“Il fatto che l’Italia sia tuttora il paese europeo con la maggiore presenza di cittadini della Repubblica Popolare Cinese è un aspetto che può essere ulteriormente valorizzato nelle relazioni italo-cinesi. Una maggiore attenzione da parte delle istituzioni competenti, a tutti i livelli, anche nella forma di una più assidua osservazione delle attività di carattere economico e politico espresse dalle associazioni di imprenditori cinesi, in particolare quelle riferite alla prima generazione dell’immigrazione cinese, consentirebbero di valutarne meglio il ruolo e la capacità d’azione tanto sul piano commerciale quanto su quello delle relazioni politiche con la madrepatria cinese. Tale maggiore attenzione offrirebbe anche all’Italia la possibilità di orientare favorevolmente alcuni processi sociali e culturali, come l’integrazione della minoranza cinese e in particolare della sua componente di seconda generazione, che impattano – e impatteranno sempre di più – sulla realtà sociale e politica del nostro paese assai più che su quella della RPC”.

E’ uno dei (molti) passaggi interessanti, e che riguardano direttamente l’Italia, del rapporto sulla Cina a cura di Giovanni Andornino “La Cina: sviluppi interni, proiezione esterna”, che ha visto la partecipazione di numerosi esperti tra cui Daniele Brigadoi Cologna, attento osservatore della comunità sinoitaliana. Ci si augura che il rapporto sia stato letto anche dalla classe politica italiana, alla quale peraltro era destinato.

Classe politica che ha avuto, e ha ancora, l’urgenza della gestione della pandemia da coronavirus. Anche per questo, dopo la visita di Mike Pompeo e la “lottizzazione” dei porti, il tema Cina sembra essere finito (almeno temporaneamente) in secondo piano.

Prosegue comunque il ripensamento sulla Belt and Road, con il ministro Vincenzo Amendola che, durante il festival di Limes, ha definito un “errore” l’aver firmato il celeberrimo memorandum of understanding nel marzo del 2019.

Si continua a discutere di 5G. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Andrea Martella, ha dichiarato: “Credo ci sia un approccio comunitario che deve essere mantenuto e la consapevolezza che intorno c’è una questione di sensibilità dei dati. E’ giusto investire, ma al contempo bisogna tutelare la nostra sovranità. Non si tratta di essere contro investimenti cinesi ma di coniugare importanti investimenti con la protezione dei dati”.

Nel governo sull’argomento sembrano essere ormai tutti d’accordo. Compreso Luigi Di Maio, il quale continua a spingere per un 5G europeo.

Giovedì 22 ottobre il ministro degli Esteri interverrà al convegno “Italia e Cina: 50 anni di relazioni e collaborazione”, organizzato da Fondazione Italia Cina in collaborazione con la Camera di Commercio Italo Cinese. Con lui presenti anche Mario Boselli (presidente Fondazione Italia Cina), l’ambasciatore Li Junhua, l’ambasciatore Luca Ferrari e Pier Luigi Streparava (presidente Camera di Commercio Italo Cinese).

Del tema del cinquantesimo anniversario delle relazioni bilaterali ha scritto Francesco Maringiò, il quale ha raccontato su Twitter di non aver potuto condividere su Facebook il suo articolo per Radio Cina Internazionale.

La Verità critica Romano Prodi per quello che il giornale di Maurizio Belpietro definisce “spottone” alla Via della Seta.

 

SANTA SEDE-CINA

Chi invece ha la parola “Pechino” in cima all’agenda diplomatica è attualmente la Santa Sede. Come scrive Massimo Franco, nei prossimi giorni verrà annunciata l’intesa per il rinnovo dell’accordo sulla nomina dei vescovi, stipulato nel 2018. E secondo l’editorialista del Corriere della Sera, il prolungamento dell’accordo apre alla possibilità (tra due anni) di stabilire relazioni diplomatiche ufficiali (che al momento il Vaticano intrattiene con Taipei).

Il passo, scontato, è stato fatto nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, manifestata ancora una volta da Mike Pompeo durante il suo recente viaggio a Roma. Francesco Sisci ha tracciato un’analisi dei primi due anni dell’accordo con un’intervista pubblicata su Atlante e China Files.

Sul tema della Cina, c’è chi, all’interno della Chiesa cattolica, non condivide la linea di Bergoglio. E’ il caso del cardinale Zen e di Charles Bo, arcivescovo di Yangon intervistato da Matteo Matzuzzi.

 

SECONDA ONDATA

L’Italia è nel pieno della seconda ondata pandemica. Mentre la Cina sembra essere ripartita, come dimostrano i dati economici e della Golden Week. Il South China Morning Post sottolinea come l’ambasciata cinese in Italia abbia alzato l’allerta, dopo che circa 100 cittadini del Dragone avrebbero contratto il coronavirus nel nostro paese.

Filippo Santelli, corrispondente da Pechino di Repubblica, è risultato positivo al coronavirus. Lo racconta lui stesso qui, dopo essere atterrato a Nanchino nei giorni scorsi ed essere entrato in quarantena di ritorno dall’Italia.

Lo stesso Santelli ha intervistato Parag Khanna. Il politologo americano di base a Singapore e autore di bestseller come Il secolo asiatico?, spiega perché in Estremo Oriente il virus è sotto controllo. E non è una questione di autoritarismo.

Insomma, potremmo imparare qualcosa dall’Asia. Secondo Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Oms e consulente del ministro della Salute, in particolare anche dalla Cina. “I cinesi hanno affrontato questo problema allestendo ricoveri ‘shelter hospital’ e risolvendolo. Proposto a marzo è stato largamente ignorato dai decisori locali”, ha scritto Ricciardi in un tweet di risposta in merito alla possibilità che un positivo asintomatico contagi i familiari durante la quarantena in casa. 

La Verità mette nel mirino Domenico Arcuri, che secondo il quotidiano avrebbe mandato nelle scuole “delle mascherine cinesi senza la certificazione CE”.

A DiMartedì della scorsa settimana si è parlato anche di Cina, con un botta e risposta tra Giovanna Botteri, corrispondente Rai da Pechino (che sembra però già sulla via di casa) e il direttore di Libero, Pietro Senaldi.

RELAZIONI ECONOMICHE 

Nelle scorse settimane abbiamo parlato molto spesso di porti, da Trieste a Taranto. Un punto di riferimento sull’argomento è Francesca Ghiretti, che sul The Diplomat analizza il ruolo del Dragone sullo scalo giuliano e su Twitter parla anche di Vado Ligure, con Cosco che avrebbe deciso di chiudere la linea Venezia-Pireo e ricollocarla appunto al terminal ligure (di cui già detiene il 40% della compagnia che lo gestisce, la Apm Terminals Vado Ligure Spa). Tra il porto ligure e quello greco i rapporti sono avviati.

Tornando a Taranto, secondo il presidente dell’Autorità portuale locale, Sergio Prete, per gli investimenti al porto “non esiste alcun pericolo cinese”. Secondo Gabriele Carrer, comunque, l’accordo per la dimissione dagli usi militari e il recupero e la valorizzazione della “Stazione Torpediniere” nel Mar Piccolo sono un freno alla presenza cinese a Taranto.

Il suo collega di Trieste, Zeno D’Agostino (di recente autore dell’interessante distinzione tra “Belt and Road” e “Via della Seta”), è stato invece intervistato dal Manifesto, a cui espresso la necessità di una strategia europea che permetta di non scegliere tra Usa e Cina.

Nel frattempo, per quanto riguarda lo spazio, l’Italia sembra aver definitivamente scelto gli Stati Uniti. Lo dimostra il ruolo nelle nuove missioni per Luna e Marte.

L’economia cinese è ripartita. E Claudio Marenzi, il presidente di Herno, ha voluto aprire ora due negozi a Pechino e Shanghai. “Il momento della Cina è ora, ha spiegato Marenzi, con un anticipo sugli investimenti nel settore moda.

Non a caso, tra i settori a ripartire per primi c’è quello del lusso. “Passato il rimbalzo subito dopo la fine del lockdown, guidato da una voglia di rivincita (il cosiddetto revenge shopping) e concretizzatosi in code chilometriche e fatturati record per alcune boutique di lusso, la tendenza all’acquisto nella Repubblica Popolare si è stabilizzata e si conferma in crescita. Anche per i marchi del lusso italiano”, scrive il Sole 24 Ore. 

Dopo Londra e Parigi, la pechinese Hylink Digital Solutions amplia la sua presenza in Europa e fa il suo ingresso nel mercato italiano, aprendo una sede a Milano e proponendosi ai brand del Made in Italy nei settori fashion, beauty, food, design e lifestyle come partner per la comunicazione digitale.

Huawei Italia ha nominato un nuovo vice direttore generale: si tratta di Massimo Mazzocchini. All’ex ad di Nokia Italia la responsabilità di sviluppare il business dell’azienda tramite le relazioni con il mercato e le sinergie tra le diverse business unit.

Il 16 ottobre, presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino, si è tenuto l’evento di lancio del nuovo modello di casa Maserati, la nuova auto super sportiva MC20. Si tratta del primo evento pubblico in Ambasciata dallo scoppio dell’epidemia di Covid-19.

New entry nel Consiglio d’Amministrazione dell’Inter. A fine giugno, il club nerazzurro ha sostituito Mi Xin, che ha fatto un passo indietro lo scorso 31 maggio, con Zhou Bin, manager di Suning, che è stato cooptato per la carica in attesa della nomina formale nella prossima assemblea dei soci. Per il nuovo consigliere non è stata determinata alcuna remunerazione.

 

RELAZIONI CULTURALI

Con “8 e ½” ha preso il via il prossimo 16 ottobre a Pechino la rassegna cinematografica “Ciao, Federico! Retrospettiva per il centenario di Federico Fellini” dedicata al regista italiano. Organizzata dall’Archivio Cinese del Cinema in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura a Pechino in occasione del 100mo anniversario della nascita di Federico Fellini, la retrospettiva felliniana in programma fino al 30 novembre permetterà di far conoscere ai cinefili cinesi 19 fra i più noti lungometraggi e 3 cortometraggi del grande regista romagnolo.

Otto film italiani sono invece stati proiettati alla settima edizione del Silk Road International Film Festival, inaugurato domenica 11 ottobre a Xi’an, capoluogo della provincia dello Shaanxi, in Cina nord-occidentale.

Nelle sale cinesi è invece arrivato Leo da Vinci – Missione Monna Lisa“, film d’animazione di Sergio Manfio, che è riuscito nella non usuale impresa per un prodotto audiovisivo italiano di venir distribuito nella Repubblica Popolare Cinese.

Intanto il grande regista Jia Zhangke (Leone d’oro a Venezia nel 2006 con Still Life, uno dei suoi tanti splendidi film) si è dimesso dalla guida del festival di Pingyao, che ha fondato e ideato insieme a Marco Müller (che ne è il direttore artistico). Potrebbe essere un brutto colpo per una manifestazione di prima importanza nel panorama cinematografico cinese e asiatico.

Restiamo ancora al cinema, stavolta con la mia intervista a Xin Alessandro Zheng, giovane milanese di origini cinesi che ha appena presentato un (bellissimo) cortometraggio alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Una storia personale che riflette il bisogno di una sintesi tra la propria identità e le proprie radici. Un percorso comune a tanti ragazzi di seconda generazione.

Wen-Long Sun, sul suo canale YouTube, ha pubblicato due nuovi video. Nel primo parla di dolci cinesi con Sarah Manganotti, nel secondo invece bel dialogo con Angelo Hu, primo politico di origine cinese eletto in Italia.

Radio Italia Cina pubblicherà nella giornata di mercoledì 21 ottobre un’intervista ai componenti italiani di European Guanxi, associazione senza scopo di lucro che si propone di favorire le relazioni e la comprensione reciproca tra Europa e Cina. Il gruppo sta organizzando una serie di webinar (qui quello di sabato scorso) su vari temi che riguardano la Cina.

LA MOSTRA “CHINA GOES URBAN” AL MAO DI TORINO

Nel 1978 il 18% della popolazione cinese abitava nelle aree urbane. Oggi quella percentuale è diventata il 60%. Un processo di urbanizzazione dirompente che sta compiendo un cambiamento epocale con effetti sociali, geoeconomici, geopolitici.

Un tema enorme, esplorato dalla mostra “China Goes Urban. La nuova epoca della città”, curata dal Politecnico di Torino e da Prospekt Photographers, in collaborazione con la Tsinghua University di Pechino e Intesa Sanpaolo, e inaugurata negli scorsi giorni al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino.

Attraverso i case studies di Tongzhou, Zhaoqing, Zhengdong e Lanzhou, la mostra invita a osservare un mondo urbano nuovo e in perenne mutamento che esula dai modelli e dagli schemi di interpretazione occidentali. New town fatte di frammenti, con le città che mostrano in presa diretta, attraverso le foto e i video della mostra, la loro identità polimorfica. Infrastrutture innovative e imponenti condividono lo spazio con gesti di una quotidianità “altra”, contadina, con i confini tra città e campagna che si confondono e intersecano.

Alcune frasi tratte da Cara Cina di Goffredo Parise connettono i vari frammenti, in una mostra che traspone plasticamente quelle caratteristiche cinesi così immutabili e così in movimento. Per chi si trova a Torino, visita consigliata.

 

NON SOLO CINA

Corea

Giuseppe Conte ha avuto una telefonata con il presidente della Repubblica di Corea, Moon Jae-in. Il colloquio, stando alla nota di Palazzo Chigi, si è concentrato sull’emergenza Covid-19  e sulla collaborazione nel quadro multilaterale per far fronte alle principali sfide globali, tenuto anche conto della imminente Presidenza italiana del G20. “I due leader hanno ribadito la comune volontà di continuare a lavorare per l’ulteriore rafforzamento delle relazioni bilaterali”, si legge.

Sarebbe stato interessante, anche nei mesi precedenti, chiedere qualche consiglio a Seul, per esempio sulla capacità di svolgere test anti Covid. La tabella che mette a confronto i due paesi, contenuta all’interno di un ampio focus sulla pandemia del Financial Times, è impietosa.

Secondo Walter Ricciardi, comunque, il modello di tracciamento sudcoreano in Italia “non può funzionare”.

Negli scorsi giorni ho intervistato l’ambasciatore italiano a Seul, Federico Failla. Ha risposto a domande sulla geopolitica coreana e asiatica e sulle relazioni bilaterali tra Italia e Corea. Due paesi che sono lontani dal punto di vista geografico e culturale, ma che hanno anche diverse similitudini e comuni obiettivi.

Giappone

Con l’inaugurazione a Faenza, alla galleria della Molinella, della mostra fotografica Endocosmo Maraini – Il Giappone di Fosco Maraini” è ufficialmente iniziata la nuova edizione dell’Ottobre Giapponese della provincia di Ravenna.

Taiwan

Già nelle scorse settimane ho citato il libro “Italia-Taiwan 1950-2020”, a cura di Stefano Pelaggi e pubblicato dall’ufficio italiano di promozione economica, commerciale e culturale di Taipei. Dopo averlo letto posso dire che si tratta di uno strumento fondamentale per chi vuole saperne di più sulla storia di Formosa e su avvenimenti, nomi e prospettive del rapporto bilaterale Italia-Taiwan.

Il 23 ottobre ricorre il centenario della nascita di Gianni Rodari (1920-1980), uno degli autori per ragazzi più famosi e innovativi al mondo. Per ricordare questo grande autore, l’Ufficio italiano di promozione economica, commerciale e culturale di Taipei ha organizzato, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, Bologna Children’s Book Fair e Taipei International Book Exhibition, la mostra online Rodari 100. Figure per Gianni Rodari – Eccellenze italiane. 21 illustratori – 21 interpretazioni visive”, che presenta la reinterpretazione delle opere di Rodari da parte di alcuni grandi illustratori come Altan, Bruno Munari, Gaia Stella e Alessandro Sanna.

 

AGENDA E SEGNALAZIONI

Dal 16 ottobre il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino dà avvio alla programmazione autunnale volgendo uno sguardo al futuro, e lo fa attraverso una mostra originale dal titolo “China Goes Urban. La nuova epoca della città”, curata dal Politecnico di Torino e da Prospekt Photographers, in collaborazione con la Tsinghua University di Pechino e Intesa Sanpaolo.

Il 22 e 23 ottobre si conclude la quattro giorni di “L’altro Giappone. Il privato e la storia” al museo Archeologico nazionale di Napoli. Tra film, dibattiti ed incontri con gli esperti, la kermesse offre uno spaccato inedito sulla vita e sulla società nipponiche.

Segnalo due workshop di Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili. Sabato 24 ottobre alle 9,30 in programma il workshop di ricamo a cura di Giuseppina Maurizi, “Amuleti e talismani nascosti”. Domenica 25 ottobre alle 10 appuntamento dedicato allo “Itajime Shibori”, un procedimento tradizionale per creare pattern ripetuti su tessuto, piegandolo, legandolo e utilizzando resistenze in legno ai fini della tintura.

Il 24 ottobre webinar organizzato da Lorenzo Riccardi dal titolo “The future is in Africa“, dove ci si concentrerà sulle relazioni diplomatiche tra Cina e continente africano.

Dal 25 al 31 ottobre la full immersion dedicata alla Corea con la Korea Week, per la prima volta on line, tra cucina, K-Pop, film e spettacoli di media art.

Il 27 ottobre alle 17 interessante appuntamento organizzato dall’Istituto Confucio di Milano con Daniele Brigadoi Cologna, ricercatore e docente di Lingua e cultura cinese presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Nel webinar si parlerà del suo “Aspettando la fine della guerra. Lettere dei prigionieri cinesi nei campi di concentramento fascisti, un volume che ricostruisce la vicenda storica dello sviluppo della migrazione dal Zhejiang in Europa e in Italia. Lo studio si è soffermato in particolare sulla drammatica vicenda dell’internamento di due terzi della comunità cinese d’Italia nei campi di concentramento fascisti durante la seconda guerra mondiale.

A novembre il Centro di giornalismo permanente presenta la terza edizione del workshop “Scrivere di esteri: raccontare l’Asia”, in programma il 9, 10, 11, 16, 17, 18 e 25 novembre dalle 18 alle 20. Il corso è riservato a 20 partecipanti ed è tenuto da Simone Pieranni, Giulia Pompili, Matteo Miavaldi, Giulia Sciorati e Ilaria Maria Sala.

Il 16 novembre l’ambasciatore italiano a Tokyo, Giorgio Starace, partecipa al webinar (a cui interverrò anche io) “Giappone tra geopolitica e opportunità commerciali“, organizzato da Promos Italia nell’ambito del programma Export 45.

Di Lorenzo Lamperti*

**Giornalista responsabile della sezione “Esteri” del quotidiano online Affaritaliani.it. Si occupa di politica internazionale, con particolare attenzione per le dinamiche geopolitiche di Cina e Asia orientale, anche in relazione all’Italia