Il summit SCO apre il settembre “caldo” di Xi

In Relazioni Internazionali by Lorenzo Lamperti

Prima il vertice annuale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Bishkek, poi il viaggio in Egitto e quello (attesissimo) in India per i BRICS. E sullo sfondo il confronto con Trump alla Casa Bianca. L’analisi di Lorenzo Lamperti sull’intensa agenda diplomatica del presidente cinese per “Il Partito”, la newsletter di Simone Pieranni

“Quando la distanza di potenza è ampia, il più forte cerca una vittoria rapida e il più debole punta sulla lotta prolungata. Tra concorrenti di forza comparabile prevale invece la reciprocità: si risponde colpo su colpo”. Lo scrive il politologo Yan Xuetong, nel suo ultimo libro历史的拐 (La svolta della storia). È un passaggio che illustra bene l’attuale andamento delle relazioni tra Cina e Stati Uniti. Durante la prima guerra commerciale del 2018, Pechino risponde ai dazi di Donald Trump con ritorsioni misurate, in una prima fase cercando anche il dialogo. Durante la nuova escalation tariffaria del 2025, la Cina ha invece risposto colpo su colpo, in modo immediato e reciproco. Anzi, aggiungendo qualcosa in più. E conquistando la tregua siglata lo scorso ottobre a Busan attraverso una dimostrazione di forza, non un tentativo di accomodare i desideri della Casa Bianca. Nel 2021, al primo incontro di alto livello con l’amministrazione Biden ad Anchorage, la Cina diceva con rabbia agli Stati Uniti che non potevano più guardarla dall’alto in basso.

Il summit dello scorso maggio tra Xi Jinping e Trump a Pechino ha certificato il raggiungimento di un rapporto sostanzialmente tra pari. Tanto che Xi, citando la famigerata “trappola di Tucidide”, ha di fatto chiesto alla potenza (ex) egemone unica di accettare una “stabilità strategica costruttiva” con la potenza in ascesa per evitare i rischi di un conflitto. Secondo Yan, invece, se davvero Cina e Stati Uniti raggiungeranno una parità nei rapporti i rischi diminuiranno. La competizione resterà intensa, ma potrebbe diventare più prevedibile. Tracciare con chiarezza le rispettive linee rosse lascia trasparire il rischio, ma può aumentare la comprensione reciproca. Riducendosi l’asimmetria, aumenta la reciprocità: dazi contro dazi, restrizioni tecnologiche contro terre rare, pressione sull’Iran contro il rafforzamento di nuovi circuiti eurasiatici.

Un preambolo necessario per mettere in prospettiva quanto sta accadendo e, soprattutto, quanto accadrà in un settembre mai così denso nell’agenda internazionale di Xi. Salvo sorprese o sconvolgimenti, il presidente cinese sarà protagonista nel giro di poche settimane di tre importanti viaggi all’estero. Il primo, già ufficializzato, lo porterà dal 30 agosto al 3 settembre tra Kirghizistan ed Egitto per il summit annuale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e un incontro con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Sono poi in corso i preparativi per l’attesissima visita in India, la prima dal 2019, per partecipare al vertice dei BRICS del 12 e 13 settembre. Infine, la trasferta negli Stati Uniti per il confronto con Trump alla Casa Bianca, che da parte americana è già stato preannunciato per il 24 settembre.

Quando Xi arriverà a Washington, lo farà dunque dopo aver cercato di rafforzare il proprio capitale politico all’interno delle due piattaforme multilaterali al cuore della proiezione cinese verso il cosiddetto “Sud globale”. Tradizionalmente, SCO e BRICS sono due progetti paralleli che offrono sbocchi complementari: politica e sicurezza nel primo caso, economia e finanza nel secondo. Con il recente allargamento di entrambe, i confini tra le due organizzazioni sembrano parzialmente sfumare. La collocazione temporale dei due vertici, quest’anno molto ravvicinata, può accentuare questa dinamica. Attenzione però all’equazione: allargamento uguale rafforzamento. Senz’altro, la Cina può far pesare il sempre maggiore coinvolgimento nelle due iniziative. Dall’altro, più Paesi significa anche accentuare le già presenti differenze interne, complicando il passaggio dalla postura politico-retorica a una dimensione più operativa…

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