I titoli di oggi:
- Cina, nuove misure allentano le restrizioni sociali dell’hukou per i lavoratori migranti
- Xi accoglie Sharif e Vučić
- Esplosione in una miniera cinese fa oltre 80 morti
- Ministeriale Apec, la Cina chiede di rifiutare la “mentalità del gioco a somma zero”
- Ue, proposta sospensione di nove mesi a sanzioni verso società di chip cinese
- Cina, interrotte da quattro mesi le forniture di terre rare al Giapponese
- La Cina sanzionerà diverse società di intermediazione online
- L’Indonesia vuole mettere l’export di olio di palma e altre materie prime sotto controllo statale
Venerdì 22 maggio il Consiglio di Stato cinese ha annunciato di aver allentato diverse restrizioni sulla residenza (hukou) che impedivano ai lavoratori migranti di accedere alla previdenza sociale nel luogo in cui lavorano. Ora i lavoratori migranti potranno dunque usufruire dei servizi pubblici (come sanità e istruzione per i propri figli) a prescindere dalla propria residenza anagrafica ufficiale. La mossa, che prevede anche il perfezionamento di vari meccanismi per il trasferimento dei diritti previdenziali tra le diverse province, fa parte di un più ampio sforzo volto a rimuovere le barriere alla libera circolazione di capitali e talenti nella Repubblica popolare.
Le discussioni in merito all’hukou non sono una novità, ma dal 2024 il Partito comunista cinese ha iniziato a parlare seriamente di come “eliminare del tutto” il sistema che lega la residenza alla previdenza sociale, e le misure annunciate la scorsa settimana sono il primo grande passo verso questa enorme riforma strutturale. Secondo le ultime stime in Cina ci sono circa 357 milioni di lavoratori migranti: il loro numero è aumentato negli ultimi anni per la crescita dell’economia digitale, che oggi impiega milioni di persone tra fattorini, imprenditori online e altri lavoratori delle piattaforme.
Xi accoglie Sharif e Vučić
Prosegue l’attivismo diplomatico di Xi Jinping, che nelle prossime ore incontrerà il premier pakistano Shehbaz Sharif, arrivato in Cina sabato. Secondo le aspettative degli esperti, la guerra in Iran e la mediazione di Islamabad figureranno tra i principali temi di discussione durante i colloqui tra i leader. La missione di Sharif nel weekend ha incluso anche Hangzhou, dove il premier pakistano ha presieduto la cerimonia di apertura della terza Conferenza sugli investimenti B2B tra Pakistan e Cina, incentrata su “infrastrutture di ricarica, sistemi di accumulo di energia a batteria, tecnologie solari e settore farmaceutico”. All’evento sono stati firmati accordi e memorandum d’intesa per un valore superiore a 7 miliardi di dollari tra le due parti, al fine di promuovere la cooperazione e gli investimenti in diversi settori.
Intanto è cominciata anche la visita in Cina del presidente serbo Aleksandar Vučić, impegnato a bilanciare il percorso di inclusione nell’Ue con un rafforzamento dei rapporti con Pechino.
Esplosione in una miniera cinese fa oltre 80 morti
Ammontano a oltre 80 morti e 100 feriti le vittime dell’esplosione di gas che si è verificata venerdì in una miniera di carbone nello Shanxi, regione della Cina settentrionale. La deflagrazione è avvenuta a circa 300 metri di profondità e l’intervento dei soccorritori, con tubi per l’acqua e kayak per raggiungere la zona, secondo il quotidiano statale Beijing News, è stato complicato dal fatto che la mappa sotterranea fornita dalla compagnia mineraria alle squadre di soccorso non corrispondeva alla reale situazione del sottosuolo. Sono emerse anche altre irregolarità tra cui la mancata dotazione di GPS personali per i lavoratori.
In una conferenza stampa tenuta sabato sera le autorità locali hanno affermato che, secondo una valutazione preliminare, l’azienda mineraria coinvolta ha commesso “gravi violazioni di legge“. I media statali hanno riferito sabato che le cause dell’esplosione sono ancora oggetto di indagine ma che il responsabile dell'”azienda coinvolta” è stato “sottoposto alle misure di controllo previste dalla legge”. Se il bilancio dovesse restare lo stesso si tratterebbe comunque dell‘incidente più grave dal 2009, quando un’esplosione di gas nella miniera di Xinxing, nella provincia di Heilongjiang, causò il decesso di 108 persone.
Ministeriale Apec, la Cina chiede di rifiutare la “mentalità del gioco a somma zero”
Il 22 e 23 maggio si è tenuto a Suzhou, nella Cina orientale, l’incontro tra i ministri del Commercio dell’Apec, la piattaforma di cooperazione economica che comprende 21 economie dell’Asia-Pacifico (incluse quelle di Stati Uniti e Russia). A rappresentare la Cina nel giorno d’apertura della ministeriale c’era il capo negoziatore commerciale Li Chenggang, che ha fatto le veci del ministro del Commercio Wang Wentao, impegnato in alcuni “affari urgenti”. Durante il suo discorso, Li ha esortato i membri dell’Apec a “rifiutare la mentalità del gioco a somma zero” e a lavorare per “far crescere la torta [dell’economia globale] per poi dividerla equamente, in un risultato win-win”. Le parole di Li – che ha partecipato a tutti i colloqui commerciali sui dazi tra Cina e Stati Uniti, al fianco del vicepremier He Lifeng – erano in linea con gli obiettivi della ministeriale, che poneva al centro delle discussioni la cooperazione regionale economica, digitale e verde, assieme al supporto all’Organizzazione mondiale del commercio.
Tra gli invitati al meeting figurava anche il ministro del Commercio giapponese Ryosei Akazawa, che è stato dunque il funzionario giapponese di grado più alto a visitare la Cina dall’inizio delle tensioni tra Pechino e Tokyo (causate dai commenti della premier Takaichi su Taiwan) scoppiate lo scorso novembre. Akazawa ha inoltre detto ai giornalisti di aver “parlato brevemente” con l’omologo cinese Wang Wentao, senza però che si sia arrivati a un incontro formale tra le parti. Nel corso della ministeriale c’è stato spazio anche per il discorso di Casey Mace, il funzionario americano più importante presente a Suzhou, che ha invitato i membri Apec a comprare maggiori quantità di prodotti americani, compresi petrolio e gas naturale, le cui forniture per il continente sono state drasticamente ridotte dalla guerra in Asia occidentale.
Ue, proposta sospensione di nove mesi a sanzioni verso società di chip cinese
La Commissione Europea ha proposto una deroga di nove mesi alle sanzioni a carico della Yangzhou Yangjie Electronic, azienda cinese produttrice di semiconduttori accusata di aver fornito i propri chip all’esercito russo. La società, finita all’interno del 20° pacchetto di sanzioni europee contro la Russia, è un importante fornitore per varie aziende europee, soprattutto nel ramo dell’automotive. Per questo motivo Bruxelles vorrebbe dare al settore del tempo per diversificare i propri partner ed evitare “una grave interruzione” della catena di approvvigionamento. La proposta andrà approvata all’unanimità dai paesi membri.
Intanto la cinese Wingtech Technology ha citato in giudizio l’olandese Nexperia presso un tribunale di Dongguan, chiedendo all’azienda un risarcimento di 1,2 miliardi di dollari e il ripristino del controllo sulla propria unità olandese di produzione di chip. Il governo olandese, sfruttando una legge di emergenza risalente alla guerra fredda, aveva preso il controllo di Nexperia a fine 2025 per continuare a garantire ai paesi europei l’accesso ai chip prodotti dalla società, sussidiaria della stessa Wingtech.
Cina, interrotte da quattro mesi le forniture di terre rare al Giapponese
A partire da dicembre, salvo qualche eccezione, la Cina ha bloccato le esportazioni di terre rare (come disprosio, terbio e gallio) verso il Giappone. Nonostante Tokyo sia un importante produttore di terre rare, il paese resta comunque altamente dipendente da Pechino per alcune delle cosiddette “terre rare pesanti”, utilizzate nella produzione di magneti e chip, oltre che nel settore aerospaziale e in quello della difesa. Il blocco coincide con le tensioni scatenate dai commenti su Taiwan della premier giapponese Sanae Takaichi, risalenti allo scorso novembre.
La Cina sanzionerà diverse società di intermediazione online
L’autorità cinese di regolamentazione dei mercati finanziari (CSRC) ha dichiarato che intende sanzionare Futu Holdings, Tiger Brokers e Longbridge Securities per aver operato nella Repubblica popolare senza licenza, confiscando inoltre tutti i “guadagni illeciti” ricavati dalle attività delle società di intermediazione in Cina. La mossa rappresenta la più decisa azione di controllo intrapresa da Pechino negli ultimi anni nei confronti delle società di intermediazione transfrontaliera, già colpite con varie misure a partire dal 2022.
L’Indonesia vuole mettere l’export di olio di palma e altre materie prime sotto controllo statale
L’Indonesia centralizzerà le esportazioni delle principali materie prime del paese, tra cui olio di palma, nichel e carbone, affidandole a un’unica impresa statale. Lo ha dichiarato la scorsa settimana il presidente Prabowo Subianto, che vorrebbe così aumentare le entrate del paese, le cui finanze sono in forte stress a causa delle dispendiose politiche populiste del governo e per l’aumento del costo dei combustibili fossili dovuto alla guerra in Asia occidentale. Tramite questa azienda centralizzata – gestita probabilmente dal nuovo fondo sovrano indonesiano Danantara – Giacarta avrebbe il potere di determinare i prezzi delle sue risorse naturali, ponendoli al rialzo rispetto alle quotazioni di mercato. L’annuncio ha già sollevato le critiche degli investitori internazionali.
