I titoli di oggi:
- La Cina sta preparando una riforma storica della legge sull’agricoltura
- New York, 64enne originario del Fujian condannato per repressione transnazionale
- Sondaggio: 47% delle giovani donne cinesi non vuole figli
- Nauru si prepara a rinominare il paese in Naoero per rompere con il passato coloniale
- Iran, concesso passaggio a navi cinesi mentre India chiede aiuto BRICS
Cina, riforma storica della legge sull’agricoltura in fase di consultazione
La Cina ha presentato la più grande riforma della legge sull’agricoltura degli ultimi 14 anni. La bozza aggiornata, aperta alla consultazione pubblica fino al 29 maggio, amplia il testo da 99 a 110 articoli. Le principali novità includono una definizione più ampia di sicurezza alimentare, il riconoscimento di nuovi modelli economici rurali come l’ecoturismo e l’agricoltura ricreativa, e l’abbandono del concetto di “manodopera rurale in eccesso” a favore di una maggiore mobilità lavorativa. La riforma rafforza inoltre i meccanismi di compensazione per le regioni agricole, introduce obblighi legali per la protezione del suolo coltivabile, potenzia le assicurazioni agricole e mira a ridurre il divario economico tra città e campagna, tutelando i redditi degli agricoltori.
New York, 64enne originario del Fujian condannato per repressione transnazionale
Il tribunale federale di Brooklyn (New York) ha condannato Lu Jianwang, 64 anni, cittadino americano originario del Fujian, per aver gestito un posto di polizia segreto cinese nella Chinatown di Manhattan. Lu avrebbe agito come “agente straniero illegale” e ostruito la giustizia, monitorando e intimidendo diversi dissidenti politici cinesi locali, e cancellando i messaggi WeChat contenenti gli ordini di Pechino. Secondo i procuratori, Lu avrebbe fondato l’avamposto nel 2022 su incarico del Ministero della Pubblica Sicurezza cinese, contribuendo alla repressione transnazionale di Pechino. Per la difesa, invece, l’attività parastatale di Lu si sarebbe limitata ad aiutare i frequentatori del suo circolo culturale a rinnovare la patente cinese senza tornare in patria. L’uomo rischia dai dieci ai trent’anni di carcere.
Sondaggio: 47% donne cinesi nate dopo il 2000 non vuole figli
Secondo un sondaggio del 2026 di Zhaopin, una delle principali piattaforme cinesi di reclutamento online, quasi la metà (47%) delle donne cinesi nate dopo il 2000 dichiara di non volere figli. Le principali ragioni includono l’elevato costo del mantenimento dei figli (40,4%), il timore di ridurre la qualità della vita (30,5%) e il rischio di compromettere la carriera (28,5%). Il rapporto evidenzia una forte “penalità della maternità“: il 61,5% delle madri lavoratrici ritiene di avere quasi nessuna possibilità di promozione, e il 60,9% ha subito domande sullo stato civile durante un colloquio, contro il 35,5% degli uomini. Il 23,6% di loro afferma che il partner non si occupa quasi mai della casa o dei figli. Inoltre, il 41,5% delle aziende non adotta alcuna misura di sostegno alla genitorialità. Il rapporto cita congedi parentali obbligatori per i padri e meccanismi di condivisione dei costi tra stato e aziende come possibili strategie per invertire la tendenza.
Nauru si prepara a rinominare il paese in Naoero per rompere con il passato coloniale
Il governo di Nauru ha annunciato che terrà un referendum per cambiare il nome ufficiale del paese in “Naoero” – la forma originale nella lingua indigena Dorerin Naoero, parlata dalla quasi totalità dei circa 10 mila abitanti. “Nauru è emerso perché Naoero non poteva essere pronunciato correttamente da lingue straniere, ed è stato cambiato non per nostra scelta, ma per convenienza”, ha spiegato il governo. Il cambiamento riguarderebbe tutti i simboli e documenti ufficiali, dall’aereo e le navi nazionali alle rappresentanze all’Onu. È necessario un referendum perché la modifica richiede una revisione costituzionale. Nauru – 20 kmq di superficie, una delle nazioni più piccole al mondo – fu protettorato tedesco dalla fine dell’Ottocento, poi amministrata congiuntamente da Australia, Regno Unito e Nuova Zelanda prima dell’indipendenza nel 1968. Un tempo tra i paesi più ricchi pro capite grazie ai giacimenti di fosfati, oggi l’80% del territorio è reso inabitabile dall’estrazione mineraria.
Iran, concesso passaggio a navi cinesi mentre India chiede aiuto BRICS
L’Iran ha iniziato a consentire il passaggio di alcune navi cinesi nello Stretto di Hormuz, dopo un’intesa sui protocolli di gestione del traffico marittimo. La notizia è stata divulgata dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars, citando una fonte informata. Il rapporto Fars è arrivato mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in visita di Stato in Cina, concordava con il leader cinese Xi Jinping sul fatto che lo Stretto di Hormuz debba essere riaperto. Intanto, a Nuova Delhi, il ministro degli Esteri Abbas Araqchi chiede ai BRICS di condannare Stati Uniti e Israele, accusando anche gli Emirati di aver partecipato alle operazioni militari contro l’Iran. L’India, colpita duramente dalla chiusura dello Stretto, invoca la riapertura dei flussi marittimi dopo l’ennesimo attacco a una nave battente bandiera indiana.
