All’inizio di marzo, un migliaio di persone ha passato ore in fila fuori dalla sede centrale di Tencent a Shenzhen per farsi installare OpenClaw sui propri dispositivi e cominciare ad “allevare aragoste” (yang longxia 养龙虾), come viene chiamato il processo di addestramento e personalizzazione dei nuovi assistenti IA per via dell’icona del software che raffigura, appunto, il crostaceo rosso. La folla, composta da studenti, pensionati e impiegati, però più che il sintomo di un genuino entusiasmo per la novità sembra dare sfogo a una paura condivisa: quella di essere presto sostituiti dagli strumenti pensati per aumentare la loro produttività. Un’eventualità che, imparando a padroneggiare OpenClaw per primi, molti in Cina sperano di scongiurare[….]
Secondo SecurityScorecard, al 17 marzo la Cina rappresentava già circa il 12-16% del traffico web globale legato a OpenClaw, e il suo utilizzo nel paese aveva superato quello negli Stati Uniti.Questo vuol dire che, al netto dei ripetuti avvertimenti di ministeri e agenzie governative, la sperimentazione è ufficialmente in corso. Soprattutto a livello di base. L’importante è che, come intimato più volte in merito all’IA, la nuova tecnologia serva l’economia reale.
Applicare il software in maniera virtuosa è infatti possibile. Un esempio sono le One-Person Companies (OPC) – yiren gongsi 一人公司 – imprese amministrate da un singolo fondatore che sfruttano agenti IA per gestire l’intera catena del valore – dallo sviluppo del prodotto al marketing fino al servizio clienti – senza bisogno di un team in carne e ossa. È quella che Luo Weihong, deputata dell’NPC e vicepresidente del Comitato Permanente del Congresso del Popolo Municipale di Hangzhou, al 21st Century Business Herald ha definito “democratizzazione” dell’imprenditoria: gli agenti IA consentono a individui senza competenze tecniche di sviluppare applicazioni funzionali rapidamente, abbassando le tradizionali barriere che precludono a molti l’ingresso nel mondo del business: gli agenti IA consentono a individui senza competenze tecniche di sviluppare applicazioni funzionali rapidamente, abbassando le tradizionali barriere che precludono a molti l’ingresso nel mondo del business.
Secondo calcoli del presidente di Alibaba Joe Tsai, considerato che il 60% dell’economia globale è rappresentato dai costi del lavoro e i due terzi della forza lavoro sono costituiti da lavoratori altamente qualificati, gli agenti di IA – incrementando significativamente l’efficienza lavorativa – sono in grado di generare quasi 50 mila miliardi di dollari di valore aziendale all’anno.
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Di Alessandra Colarizi
Classe ’84, romana doc. Direttrice editoriale di China Files. Nel 2010 si laurea con lode in lingua e cultura cinese presso la facoltà di Studi Orientali (La Sapienza). Appena terminati gli studi tra Roma e Pechino, comincia a muovere i primi passi nel giornalismo presso le redazioni di Agi e Xinhua. Oggi scrive di Cina e Asia per diverse testate, tra le quali Il Fatto Quotidiano, Milano Finanza e il Messaggero. Ha realizzato diversi reportage dall’Asia Centrale, dove ha effettuato ricerche sul progetto Belt and Road Initiative. È autrice di Africa rossa: il modello cinese e il continente del futuro.
