle relazioni bilaterali”, ha detto Motegi ai giornalisti giovedì scorso, a margine dell’incontro ministeriale dei Paesi dell’ASEAN in corso a Manila. “È estremamente importante continuare il dialogo in futuro”, ha continuato il ministro, senza specificare quale delle due parti abbia preso l’iniziativa.
Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Lin Jian, pur non negando la conversazione, ha detto che Wang “non ha in programma alcun incontro con la parte giapponese durante il suo soggiorno a Manila”. Il segnale di disgelo è il terzo di quest’anno, dopo l’incontro tra i rispettivi ministri del Commercio di maggio e il recente invito della Cina ad una delegazione di imprenditori giapponesi, attesa per settembre. Ancora più atteso è il vertice APEC di novembre, dove Xi Jinping e Sanae Takaichi potrebbero incontrarsi.
Germania deporta 21enne uiguro in Cina, mentre Regno Unito arresta ex leader del Partito Democratico di Hong Kong
La Germania ha deportato un uomo con doppia nazionalità cinese e turca in Cina, dove rischia l’arresto in quanto appartenentie alla minoranza etnica uigura, ha dichiarato mercoledì sua madre all’Associated Press. Arafat Adil ha 21 anni, si era trasferito in Turchia dalla Cina nel 2017, e si trovava in Germania per fare domanda d’asilo. Martedì è stato espulso dall’aeroporto di Francoforte, e mercoledì mattina è atterrato a Pechino, dove è stato trattenuto ed interrogato. Il Ministero dell’Interno tedesco ha affermato che non è prevista alcuna sospensione delle espulsioni degli uiguri verso la Cina, ma “l’attuale linea guida dell’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati prevede che, di norma, venga concessa protezione agli uiguri nei casi in cui la Cina sia il paese di origine”.
Intanto, nel Regno Unito, l’ex presidente del Partito Democratico di Hong Kong Wu Chi-wai è stato arrestato all’aeroporto di Heathrow dove è stato trattenuto nell’attesa di valutare una possibile deportazione in Cina. Secondo varie fonti, l’uomo è stato rilasciato ieri. Wu, che per otto anni è stato anche consigliere legislativo, era libero dal 2024, quando aveva finito di scontare una pena a quattro anni di reclusione per “sovversione” per il suo ruolo nelle proteste pro-democrazia del 2020. Aveva intenzione di chiedere asilo nel Regno Unito ed era in possesso di un passaporto da British National Overseas (BNO), che normalmente facilita l’ottenimento della residenza. All’arrivo, invece, il documento gli è stato confiscato, e gli è stato comunicato che sarebbe stato reimpatriato entro sette giorni. Per ora, il Ministero dell’Interno britannico si è limitato a dichiarare che si è verificato un problema amministrativo alla frontiera e che la Border Force sta lavorando per risolverlo.
Canada entra nel programma militare UK-Italia-Giappone GCAP come osservatore
Il Canada parteciperà come osservatore al Global Combat Air Programme (GCAP), il programma coingiunto di Regno Unito, Giappone e Italia volto a realizzare aerei caccia di nuova generazione entro il 2035, con la partecipazione delle rispettive BAE Systems, Mitsubishi Heavy e Leonardo. Il ministro della Difesa canadese David McGuinty ha puntualizzato che la mossa “non impegna il Canada ad acquisti espliciti né a una partecipazione più approfondita al programma in futuro”. Secondo gli analisti, il coinvolgimento di Ottawa potrebbe aprire le porte ad altri paesi che hanno espresso interesse nell’entrare nel programma, come l’Arabia Saudita e la Germania. Australia, Belgio, Singapore, Spagna e Svezia invece hanno manifestato interesse ad acquistare i caccia di nuova generazione.
Coree, Seoul modifica la sua politica da “denuclerizzazione prima di tutto” a “pace prima di tutto”
La Corea del Sud sta abbandonando la politica della “denuclearizzazione prima di tutto” a favore di un approccio di “pace prima di tutto” verso la Corea del Nord, ha dichiarato il 23 luglio il ministro per l’Unificazione Chung Dong-young. La nuova strategia mantiene la denuclearizzazione della penisola come obiettivo finale, ma mira inizialmente a congelare il programma nucleare anziché smantellarlo. “Se la denuclearizzazione viene posta come condizione preliminare al dialogo, la realtà è che il dialogo non può avere inizio”, ha detto Chung. É solo l’ultima delle aperture dell’esecutivo di Lee Jae Myung, per ora mai corrisposte da Pyongyang, che nel 2023 ha dichiarato la Corea del Sud “stato ostile”, rinunciando formalmente alla riunificazione.
India, accordo commerciale con Usa sotto pressione mentre i contadini marciano su Delhi
Migliaia di agricoltori del Punjab hanno marciato martedì 21 luglio verso Nuova Delhi per protestare contro quello che descrivono come un accordo commerciale “segreto” con Washington, che aprirebbe i mercati indiani a importazioni americane più economiche di olio di soia, cereali per mangimi e latticini, minacciando i mezzi di sussistenza di milioni di famiglie. Washington vorrebbe un maggiore accesso al mercato agricolo indiano per compensare anche il crollo delle esportazioni verso la Cina. Il Senato americano sta inoltre discutendo una proposta di dazi fino al 100% sui paesi che acquistano petrolio russo, misura che colpirebbe direttamente l’India. Analisti citati dal South China Morning Post avvertono che se le pressioni su commercio ed energia dovessero intensificarsi mentre crescono le proteste interne, Modi potrebbe essere costretto a riconsiderare l’allineamento della propria politica estera con Washington.
Mar cinese meridionale, terzo intervento della Cina contro le Filippine in una settimana
Venerdì la Guardia Costiera cinese ha adottato “misure di controllo” nei confronti di diverse imbarcazioni filippine che svolgevano “attività illegali” presso il banco di Scarborough. Sebbene il comunicato di Pechino non abbia fornito ulteriori dettagli sulle misure adottate, il giorno prima i media cinesi avevano riportato l’utilizzo di cannoni ad acqua per allontanare un’imbarcazione in acque contese. Con quello di oggi salgono a tre solo nell’ultima settimana gli incidenti tra i due paesi nel mar Cinese meridionale.
