I titoli di oggi:
- Xi: “L’IA sia sinfonia di cooperazione internazionale”
- Trump accusa la Cina di interferenza elettorale
- Usa-Cina, commercio e terre rare: l’Aie avverte sui rischi per 6500 miliardi
- Papua Nuova Guinea, annunciata chiusura dell’ufficio di Taiwan
- Sondaggio: Cina supera Stati Uniti per popolarità globale
- TSMC stanzia altri $100 miliardi per espandere produzione chip in USA
- Cina, ricerca farmaceutica fa schizzare i prezzi delle scimmie da laboratorio
“Lo sviluppo dell’IA non dovrebbe essere un’impresa solitaria di un singolo Paese, ma una sinfonia di cooperazione internazionale”. Lo ha dichiarato stamani Xi Jinping in apertura della Conferenza Mondiale sull’Intelligenza Artificiale (WAIC), ospitata dalla città di Shanghai. “Dobbiamo opporci congiuntamente a un’eccessiva estensione del concetto di sicurezza nazionale nel campo dell’IA o a privilegiare la sicurezza di un Paese rispetto a quella degli altri”, ha aggiunto il leader sottolineando che “dovremmo mettere in atto leggi e regolamenti, sistemi di monitoraggio tecnologico, di allerta precoce e di risposta alle emergenze, al fine di […] garantire che l’IA sia sempre sotto il controllo umano”. La tecnologia – ha concluso Xi – deve essere “centrata sulle persone”.
La WAIC, della durata di quattro giorni, riunisce oltre 1.000 aziende tecnologiche cinesi insieme a funzionari, ricercatori e figure del settore, tra cui il segretario dell’Onu Antonio Guterres, e prevede l’esposizione di 3.000 prodotti, dai potenti sistemi a semiconduttore per il calcolo dell’intelligenza artificiale a uno smartphone in grado di gestire autonomamente le app. L’evento ha fatto da sfondo alla creazione della World AI Cooperation Organization che comprende 29 paesi tra i quali Pakistan, Russia e Indonesia.
Intanto, il 17 luglio la start-up cinese Moonshot ha presentato “Kimi K3“, un nuovo modello di IA con 2.800 miliardi di parametri: per l’azienda si tratta del più grande sistema di IA a peso aperto (open-weight) del mondo, in grado di offrire prestazioni paragonabili a Fable dell’americana Anthropic. Secondo gli esperti, il lancio di Kimi K3 è solo l’ultima di una serie di pubblicazioni cinesi nel campo dell’IA che dimostrano come la Repubblica popolare stia riducendo il divario dagli Stati Uniti nel settore, a costi tra l’altro sempre più bassi rispetto ai competitor americani.
Trump accusa la Cina di interferenza elettorale
Il 16 luglio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha declassificato dei documenti riservati che, a suo dire, dimostrano l’interferenza cinese nelle elezioni americane, smentendo una valutazione dell’intelligence statunitense che non ha riscontrato un intervento di Pechino nel voto del 2020, perso da Trump. Il presidente ha dichiarato che le informazioni ottenute attestano come la Cina abbia acquisito illegalmente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi, inclusi nomi, indirizzi e altre informazioni utilizzate per la registrazione al voto. Il discorso, durato 25 minuti, sottolinea l’impegno di Trump nel rendere la sicurezza elettorale una questione politica centrale in vista delle elezioni di medio termine di novembre, quando i repubblicani dovranno difendere le loro risicate maggioranze al Congresso.
L’accusa dell’inquilino della Casa Bianca, accolta in patria con scetticismo, rischia di complicare il processo di distensione avviato con la Cina a seguito della visita di maggio a Pechino. Secondo Denis Simon del Quensy Institute, con il discorso Trump pone per la prima volta Pechino al livello di Mosca, sospettata di aver cercato di manipolare le presidenziali nel 2016.
Usa-Cina, commercio e terre rare: l’Aie avverte sui rischi per 6500 miliardi
Secondo Bloomberg, all’interno dell’amministrazione Trump si è consolidata la convinzione che la Cina non stia rispettando l’accordo di Busan sulle terre rare. Ma il rimane il timore di innescare una ritorsione cinese sui mercati, di mettere a rischio la visita di stato di Xi prevista per il 24 settembre a Washington e di compromettere le elezioni di midterm a novembre. Nel frattempo il viceministro degli Esteri cinese Ma Zhaoxu è atteso a Washington la prossima settimana, con un possibile stop a Miami (sede del G20 di dicembre) che suggerirebbe un secondo viaggio di Xi negli Usa quest’anno. Nel frattempo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie) segnala che la piena attuazione dei controlli cinesi all’esportazione di terre rare (sospesi per un anno dopo l’accordo di Busan ma mai formalmente archiviati) metterebbe a rischio 6.500 miliardi di dollari di produzione industriale mondiale nei settori automotive, hi-tech, difesa ed energia, con Usa ed Europa a rappresentare quasi la metà dell’impatto. La quota cinese nelle terre rare è già scesa dall’90% del 2023 all’85% grazie a nuovi impianti di raffinazione in Usa e Malesia, ma potrebbe ridursi ulteriormente al 70% entro il 2035 se i progetti pianificati procedessero nei tempi previsti.
Papua Nuova Guinea, annunciata chiusura dell’ufficio di Taiwan
La Papua Nuova Guinea ha dichiarato che chiuderà immediatamente l’ufficio di rappresentanza di Taiwan. Il ministro degli Esteri Tkatchenko ha comunicato la decisione all’ambasciatore cinese, definendola un passo per “allineare” le relazioni bilaterali. Pechino ha elogiato la scelta, mentre Taipei ha affermato che l’ufficio resterà operativo e che non era stata informata in anticipo, avviando contatti con governi amici per attirare attenzione internazionale. La Papua Nuova Guinea è uno dei teatri della competizione diplomatica tra Cina e Taiwan, che a oggi mantiene relazioni ufficiali con soli 12 paesi, tre dei quali nel Pacifico, pur avendo uffici de facto in vari stati della regione.
Sondaggio: Cina supera Stati Uniti per popolarità globale
Secondo un sondaggio del Pew Research Center eseguito su circa 42.000 persone provenienti da 36 paesi tra febbraio e maggio 2026, la Cina è più popolare a livello globale degli Stati Uniti. Il 51% degli intervistati ha infatti dichiarato di avere un’opinione positiva di Pechino, contro il 36% ottenuto da Washington. Nel sondaggio del 2023, i risultati erano stati quasi opposti: 58% per gli USA e 32% per la Cina. Tra i Paesi che hanno trainato quest’inversione di tendenza ci sono anche diversi Paesi europei, tra cui la Spagna, l’Ungheria, la Grecia e anche l’Italia, dove dal 2003 a oggi le opinioni positive su Pechino sono cresciute dal 27% al 51%. Restano prevalentemente negative le opinioni di altri Paesi europei, tra cui la Svezia (71%), la Germania (64%) e i Paesi Bassi (59%).
TSMC stanzia altri $100 miliardi per espandere produzione chip in USA
Il produttore taiwanese di chip TSMC investirà altri 100 miliardi di dollari (87,4 miliardi di euro) in Arizona per espandere la propria produzione negli Stati Uniti, portando l’investimento totale dell’azienda negli USA a 265 miliardi di dollari. Secondo l’amministratore delegato CC Wei, l’investimento finanzierà la costruzione di quattro nuovi stabilimenti, che si aggiungerebbero agli otto già in costruzione o in progettazione. “Riteniamo che questo investimento contribuirà a promuovere ulteriormente lo sviluppo dell’ecosistema dei semiconduttori negli Stati Uniti, a rafforzare la catena di approvvigionamento e a sostenere un numero crescente di posti di lavoro ad alta tecnologia e ben retribuiti negli Stati Uniti”, ha detto Wei. Secondo il Dipartimento del Commercio statunitense, il nuovo investimento creerà “decine di migliaia di posti di lavoro americani”.
Cina, ricerca farmaceutica fa schizzare i prezzi delle scimmie da laboratorio
Il boom della ricerca per lo sviluppo di nuovi farmaci in Cina sta riportando i prezzi delle scimmie da laboratorio ai picchi registrati durante l’era Covid, costringendo alcuni ricercatori a interrompere i propri studi. Gli animali, valutati nei budget dei progetti di ricerca in corso a circa 80.000 yuan per esemplare, adesso costano circa 180.000 yuan (23.220 euro) l’uno, con picchi fino a 200.000 yuan. Diversi ricercatori lamentano inoltre che in molti allevamenti le scimmie risultano prenotate anche per gli anni a venire, complice il forte aumento della domanda legato al recente boom del mercato farmaceutico cinese. Con un mercato così volatile e redditizio, gli allevatori non sono incentivati ad aumentare la produzione; salvo un intervento istituzionale, quindi, le carenze di offerta non si risolveranno facilmente, scrive il SCMP.
