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In Cina e Asia – Pechino estende la protezione del segreto commerciale a dati e algoritmi

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi

  • Pechino estende la protezione del segreto commerciale a dati e algoritmi
  • Aziende cinesi ricevono sussidi otto volte la media Ocse
  • Takaichi è la leader più apprezzata dai sudcoreani: il sondaggio
  • USA-Cina tengono primo colloquio militare dopo la visita di Trump
  • Bloomberg: università cinesi legate a PLA in cerca di chip Nvidia H200
  • La Cambogia si rivolge all’Onu per disputa marittima con la Thailandia
  • Filippine, arresto di un senatore complica il processo di impeachment contro Sara Duterte
  • Malaysia-Norvegia, scontro sull’accordo missilistico annullato 
Pechino estende la protezione del segreto commerciale a dati e algoritmi

Lunedì 1° giugno sono entrate in vigore le nuove Regolamentazioni sulla Protezione dei Segreti Commerciali, che includono per la prima volta nel diritto cinese i dati e gli algoritmi tra i beni tutelabili come segreti proprietari. Le norme, emanate dall’Amministrazione Statale per la Regolamentazione del Mercato, stabiliscono requisiti di sicurezza stringenti per il lavoro da remoto e le collaborazioni aziendali transfrontaliere: le imprese devono limitare l’accesso ai file in base al livello gerarchico dei dipendenti, oscurare informazioni sensibili e tracciare l’attività degli utenti. Le regole si applicano anche alle violazioni commesse all’estero, sebbene non specifichino le modalità di applicazione extraterritoriale. 

Aziende cinesi ricevono sussidi otto volte la media Ocse

I sussidi statali all’industria hanno raggiunto i livelli più alti dalla crisi finanziaria globale, spinti in gran parte dalla Cina. Lo rivela un rapporto dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. secondo il quale le imprese cinesi hanno ricevuto in media da tre a otto volte più sostegno governativo rispetto alle aziende con sede nell’area OCSE tra il 2005 e il 2024. I settori maggiormente sovvenzionati tra il 2005 e il 2024 sono stati i pannelli solari, i semiconduttori, l’alluminio, l’acciaio e la cantieristica navale

Takaichi è la leader più apprezzata dai sudcoreani: il sondaggio

Per la prima volta da quando esiste il sondaggio annuale dell’Asan Institute, la premier giapponese risulta il leader straniero più apprezzato in Corea del Sud. Sanae Takaichi ottiene un punteggio di 3,24 su 10, superando Donald Trump, sceso a 2,91, e segnando un netto miglioramento rispetto al 2,77 del suo predecessore Shigeru Ishiba. Il dato riflette un cambiamento più ampio: la percezione del Giappone ha raggiunto 5,11, il livello più alto mai registrato e il primo oltre la soglia neutrale, grazie al rilancio della diplomazia bilaterale e all’intensificazione degli scambi turistici ed economici. L’istituto attribuisce il miglioramento alla “shuttle diplomacy” tra il presidente Lee Jae Myung e i premier giapponesi, che ha contribuito a stabilizzare un rapporto storicamente segnato da tensioni. Il sondaggio mostra anche che i sudcoreani distinguono le loro preferenze tra Trump e gli Stati Uniti, che restano il paese più apprezzato con 5,90 nonostante le frizioni sui dazi. Crescono leggermente anche i giudizi su Xi Jinping, salito a 2,29, mentre Kim Jong Un rimane il leader meno gradito con 1,45, in un contesto di dialogo nella penisola ancora fermo.

USA-Cina, alle Hawaii colloquio “franco” sulla sicurezza militare marittima

Il 28 e 29 maggio, alle Hawaii, Washington e Pechino hanno tenuto colloqui sulla sicurezza marittima militare, nell’ambito del rinnovato impegno delle due potenze a mantenere aperti i canali di comunicazione tra le forze armate. Su Wechat, il comunicato ufficiale della Marina dell’Esercito popolare di liberazione (PLA) ha ricalcato i toni usati durante la recente visita di Trump, inquadrando lo scambio nella nuova cornice narrativa della “stabilità strategica costruttiva tra Cina e Stati Uniti”. La PLA ha definito i colloqui “scambi franchi e costruttivi (…) sulla base di uguaglianza e rispetto”, sottolineando che la comunicazione aiuta a “migliorare la comprensione reciproca e a evitare malintesi e valutazioni errate”. Non è mancato un riferimento indiretto alle dispute territoriali di Pechino: “la parte cinese si oppone fermamente a qualsiasi atto che metta in pericolo la sovranità e la sicurezza della Cina in nome della libertà di navigazione e di sorvolo”, si legge nel comunicato.

Bloomberg: università cinesi legate a PLA in cerca di chip Nvidia H200

Un’inchiesta di Bloomberg ha rivelato che almeno sette università cinesi legate alle forze armate avrebbero cercato di ottenere chip Nvidia H200, i processori IA più avanzati autorizzati dagli Stati Uniti alla vendita in Cina. Tra queste figurano la Beihang University e la Northwestern Polytechnical University, entrambe nella lista nera del Dipartimento del Commercio americano per i loro legami con l‘Esercito Popolare di Liberazione. Secondo l’inchiesta, le istituzioni avrebbero tentato di accedere ai chip tramite broker o contratti di noleggio, in quantità ridotte ma sufficienti per adattare modelli AI a scopi militari. Jensen Huang, AD di Nvidia, continua a sostenere che Pechino non abbia né bisogno né interesse a basare il suo sviluppo militare sulla tecnologia americana. Diversi esperti interpellati da Bloomberg, però, contraddicono questa visione.

Filippine, arresto di un senatore complica il processo di impeachment contro Sara Duterte

Lunedì 1° giugno la polizia filippina ha arrestato il senatore Jose “Jinggoy” Estrada per appropriazione indebita, circa un anno dopo le rivelazioni sulla massiccia corruzione legata ai progetti di controllo delle inondazioni. Si tratta del primo arresto di un alto funzionario governativo nell’ambito dello scandalo che ha portato all’accusa di diversi imprenditori edili e politici per aver intascato fondi provenienti da questi progetti. Secondo un procuratore, Estrada avrebbe accumulato una tangente di oltre 573 milioni di pesos, pari a 9,2 milioni di dollari.

L’arresto aggrava la situazione di stallo politico nel paese: Jinggoy è membro di un gruppo di 13 senatori (su 24 totali) che a maggio hanno preso il controllo del Senato in vista del processo di impeachment contro la vicepresidente Sara Duterte, loro alleata. Un altro membro del gruppo è Ronald De la Rosa, ex capo della polizia ed esecutore della guerra alla droga dell’ex presidente Rodrigo Duterte, che il mese scorso si è barricato in Senato per poi darsi alla macchia, dopo che la Corte penale internazionale ne ha ordinato l’arresto. Ora l’assenza di De la Rosa e di Estrada ha diviso l’assemblea in due blocchi rivali di 11 senatori. Secondo quanto riferito da analisti al South China Morning Post, la situazione di stallo potrebbe bloccare l’iter legislativo, lasciando il Senato in balia di lotte di potere e complicando il processo di impeachment.

La Cambogia si rivolge all’Onu per disputa marittima con la Thailandia

La Cambogia ha annunciato ieri che ricorrerà a una procedura di arbitrato delle Nazioni Unite poco utilizzata, nota come “conciliazione obbligatoria”, per risolvere una disputa di lunga data sui confini marittimi con la Thailandia e sbloccare quelle che, a suo dire, sono risorse petrolifere e di gas naturale per un valore di miliardi di dollari. Da oltre 25 anni, i due paesi rivendicano entrambi circa 26.000 km quadrati di mare nel Golfo di Thailandia. Si stima che la fascia marittima contesa contenga quasi 339,8 miliardi di metri cubi di gas naturale e grandi quantità di petrolio, per un valore di circa 300 miliardi di dollari (383,95 miliardi di dollari di Singapore). Qui tutto quello da sapere in merito al meccanismo.

Malaysia-Norvegia, scontro sull’accordo missilistico annullato 

La Malaysia ha espresso forti critiche sulla recente decisione della Norvegia di non approvare la licenza di esportazione per il sistema missilistico navale già acquistato da Kuala Lumpur. Durante un incontro con il a ministro della Difesa norvegese Tore Sandvik, l’omologo malesiano Mohamed Khaled Nordin ha affermato che “la Norvegia non può lavarsene le mani” e che, se interessata a mantenere buoni rapporti bilaterali con la Malaysia, dovrebbe agevolare la procedura di rimborso. I funzionari norvegesi avevano descritto la controversia come una questione tra Kuala Lumpur e un’azienda. Secondo Khaled, il governo norvegese dovrebbe intervenire direttamente con l’azienda fornitrice, norvegese, per risolvere la controversia, anche valutando la possibilità di anticipare il rimborso. La Malaysia stima perdite dirette superiori a 600 milioni di ringgit, con un impatto complessivo che potrebbe superare il miliardo. Il ministro ha inoltre avvertito che la vicenda mette in discussione l’affidabilità dei contratti di difesa e degli accordi internazionali.