trump cina

In Cina e Asia – Pechino conferma la visita di Trump

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi:

  • Pechino conferma la visita di Trump
  • Cina, pubblicate linee guida per gli agenti IA
  • Taiwan, l’opposizione taglia il budget speciale per la difesa
  • Il Vietnam sta accelerando la costruzione di isole artificiali nel mar Cinese meridionale
  • Sri Lanka, arrestato monaco buddhista per presunto abuso sessuale di una bambina
  • Thailandia, SiamAI nega contrabbando di chip Nvidia in Cina
  • Thailandia, uomo cinese fermato con scorte di fucili ed esplosivi
  • Corea del sud conferma attacco contro mercantile nello Stretto di Hormuz

Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha annunciato ieri che, in vista dello storico vertice tra Donald Trump e Xi Jinping del 14 e 14 maggio, partirà lunedì “per una breve serie di incontri in Giappone e Corea del Sud. “La sicurezza economica è sicurezza nazionale e non vedo l’ora di partecipare a una serie di incontri proficui per promuovere l’Agenda Economica ‘America First’ del Presidente Trump”, ha spiegato. La tappa di mercoledì a Seul prevede un confronto con He Lifeng, vicepremier nonché capo negoziatore della Cina. Intanto oggi per la prima volta le autorità di Pechino hanno confermato l’imminente visita del presidente americano. Da parte americana sono anche arrivati i dettagli del viaggio, che prevederà giovedì un tour al Tempio del Cielo e un banchetto di Stato, mentre il giorno dopo i due leader si incontreranno per un tè e a pranzo.

Tutto lascia intendere che l’economia sarà al centro del summit. Nel corso di un’intervista a Fox News,  venerdì il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha detto che Washington sta cercando di riequilibrare il commercio con Pechino. Il riferimento è al deficit commerciale lamentato da tempo dalla Casa Bianca: “Abbiamo sempre avuto una forte relazione commerciale [anche se] sbilanciata significativamente” a favore della Repubblica popolare, ha detto Greer, affermando che l’obiettivo degli Stati Uniti è trovare “stabilità” nei rapporti bilaterali. “Credo che non ci sia davvero alcuna possibilità di indurre la Cina a cambiare il proprio modo di governare o di gestire l’economia”, ha aggiunto, “ma si può raggiungere maggiore equilibrio commerciale”.

Oltre alle questioni commerciali, nel bilaterale tra Trump e Xi si parlerà probabilmente anche di Taiwan. Interrogato sul tema l’8 maggio, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto che “la stabilità nello stretto [di Taiwan] è nell’interesse della Cina, degli Stati Uniti e del mondo intero, e questa continuerà a essere la nostra posizione”. E poi c’è la guerra in Iran, che sta diventando un altro dossier spinoso per i rapporti tra le due superpotenze.

Gli Stati Uniti sanzionano 8 aziende cinesi e di Hong Kong per presunti legami con l’esercito iraniano

Venerdì 8 maggio i Dipartimenti di Stato e del Tesoro degli Stati Uniti hanno annunciato di aver sanzionato un individuo e otto aziende con sede nella Repubblica popolare e a Hong Kong. Secondo Washington, le società colpite avrebbero aiutato in vari modi l’esercito iraniano, fornendogli armi o “materie prime” utilizzate per la produzione di droni e missili balistici. In altri casi, come quello della Chang Guang Satellite Technology, le aziende sono accusate di aver fornito a Teheran le immagini satellitari usate per bombardare le basi americane nel Golfo. Pechino e le società coinvolte non hanno ancora commentato la vicenda, mentre un portavoce del governo di Hong Kong ha detto al South China Morning Post che le autorità hanno rispettato “pienamente” le sanzioni del Consiglio di Sicurezza ONU all’Iran e che si oppongono ad azioni unilaterali come quella del governo americano.

Le sanzioni potrebbero impedire alle aziende cinesi di accedere ai meccanismi finanziari in dollari necessari per commerciare, investire o trasferire denaro a livello globale. La scorsa settimana Pechino aveva bloccato altre sanzioni americane a cinque raffinerie di petrolio cinesi, ma non è ancora chiaro quanto questo blocco, basato su una legge del 2021, possa avere effetti concreti.

Cina, pubblicate linee guida per gli agenti IA

L’8 maggio tre agenzie cinesi (CAC, NDRC e MIIT) hanno pubblicato un documento congiunto che definisce le “Linee guida per l’applicazione standardizzata e lo sviluppo innovativo degli agenti di intelligenza artificiale (IA)”. Come riportato da Bill Bishop, il testo si basa sul piano d’azione “IA+” pubblicato dal Consiglio di Stato ad agosto 2025, che pone come obiettivo il raggiungimento di un tasso di adozione superiore al 70% di agenti di IA entro il 2027. Lo scopo ultimo della misura, volta a integrare sempre più l’IA a livello pubblico e privato, è “promuovere l’innovazione tecnologica, potenziare la capacità di governance, costruire un ecosistema industriale e migliorare le condizioni di vita e il benessere della popolazione”, ha dichiarato un funzionario della CAC alla Xinhua.

Taiwan, l’opposizione taglia il budget speciale per la difesa

Venerdì 8 maggio il parlamento taiwanese, controllato dall’opposizione, ha approvato un budget speciale per la difesa del 38% inferiore rispetto a quello proposto dal governo. Si tratta di una sconfitta politica per il presidente Lai Ching-te, che avrà a disposizione “solo” 25 miliardi di dollari – invece dei 40 miliardi proposti dal suo esecutivo – per rafforzare i sistemi difensivi taiwanesi. Secondo gli analisti, la cifra potrebbe risultare sufficiente a coprire solamente l’acquisto di alcune armi americane (un pacchetto da 11 miliardi era stato approvato a dicembre 2025), ma difficilmente basterà per finanziare massicciamente la produzione interna, ad esempio di droni, considerati cruciali nel contesto di una difesa asimmetrica. Il Dipartimento di Stato americano ha criticato l’esito del voto parlamentare, dichiarando che “ulteriori ritardi nel finanziare il resto del budget saranno una concessione alla Cina”. Lai ha comunque detto di aver apprezzato che siano stati approvati almeno parte dei finanziamenti speciali per la difesa, rimasti in sospeso a lungo prima del voto della scorsa settimana.

Il Vietnam sta accelerando la costruzione di isole artificiali nel mar Cinese meridionale

Secondo un report del think tank americano CSIS, pubblicato l’8 maggio, nell’ultimo anno il Vietnam ha continuato la sua espansione nel mar Cinese meridionale, aggiungendo almeno 216,1 ettari di terreno nell’arcipelago delle Spratly, conteso con la Cina. Nell’area sia Pechino che Hanoi stanno costruendo da tempo isole artificiali e infrastrutture utili a rafforzare le rispettive rivendicazioni sul territorio. In totale, si legge nel report, il Vietnam avrebbe messo in posa circa 1.121 ettari di terreno nelle Spratly, contro i 2.209 ettari cinesi, costruendo anche porti e altre installazioni. Ora Hanoi controlla 15 porti nell’arcipelago, e 11 di questi sono stati realizzati a partire dal 2021. Al di là delle questioni legate alla sovranità, si tratta di operazioni dal forte impatto ambientale: secondo il CSIS, l’espansione territoriale nella zona avrebbe portato alla cancellazione di più di 4.000 ettari di barriere coralline (1.667 ettari distrutti dal Vietnam e 2.518 dalla Cina).

Sri Lanka, arrestato monaco buddhista per presunto abuso sessuale di una bambina

Sabato 9 maggio le autorità srilankesi hanno arrestato un monaco buddhista (Pallegama Hemarathana) con l’accusa di aver abusato sessualmente di una bambina di undici anni. Il reato risalirebbe al 2022 e sarebbe avvenuto in un tempio molto importante ad Anuradhapura, gestito dallo stesso Hemarathana. Anche la madre della bambina è stata arrestata per presunto favoreggiamento. Nonostante i casi di abusi su bambini non siano una novità in Sri Lanka, Hemarathana è il monaco più importante a essere stato accusato di un reato simile.

Thailandia, SiamAI nega contrabbando di chip Nvidia in Cina

SiamAI, azienda thailandese che offre servizi cloud basati sull’intelligenza artificiale (IA), ha pubblicato un comunicato in cui nega di aver esportato server IA in Cina contro le leggi americane sui controlli alle esportazioni. La presa di posizione è arrivata a seguito della notizia data da Bloomberg sull’avvio di indagini da parte delle autorità statunitensi a carico della società, accusata di aver contrabbandato nella Repubblica popolare server contenenti chip avanzati dell’azienda statunitense Nvidia, per un valore di 2,5 miliardi di dollari. Il tutto – secondo l’accusa – sarebbe avvenuto per mezzo di un intermediario, OBON, un’altra azienda di cloud con sede a Bangkok. SiamAI ha smentito ogni legame con OBON e si è detta disposta a collaborare con gli inquirenti.

Thailandia, uomo cinese fermato con scorte di fucili ed esplosivi

Il 9 maggio i media thailandesi hanno riportato l’arresto di un uomo cinese di 31 anni, Sun Mingchen, fermato dalle autorità dopo essere stato trovato con scorte significative di fucili ed esplosivi. Secondo le ricostruzioni, Sun è stato arrestato dopo essersi cappottato con la sua auto a Sattahip, nella provincia di Chonburi, nel sud-est del paese. Nell’auto sarebbero infatti stati ritrovati una pistola Glock 26 e vari caricatori, una scoperta che ha spinto le autorità a perquisire la casa dell’uomo, nella quale avrebbero poi rinvenuto mitragliatori M16, granate, C4, mine antiuomo e altro equipaggiamento militare come maschere antigas e giubbotti antiproiettile. Sun si trovava in Thailandia con un visto regolare e al momento la polizia thai non ha trovato indizi sulla sua volontà di compiere un attacco nel paese, anche se ci sono speculazioni su un suo possibile legame con la Cambogia. L’uomo ha infatti doppio passaporto cinese e cambogiano, e sul suo telefono sarebbero stati trovati dei video di addestramento con un’unità di soldati khmer.

Thailandia, ex premier Thaksin in libertà vigilata

L’ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra è stato rilasciato oggi dal carcere e messo in libertà vigilata,  otto mesi dopo che un tribunale lo aveva condannato a scontare la pena detentiva che aveva cercato di evitare con un lungo ricovero in ospedale. Ad accoglierlo una folla di sostenitori, compresa la figlia Paetongtarn, la cui rimozione dall’incarico di prima ministra dopo gli scontri di confine con la Cambogia ha segnato l’inizio di una resa dei conti politica per il padre. Non è chiaro se la liberazione dell’ex tycoon contribuirà a rilanciare il suo partito, il Pheu Thai, un tempo al governo ma ora forza politica di minoranza nella coalizione di Anutin Charnvirakul, dopo la schiacciante sconfitta elettorale di febbraio.

Corea del sud conferma attacco contro mercantile nello Stretto di Hormuz

La Corea del Sud ha dichiarato oggi che l’incendio avvenuto il 4 maggio a bordo della nave mercantile HMM Namu, gestita da una compagnia coreana, nello Stretto di Hormuz  è stato causato da attacchi esterni. Si tratta della prima ammissione ufficiale da parte di Seul che l’incidente sia stato il risultato di un attacco, pur senza attribuire la responsabilità a nessuno. Il ministero degli Esteri ha affermato che gli urti hanno scosso la nave, provocando fiamme e fumo e lasciando un cratere nello scafo esterno di circa 5 metri di larghezza e fino a 7 metri di profondità. Gli investigatori hanno dichiarato che le telecamere di sorveglianza hanno ripreso due oggetti volanti, sebbene le autorità non siano ancora in grado di stabilire se si trattasse di droni o missili, né di identificare chi li abbia lanciati. L’indagine è in corso mentre il ministro della Difesa sudcoreano Ahn Gyu-back si trova a Washington per colloqui con il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth che probabilmente includeranno la richiesta a Seul di collaborare per mantenere aperto lo Stretto.