Alla scoperta dei segreti del paese del Sol levante Un viaggio in Giappone è un’esperienza indimenticabile che rappresenta il sogno di tantissimi appassionati. Ma come prepararsi adeguatamente, senza correre il rischio di perdersi nel vasto mare di informazioni, andando oltre gli stereotipi e le mete più famose? Esplorare la Terra del Sol levante, ricca di fascino e mistero, vuol dire entrare in contatto con una tradizione antichissima, fatta di usanze, leggende, cibi raffinati e festività suggestive, in un Paese noto per la straordinaria capacità di stare al passo con i tempi. Una visita all’isola dei gatti o al museo del sesso, una partita a Pachinko o una notte trascorsa nell’hotel più antico del mondo rappresentano tappe insolite e imperdibili. Antonio Moscatello, giornalista di Askanews e grande appassionato di cultura nipponica, raccoglie in questo libro i migliori consigli di viaggio per visitare il Giappone e la sua capitale, Tokyo, fuori dai consueti itinerari turistici e a costi contenuti.
Lo Shakaden, il tempio-nave spaziale. Museo del crimine di Tōkyō.
Lo Shakaden si trova in una delle parti di Tōkyō più centrali e facilmente raggiungibili con la metropolitana. Le fermate più vicine sono quelle di Kamiyachō e Onarimon. L’ingresso è gratuito.
C’è una nave spaziale parcheggiata in uno dei punti focali della Tōkyō più iconica, non lontano dal Palazzo imperiale. La si riconosce subito anche dalla Tōkyō Tower, il clone della Tour Eiffel che è stata a lungo il più alto punto d’osservazione della città (prima, quanto meno, che tirassero su lo Skytree). Dall’alto appare come una specie di piramide irregolare nera. Invece da terra è come il casco di Darth Vader di Guerre stellari, però molto schiacciato, da cui emerge una lingua che, a ben guardare, è una maestosa scalinata.
Si tratta dello Shakaden (釈迦殿), la “Casa di Sakyamuni”, cioè del Buddha storico. È il quartier generale di un nuovo movimento religioso giapponese che si chiama Reiyūkai (霊友会), “Associazione dell’amicizia spirituale”, uno tra i principali gruppi laicali d’ispirazione buddista del Giappone, che conta qualcosa come cinque milioni di aderenti presenti in quattordici paesi del mondo. È anche conosciuto con il nome Inner Trip Reiyūkai, cioè “Associazione d’amicizia spirituale del viaggio interiore”.
Un movimento lontano dalle derive pericolose
Il Giappone, come sappiamo anche per pesanti casi di cronaca, è ricco di movimenti religiosi, alcuni dei quali bizzarri, altri persino pericolosi, come l’Aum Shinri-kyō (オーム真理教) che mise a segno gli attentati al gas nervino nella metropolitana di Tōkyō nel 1995, provocando quattordici morti e qualcosa come cinquemila intossicati.
La Reiyūkai, intendiamoci, non ha nulla a che vedere con questi eventi. È anzi un’organizzazione che si presenta come aperta ad accogliere i curiosi e le persone interessate ad approfondire.
Le radici nel buddismo di Nichiren
Si tratta di una formazione laica ispirata dalla variante del buddismo di Nichiren (1222-1282), un po’ come la Sōka Gakkai (創価学会).
Nichiren fu un monaco del periodo Kamakura (1185-1333) che basò la sua predicazione in particolare sul Sutra del Loto (Hokke-kyō, 法華経). Il nucleo centrale della dottrina di questo monaco, che ebbe una vita eccezionale, è che tutti gli esseri senzienti possiedono una natura di Buddha, la quale consente loro di raggiungere la “buddità” in questa vita.
Dal Sutra Blu all’espansione internazionale
Nel 1919 un impiegato ministeriale, Kubo Kakutarō (1892-1944), e una donna, Kotani Kimi (1901-1971), cominciarono a fare proseliti attorno a una nuova organizzazione buddista laica.
Kubo, in particolare, pubblicò una raccolta di testi del Sutra del Loto, conosciuta come Sutra Blu, che fece circolare tra gli adepti e per trovare nuovi aderenti. Il movimento crebbe notevolmente dopo la tragedia immane del Grande terremoto del Kantō del 1923.
In un decennio il movimento si allargò sempre più e, nel 1937, costruì un primo quartier generale nella capitale giapponese.
Fu negli anni Settanta del secolo scorso che l’associazione fece un imponente sforzo d’internazionalizzazione, aprendo filiali in molti paesi, tra i quali l’Italia, dove è tuttora presente. E diventando anche membro osservatore come associazione non governativa delle Nazioni Unite.
Beneficenza, opere nel mondo e ombre politiche
Non mancano, tuttavia, polemiche sul suo ruolo nella politica giapponese. Sono molti i gruppi religiosi che hanno instaurato relazioni con esponenti politici. E la Reiyūkai pare non faccia eccezione.
Il gruppo, comunque, si presenta come promotore della pace universale ed è ben riconoscibile per le sue opere di beneficenza. Suoi programmi per lo sviluppo delle aree depresse sono attivi in India e in Nepal. Ma anche in Giappone, tra le attività meritorie, ci sono i corsi gratuiti di giapponese che vengono forniti a chiunque voglia giovarsene.
Lo Shakaden: un capolavoro del modernismo
L’originario Shakaden – che rappresenta per i fedeli un luogo in cui incontrarsi e approfondire lo studio del buddismo – fu costruito nel 1925, ma in seguito fu buttato giù per far posto all’attuale tempio, un capolavoro del modernismo completato nel 1975. Per osservarlo bene, prima di entrarvi, vi consiglio di salire sulla Tōkyō Tower, da cui dista pochi minuti a piedi, per avere una visione dall’alto.
Non è specificamente un tempio, non segue i dettami dell’architettura buddista giapponese. Piuttosto è un centro sociale dove, oltre alla grande sala (in cui non si possono scattare fotografie e che può ospitare fino a tremilacinquecento persone) al centro della struttura, ci sono anche una libreria, un asilo, un ambulatorio e una caffetteria.
All’interno dello Shakaden, inoltre, è presente anche una grande statua del Buddha alta otto metri e intagliata nella canfora di un albero vecchio di mille anni. Inoltre, vi è collocata una grande cisterna di acqua potabile da quattrocento tonnellate, che è conservata per essere utilizzata in caso di emergenza. Una reminiscenza, forse, del Grande terremoto del 1923 (o una precauzione per il possibile Big One prossimo venturo).
📌 Lo Shakaden in numeri (box informativo / elenco puntato)
- 1925 – costruzione del primo Shakaden
- 1975 – completamento dell’attuale edificio modernista
- 3.500 – i posti della grande sala centrale
- 8 m – l’altezza della statua del Buddha, intagliata in un albero di canfora millenario
- 400 t – la cisterna di acqua potabile conservata per le emergenze
- 5 milioni – gli aderenti alla Reiyūkai in 14 paesi del mondo
Una visita (davvero) aperta a tutti
Per quanto i nuovi movimenti religiosi suscitino spesso qualche sospetto, talvolta giustificato, e loro stessi tendano a essere sospettosi rispetto agli esterni, nel caso del Reiyūkai potrete andare tranquillamente a fare una visita. I fedeli sono accoglienti, anzi saranno lieti di accompagnarvi o introdurvi ai corsi di giapponese o di calligrafia. E magari riuscirete a respirare anche lì il sapore di una spiritualità che spesso manca al di fuori delle mura dei luoghi religiosi. O, quanto meno, potrete dire di essere entrati nel tempio di Star Trek.
